L'inviato del "Board of Peace" per Gaza, Nickolay Mladenov, cerca di dissipare il profondo scetticismo israeliano riguardo al Piano per la Striscia sostenuta dagli Stati Uniti. In un'intervista a Channel 12, trasmessa poche ore dopo che il Primo Ministro israeliano Netanyahu aveva annunciato di respingere il piano, Mladenov ha detto che "l'obiettivo della tabella di marcia è garantire che Gaza non rappresenti mai più una minaccia per la sicurezza di Israele, e che quanto accaduto prima del 7 ottobre non si ripeta mai più".
Trump: “Rapporto con Netanyahu molto buono, malgrado divergenze su Gaza”
Donald Trump afferma che il rapporto con il premier israeliano Benjamin Netanyahu sia "molto buono", nonostante le divergenze su Gaza. Lo ha detto il tycoon parlando dallo Studio Ovale.
Trump: “Abbiamo sminato intero stretto, lo controlliamo al 100%”
“Abbiamo sminato l'intero Stretto di Hormuz, lo controlliamo al 100%". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, durante la firma alla Casa Bianca dell'ordine esecutivo sui vaccini infantili. Alla domanda di un reporter su quando lo Stretto di Hormuz sarebbe stato riaperto, Trump ha ribadito: "Ora è aperto". Un altro giornalista gli ha chiesto: "Ha detto che questa era l'ultima possibilità per l'Iran. E ora?". Trump ha replicato: "Lo scoprirete".
Trump: “Ho le capacità per decapitare l'Iran, lo scoprirete”
Donald Trump ha detto di avere le capacità "per decapitare" l'Iran rispondendo ad una domanda della stampa nello Studio Ovale sul suo stesso avvertimento di qualche giorno fa. "Lo scoprirete", ha aggiunto il presidente.
Ong, la fotoreporter iraniana Yalda Moaiery condannata a 15 anni
Una nota fotoreporter iraniana è stata condannata a 15 anni di carcere per aver presumibilmente agito nell'interesse di Israele e degli Stati Uniti, dopo che le autorità hanno perquisito la sua abitazione e sequestrato dispositivi elettronici. Lo ha reso noto Human Rights Activists News Agency (Hrana) un'organizzazione per i diritti umani con sede negli Stati Uniti, scrive la Cnn. L'annuncio giunge mentre le organizzazioni per i diritti umani mettono in guardia contro una crescente repressione nei confronti dei media e dei giornalisti in Iran.
Trump: “Iraniani vogliono risarcimenti? Bene, anche io li voglio”
"Vedo che i rappresentanti della Repubblica Islamica dell'Iran chiedono un risarcimento per i danni subiti durante gli ultimi cinque mesi di conflitto militare (iniziato perchè NON AVRANNO UN'ARMA NUCLEARE), sebbene la questione non sia mai stata menzionata in nessuno dei nostri negoziati o incontri! Ma è un'idea interessante perché ora anch'io chiedo un risarcimento all'Iran per tutte le persone che hanno ucciso e gravemente ferito con le loro bombe piazzate lungo le strade e nei numerosi conflitti per i quali sono famosi, inizialmente guidati dal generale Soleimani, comprese le famiglie delle vittime della Uss Cole e di migliaia di altre persone uccise in combattimento". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump.
"Inoltre, dovrebbe essere corrisposto un risarcimento alle famiglie delle centinaia di migliaia di manifestanti innocenti che l'Iran ha ucciso negli ultimi 50 anni, per non parlare delle 52 mila persone uccise negli ultimi cinque mesi. Ho incaricato i miei rappresentanti di inserire fermamente questa richiesta in tutti i futuri negoziati. Grazie per l'attenzione che dedicherete a questa questione!", aggiunge il capo della Casa Bianca.
Wsj: “Usa danneggiati per oltre 13 miliardi di dollari da inizio conflitto in Iran”
Dall'inizio dell'Operazione Epic Fury, l'Iran ha condotto oltre 2mila attacchi aerei, missilistici e con droni in tutto il Medio Oriente, danneggiando almeno 20 siti in otto paesi utilizzati dalle forze armate statunitensi, lo scrive il Wall Street Journal. Finora, l'Iran ha causato danni agli Stati Uniti per un valore di circa 13 miliardi di dollari, tra perdite di equipaggiamento e danni alle infrastrutture. In totale, l'Iran ha danneggiato o distrutto più di 42 velivoli militari statunitensi, molti dei quali erano parcheggiati in basi aeree.
Teheran: “Negoziati con Oman procedono senza intoppi”
Procedono "senza intoppi" i negoziati tra Iran e Oman, anche se ci sarebbero soggetti intenzionati a ostacolare il raggiungimento di un'intesa. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, intervenuto sull'emittente statale Irib. "I colloqui con l'Oman stanno procedendo senza intoppi", ha affermato Baghaei, aggiungendo che il raggiungimento di un'intesa appare probabile e rappresenterebbe "una tappa importante nei negoziati". Il portavoce ha inoltre accusato gli Stati Uniti di continuare a compiere "azioni ostili" nello Stretto di Hormuz, rendendo insicuro il passaggio. Secondo Baghaei, Teheran considera il blocco navale statunitense "un atto di aggressione" contro l'Iran.
Oman, si è estesa la chiazza di petrolio dovuta a nave danneggiata
La chiazza di greggio uscito da una petroliera danneggiata al largo delle coste dell'Oman si è estesa a circa 390 chilometri. Lo riferisce un comunicato dell'Autorità per l'Ambiente dell'Oman, secondo il quale le autorità del Paese stanno intervenendo per arginare la perdita.
La petroliera era sanzionata e trasportava petrolio russo, ricorda Al Jazeera, e potrebbe far parte della cosiddetta "flotta ombra" di Mosca. Il comunicato precisa che la chiazza si estende a nord-est delle isole Hallaniyat e nil punto più vicino alla costa risulta a circa 7 chilometri dalla terraferma.
L'equipaggio della nave ha segnalato per la prima volta problemi l'8 giugno al largo del porto yemenita meridionale di Mukalla, secondo quanto riferito all'agenzia di stampa Reuters da due fonti della sicurezza marittima, le quali hanno aggiunto che le prime valutazioni indicavano un'esplosione a bordo. La causa del danno alla nave non è chiara e l'Oman non ha fornito alcuna spiegazione. Secondo Reuters, i dati di navigazione hanno mostrato che la nave era carica di petrolio greggio russo prima della partenza e che l'ultimo segnale trasmesso dal sistema di tracciamento risale all'11 giugno, quando si trovava ancora al largo delle coste dello Yemen.
Khamenei nomina Vahidi a capo dei pasdaran
La Guida suprema dell'Iran e comandante in capo delle Forze armate, Mojtaba Khamenei, ha nominato una serie di nuovi alti comandanti militari, ridisegnando i vertici delle Forze armate e dei Guardiani della rivoluzione, i pasdaran. Il generale Ali Abdollahi è stato nominato capo di Stato maggiore delle Forze armate iraniane, mentre Amir Kiumars Heydari assumerà l'incarico di vice capo di Stato maggiore.
Alla guida dei pasdaran, è stato nominato il generale Ahmad Vahidi, mentre il generale Mostafa Izadi sarà il suo vice. Khamenei ha inoltre nominato Hojjat al-Islam Tàeb alla guida dell'Organizzazione Basij, la forza paramilitare di volontari che fa capo ai pasdaran.
Media iraniani: “Khamenei annuncerà le nomine dei comandanti militari di alto livello”
I media statali iraniani hanno riferito oggi che i decreti della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, relativi alla nomina di diversi alti comandanti militari, saranno resi pubblici entro poche ore. Lo riporta Iran International.
Diverse posizioni di vertice all'interno delle forze armate e della sicurezza iraniane, tra cui il capo di stato maggiore delle forze armate e i ministri della Difesa e dell'Intelligence, sono rimaste senza nomina permanente da quando i precedenti titolari sono stati uccisi nei raid aerei israelo-americani.
Pezeshkian: “Stato di salute di Mojtaba Khamenei è eccellente”
La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è in uno stato di "salute fisica eccellente". Lo ha dichiarato, riporta l'agenzia Fars, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che afferma di aver avuto ieri un lungo incontro con l'ayatollah, mai più visto in pubblico dal bombardamento israelo-statunitense dello scorso 28 febbraio in cui perirono il suo padre e predecessore Ali Khamenei, sua moglie e altri membri della sua famiglia. Da allora Mojtaba Khamenei ha comunicato solo tramite messaggi scritti letti in televisione e pubblicati sulle sue reti sociali. In molti ritengono che la Guida Suprema abbia subito gravi ferite e mutilazioni durante l'attacco.
Pezeshkian: “Sventati attacchi con l’IA di Usa e Israele”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha denunciato l'uso di intelligenza artificiale da parte di Stati Uniti e Israele per condurre attacchi contro il Paese. "Tuttavia, i loro piani, basati su dati provenienti dall'intelligenza artificiale, reti di spionaggio, elementi assoldati e loro rappresentanti interni, sono stati sventati uno dopo l'altro", ha spiegato in conferenza dall'Università di Teheran, citato dall'agenzia semi-ufficiale Mehr.
Iran: “Non esiste una soluzione militare per la riapertura di Hormuz”
Il vicepresidente del Parlamento iraniano, Ali Nikzad, ha dichiarato che "gli Stati Uniti hanno compreso che non esiste una soluzione militare per la riapertura dello Stretto di Hormuz e Washington dovrebbe accettare il nuovo ordine". "La situazione nel passaggio marittimo non tornerà a quella precedente all'attacco statunitense di febbraio e la nuova rotta, stabilita dall'Iran, è l'unica via possibile per il transito delle navi", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Isna
Pezeshkian: “Ho avuto un incontro di sette ore con Mojtaba Khamenei”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha fatto sapere oggi di aver avuto un incontro di sette ore con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, aggiungendo che la raccomandazione principale dell'Ayatollah è stata quella di preservare "l'unità e la coesione". "Ho discusso con lui di tutte le problematiche del Paese, tra cui il sostentamento delle persone, lo stato del mercato, l'occupazione, gli alloggi, le sanzioni, la nostra fermezza, il sostegno popolare, l'unità e la coesione", ha affermato Pezeshkian, come riporta Iran International
Israele chiude ultimo villaggio cristiano in Cisgiordania
L'esercito israeliano ha dichiarato il villaggio cristiano di Taybeh l'ultimo villaggio interamente cristiano in Cisgiordania zona militare chiusa, vietando l'ingresso a israeliani, cittadini stranieri e giornalisti. La misura, secondo le IDF, mira a prevenire i crescenti attacchi contro i palestinesi da parte dei coloni israeliani in tutta la Cisgiordania. L'ordine, ha precisato l'esercito, si applica solo agli israeliani e non ai palestinesi. Un portavoce ha dichiarato che la trasformazione di Taybeh in una zona militare chiusa è stata decisa "a seguito di alcuni attacchi violenti da parte di israeliani nella regione". Secondo diverse associazioni per i diritti umani tuttavia, la misura è preoccupante in quanto attivisti internazionali, osservatori dei diritti umani e giornalisti non potranno più entrare nel villaggio per documentare gli attacchi quotidiani da parte dei coloni israeliani
Media: “Israele arresta almeno 19 palestinesi in Cisgiordania”
Almeno 19 palestinesi sono stati arrestati in diverse zone della Cisgiordania. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa Wafa, a cui una fonte della sicurezza ha riferito che dieci di loro sono stati arrestati nel villaggio di Marah Rabah, nel governatorato di Betlemme. Le forze israeliane hanno fatto inoltre irruzione nel campo profughi di Balata, a est di Nablus, dove hanno arrestato cinque palestinesi e ferito a colpi d'arma da fuoco un giovane, che è stato poi trasportato in ospedale per le cure. A Jenin, Israele ha arrestato tre palestinesi. Fonti locali hanno riferito che le forze israeliane hanno fatto irruzione in diverse abitazioni nel governatorato di Jenin e hanno interrogato dei civili. Hanno inoltre arrestato Mahmoud Shalawto, un uomo che in passato era stato incarcerato per 10 anni, nell'antico villaggio palestinese di Aboud, nella zona settentrionale di Ramallah
Teheran: “La regione del Golfo non ha bisogno di stranieri per la sua stabilità”
"La nostra regione non ha bisogno di stranieri per garantire la propria instabilità. I Paesi della regione non dovrebbero fare affidamento sugli Stati Uniti né illudersi che gli Stati Uniti, che sono essi stessi fonte di instabilità e insicurezza, possano garantire la sicurezza regionale". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei durante la sua conferenza stampa settimanale. Senza gli Stati Uniti, ha detto, Israele "non sarebbe mai stato in grado di adottare le misure attuali e di continuare i suoi crimini, poiché Washington sostiene politicamente il regime e gli fornisce le condizioni per condurre la guerra impunemente", ha osservato, esprimendo la speranza che gli Stati della regione "imparino dagli errori del passato e cooperino per rafforzare la sicurezza collettiva e porre fine all'attuale tensione"
Media : “Non sono previsti ulteriori negoziati tra Israele e Libano”
Non sono previsti ulteriori negoziati tra Israele e Libano nel prossimo futuro. Lo dice una fonte diplomatica libanese secondo quanto riporta l'emittente N12, che cita il sito di notizie Al-Mayadeen, affiliato a Hezbollah
Iran, oleodotto di Kharg completamente fermo a causa del blocco navale Usa
Secondo Windward, l'oleodotto iraniano per l'esportazione di greggio sull'isola di Kharg rimane "completamente fermo" a causa del blocco navale imposto dall'esercito statunitense ai porti del Paese. Lo scrive Al-Jazeera citando in un post su X la società di intelligence marittima, che ha affermato che tutti e tre i terminal dell'isola sono attualmente vuoti e che 17 petroliere "oscure", con i transponder spenti, sono rimaste ferme.
"Nessun carico, nessuna partenza e una coda morta che non si muove", si legge nel rapporto. Situata a 15 miglia nautiche (circa 28 km) dalla terraferma iraniana, l'isola di Kharg è la spina dorsale economica dell'Iran e in genere gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del paese.
Libano, nuovi attacchi Israele nel sud, 3 città colpite
L'agenzia di stampa statale libanese Nna, citata anche da Al-Jazeera, riferisce di tre attacchi israeliani avvenuti in diverse località del Libano meridionale. Il corrispondente dell’agenzia ha riferito che Israele ha bombardato il villaggio di Kfar Tebnit, mentre la periferia della città di Nabatieh al-Fawqa è stata colpita da bombardamenti israeliani. Secondo la Nna, anche la città di Mansouri è stata colpita da Israele.
Media, Netanyahu dà una chance a piano Gaza, Idf si sta ritirando
Il primo ministro istraeliano Benyamin Netanyahu avrebbe detto a Jared Kushner, consigliere speciale Usa per il Medio Oriente, di essere disposto a dare una possibilità al piano di disarmo di Hamas proposto da Trump, e le Forze di Difesa Israeliane (Idf) si stanno ritirando sulla Linea Gialla. Lo scrive su X il Jerusalem Post. Un alto funzionario americano all’agenzia Axios precedentemente aveva dichiarato: "Comprendiamo le esigenze politiche di Bibi. Non abbiamo problemi al riguardo, purché continui a fare ciò che chiediamo, in particolare per quanto riguarda la limitazione degli attacchi a Gaza", ha aggiunto il funzionario Usa.
Iran, funzionario Beirut nega nuovo imminente round negoziati con Israele
Una fonte diplomatica libanese, citata dall'agenzia iraniana Isna su Telegram, riporta che attualmente, non sono previsti nuovi round di negoziati tra il Libano e la parte israeliana nel mese prossimo. Se dovesse essere organizzato un nuovo round di negoziati, afferma ancora il funzionario di Beirut, è probabile che questi colloqui si svolgano dopo la fine dell'estate corrente.