I ribelli Houthi dello Yemen hanno riferito di aver attaccato una petroliera saudita al largo di Yanbu, porto saudita nel Mar Rosso, nell'ambito del blocco che avevano annunciato contro la flotta saudita. Intanto Trump ribadisce che l’accordo tra Iran e Oman su Hormuz è vicino e lo stretto riaprirà presto. Ieri la Cnn ha riportato che gli Stati Uniti sono a corto di missili: hanno usato l’80% delle riserve di intercettori Thaad e il 50% dei Patriot. Il segretario alla Difesa Hegseth ribatte “Non è vero, vergognatevi”.
Pezeshkian: “Molto difficile parlare con Khamenei, ma sua presenza è grande forza”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che al momento è "molto difficile" comunicare con la Guida suprema Mojtaba Khamenei, "ma la sua presenza è una grande forza per noi". Lo riporta l'agenzia iraniana Fars. Sin dal suo insediamento a marzo, in seguito all'uccisione del padre Ali Khamenei in un raid israelo-americano, non è mai apparso in pubblico.
Houthi, colpita seconda petroliera saudita nel Golfo di Aden
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver attaccato un'altra petroliera saudita, la seconda in un solo giorno, proseguendo il blocco marittimo dichiarato contro Riad. In una dichiarazione, il portavoce militare Houthi Yahya Saree ha affermato che i ribelli hanno preso di mira la petroliera saudita Daisy nel Golfo di Aden con un missile balistico.
Teheran: “Non sono in corso colloqui con Usa”
L'Iran continua a negare che siano in corso trattative con gli Stati Uniti per la riapertura dello Stretto di Hormuz, descrivendo invece i colloqui con l'Oman come un processo esclusivamente bilaterale. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, in un'intervista televisiva ai media ufficiali di Teheran. "L'affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso negoziati con l'Iran è falsa. Non ci sono stati negoziati", ha affermato Gharibabadi, aggiungendo tuttavia che Teheran ha ricevuto messaggi da Washington sulla disponibilità a tornare agli impegni precedenti. Il viceministro ha spiegato che l'Iran non ha ancora deciso se procedere verso una seconda fase che potrebbe portare all'attuazione di un memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran.
Teheran: “Rotta in accordo con Oman potrebbe essere in vigore per 2-4 mesi”
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha affermato che una potenziale rotta di transito attraverso lo Stretto di Hormuz, attualmente oggetto dell'accordo in fase di finalizzazione tra Iran e Oman, potrebbe essere praticabile per un periodo compreso tra due e quattro mesi. Secondo Gharibabadi l'accordo è prossimo alla conclusione, con intese di principio raggiunte su quasi tutte le questioni, comprese le mappe delle rotte di ingresso e di uscita per il traffico marittimo e le questioni correlate. Lo riporta l'agenzia Irna. Gharibabadi ha aggiunto che l'accordo proposto costituisce un nuovo modello, piuttosto che una continuazione del sistema utilizzato negli ultimi 60 anni, tenendo conto delle condizioni attuali, della situazione di sicurezza che circonda l'Iran e dei futuri accordi che regoleranno lo Stretto di Hormuz. Secondo l'intesa proposta, una rotta settentrionale iraniana, situata vicino all'isola di Larak, e una rotta meridionale nelle acque interne dell'Oman verrebbero chiuse perché temporanee.
Gharibabadi: “Raggiunta intesa con Oman su quasi tutto”
Iran e Oman hanno raggiunto un'intesa generale "su quasi tutti i temi ancora in sospeso". A riferirlo è stato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, citato da Press Tv. Teheran, ha ricordato, sta trattando con Muscat "nuove rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz, poiché il corridoio attualmente utilizzato rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale del Paese".
capo Idf in visita a Gaza: “Continueremo le nostre operazioni”
Oggi, durante una visita nella Striscia di Gaza, il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che l'esercito sta "sferrando colpi sistematici contro Hamas". "Abbiamo indebolito significativamente Hamas e cambiato la realtà della sicurezza", ha affermato, secondo quanto riportato dall'esercito e riferito dal Times of Israel. "Le Forze di Difesa Israeliane continueranno ad operare in modo proattivo. Non permetteremo che si ripresenti una minaccia ai nostri confini come quella del 7 ottobre", ha aggiunto Zamir.
Media, colloqui Israele-Libano sospesim Tel Aviv accusa Beirut di diffondere notizie false
I colloqui tra Israele e Libano a Roma, mediati dagli Stati Uniti, si sono conclusi con diverse ore di anticipo. Lo riferisce Times of Israel, spiegando che la sospensione è stata chiesta dall'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, dopo aver accusato la delegazione libanese di aver "ripetutamente diffuso false informazioni ai media libanesi". A causa delle fughe di notizie, ha detto una fonte al giornale israeliano, Leiter ha chiesto ai mediatori statunitensi di sospendere i colloqui odierni prima della loro conclusione prevista. Tuttavia la ripresa dei colloqui è comunque programmata per domani.
Ukmto, nave al largo dello Yemen sfiorata da forte esplosione
Una nave al largo della costa yemenita ha segnalato una forte esplosione nelle vicinanze. Lo riferisce il Centro britannico per le operazioni di commercio marittimo (Ukmto). L'episodio è avvenuto a 95 miglia nautiche (176 km) a sud-est di Aden, in Yemen. Tutto l'equipaggio della nave è "presente e al sicuro". L'Ukmto segnala che le autorità stanno indagando e consiglia alle navi di procedere con cautela e di segnalare qualsiasi attività sospetta.
Netanyahu: “Trump amico più grande, ma l’esistenza di Israele non è negoziabile con o senza accordo”
"Voglio essere chiaro: il presidente Trump è il nostro più grande amico e il più grande amico che abbiamo mai avuto alla Casa Bianca, e gli Stati Uniti sono il nostro grande alleato, e tutti lo capiscono. Ma l'esistenza di Israele non è negoziabile, con o senza accordo. Sono determinato a fare tutto il necessario per garantire la nostra sicurezza e il nostro futuro". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante il discorso tenuto in occasione della cerimonia di Stato per la tumulazione a Gerusalemme dei nonni di Teodoro Herzl, considerato il fondatore della patria, le cui spoglie sono state portate oggi da Belgrado.
"Non ci sarà qui uno Stato palestinese terrorista che abbia l'obiettivo di distruggere lo Stato-nazione ebraico. Sappiamo che vogliono distruggerci perché promuoviamo i valori del progresso, della democrazia, della libertà, che loro odiano", ha aggiunto Netanyahu.
Media, esercito Israele conferma “raid limitato” in Cisgiordania
Una fonte militare israeliana ha confermato l'operazione dell'esercito di Israele (Idf) nel campo profughi di Qalandiya, in Cisgiordania, pur insistendo sul fatto che sia stata "limitata". "L'operazione ha lo scopo di indebolire e contrastare le capacità organizzative dei gruppi terroristici nella zona, ampliare la libertà d'azione delle forze di sicurezza a seguito dei numerosi episodi di violenza verificatisi durante i recenti ingressi nell'area e rafforzare la sicurezza nel settore", ha detto il funzionario. Lo riporta il Times of Israel.
Cisgiordania: i soldati israeliani lanciano lacrimogeni verso i giornalisti
Teheran: “Anche con l’accordo Hormuz resta insicuro per via degli Stati Uniti”
"Un accordo con l'Oman non può, di per sé, significare che lo stretto sia diventato sicuro per le navi di passaggio, perché i fattori che creano insicurezza nello Stretto di Hormuz, in particolare il blocco navale statunitense e altre azioni contro l'Iran e i suoi interessi, rimangono in vigore". È quanto ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, come riporta Iran International.
Trump ripete le minacce all'Iran: "Se non riapre lo Stretto di Hormuz molto presto, colpi durissimi"
Media, progressi nei colloqui tra Israele e Libano, Beirut chiede rinnovo della tregua
Nei colloqui tra Libano e Israele in corso a Roma, Beirut "ha chiesto il rinnovo e il rafforzamento della tregua per 8 settimane o 60 giorni". Lo riferiscono fonti libanesi ad Al Arabiya aggiungendo che ci sono "progressi in tutti i percorsi di negoziazione con Israele". "Progressi significativi" si registrano anche "nel dossier dei confini", secondo le stesse fonti.
Teheran: “Nessuna missione in Pakistan o Qatar per Araghchi”
Le autorità iraniane hanno smentito la notizia, circolata sui media arabi, di una missione del ministro degli Esteri Abbas Araghchi o del presidente del parlamento, Mohammad Ghalibaf, in Pakistan e Qatar per incontrare i mediatori delle trattative con gli Stati Uniti. "Non abbiamo in programma che il ministro degli Esteri o il presidente del Parlamento vadano in Pakistan o in Qatar alla fine di questa settimana", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, citato dai media iraniani. "Naturalmente, Pakistan e Qatar continuano i loro sforzi per ridurre le tensioni e anche l'Iran è in contatto e si sta confrontando con loro", ha assicurato.
Teheran: “Trovato accordo con Oman sulle coordinate geografiche di navigazione a Hormuz”
Iran e Oman hanno trovato un accordo "sulle coordinate geografiche del corridoio di navigazione" nello stretto di Hormuz. Ad annunciarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall'agenzia Isna. "Le coordinate geografiche della rotta presa in considerazione dalle parti sono state concordate e, se alcune parti terze non ostacoleranno il processo, la dichiarazione congiunta dei due Paesi, comprendente le principali considerazioni e i punti concordati, è anch'essa nella fase di esame e redazione finale", ha spiegato
Attacco Idf nel sud del Libano, 1 morto e 11 feriti
Un morto e 11 feriti. È questo, riferisce l'agenzia di stampa libanese Nna, il bilancio finora dell'attacco dell'Idf sulla città di Tebnine nel sud del Libano. Il raid israeliano avrebbe colpito una sala di preghiera nel cimitero della città. Le Idf in precedenza avevano annunciato attacchi contro Hezbollah in risposta a una violazione del cessate il fuoco da parte del gruppo libanese filoiraniano.
Dipartimento del Tesoro Usa rimuove sanzioni a tre compagnie aeree iraniane
Gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni antiterrorismo nei confronti di tre compagnie aeree iraniane e di due aeromobili collegati al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran). Lo si apprende da un aggiornamento pubblicato sul sito del Dipartimento del Tesoro statunitense.
L’Idf avvia attacchi mirati nel sud del Paese
L'esercito israeliano ha avviato attacchi mirati nel sud del Libano. In risposta a una palese violazione del cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, le Forze di difesa israeliane, sottolinea l'Idf su Telegram, hanno avviato attacchi mirati nel sud del Libano
Idf: “Avviso evacuazione villaggio al-Mansouri nel sud”
L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per i residenti del villaggio libanese di Al-Mansouri, nel distretto di Tiro. Lo scrive il portavoce dell'Idf Avichay Adraee su X. In precedenza, i media libanesi avevano riferito di raid aerei sulla zona. A Roma è in corso la seconda giornata di colloqui tra le delegazioni di Israele e Libano
Media: “Araghchi venerdì in Pakistan per vedere i mediatori”
Abbas Araghchi, ministro degli Esteri dell'Iran, sarà venerdì in Pakistan per incontri ufficiali con i mediatori del negoziato con gli Stati Uniti. Lo riporta l'agenzia Tasnim. Durante la visita Araghchi dovrebbe incontrare il capo di Stato maggiore dell'esercito Asim Munir, il primo ministro Shehbaz Sharif, primo ministro del Pakistan e il ministro degli Esteri Ishaq Dar
Tajani sente Araghch: “Proseguire il dialogo e riaprire presto Hormuz”
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi "mi ha illustrato la trattativa che l'Iran sta avendo con l'Oman per riaprire lo stretto di Hormuz al traffico commerciale". Lo scrive il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aggiunge di aver "ribadito l'importanza di proseguire il dialogo per arrivare rapidamente a una soluzione politica della crisi anche con gli Stati Uniti ed evitare nuove escalation. È essenziale garantire la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o limitazioni, nell'interesse della stabilità regionale e dell'economia globale"
Media Iran: “L’accordo Iran-Oman non riaprirebbe subito Hormuz”
Qualsiasi accordo tra Iran e Oman sulle future modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz non porterebbe alla riapertura immediata di questa strategica via navigabile, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Irib, che cita una fonte informata. Lo scrive Al-Jazeera. La fonte ha affermato che i negoziati sulle future modalità di navigazione si stanno svolgendo esclusivamente tra Teheran e Muscat e "non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti". "Un possibile accordo tra Iran e Oman sulle modalità di transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz non ha nulla a che vedere con l'immediata riapertura dello stretto", ha aggiunto la fonte.
Anche se Iran e Oman dovessero raggiungere un accordo, lo stretto rimarrebbe chiuso finché persisteranno quelle che Teheran definisce "violazioni da parte degli Stati Uniti", secondo quanto riportato. "La riapertura dello Stretto di Hormuz dipende da un cambiamento nel comportamento degli Stati Uniti e dalla correzione delle loro violazioni", ha affermato la fonte. Queste dichiarazioni giungono inoltre dopo le indiscrezioni diffuse dai media iraniani secondo cui Teheran sarebbe vicina a raggiungere un'intesa con Muscat su un nuovo corridoio di navigazione, a condizione che gli Stati Uniti cessino di interferire nei negoziati. I funzionari iraniani hanno ripetutamente accusato Washington di tentare di influenzare i negoziati e di ritardare un accordo attraverso minacce militari
Houthi rivendicano un attacco a una petroliera saudita nel Mar Rosso
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno annunciato di aver attaccato una petroliera saudita al largo del porto di Yanbu, sul Mar Rosso, nell'ambito del blocco annunciato contro la flotta saudita. Il gruppo "ha colpito con successo la petroliera saudita 'Wafa' nel Mar Rosso settentrionale, al largo della costa di Yanbu, con diversi missili balistici", ha dichiarato il portavoce militare Yahya Saree in un videomessaggio, aggiungendo che si tratta dell'ottava nave colpita da quando è stato annunciato il blocco, il 22 luglio, contro la flotta di Riad, che sostiene il governo yemenita.
Yemen, Houthi minacciano rotta alternativa a Hormuz: "Colpita una petroliera saudita nel Mar Rosso"
Media Libano: “Potenti bombardamenti israeliani nel sud del Paese”
Le forze israeliane hanno effettuato un potente bombardamento nella città di Kfar Tebnit, che si trova nel Libano meridionale nella zona di Nabatieh. Lo afferma l'agenzia libanese Nna, secondo cui gli israeliani hanno inoltre effettuato un nuovo massiccio bombardamento nella città di Haddatha, nel distretto di Bint Jbei. Nna riporta inoltre, nelle ultime ore, di importanti operazioni di bombardamento nella zona di Al-Mashaa, tra le città di Al-Mansouri e Majdal Zoun nel distretto di Tiro. L'agenzia libanese segnala inoltre, ieri sera e ieri pomeriggio, attacchi di droni sul quartiere di Al-Ruwais, alla periferia di Nabatieh
Funzionario Iran: “Sono gli Usa a rallentare l'accordo con Oman su Hormuz”
"La ragione principale del ritardo nell'accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz è l'ingerenza degli Stati Uniti e le minacce del presidente Donald Trump". Lo ha dichiarato un funzionario informato, citato da Sepah News, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. "Finché continueranno queste manovre da parte degli Stati Uniti, l'accordo subirà dei ritardi", ha aggiunto, sottolineando che "Teheran non concluderà alcun accordo sotto la minaccia di tali azioni".
Trump: con Teheran ottime discussioni, spero di non usare colpo più duro
"Li abbiamo colpiti molto duramente. Ma il colpo più duro deve ancora arrivare e spero che non dovremo usarlo. Spero di no, stiamo avendo ottime discussioni. Non amano ammetterlo". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un'intervista a Fox News. "Lo sanno. Lo capiscono", ha spiegato, aggiungendo che la sua prima scelta non era riprendere gli attacchi, bensì perseguire un accordo diplomatico.
Trump: “L'accordo sull'apertura di Hormuz? Possibile oggi o giovedì”
"Sono stati fatti molti progressi" e un accordo "è possibile domani o dopodomani", vale a dire mercoledì o giovedì. È quanto ha detto Donald Trump, poco prima di imbarcarsi sull'Air Force One a Los Angeles dove è ancora martedì sera allo scopo di raggiungere Las Vegas, a una domanda sull'ipotesi rilanciata da Axios, secondo cui l'intesa sull'apertura dello Stretto di Hormuz è attesa oggi, mercoledì 5 agosto.
Trump: “Hormuz riaprirà presto o colpiremo duramente”
Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz "aprirà molto presto, oppure" gli iraniani "saranno colpiti molto duramente".
Il presidente americano ha parlato nel corso di un'intervista rilasciata all'emittente Fox News. "Stiamo avendo ottime discussioni", ha aggiunto Trump, in visita in California, assicurando che l'Iran vuole raggiungere un accordo.
Axios: “Usa vicini ad accordo provvisorio su Hormuz, atteso oggi l'annuncio”
Stati Uniti, Iran e Oman sono vicine all'accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz: Washington punta ad annunciare oggi l'intesa, secondo Axios, in base a due fonti regionali e a un funzionario americano. L'accordo, oggetto di negoziati da diverse settimane, mira a ripristinare la tregua tra Usa e Iran e a far ripartire i negoziati per un accordo sul nucleare. L'intesa preliminare farebbe sue alcune richieste iraniane sui diritti di controllo del traffico nello stretto che non aveva prima della guerra.
L'accordo in discussione consisterebbe in un meccanismo provvisorio di 60 giorni, potenzialmente prorogabile.
Media: “Il Pentagono nasconde vero numero delle perdite”
Secondo alcuni media americani, quello dei soldati americani rimasti uccisi o feriti non torna. Il Pentagono starebbe usando un nuovo metodo per conteggiare le perdite nel conflitto con l'Iran che, secondo un funzionario del governo americano, è stato "progettato per nascondere il numero reale". Lo sostiene il sito investigativo online americano The Intercept, specializzato in Intelligence e Difesa. Dall'inizio del conflitto, spiega la testata, il dipartimento della Guerra ha pubblicato il conteggio ufficiale delle vittime sul sito del Defense Casualty Analysis System (Dcas), il sistema che monitora i militari "deceduti, feriti, malati o lesionati" per il Congresso e il presidente.
Hegseth contesta la Cnn sulla carenza dei missili, 'vergognatevi'
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha respinto la validità di quanto riportato dalla Cnn, secondo cui, dall'inizio della guerra all'Iran, gli Usa avrebbero esaurito l'80% dei missili intercettori Thaad e il 50% di Patriot. "Quel titolo NON è vero, Cnn. Vergognatevi", ha scritto Hegseth su X, postando la foto di un momento della trasmissione in cui è stata presentata la vicenda con il relativo banner riassuntivo e la citazione dell'80% dei Thaad in meno. "Non odiamo abbastanza i media delle fake news", ha aggiunto.
La Lettonia invierà 20 soldati per lo sminamento dello stretto di Hormuz
Circa venti soldati delle forze armate lettoni parteciperanno alle operazioni di sminamento dello stretto di Hormuz. Lo ha comunicato oggi il ministero della Difesa di Riga. Secondo le informazioni fornite dalle autorità, il contingente lettone non affiancherà alle operazioni di bonifica attività di sostegno agli Stati uniti nell'ambito della guerra contro l'Iran.
Cnn, “Usati l'80% di intercettori Thaad e circa il 50% di Patriot contro l'Iran”
Il conflitto con l'Iran sta esercitando una pressione senza precedenti sulle scorte di missili statunitensi, raggiungendo livelli "pericolosamente bassi". Le operazioni militari, riporta la Cnn, hanno portato all'uso di parte considerevole degli intercettori per la difesa aerea più avanzati, spingendo Washington a rivalutare i rischi di una campagna prolungata. Le forze armate Usa hanno impiegato quasi l'80% degli intercettori Thaad e circa la metà di quelli Patriot rispetto alle scorte pre-conflitto. Nelle ostilità, l'esercito ha usato praticamente tutti i missili terra-terra a lungo raggio a guida di precisione a sua disposizione.
Libano: "Enorme esplosione" nella città di Haddatha
Le forze israeliane hanno provocato una "enorme esplosione" nella città di Haddatha, nel sud del Libano, secondo quanto riportato dall'agenzia nazionale di stampa. La notizia giunge nel primo giorno di un nuovo ciclo di negoziati tra Israele e Libano a Roma, volti a promuovere l'accordo quadro di giugno, in base al quale le forze israeliane si ritirerebbero gradualmente dal Libano meridionale, mentre Hezbollah si disarmerebbe.