Gli Stati Uniti "si aspettano un accordo a breve" con l'Iran. E, una volta annunciata un'intesa per ripristinare la navigazione commerciale senza ostacoli, revocheranno il blocco dei porti iraniani. Lo ha riferito un funzionario americano. Una nave appartenente alla Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc) è stata colpita da un missile mentre attraversava lo Stretto di Hormuz nella mattinata di oggi. "Quando l'America accetterà le condizioni dell'Iran, lo Stretto di Hormuz riaprirà certamente", ha però dichiarato subito dopo il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc), Hossein Mohebi.
“Fuoriuscita di petrolio dopo l'attacco a una petroliera vicino a Hormuz”
La piattaforma di monitoraggio marittimo TankerTrackers ha reso noto su X di "una fuoriuscita di petrolio che copre almeno 47 chilometri quadrati visibile nelle immagini Landsat, a seguito dell'attacco ad una petroliera nello Stretto di Hormuz". Secondo il sito dell'opposizione Iran International questa scoperta sembra contraddire una precedente valutazione secondo cui l'incidente non avrebbe causato "alcun impatto ambientale".
TankerTrackers nel suo post ha citato l'Ufficio per le operazioni marittime del Regno Unito (Ukmto), secondo il quale "oggi è stata ricevuta la segnalazione di un incidente a 18 miglia nautiche a est di Khasab, in Oman". L'agenzia britannica aveva scritto che una "fonte verificata ha riferito che un'imbarcazione è stata colpita da un missile di origine ignota, causando un incendio che è stato successivamente spento".
L'Ukmto aggiungeva che "non si segnalavano impatti ambientali e che l'imbarcazione e l'equipaggio erano al sicuro".
Media, il capo del Centcom visita Israele in un clima di tensione con l'Iran
Il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), l'ammiraglio Brad Cooper, è da oggi in visita in Israele per incontri con alti ufficiali militari israeliani, in un contesto di tensioni con l'Iran. Lo scrive Iran International senza fornire ulteriori dettagli.
Centcom: “Deviate 53 navi commerciali per il blocco contro l'Iran”
Gli Stati Uniti hanno deviato 53 navi commerciali, ne hanno rese inservibili due e ne hanno abbordate altre due dall'inizio del blocco navale in Iran. Lo riferisce il Centcom su X. Le forze armate americane hanno inoltre consentito a quasi 35 navi di passare per trasportare aiuti umanitari.
Oman: “Negoziati su Hormuz in clima positivo e costruttivo”
"I negoziati in corso sulle modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz si stanno svolgendo in un clima positivo e costruttivo". Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri dell'Oman che, in una dichiarazione, ha invitato tutte le parti ad astenersi da qualsiasi azione che possa compromettere il progresso dei negoziati.
Media iraniano diffonde un video di Khamenei, ma è senza data
I media statali iraniani hanno diffuso un video senza data della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, il primo dalla sua nomina a marzo. Lo riporta la Cnn. Il nuovo leader supremo non è ancora apparso in pubblico e finora si è sentito parlare di lui solo attraverso messaggi diffusi dai media statali. Il filmato mostra Khamenei mentre impartisce una lezione religiosa a un gruppo di persone e sembra essere stato girato prima della guerra. Il post non fornisce dettagli sulla datazione del filmato e non è nemmeno chiaro nemmeno perché il filmato venga condiviso ora e probabilmente alimenterà ulteriori speculazioni sulla sua sorte e sul suo stato di salute. Una delle testate che ha diffuso le immagini, Mehr, è considerata vicina alla Guida Suprema, ma le immagini non sono state ampiamente pubblicate da altri canali iraniani.
Pentagono: “Abbiamo armi a sufficienza per la guerra”
Jarred Conley, vicedirettore principale dell'Unità per l'Innovazione della Difesa (DIU) del Dipartimento della Difesa statunitense, ha dichiarato che le forze armate statunitensi dispongono di munizioni sufficienti per la guerra contro l'Iran, dopo le notizie secondo cui le scorte statunitensi di armi vitali per la difesa aerea, come i missili intercettori balistici, sarebbero state ridotte a causa del conflitto. "Abbiamo munizioni sufficienti per il compito che ci attende", ha dichiarato Conley ad Al Jazeera in un'intervista esclusiva. "Il Dipartimento ha tutto ciò di cui ha bisogno oggi per condurre una guerra".
Media, almeno 5 palestinesi feriti in Cisgiordania in attacchi idei coloni
L'agenzia di stampa palestinese Wafa ha reso noto che "coloni estremisti israeliani hanno compiuto diversi attacchi contro città e villaggi palestinesi in Cisgiordania a partire da ieri sera, ferendo almeno cinque persone".
Secondo quanto riportato, nella tarda serata di ieri alcuni coloni hanno fatto irruzione nel villaggio di Beit Dajan, a est di Nablus, aggredendo tre palestinesi alla periferia della città. Le tre vittime hanno riportato ferite di media entità, mentre questa mattina, i coloni hanno fatto irruzione nella vicina città di Beit Furik, ferendo questa volta due palestinesi, ha aggiunto Wafa.
Esercito yemenita, lanciati attacchi contro basi ribelli Houthi
L'esercito yemenita ha attaccato i ribelli Houthi in risposta ai recenti attacchi degli Houthi nello Yemen centrale e orientale. Il colonnello Majed al-Nazili, portavoce dell'esercito yemenita, ha affermato che gli attacchi hanno preso di mira le "basi e le capacità" dei ribelli su diverse linee del fronte. Ha aggiunto che gli attacchi miravano a "proteggere i civili disarmati" e a difendere la sicurezza dell'esercito, segnando una grave escalation da quando una tregua del 2022 ha in gran parte fermato i combattimenti.
JD Vance: “Ci hanno detto che non intendono introdurre pedaggi”
Gli iraniani hanno riferito agli statunitensi che non hanno in programma di introdurre un meccanismo di pedaggi nello Stretto di Hormuz, per quanto ci siano elementi nel Paese che spingono in questa direzione. Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, in un'intervista a Fox News. "Ci aspettiamo di vedere uscire dal Golfo la stessa quantità di petrolio e gas che ne usciva prima che iniziasse il conflitto", ha detto Vance, "questo è quello che gli iraniani ci hanno detto che avrebbero fatto". Il vicepresidente Usa ha spiegato che uno dei punti che sta venendo affrontato al momento è come assicurare il passaggio sicuro delle navi in uno Stretto dove gli iraniani "hanno posto un gran numero di mine all'inizio della guerra". Vance ha quindi assicurato che gli Usa hanno "ridotto in materia radicale" la capacità di Teheran di condurre "operazioni militari asimmetriche".
Teheran: “Hormuz non riaprirà finche gli Usa non correggono il loro comportamento”
"Lo Stretto di Hormuz non riaprirà finché gli Stati Uniti non correggeranno il loro comportamento". Lo ha dichiarato il segretario del Consiglio supremo di sicurezza, Mohammad-Bagher Zolghadr, nelle sue prime dichiarazioni pubbliche dopo le notizie sulle sue possibili dimissioni. Secondo Zolghadr, il cambiamento di atteggiamento richiesto a Washington implica il rispetto di una serie di condizioni poste da Teheran, tra cui la fine delle minacce e delle operazioni militari contro l'Iran e i suoi alleati e la revoca del blocco navale.
Oman condanna "ripetuti attacchi" a navi in Stretto Hormuz
Il governo dell'Oman ha condannato i "ripetuti attacchi alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz", definendoli una "violazione del diritto internazionale e della sovranità sulle acque territoriali". Lo si legge in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale omanita. Il Paese del Golfo sta negoziando con l'Iran un accordo per la gestione della cruciale via d'acqua.
Pezeshkian: “Popolo resisterà fino alla fine in ogni caso”
Gli iraniani resisteranno "fino alla fine", qualunque cosa decidano le autorità. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, secondo l'agenzia di stampa Fars. "I comandanti militari sanno meglio di noi se dobbiamo combattere o meno. Conoscono il proprio potere. La leadership decide, e qualunque decisione prendano, noi resisteremo fino alla fine, fino alla morte", ha affermato Pezeshkian in conferenza stampa. "Non ho paura di combattere e di restare; non solo non ho paura ma, non avendone, spesso ci mettiamo in pericolo", ha aggiunto il presidente iraniano, "ora, un giorno potrebbero assassinarci; beh, che lo facciano".
Ukmto, nave cargo colpita nello stretto di Hormuz da proiettile non identificato
Una nave cargo è stata colpita nelle ultime ore da un proiettile di provenienza al momento non identificata nello stretto di Hormuz, al largo dell'Oman. Lo riferisce l'agenzia britannica di monitoraggio della navigazione marittima commerciale (United Kingdom Maritime Trade Operations, o Ukmto), precisando che a bordo si è sprigionato un incendio, spento rapidamente peraltro dall'equipaggio. "Non risultano rischi d'inquinamento dell'ambiente", fa sapere l'agenzia, precisando che non ci sono stati feriti fra i marittimi e che il cargo ha potuto proseguire la navigazione.
Pezeshkian: “Decisioni su guerra spettano a comandanti militari e Khamenei”
"Se dobbiamo combattere o meno, i comandanti della guerra ne sanno più di me e di voi. Conoscono le proprie capacità". Lo ha dichiarato in conferenza stampa il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ribadendo come l'ultima parole spetti non al governo ma ai vertici militari e, in ultima istanza, alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. "La Guida decide e, qualunque decisione prenda, noi la sosterremo fino alla fine", ha aggiunto Pezeshkian. Il presidente ha spiegato che, secondo l'assetto istituzionale iraniano, la gestione della guerra non rientra nelle competenze dell'esecutivo: "La guerra non dipende dal governo. Il governo è lì per fornire il sostegno necessario".
Emirati esprimono "ferma condanna" attacco a petroliera
Gli Emirati Arabi Uniti hanno espresso la loro "ferma condanna dell'aggressione iraniana" contro una petroliera di loro proprietà durante il transito nello Stretto di Hormuz. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri del Paese ha affermato che l'attacco costituisce una "flagrante violazione" della Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che sancisce la libertà di navigazione e non consente di colpire navi commerciali in acque internazionali. "Il ministero ha sottolineato che prendere di mira il traffico marittimo commerciale e utilizzare lo Stretto di Hormuz come strumento di pressione o ricatto economico costituisce un atto di pirateria da parte delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e rappresenta una minaccia diretta alla stabilità della regione e della sua popolazione, nonché alla sicurezza energetica globale", aggiunge la nota.
Araghchi, "molto vicini" a accordo con Oman su Hormuz
Teheran è "molto vicina a un accordo" con l'Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, riportano i media locali.
Pezeshkian: “Usa colonialisti e assassini, hanno violato il memorandum”
"Gli Stati Uniti sono colonialisti e assassini". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Se gli Stati Uniti avessero avuto il potere, non avrebbero indubbiamente voluto l'esistenza dell'Iran, ma i colloqui e le opinioni degli esperti lo hanno impedito". Riferendosi agli ultimi sviluppi sullo Stretto di Hormuz, ha sottolineato: "Gli americani hanno violato la parte del Memorandum d'intesa firmato con l'Iran, che prevede che gli Stati Uniti agiscano in base alle linee guida elaborate congiuntamente da Iran e Oman. Non hanno agito, quindi abbiamo reagito". Secondo l'agenzia di stampa Isna, parlando con i media locali, Pezeshkian ha inoltre auspicato l'unità tra i funzionari iraniani "per preservare i risultati raggiunti dal Paese".
Hamas si dice pronta a continuare su piano per Gaza
Hamas ha dichiarato di rimanere pronta ad attuare il piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti e ha sollecitato pressioni su Israele, che insiste di non aver accettato l'ultima parte dell'accordo. Hamas ha informato il Board of Peace del presidente statunitense Donald Trump di sostenere l'ultima fase del piano, in base alla quale i militanti consegnerebbero le armi a un nascente comitato di governo palestinese nel territorio martoriato dalla guerra. "Hamas e altre fazioni hanno confermato ai mediatori la loro disponibilità ad avviare l'attuazione dell'accordo e a passare alla seconda fase, a condizione che riceva l'approvazione israeliana e che Israele inizi ad attuarlo", ha dichiarato un funzionario di Hamas. "Hamas sta sollecitando l'amministrazione statunitense a esercitare pressioni su Israele per costringerlo a rispettare l'accordo e a passare alla seconda fase", ha affermato il funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che si trova ad affrontare una difficile campagna per la rielezione a ottobre e una forte opposizione all'accordo di Gaza da parte della sua base di destra, ha dichiarato martedì che Israele non ha accettato la "bozza" presentata dal Board of Peace.
Missile colpisce nave emiratina in Stretto di Hormuz
La Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC), la principale compagnia energetica statale degli Emirati Arabi Uniti, annuncia che un missile ha colpito una delle sue navi mentre transitava nello Stretto di Hormuz, senza tuttavia causare vittime. "ADNOC ha annunciato che una delle sue navi è stata attaccata da un missile mentre transitava nello Stretto di Hormuz nelle prime ore di sabato 8 agosto. L'incidente non ha causato feriti e la situazione è stata riportata sotto controllo", ha dichiarato la compagnia emiratina in un breve comunicato. Ieri, ADNOC ha riferito che 15 delle sue navi sono state attaccate nello Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra commerciale tra Iran e Stati Uniti, il 28 febbraio, di cui tre questa settimana. Questi attacchi hanno provocato la morte di un membro dell'equipaggio e il ferimento di altri 20. Secondo diverse piattaforme di monitoraggio, circa 70 navi sono state attaccate nello Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra.
Pasdaran: “Hormuz riaprirà appena Usa accetteranno nostre condizioni”
"La riapertura dello Stretto di Hormuz è subordinata ai meccanismi e alle condizioni proprie della Repubblica islamica dell'Iran e non ha nulla a che vedere con i negoziati tra Iran e Oman". Lo ha dichiarato il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc), Hossein Mohebi, precisando che la riapertura dello strategico passaggio marittimo dipenderà esclusivamente da un accordo con Washington. "Quando l'America accetterà le condizioni dell'Iran, lo Stretto di Hormuz riaprirà certamente", ha aggiunto Mohebi.
Media: “Intesa Libano-Israele su paesi terzi per monitorare disarmo Hezbollah”
Libano e Israele avrebbero concordato nell'ultima tornata di colloqui a Roma un elenco ristretto di Paesi che potrebbero inviare forze per verificare il disarmo di Hezbollah nell'ambito dell'accordo mediato dagli Stati Uniti. Lo riferiscono i media panarabi, secondo i quali resta da definire l'intesa sulle aree da cui le forze israeliane si ritireranno per essere sostituite dalle forze libanesi. Reuters precisa, citando fonti informate, che le due parti avrebbero stilato una rosa di Paesi candidati a partecipare alla missione di verifica, dopo aver escluso quelli respinti da ciascuna delle parti e aver limitato le opzioni ai paesi accettabili per entrambe. In questo quadro, la Francia sarebbe esclusa. La decisione finale spetta agli Stati Uniti, che possono scegliere uno o più Paesi, secondo le fonti.
Pezeshkian: “Le minacce Usa sono la continuazione della stessa mentalità di Hiroshima”
"Nell'anniversario dei bombardamenti atomici statunitensi su Hiroshima e Nagasaki, tra i più grandi crimini contro l'umanità, coloro che rifiutano quell'orrore devono condannare anche la stessa mentalità di Washington che oggi minaccia di annientare nazioni e distruggere infrastrutture civili. Mai più!". Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Media, continuano le incursioni israeliane in Cisgiordania
I reporter di al Jazeera sul campo segnalano ulteriori incursioni israeliane in tutta la Cisgiordania, tra cui l'irruzione delle forze israeliane nella città di Qabatiya, a sud di Jenin. Secondo l'agenzia di stampa Wafa, l'esercito israeliano ha inoltre continuato a livellare terreni di proprietà palestinese nella città di Sinjil, a nord di Ramallah, per espandere un avamposto di insediamento israeliano illegale di recente costruzione. Wafa ha riferito che i bulldozer israeliani sono al lavoro da diversi giorni nella zona di Gharaba, dove l'avamposto è stato istituito alcuni mesi fa su circa 1 ettaro di terreno di proprietà palestinese. Il rapporto afferma che da allora l'avamposto è diventato una base per gli attacchi dei coloni, tra cui aggressioni ai palestinesi, tentativi di furto di bestiame e distruzione dei raccolti, mentre ai palestinesi è stato impedito l'accesso ai propri terreni.
Iraq, il ministro del Petrolio: trattative con l’Iran per sbloccare le esportazioni di greggio
Il ministro del Petrolio iracheno ha fatto sapere che Baghdad tratta con l’Iran per consentire le esportazioni di greggio, ma l’accordo non è ancora operativo.
Consigliere Guida Suprema Iran: “Le forze straniere devono lasciare la regione”
"La sconfitta degli Stati Uniti e del regime sionista ha rafforzato la convinzione che le forze straniere - la principale causa di insicurezza - debbano lasciare la regione". Lo afferma Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida Suprema per gli affari internazionali. "La crescente cooperazione tra gli Stati della regione può garantire la sicurezza regionale", ha aggiunto in un post su X. I recenti sviluppi riflettono la resilienza delle forze armate, la fermezza degli iraniani e il coraggio dell'Asse della Resistenza", ha aggiunto.
Cnn, Capo Stato Maggiore congiunto Usa cerca via d'uscita da guerra
Nelle ultime settimane, il Capo di Stato Maggiore congiunto degli Usa, il generale Dan Caine, ha chiarito privatamente ad altri importanti consiglieri del presidente Donald Trump che gli Stati Uniti devono trovare una via d'uscita dalla guerra con l'Iran, perché le opzioni militari sul tavolo per un'escalation del conflitto potrebbero rivelarsi controproducenti e la sola superiorità aerea difficilmente raggiungerà gli obiettivi dichiarati dal tycoon. Lo riferisce la Cnn che cita tre fonti a conoscenza della questione. "Caine sta cercando una via d'uscita", ha affermato una delle fonti.
Almeno tre palestinesi feriti nella Striscia di Gaza
Almeno tre palestinesi sono stati feriti a colpi d'arma da fuoco a Nord di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. Lo rende noto al Jazeera, che cita il Nasser medical complex, e attribuisce la responsabilità dell'attacco agli israeliani.
Presidenza palestinese: “Patto Mecca rafforzerà la sicurezza del mondo arabo”
La Presidenza palestinese ha accolto con favore la firma del patto di difesa tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, definendolo un importante passo strategico per rafforzare la sicurezza e la cooperazione in tutto il mondo islamico. Lo riporta Al-Jazeera.
In una dichiarazione, la Presidenza ha ribadito l'aspirazione della Palestina affinché l'accordo funga da punto di partenza per il rafforzamento del "sistema di sicurezza arabo e islamico collettivo".
Ha inoltre sottolineato che un quadro di sicurezza unificato è essenziale per proteggere la regione, sostenendo al contempo i diritti dei palestinesi e la legittima lotta per "porre fine all'occupazione israeliana e istituire uno Stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale"
Esercito yemenita: “Condotta azione militare contro Houti”
Il portavoce delle forze armate yemenite afferma che l'esercito ha condotto operazioni contro le forze e le attrezzature degli Houthi su diversi fronti lungo le linee di contatto. In un video trasmesso da Yemen TV, il portavoce ha dichiarato che l'azione è stata una risposta a quelli che ha definito ripetuti attacchi degli Houthi contro le forze governative e i civili. Ha affermato che l'operazione ha raggiunto i suoi obiettivi e ha avvertito che ulteriori attacchi da parte degli Houthi sarebbero stati contrastati con una risposta militare "senza alcuna clemenza".
Houti proseguono offensiva, almeno 12 attacchi missili
Gli Houthi promettono che gli attacchi contro gli "alleati dell'Arabia Saudita" continueranno. Secondo quanto riportato, gli Houthi hanno lanciato almeno 12 attacchi missilistici contro la provincia orientale di Hadramout e quella di Marib. Si tratta di due delle principali roccaforti del governo yemenita che negli ultimi due giorni sono state oggetto di attacchi da parte del gruppo yemenita. Secondo i funzionari di Ansarullah Houthi, questi attacchi missilistici e con droni continueranno contro coloro che definiscono "alleati dell'Arabia Saudita" o "proxy sauditi" sul suolo yemenita. Questa è l'accusa rivolta al governo yemenita riconosciuto a livello internazionale. Secondo le sue ultime dichiarazioni, il movimento Houthi ritiene che il governo stia coordinando con l'Arabia Saudita una potenziale offensiva militare via terra contro le posizioni di Ansarullah Houthi. Naturalmente, anche il governo yemenita ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui afferma che l'unico modo per porre fine a questo conflitto è che il governo di Ansarullah a Sanaa rinunci al potere e al controllo sulle aree attualmente sotto la sua giurisdizione. La maggior parte delle province yemenite rimane sotto il controllo di Ansarullah Houthi, e il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale intende avvalersi del sostegno saudita per cercare di spodestarli dal potere.
Governo Yemen: “Bene il Patto della Mecca”
Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha accolto con favore l'accordo di difesa firmato dal suo principale sostenitore, l'Arabia Saudita, con la Turchia e il Pakistan, secondo quanto riportato in una dichiarazione del Consiglio presidenziale. Lo scrive Al-Jazeera.
L'annuncio è stato dato durante una riunione di gabinetto che ha "elogiato il ruolo di leadership del Regno dell'Arabia Saudita nella costruzione di partenariati regionali e internazionali responsabili, basati sui principi di cooperazione e rispetto reciproco".
Il Consiglio ha inoltre condannato i recenti attacchi degli Houthi e ha promesso di "porre fine al colpo di stato appoggiato dal regime iraniano"
Media: “In Yemen in corso scontri con miliziani filo-sauditi”
Fonti di informazione hanno riferito che in questo momento sono in corso intensi scontri tra le forze armate yemenite e i miliziani affiliati all'Arabia Saudita nella parte occidentale del paese. Lo scrive su Telegram l'agenzia iraniana Mehr.
Cnn: “Il capo degli Stati maggiori Usa cerca una via d'uscita da guerra in Iran”
Nelle ultime settimane, il generale Dan Caine, capo degli stati maggiori congiunti americani, ha detto in privato ad alti consiglieri di Donald Trump di trovare una via d'uscita dal conflitto con l'Iran. Lo rivelano fonti informate alla Cnn. L'opinione del generale, a sei mesi dall'inizio della guerra, è che le opzioni militari sul tavolo per un'escalation potrebbero rivelarsi controproducenti e difficilmente la sola potenza aerea consentirebbe di raggiungere gli obiettivi dichiarati dal presidente. "Caine sta cercando una via d'uscita", ha affermato una delle fonti. Il generale Caine non è il solo a ritenere che la guerra sia giunta a un bivio. Secondo le fonti, ha prospettato l'idea di trovare una via d'uscita con altri esponenti chiave dell'amministrazione, tra cui il direttore della Cia John Ratcliffe, il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance.
Israele bombarda le alture di Ali al-Taher in Libano
Attacco di Israele nel Sud del Libano. Secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese, le forze israeliane stanno bombardando intensamente le alture di Ali al-Taher, alla periferia di Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale.
Funzionario Usa: “Ci aspettiamo accordo a breve su Hormuz”
Un funzionario statunitense ha affermato che sono stati compiuti progressi nei colloqui tra Iran e Oman volti alla riapertura completa dello Stretto di Hormuz. "Ci aspettiamo un accordo a breve", ha dichiarato in un comunicato inviato ai giornalisti che avevano posto la domanda. Lo riporta il Times of Israel. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che un accordo è imminente sin da sabato, quando ha annullato un importante attacco militare contro siti energetici iraniani. Recenti notizie indicano che le parti hanno raggiunto un accordo quadro.
Usa: “Deviate 51 navi commerciali, rese inservibili 2 e ispezionate altre 2 in Iran’
Le forze americane hanno deviato 51 navi commerciali, ne hanno rese inservibili due e ne hanno ispezionate altre due a bordo per garantirne la conformità in virtù del blocco imposto contro l'Iran. Lo ha annunciato il Comando Centrale americano in un post su X.