Nessun progresso sui negoziati tra Iran e Usa su Hormuz. Se gli americani parlano di passi in avanti, Teheran continua a smentire contatti diretti, con il ministro degli Esteri Araghchi che afferma: “Al momento nessun colloquio con gli Stati Uniti, solo scambi di messaggi con intermediari”. E i pasdaran fanno eco sottolineando come “l’accordo con l’Oman non implica in automatico una riapertura dello Stretto”. Intanto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu respinge il piano del Board of Peace per Gaza: “No al ritiro dell’Idf senza disarmo prima di Hamas”. Attacco degli Houthi al porto yemenita di al-Makha.
Esercito yemenita: “Ripresi gli attacchi degli Houthi contro Mocha”
Gli Houthi yemeniti, allineati con l'Iran, hanno ripreso gli attacchi in serata contro la città portuale di Mocha, sul Mar Rosso. Lo ha dichiarato un portavoce militare yemenita, scrive la Reuters sul suo sito.
Le immagini trasmesse dalla televisione Al Masirah, affiliata agli Houthi, hanno mostrato il lancio di diversi missili balistici e droni, che, secondo il portavoce militare Houthi Yahya Saree avevano come obiettivo le truppe e depositi di armi sauditi. L'esercito yemenita, da parte sua, ha dichiarato su X che le difese aeree stavano intercettando diversi droni, aggiungendo che gli attacchi degli Houthi avevano preso di mira i quartieri residenziali di Mocha.
Media, “4.335 morti in Libano nei raid israeliani dal 2 marzo”
Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani contro il Libano hanno causato 4.335 morti dal 2 marzo scorso, data in cui le ostilità tra Israele e Hezbollah sono sfociate in una guerra totale. I feriti sono invece 12.277. Lo riporta al Jazeera.
Hamas: “Restiamo impegnati ad attuare il piano Trump per Gaza”
Hamas "riafferma il suo impegno ad agire seriamente e responsabilmente per attuare" il piano in 15 punti sulla Striscia di Gaza avallato dagli Usa in seno al cosiddetto Board of Peace. Lo ha detto un suo dirigente alla Bbc, ribadendo peraltro la sollecitazione ai "mediatori" affinché assicurino "che tutte le parti si attengano a quanto è stato concordato".
Trump: “Sull’Iran sto mantenendo un profilo basso”
Donald Trump sta mantenendo "un profilo basso sull'Iran". Lo ha detto lo stesso presidente americano in una breve intervista telefonica ad Axios dopo due giorni di silenzio. "Stiamo conducendo solo una sorta di trattativa parziale con loro. Ci limitiamo a osservare l'Iran, alle prese con un'inflazione galoppante e con la mancanza di fondi", ha aggiunto il tycoon ribadendo che Teheran "versa in condizioni pessime" dal punto di vista economico e non dispone del denaro necessario per pagare i soldati.
Pezeshkian: “Era necessario colpire i Paesi che ospitano basi Usa”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha difeso gli attacchi condotti da Teheran contro i Paesi della regione che ospitano basi militari statunitensi, sostenendo che l'Iran avesse il diritto di reagire poiché proprio da quelle installazioni sarebbero partiti attacchi contro il territorio iraniano. "Non possiamo restare a guardare mentre dal vostro territorio vengono lanciati attacchi contro di noi senza dire nulla - ha dichiarato Pezeshkian - Dovevamo rispondere affinché non lo facessero di nuovo".
Hamas, restiamo impegnati a rispetto road map per Gaza
Hamas in una dichiarazione pubblicata su Telegram ha affermato di restare fedele al piano in 15 punti del Board of Peace per la seconda fase del cessate il fuoco a Gaza. Lo riporta Al Jazeera. Il gruppo ha esortato i mediatori e i paesi garanti ad "assumersi le proprie responsabilità" e a prevenire qualsiasi "violazione o infrazione" che possa far deragliare il processo. Hamas ha dichiarato che continuerà a impegnarsi "in modo positivo e responsabile" per portare a termine l'accordo, "garantendo così la fine delle sofferenze del nostro popolo".
Iran: “Presto video di Mojtaba Khamenei che incontra i militari”
L'Iran intende diffondere a breve un video della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che lo ritrae in pubblico e durante incontri con i comandanti militari: lo afferma un vicecomandante dei Basij, la forza paramilitare volontaria iraniana subordinata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Le dichiarazioni di Qasem Qoraishi sono state riportate da Mizan, l'agenzia di stampa ufficiale della magistratura iraniana, riferiscono i media panarabi.
Wsj: “Trump pronto a dichiarare vittoria anche senza accordo su nucleare”
Secondo quanto riportato domenica dal Wall Street Journal , che cita fonti statunitensi, il presidente americano Donald Trump starebbe valutando la possibilità di dichiarare vittoria sull'Iran anche senza raggiungere un accordo sul nucleare. Secondo quanto riferito dalle fonti Trump avrebbe accennato privatamente l'idea ai suoi collaboratori più stretti. La condizione principale per porre fine alla guerra - viene spiegato - è che l'Iran riapra lo Stretto di Hormuz alla navigazione internazionale.
Damasco annuncia accordo con Mosca sulle basi militari russe in Siria
La Siria ha annunciato oggi di aver firmato un memorandum d'intesa con Mosca sul destino delle basi militari russe rimasto in forse dopo la caduta a Damasco del precedente governo Assad. Lo riporta l'agenzia siriana Sana, citando il ministero degli Esteri.
Le due basi di Hmeimim, a Latakia, e di Tartus, aerea la prima e navale la seconda, restano operative ma vengono convertite "in centri militari congiunti di riabilitazione e di addestramento, nel quadro di nuovi accordi di tutela degli interessi reciproci" definiti dai due ministeri in relazione alla presenza russa in Medio Oriente e sul Mediterraneo.
Hamas, Usa facciano pressioni su Netanyahu per ok piano
Hamas esorta Washington a fare pressione sul primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu affinchè revochi il suo recente rifiuto dell'ultima road map statunitense, destinata ad avviare la seconda fase del piano di pace per Gaza. "Ci aspettiamo che i mediatori e il garante americano facciano pressione su Netanyahu e sul suo governo affinchè rispettino la road map e non ostacolino il processo per ragioni di politica interna o elettorale", ha dichiarato il funzionario.
Netanyahu: “Trump grande amico ma faccio ciò che è necessario per sicurezza di Israele”
“Ho grande apprezzamento per il presidente Trump. È un nostro grande amico alla Casa Bianca". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu aprendo la riunione settimanale del governo, sottolineando di apprezzare "la storica partnership con gli Stati Uniti contro i tentativi dell'Iran di acquisire armi nucleari". Il premier ha però rivendicato la capacità di Israele di mantenere una posizione autonoma anche di fronte alle pressioni degli alleati.
Netanyahu respinge piano del Board of Peace per Gaza: "No a ritiro dell'Idf senza disarmo di Hamas"
"A differenza di tutti quelli che ci fanno la predica, stiamo facendo ciò che deve essere fatto per la sicurezza di Israele e sappiamo e siamo in grado di mantenere la nostra posizione anche di fronte ai nostri migliori amici, quando necessario", ha affermato. Netanyahu ha quindi respinto il piano in 15 punti per Gaza sostenuto da Trump, sostenendo che Hamas conserva ancora la capacità di attaccare Israele. "Potrebbe farlo, ma perché sono passate lunghe settimane senza che ci abbia attaccato? Perché sa quale colpo potente gli infliggeremo se lo farà", ha dichiarato il premier.
Almeno 7 civili morti e 35 feriti nell’attacco degli Houthi
Almeno sette civili sono stati uccisi e altri 35 feriti nell'attacco su larga scala lanciato dai ribelli Houthi yemeniti contro il porto di Mocha, sul Mar Rosso, secondo quanto riportato dalla televisione yemenita.
Secondo fonti mediche citate dall'emittente, tutte le vittime erano civili.
Mojtaba Khamenei ha incontrato il presidente Pezeshkian
L'ayatollah Mojtaba Khamenei ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in occasione dell'inizio del terzo anno del suo mandato. "I due hanno discusso a lungo delle sfide che il Paese si trova ad affrontare, tra cui le esigenze di sostentamento della popolazione, la terza guerra d'aggressione in corso, le prospettive future, gli sviluppi militari e la collaborazione economica con i partner stranieri", ha riferito la televisione di stato Press Tv, stando a quanto riporta al Jazeera.
Netanyahu: “Con o senza accordo, Teheran non avrà armi nucleari”
"Ancora una volta voglio ribadire che, con o senza un accordo, fin quando sarò primo ministro, l'Iran non avrà armi nucleari". Lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una riunione di governo.
Netanyahu respinge piano Usa: “No a ritiro dell’Idf senza il disarmo di Hamas”
"Israele respinge il documento in 15 punti" su Gaza annunciato dagli Usa, e non intende ritirare l'Idf dalla Striscia "finché Hamas non sarà effettivamente disarmato". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu in apertura della riunione di gabinetto odierna, nella sua prima dichiarazione pubblica sulla roadmap dei 15 punti presentata dal Board of Peace. "Finché sarò primo ministro, non ci sarà alcuno Stato palestinese, né a Gaza né in Cisgiordania. Né 'Fatahstan' né 'Hamastan", ha poi aggiunto.
Houthi attaccano porto di al-Makha
Gli Houthi, che controllano il Nord-Ovest dello Yemen, hanno colpito il porto sudoccidentale di al-Makha, città sul Mar Rosso controllata dalla Resistenza Nazionale Yemenita, coalizione alleata del governo riconosciuto dall'Onu nella lotta contro gli insorti filoiraniani. Lo riferisce l'emittente statale Saba Tv.
Il direttore del porto, fa sapere il canale televisivo, ha affermato che infrastrutture civili sono state colpite con missili e droni. Gli Houthi non hanno ancora rivendicato l'attacco. Il governo legittimo dello Yemen ieri aveva annunciato un'offensiva "su larga scala" contro i ribelli sciiti.
Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, sostiene che le forze del movimento abbiano condotto un'operazione "su larga scala e mirata" contro le truppe nemiche saudite e i depositi di armi nella zona yermenita di Mocha. Lo riferisce al Jazeera. Il network panarabo cita anche Yemen Today TV e Saba TV, secondo le quali l'attacco è stato compiuto con missili e droni contro il porto di al-Makha, situato sul Mar Rosso e controllato dal governo riconosciuto a livello internazionale. Yemen Today riporta le dichiarazioni del direttore del porto, secondo cui diversi missili avrebbero colpito aree civili all'interno della struttura
Israele si prepara a possibili attacchi unilaterali senza gli Usa
Israele si starebbe preparando alla possibilità di condurre attacchi unilaterali contro l'Iran senza l'ausilio degli Stati Uniti. Lo riportano l'emittente israeliana Channel 13. Secondo quanto riportato, l'esercito israeliano continua i preparativi per potenziali attacchi unilaterali, in un momento in cui gli Stati Uniti cercano una "via d'uscita" diplomatica per porre fine alla guerra con l'Iran.
Nuova incursione israeliana in Siria, carri armati e militari nel sud-ovest
Proseguono le incursioni delle forze israeliane nella campagna di Quneitra, nel sud-ovest della Siria. Lo riferisce Al Jazeera che cita Syria Tv. Due carri armati e tre veicoli militari hanno attraversato il confine con la zona di Samadaniyah nelle prime ore di oggi, pattugliando l'area prima di ritirarsi circa un'ora dopo verso una base israeliana, ha riferito l'emittente. Incursioni simili sono state segnalate nei giorni scorsi vicino ad Ain Ziwan, Rafid e al bacino di Yarmouk.
Houthi rivendicano raid su raffineria saudita Aramco
Gli Houthi hanno rivendicato l'attacco all'impianto petrolifero della compagnia saudita Aramco che ha provocato un incendio questa mattina. Lo riporta Al Masirah TV. L'attacco - viene spiegato - è stato effettuato tramite droni ed è stato definito "una risposta agli attacchi con droni sauditi contro le province yemenite di Saada e Hajjah".
Iran: “Accordo con Oman non significa riapertura dello Stretto di Hormuz”
"I colloqui con l'Oman sono incentrati sulla gestione di Hormuz, sull'introduzione di nuove rotte e siamo alla fase finale, potremmo raggiungere un accordo ma ciò non significa che il traffico nello Stretto sarà aperto, perché prima gli Usa devono accettare le nostre condizioni": lo ha ribadito il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, confermando che allo stato attuale non c'è un dialogo diretto con Washington.
Araghchi: “Nessun negoziato con Usa, scambio di messaggi tramite intermediari”
"Al momento" l'Iran "non è impegnato in negoziati con gli Stati Uniti", ma "vengono scambiati messaggi tramite intermediari". E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo dichiarazioni riportate dall'iraniana Press Tv in cui viene sottolineato come "alcuni Paesi continuino a lavorare per spianare la strada a nuovi colloqui". Ma, secondo il capo della diplomazia di Teheran, i negoziati non potranno riprendere "fin quando gli Usa non porranno fine alle loro violazioni del memorandum d'intesa" dello scorso giugno.
Araghchi: “Non dimenticheremo il sangue iraniano versato, né perdoneremo”
"Lo storico Paese dell'Iran è stato sottoposto alla vile e crudele invasione di due regimi, Stati Uniti e Israele, e ha sacrificato molti martiri per la libertà e l'orgoglio del Paese". Lo afferma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il quale sottolinea: "Non permetteremo che il sangue ingiustamente versato venga dimenticato o ignorato. Non dimenticheremo né perdoneremo", scrive l'agenzia Irna. "L'Iran manterrà ferma la sua promessa di resistenza nonostante tutte le pressioni, a Dio piacendo!".
Egitto: sfollamento palestinesi da Gaza resta linea rossa
Il piano per lo sfollamento dei palestinesi dalla Striscia di Gaza è ancora sul tavolo di Israele e resta una "linea rossa" per i paesi arabi e musulmani. Lo ha dichiarato in un'intervista all'agenzia stampa palestinese Wafa il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, il quale ha promesso che il Cairo "si opporrà con tutte le sue forze" a un simile scenario. Abdelatty ha affermato che lo "sfollamento volontario" non può essere considerato tale se vengono create condizioni che rendono la vita a Gaza impossibile. Costringere i residenti ad andarsene in tali circostanze equivale a coercizione, il che viola il diritto internazionale e i diritti delle persone sotto occupazione, ha affermato il ministro egiziano. L'Egitto "non accetterà e non permetterà" che avvenga uno sfollamento, ha ribadito Abdelatty, che ha parlato di una "annessione silenziosa" dei territori palestinesi e ha avvertito Israele che il solo uso della forza non può garantire una pace duratura.
Media, Israele si prepara a attacchi unilaterali senza Usa
Israele si sta preparando alla possibilità di lanciare attacchi unilaterali sull'Iran se gli Stati Uniti decideranno di rinunciare a una nuova escalation. Lo riferisce l'emittente israeliana Canale 13, secondo la quale le forze di Tel Aviv mantengono aperta l'opzione di colpire la Repubblica Islamica senza il coinvolgimento di Washington. Secondo la Cnn, il capo dello Stato Maggiore congiunto degli Stati Uniti, il generale Dan Caine, avrebbe riferito ai vertici dell'amministrazione Trump che nuove operazioni contro Teheran potrebbero rivelarsi controproducenti. I soli raid aerei, avrebbe avvertito Caine, non basterebbero a ottenere una vittoria.
Nel sud del Libano arrivano le prime case prefabbricate per gli sfollati
Il primo lotto di case prefabbricate è arrivato nella città di Zawtar al-Gharbiyeh, nel sud del Libano, per gli sfollari le cui abitazioni sono state distrutte dagli attacchi israeliani. Lo riferisce l'agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). Le case sono state temporaneamente collocate nel vicino villaggio di Qaqaiyat al-Jisr in attesa che le macerie di Zawtar al-Gharbiyeh vengano rimosse. Zawtar al-Gharbiyeh è una delle tre città passata sotto il controllo dell'esercito libanese nella prima fase di un progetto di "zona pilota", parte del più ampio accordo quadro tra Libano e Israele firmato a Washington a giugno. L'esercito ha iniziato a entrare in città alla fine del mese scorso.
Unicef: “Ucciso un bambino al giorno da inizio cessate il fuoco”
Almeno 300 bambini sono stati uccisi a Gaza nei 300 giorni trascorsi dall'inizio del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, a ottobre, con una media di un bambino morto al giorno. Lo sostiene l'Unicef, secondo cui la tregua non è riuscita a proteggere i più vulnerabili della Striscia.
Milizia filo-iraniana Iraq: “Ritorsioni per attacchi Usa-Arabia Saudita”
Il leader della milizia irachena Harakat Hezbollah al-Nujaba ha promesso ritorsioni per gli attacchi congiunti sauditi-statunitensi del mese scorso, che hanno colpito obiettivi delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf) del Paese, di cui la milizia fa parte. Lo scrive Al-Jazeera.
Israele occupa villaggio del Libano e ne blocca accesso
Le truppe israeliane si sono infiltrate in un villaggio libanese posto sotto il controllo dell'esercito libanese in base a un accordo di giugno, erigendo una barriera di terra bloccandone l'accesso. Lo riferiscono media statali.
La barriera è stata posizionata all'ingresso orientale del villaggio di Zawtar al-Gharbiyeh, bloccando una strada, ha riferito l'agenzia di stampa AFP. Le autorità locali hanno affermato che non è chiaro se siano rimaste forze israeliane nella zona.
Media: “Arrestata cellula in Iraq che pianificava attacchi”
Le forze di sicurezza irachene hanno arrestato nella provincia di Babil una cellula composta da tre individui appartenenti a milizie armate, che stavano pianificando attacchi al di fuori del territorio nazionale. Lo riporta al Arabiya, citando fonti interne, secondo cui i tre erano in contatto diretto con persone iraniane responsabili di attacchi con droni e in loro possesso sarebbero state sequestrate armi e velivoli senza piloti.
Houthi ai sauditi: “Nonostante le vostre alleanze lascerete lo Yemen”
"È certo e inevitabile che l'Arabia Saudita sarà costretta a lasciare lo Yemen e a pagare un risarcimento per ogni pietra che ha distrutto nello Yemen, a revocare il suo blocco, a ritirare le sue forze dai porti e dagli aeroporti, a trarre una lezione e a riconoscere i propri limiti". È quanto afferma Mohammed Al-Farh, membro dell'ufficio politico degli Houthi, riportato dall'agenzia iraniana Mehr.
"L'Arabia Saudita spreca tempo e fa sfuggire le opportunità, ed è immersa nell'illusione che il mondo interverrà per difendere le sue politiche insensate e le sue illusioni fallite. Alcuni paesi potrebbero accontentarvi con dichiarazioni e condanne, o dichiarare un'alleanza formale con voi".
Media Iran: “Esplosioni e incendi in area lavorazione gas in Arabia Saudita”
Forti esplosioni sono state avvertite nella zona di Al-Jubail, in Arabia Saudita, dove sarebbe stata colpita un'area industriale del gas. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Tasnim su Telegram, citando fonti locali. Nell'area si sarebbero sviluppati incendi.
Media: “Drone israeliano ferisce due civili nel sud del Libano”
Un drone israeliano che sorvolava lo spazio aereo delle alture di Ali Taher, ad Al-Dabsha, diretto verso Doha Kfar Remman, un centro abitato del Libano meridionale vicino a Nabatieh, ha subito un guasto tecnico ed è precipitato vicino all'abitazione di una famiglia. Due persone, una donna e suo figlio, sono rimaste leggermente ferite e sono state trasportate in ambulanza all'ospedale governativo di Nabih Berri. A riferire la notizia il corrispondente dell'agenzia di stampa libanese Nna.
Ppresidente iraniano: “Ora momento migliore per accordo”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato il Paese a superare la fase di "nè guerra nè pace".
"Nel Paese c'è coesione, forza e unità e, per quanto ne so, l'Iran è considerato vittorioso e potente in questa guerra", ha dichiarato ai media iraniani, aggiungendo di ritenere che ora sia il momento migliore per un accordo per porre fine al conflitto che va avanti dal 28 febbraio.
Centcom, 'Da ieri deviate 53 navi mercantili'
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha riferito che, a partire da ieri, le forze americane hanno deviato 53 navi mercantili dalle loro rotte nell'ambito del blocco navale contro l'Iran, disabilitandone due e abbordandone altre due.
L'esercito statunitense ha permesso a più di 30 navi di attraversare il blocco per la consegna di aiuti umanitari.
Irgc: “Usa e Israele hanno fallito guerra”
Il generale di brigata Hassan Hassanzadeh, del Corpo di Teheran delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Irgc), ha dichiarato che Stati Uniti e Israele hanno "fallito completamente nel raggiungere i loro obiettivi contro" l'Iran. "La forza del popolo e la totale prontezza dei Basij hanno trasformato l'Iran in una delle principali potenze della regione e del mondo", ha affermato, citato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim.
Teheran: “Se Usa non correggeranno il loro comportamento Hormuz resterà chiuso”
"Finché l'America non correggerà il suo comportamento, lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto. Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale non si tirerà mai indietro; né in guerra né nei negoziati". Lo ha detto il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran Mohammad Baqer Zolqadr, in una dichiarazione diffusa dai media nazionali e sui social. "Correzione del comportamento - spiega l'alto funzionario di Teheran - significa: L'Iran non deve mai essere minacciato con alcun linguaggio e non si deve insultare ciò che è sacro per questa nazione. Porre fine per sempre alla guerra e all'aggressione contro l'Iran e i suoi alleati in Libano, Palestina, Yemen e Iraq. Rimuovere il blocco navale strategico e ritirare le proprie forze militari (marittime e aeree) dai dintorni dell'Iran. Risarcire e ridurre i danni delle due guerre di aggressione e imposte contro l'Iran. Revocare le sanzioni crudeli e illegali contro la nazione iraniana. Sbloccare incondizionatamente i beni congelati e rubati del popolo iraniano".
Forze israeliane colpiscono Rafah nord
Le forze israeliane hanno preso di mira l'area di al-Shakush, a nord di Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale, con intensi colpi di carro armato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa locale Palinfo. In precedenza, le forze israeliane avevano attaccato il campo di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale, con bombardamenti di artiglieria.
Pentagono ha chiesto alle industrie della difesa di accelerare la produzione di armi
Il Pentagono ha chiesto alle industrie della difesa americane di accelerare rapidamente la produzione e la consegna di armamenti, di cui si registra una grave carenza a causa della guerra con l'Iran. Lo rivela un memo interno al dipartimento di cui il Washington Post ha preso visione. Mercoledì, il vice segretario alla Difesa Steve Feinberg ha scritto ai vertici del settore, comunicando che avrebbero avuto al massimo 21 giorni per presentare piani volti a garantire "tempistiche di consegna significativamente più rapide e aggressive e/o un incremento della produzione per capacità critiche". "Cicli di produzione che durano anni non sono accettabili - ha scritto Feinberg -. Dobbiamo accelerare drasticamente le tempistiche dei nostri programmi ed espandere subito la nostra capacità produttiva".
Esercito Yemen: “Gli Houthi hanno ripreso gli attacchi a Marib”
Le forze governative yemenite affermano che gli Houthi hanno lanciato nuovi attacchi contro la città di Marib, prendendo di mira "i quartieri e i campi per sfollati con missili balistici". Lo scrive al Jazeera. In una dichiarazione condivisa sul loro account ufficiale X, le forze armate yemenite hanno accusato gli Houthi, sostenuti dall'Iran, di aver lanciato oggi missili balistici contro la città di Marib, i suoi quartieri e i suoi campi densamente popolati che ospitano residenti e sfollati.
Nyt: “Scorte di armi Usa a livelli allarmanti”
La guerra degli Stati Uniti contro l'Iran ha ridotto le scorte di armi di Washington a livelli allarmanti, spingendo il Pentagono a spostare rapidamente navi, aerei e unità di difesa aerea da tutta l'Europa e dall'Asia verso il Medio Oriente. Lo rivela il New York Times, che cita alti funzionari, secondo cui la rapida riduzione delle forniture di missili antiaerei e altre armi cruciali in Europa e in Asia potrebbe incoraggiare Russia e Cina a considerare un potenziale confronto con gli Stati Uniti.