L’esplosione avvenuta ieri sera intorno alle 20,10 nei pressi del ristorante italiano Balzi Rossi, in piazza Kudrinskaya, nel centro di Mosca, è stata provocata dalla detonazione di un ordigno esplosivo artigianale. Il bilancio è di cinque morti e 21 feriti. In una prima fase, le autorità non avevano indicato le cause dell’esplosione e, secondo quanto riportato da alcuni media russi, tra le ipotesi circolate vi era anche quella di una fuga di gas nelle cucine del ristorante. Successivamente, il Comitato Nazionale Antiterrorismo ha ricostruito l’accaduto come un attentato, affermando che l’ordigno sarebbe stato introdotto nel locale da una donna, morta sul posto nell’esplosione.
Secondo quanto riferisce l'ambasciata russa in Italia, in un comunicato diffuso su Telegram nell'attacco “sono rimasti illesi lo chef napoletano Carmine Alfieri e i membri della sua squadra". Nella nota si attribuisce la responsabilità dell'esplosione ai “terroristi ucraini” che, pianificando un attentato in uno dei migliori ristoranti italiani di Mosca, hanno voluto "intimidire gli italiani che lavorano in Russia, far intendere che anche loro sono nel mirino e possono in qualsiasi momento essere le prossime vittime di questi mascalzoni".
Il ristorante, situato al piano terra di uno dei celebri grattacieli staliniani della capitale, era chiuso al pubblico perché ospitava un evento privato. Il canale Telegram 112 ha riferito che si trattava di un matrimonio con circa 50 invitati, mentre il canale Astra, citando un testimone, sostiene che nel locale si stesse festeggiando il compleanno di un generale, la cui identità non è stata resa nota. Il giornalista russo Oleg Kashin ha ipotizzato che il festeggiato potesse essere il comandante in capo delle Forze Aerospaziali russe (Vks), il generale colonnello Alexander Chaiko, accusato da Kiev di aver avuto un ruolo nelle operazioni militari nell’area di Bucha e sanzionato dall’Ue. L’ipotesi non è stata confermata da fonti ufficiali. Il canale Telegram VChK-OGPU sostiene inoltre che tra gli invitati fosse presente anche il deputato della Duma di Stato Zelimkhan Mutsoev.
Astra ha inoltre riferito che nelle vicinanze del ristorante erano parcheggiate numerose auto con targhe nere, generalmente utilizzate da strutture militari e governative, circostanza che ha alimentato le ipotesi sulla presenza di alti funzionari tra gli invitati. Secondo il Comitato Nazionale Antiterrorismo, la donna sospettata avrebbe tentato di entrare nel ristorante trasportando l’ordigno esplosivo. Una guardia di sicurezza le avrebbe impedito di accedere al locale e l’esplosione si sarebbe verificata durante il controllo. Tra le tre vittime figurano lo stesso addetto alla sicurezza, la presunta attentatrice e uno degli ospiti presenti all’evento.
Fino alla mezzanotte di ieri, il Comitato investigativo russo non aveva annunciato l’apertura di un procedimento per terrorismo. Secondo fonti del quotidiano Kommersant, l’obiettivo dell’attacco sarebbero stati gli invitati alla festa privata organizzata sulla terrazza del ristorante. Una delle ipotesi ricostruite dal giornale è che la donna si sia presentata all’ingresso con una scatola, sostenendo che contenesse un regalo destinato agli ospiti. Insospettito, l’addetto alla sicurezza avrebbe deciso di ispezionarla; in quel momento l’ordigno sarebbe stato fatto esplodere a distanza. Kommersant riferisce inoltre che il dispositivo aveva una potenza equivalente a circa un chilogrammo di tritolo ed era caricato con sfere metalliche, provocando il ferimento di numerose persone presenti sulla terrazza del locale. Secondo il quotidiano, le rigorose misure di sicurezza predisposte per l’evento avrebbero evitato un bilancio molto più grave, limitando gli effetti dell’esplosione all’ingresso del ristorante.
Dopo l’attacco, l’area intorno al ristorante è stata isolata dalla polizia. Sul posto sono intervenuti investigatori, artificieri e squadre di soccorso. Il traffico nella zona è stato interrotto. Verso la mezzanotte di ieri le indagini erano ancora in corso e le autorità russe non avevano fornito ulteriori dettagli sull’identità delle vittime né sul possibile movente dell’attacco.
Secondo quanto riferisce l'ambasciata russa in Italia, in un comunicato diffuso su Telegram, “sono rimasti illesi lo chef napoletano Carmine Alfieri e i membri della sua squadra".