✕

Polemica sul killer di Berlino filmato poco prima dell’azione: “Poteva essere fermato”

(reuters)

Ascolta l'audio

Ballout era sotto osservazione della Procura ma contro di lui nessun provvedimento nonostante la sua radicalizzazione
2 minuti di lettura

BERLINO – Le autorità tedesche stavano filmando Abdul Ballout a pochi minuti dalla sua feroce strage del Pride. È quanto emerge da un’inchiesta di vari giornali tedeschi: le telecamere della procura lo avrebbero ripreso alle 20 e 58 mentre usciva di casa. Un’ora dopo, la folle corsa sulla folla radunata al Tiergarten. Ma dall’inchiesta viene fuori anche che le autorità tedesche non ritenessero imminente un atto terroristico. Dopo la scarcerazione lo avevano etichettato come molto pericoloso: man mano che passavano le settimane avevano ridotto sia i pedinamenti sia i controlli attraverso la telecamera nascosta. Soltanto le intercettazioni telefoniche non si erano mai interrotte.

Intanto trapelano novità sul momento della sua possibile…

BERLINO – Le autorità tedesche stavano filmando Abdul Ballout a pochi minuti dalla sua feroce strage del Pride. È quanto emerge da un’inchiesta di vari giornali tedeschi: le telecamere della procura lo avrebbero ripreso alle 20 e 58 mentre usciva di casa. Un’ora dopo, la folle corsa sulla folla radunata al Tiergarten. Ma dall’inchiesta viene fuori anche che le autorità tedesche non ritenessero imminente un atto terroristico. Dopo la scarcerazione lo avevano etichettato come molto pericoloso: man mano che passavano le settimane avevano ridotto sia i pedinamenti sia i controlli attraverso la telecamera nascosta. Soltanto le intercettazioni telefoniche non si erano mai interrotte.

Intanto trapelano novità sul momento della sua possibile radicalizzazione. Il tribunale del Tiergarten ha pubblicato i dettagli di due sentenze che tratteggiano la sua involuzione verso il radicalismo religioso. Il primo verdetto risale al 2022; Ballout era stato condannato per aggressione e ricatto: aveva picchiato e preso a calci un compagno di scuola, poi aveva partecipato all’estorsione di un altro scolaro per strappargli un paio di cuffie. Al momento del processo, Ballout si mostrò pentito. Ma intanto partecipava tre o quattro volte a settimana alle prediche dell’imam della sua moschea. E secondo quanto ricostruito dallo Spiegel, i primi contatti con dei salafisti risalgono già all’anno precedente, il 2021.

Anche da questa prima sentenza emerge insomma un suo forte attaccamento alla religione. Mentre la seconda sentenza del tribunale, attesta ormai la sua completa radicalizzazione e i suoi falliti tentativi di aderire all’Isis in Siria. In mezzo alle due sentenze, quella del 2022 e quella del 2026, Ballout ha cercato di completare invano un paio di apprendistati e di farsi una vita. Ha continuato a vivere con la madre e le tre sorelle, campando di sussidi pubblici. Secondo il padre, intervistato da Spiegel, faceva lavoretti occasionali. Inoltre Abdul sarebbe entrato in rotta di collisione con la famiglia sciita a causa della sua crescente simpatia per i sunniti — la corrente dell’Islam cui appartiene anche l’Isis. Tra il 2023 e il 2024 avrebbe anche sposato brevemente con rito musulmano una donna di Salisburgo. Il tribunale di Tiergarten descrive Abdul come profondamente religioso: pregava cinque volte al giorno e andava regolarmente alla preghiera del venerdì. Nella prima metà del 2025 avrebbe sviluppato il piano di aderire all’Isis.

Ma il dettaglio su cui si sono concentrate ieri le polemiche è soprattutto la sentenza “light”: anche se Abdul era già maggiorenne all’epoca della fuga in Siria per aderire all’Isis, i giudici hanno deciso di applicare il diritto penale minorile. Secondo i togati, Ballout mostrava ritardi nello sviluppo e non era maturo. In più, quando lo hanno condannato a un anno e dieci mesi, hanno tenuto conto dei tre mesi che aveva trascorso già in una prigione libanese e il periodo della carcerazione preventiva. Quella condanna, scontata solo in parte, è stata ieri al centro delle polemiche. A sollevare dubbi è stato anzitutto il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt: «Se qualcuno viene considerato pericoloso, perché dargli la condizionale?». Per il politico Csu un paradosso «incomprensibile». Anche il sindaco di Berlino, Kai Wegner, si è detto «senza parole».

L’esperto di terrorismo Peter Naumann sostiene che il problema siano le leggi per i minori: troppo morbide. Al Zdf il professore del King’s College di Londra ha ricordato che le condanne sono più leggere che in altri Paesi europei e ha posto un problema di fondo: in Germania «la priorità è la rieducazione del minore», anche rispetto alla sicurezza della collettività. Tanto che il leader dei Giovani della Cdu/Csu, Johannes Winkel, ha chiesto già ieri un inasprimento delle pene per i minori. Idem il presidente della Commissione di controllo dei servizi del Bundestag, Marc Heinrichmann. La «dichiarazione di guerra alla nostra democrazia liberale non può essere trattata con i guanti di seta», ha sottolineato.

Leggi i commenti