Scade oggi l’accordo di tregua firmato da Stati Uniti e Iran due mesi fa. Intanto il capo dell’esercito iraniano ha messo una taglia sui soldati Usa: “30mila dollari a chiunque catturi o uccida un membro delle forze armate americane” L’inviato speciale americano e genero di Trump, Jared Kushner, era ieri al Cairo ed è oggi a Gerusalemme, dove incontrerà Netanyahu.
Araghchi: “Nulla giustifica attacco a Barzani, è false flag”
"Nulla giustifica l'attacco sconsiderato all'ufficio del primo ministro Barzani. Gli amici curdi dovrebbero stare in guardia contro le manovre sotto falsa bandiera volte a seminare discordia tra vicini". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, dopo che un attacco con droni ha colpito l'ufficio personale del premier del Kurdistan iracheno Masrour Barzani e l'abitazione del capo dell'agenzia di sicurezza e intelligence. "Abbiamo protetto i nostri amici curdi da Saddam e da Daesh, e siamo grati per la sicurezza che ci hanno garantito lungo il nostro confine", ha aggiunto il ministro. Barzani su X aveva scritto: "Sulla base delle informazioni e delle indagini condotte dalla Direzione antiterrorismo, è stato accertato che il mio ufficio personale e la residenza del capo dell'agenzia sono stati oggetto oggi di attacchi iraniani con droni".
Trump insiste: “Dichiarare Hormuz territorio Usa è una grande idea”
"Sarebbe una grande idea dichiarare lo stretto di Hormuz territorio Usa, lo controlliamo già". Lo ha ribadito Donald Trump nello Studio Ovale.
Trump: “Iran vuole accordo ma non quello che è necessario. Non possono avere l’arma nucleare”
Gli iraniani "vogliono raggiungere un accordo, ma non raggiungeranno il tipo di accordo che ritengo necessario". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "Siamo qui per un solo motivo: l'Iran non può avere un'arma nucleare. Lo capite? L'Iran non può avere un'arma nucleare e non l'avrà".
Trump: “L’Oman non si è comportato bene, ma lo gestiremo”
"L'Oman non si è comportato molto bene, ma li gestiremo come abbiamo fatto con altri Stati". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Iran sequestra petroliera emiratina a Hormuz
L'Iran ha sequestrato nello Stretto di Hormuz una petroliera appartenente a una società degli Emirati Arabi Uniti. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Fars, secondo cui la nave è stata fermata nei pressi dell'isola di Qeshm, sul versante occidentale dello Stretto. Secondo la Fars, per poter attraversare lo Stretto le navi devono seguire la rotta concordata con Teheran, ottenere l'autorizzazione delle autorità iraniane e pagare i servizi previsti per il transito. Il sequestro arriva dopo che l'Iran ha annunciato di aver raggiunto con l'Oman un'intesa sulle rotte di transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
Teheran: “La tregua con gli Stati Uniti non è morta, è in coma”
La tregua e il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti "non sono morti", ma si trovano "in coma" e possono ancora essere rilanciati. Lo ha dichiarato Abbas Baqerpour, direttore generale per gli Affari legali del ministero degli Esteri iraniano, dopo la scadenza dell'intesa di 60 giorni raggiunta il 17 giugno tra Washington e Teheran. Perché ciò avvenga, ha precisato all'agenzia Irna, Washington dovrà però abbandonare la sua "abitudine a violare gli impegni" e a imporre sanzioni. Secondo il funzionario iraniano, il memorandum è stato violato dagli Stati Uniti e da Israele "fin dal primo giorno" dopo la firma.
Smotrich: “Bene che premier non ceda su disarmo Hamas, ma è necessaria la conquista Gaza”
"Mi congratulo con il primo ministro per la sua ferma posizione sul disarmo e la demilitarizzazione effettivi di Hamas e della Striscia di Gaza, anche di fronte alle pressioni internazionali". Lo scrive su X il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. "Ma questo è solo metà dell'opera. L'obiettivo principale della guerra era ed è tuttora la completa distruzione di Hamas, militarmente, civilmente e governativamente. E questo non avverrà senza la piena conquista e controllo israeliano di Gaza, la presenza di insediamenti israeliani e la persecuzione e l'eliminazione dei leader di Hamas in tutto il mondo. Questo obiettivo è incompatibile con la conduzione di negoziati con i leader di Hamas, che non dovrebbero nemmeno ancora essere in vita. Questa è la radice dell'errore del piano in 15 punti, e dobbiamo chiarirlo ai nostri amici nell'amministrazione americana", ha aggiunto Smotrich.
Netanyahu: “Con Board of Peace discussioni costruttive. Due gruppi di lavoro”
"Il primo ministro e il Board of Peace hanno avuto discussioni approfondite e costruttive. È stato concordato di istituire due gruppi di lavoro: uno sul disarmo e la smilitarizzazione di Gaza, che sia Israele sia il Board of Peace ritengono debba essere completato rapidamente prima di qualsiasi ricostruzione a Gaza; e un secondo gruppo di lavoro che si concentrerà sui servizi igienico-sanitari, sull'acqua potabile e su altre questioni di salute pubblica per la popolazione di Gaza, che hanno un impatto anche sulla popolazione israeliana". Lo comunica l'ufficio di Benjamin Netanyahu in una nota a seguito dell'incontro con Kushner, Mladenov e Blair.
Netanyahu a Kushner: “No cessate fuoco a Gaza, problema elezioni”
No del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'inviato di Donald Trump Jared Kushner sul cessate il fuoco con Hamas a Gaza. Lo riporta la Cnn, secondo cui dopo 4 ore di colloqui a Gerusalemme il primo ministro israeliano avrebbe citato dal difficoltà per le imminenti elezioni in Israele di ottobre.
Kushner ha sollecitato Netanyahu a procedere con il piano di cessate il fuoco a Gaza sostenuto da Trump e a "non creare ostacoli", secondo quanto riferito da una fonte israeliana informata sui colloqui. Netanyahu, che aveva respinto il piano in 15 punti all'inizio del mese, ha affermato che far avanzare l'iniziativa risultava "problematico" a causa delle imminenti elezioni israeliane di fine ottobre, ha riferito la fonte alla CNN. Nel tentativo di conquistare l'elettorato di destra e in svantaggio nei sondaggi, Netanyahu si è mostrato riluttante a concedere aperture sulla questione di Gaza in vista del voto. Il premier ha invece dichiarato a Kushner e a Nickolay Mladenov, coordinatore speciale per il processo di pace, che spetta innanzitutto ad Hamas compiere dei passi concreti, ha riferito la fonte.
Teheran: “Incontro segreto con Usa a Erbil? Fake news, il resto è guerra psicologica”
“Sono totalmente inventate le notizie che parlano di un incontro segreto tra Iran e Stati Uniti a Erbil" e l' "altra notizia non è altro che un trucco dei media, guerra psicologica per creare divisioni tra gli organi decisionali della Repubblica islamica dell'Iran". Si è espresso così il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaeil Baqaei, in dichiarazioni riportate dall'agenzia ufficiale iraniana Irna all'indomani delle rivelazioni del giornalista di Axios Barak Ravid. "Il team di negoziatori gode della fiducia di tutte le istituzioni del sistema, compresi gli apparati della difesa", ha sostenuto ancora il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran.
Trump: “Sarebbe meglio se Israele non attaccasse Gaza”
Donald Trump ha chiesto ad Israele di fermare gli attacchi a Gaza. "Sarebbe meglio se gli israeliani non attaccassero Gaza", ha dichiarato il presidente americano in un'intervista a Fox news assicurando che "Hamas ha accettato di deporre le armi".
Iran: “Se diplomazia con Usa fallisce intensificheremo attacchi”
Se la diplomazia con gli Stati Uniti fallirà, l'Iran intensificherà le tensioni nello Stretto di Hormuz e nell'intera regione. Lo ha detto un alto funzionario iraniano a Reuters, sottolineando un cambiamento nella politica iraniana, che sarà orientata all'offensiva piuttosto che alla difesa.
Houthi colpiscono nave militare saudita nel Mar Rosso
I ribelli Houthi yemeniti hanno dichiarato di aver preso di mira una nave militare saudita e quattro imbarcazioni di scorta nel Mar Rosso, nell'ambito del loro blocco marittimo contro l'Arabia Saudita. Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi ha affermato di essere "riusciti a colpire una nave da sbarco militare appartenente al nemico saudita, accompagnata da quattro motovedette militari, nel Mar Rosso al largo della costa di Mokha, utilizzando diversi missili balistici".
Trump su elezioni Israele: “Meglio non interferire, ma potrei sostenere un candidato”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rispondendo a una domanda di Trey Yingst, corrispondente da Israele per Fox News sulle elezioni israeliane del 27 ottobre, ha affermato che "credo che sia appropriato che non interferisca nelle elezioni (israeliane, ndr), ma potrei sostenere un candidato".
Trump: “Sono bravi giocatori di poker ma stanno morendo”
Gli iraniani "sono bravi giocatori di poker, ma stanno morendo". Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, parlando a Fox News. Il tycoon ha aggiunto di non avere una scadenza in merito al termine del conflitto. "Non ho fretta", ha dichiarato.
Trump: “Esiste canale riservato per parlare direttamente con pasdaran”
Il presidente americano Donald Trump ha confermato a Fox News che "esiste un canale riservato" con i Guardiani della Rivoluzione iraniani, grazie al quale gli Stati Uniti stanno parlando "direttamente" con alti funzionari in Iran.
Trump: “Munizioni utilizzate finora sono noccioline”
Le munizioni utilizzate finora dagli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran sono "noccioline" rispetto alle scorte a disposizione. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un'intervista a Fox News, assicurando che gli Stati Uniti dispongono ancora di "molte armi di medio livello". Trump ha invece attribuito al suo predecessore Joe Biden la riduzione delle scorte di alcuni degli armamenti "più avanzati", sostenendo che molti siano stati ceduti durante la precedente amministrazione. Il presidente ha citato in particolare i sistemi di difesa aerea, sottolineando che si tratta proprio delle armi di cui gli Stati Uniti "hanno bisogno ora in Medio Oriente".
Trump a Fox News: “Se l'Oman si mette in mezzo, lo bombarderemo pesantemente"
"Se l'Oman si mette in mezzo, lo bombarderemo pesantemente". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, commentando a Fox News i negoziati "paralleli" sullo Stretto di Hormuz in corso tra Teheran e Muscat.
Una delegazione Usa vuole visitare villaggio assediato da coloni in Cisgiordania
Una delegazione di alti funzionari americani intende recarsi nei prossimi giorni nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania, assediato dai coloni israeliani, per verificare personalmente quanto sta accadendo. Lo riferisce Times of Israel.
Non è chiaro se tra i funzionari ci sarà anche l'inviato statunitense Jared Kushner, che proprio oggi è a Gerusalemme per incontrare il premier Benjamin Netanyahu, per spingere Israele a procedere con la fase successiva del piano statunitense per Gaza e attuare il piano in 20 punti del presidente americano Donald Trump. Secondo quanto riportato, gli Stati Uniti avrebbero chiesto ad alti funzionari della difesa israeliana di unirsi alla delegazione nel villaggio, a sud di Nablus, per spiegare cosa sta accadendo e come intendano affrontare il fenomeno, in forte escalation, delle violenze dei coloni ebrei.
Trump su Truth: “L’obiettivo numero uno è che l'Iran non possegga l'arma nucleare”
“L'obiettivo numero uno è, e sarà sempre, che l'Iran non possa possedere, in alcun modo, forma o maniera, un'arma nucleare": lo ha scritto Donald Trump su Truth nel giorno in cui scade il cessate il fuoco di 60 giorni tra Usa e Iran.
Teheran: “Raggiunto accordo con Oman su Stretto Hormuz”
L'Iran afferma di aver raggiunto un accordo con l'Oman su un piano per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Le parti stanno ora lavorando per definire i dettagli di una dichiarazione congiunta.
Lo dice il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "E' stato raggiunto un accordo in merito alla mappa del percorso di transito", ha detto Baghei senza fornire ulteriori dettagli. Secondo le informazioni emerse in precedenza, l'accordo riaprirebbe lo stretto, consentendo alle navi di entrare attraverso una rotta vicina all'Iran e di uscire attraverso una rotta vicina all'Oman. Le navi transiterebbero senza pagare tasse o pedaggi durante il periodo transitorio.
Al via incontro a Gerusalemme tra Netanyahu e Kushner
È iniziato a Gerusalemme l'incontro tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e l'inviato e genero del presidente Trump Jared Kushner, come riferiscono i media israeliani. Al colloquio prendono parte anche il direttore esecutivo del Board of Peace Nickolay Mladenov e l'ex premier britannico Tony Blair, consigliere dell'organismo creato da Trump. Ieri i tre inviati hanno incontrato i leader di Hamas in Egitto.
Teheran: “I tre piloti iraniani catturati in Qatar sono prigionieri di guerra”
“Teheran considera i tre piloti iraniani catturati dal Qatar a marzo come prigionieri di guerra, finché il Qatar non smetterà di negarlo e non chiarirà la loro situazione": lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. A luglio l'Iran aveva chiesto a Doha di fare chiarezza sulla sorte dei piloti, che stavano effettuando attacchi contro la base aerea statunitense di Al Udeid in Qatar.
"Faremo tutto il possibile per far luce sulla loro situazione", ha spiegato.
Wafa: “L’Idf ha demolito una casa in un villaggio Cisgiordania”
Le forze israeliane hanno demolito una casa a due piani nel villaggio di Qalandiya, in Cisgiordania. Lo riporta l'agenzia palestinese citando un attivista locale. I soldati israeliani avrebbero fatto irruzione nella zona di al-Bariyat, hanno circondato l'abitazione di un residente e l'hanno demolita, presumibilmente per mancanza di permesso di costruzione. La casa era abitata da due famiglie per un totale di 15 persone, ha aggiunto Wafa.
Houthi lanciano cinque missili verso Bab al-Mandeb
Secondo quanto riportato da Al Arabiya, che cita fonti governative yemenite, gli Houthi hanno lanciato cinque missili verso lo Stretto di Bab al-Mandab, al largo delle coste dello Yemen.
Premier del Pakistan a Trump: “Con Riad e Ankara ruolo costruttivo a difesa della regione”
"Insieme" all'Arabia Saudita e alla Turchia, "il Pakistan continuerà a svolgere un ruolo costruttivo nel garantire la difesa dei nostri Paesi così come dell'intera regione".
Lo assicura il premeir pakistano, Shehbaz Sharif, in un post su X in cui risponde al messaggio su Truth di Donald Trump dedicato all'Accordo della Mecca, il patto di difesa concluso lo scorso 7 agosto da Arabia Saudita, Pakistan e Turchia.
"Apprezzo molto le parole gentili di sostegno del presidente Trump dopo la firma dell'Accordo di difesa congiunta della Mecca - si legge nel post di stamani di Sharif su X - Desidero inoltre lodare ancora una volta Trump per la sua leadership coraggiosa e incisiva, che ha contribuito a evitare una catastrofe nucleare in Asia meridionale e ha salvato milioni di vite". "Una pace duratura - conclude - è il prerequisito cruciale per un futuro luminoso e prospero per i nostri popoli".
Barzani: “Raid Teheran pericolosa escalation e minaccia”
“Gli attacchi dell'Iran contro di noi oggi sono un'escalation pericolosa e una minaccia per la sicurezza e la stabilità della regione". Lo dice il capo del governo del Kurdistan iracheno, Masrour Barzani, dopo che due droni Hadid-110 lanciati dall'Iran hanno preso di mira il suo ufficio e la residenza del capo dell'agenzia di sicurezza nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil.
Teheran, colloqui con l’Oman sullo Stretto di Hormuz proseguono
I colloqui tra Teheran e Oman sullo Stretto di Hormuz proseguono. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in una conferenza stampa citata da Al Jazeera spiegando che le le discussioni su una rotta di transito marittimo proseguono nel contesto di quelle che la Repubblica Islamica ha definito complessità in materia di sicurezza. "L'elaborazione del piano per le rotte di transito marittimo con l'Oman si è rivelata lunga e complessa a causa delle problematiche di sicurezza derivanti dalle azioni degli Stati Uniti e del regime israeliano, dal numero di attori coinvolti e dall'ostruzionismo di elementi destabilizzanti", ha dichiarato Baghaei.
Droni iraniani attaccano l’ufficio del premier del Kurdistan iracheno
Due droni Hadid-110 lanciati dall'Iran hanno preso di mira l'ufficio del primo ministro della regione del Kurdistan Masrour Barzani e la residenza del capo dell'agenzia di sicurezza nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Non sono state segnalate vittime. Lo riferiscono i media locali. La Direzione Generale per l'Antiterrorismo (CTD), ha condannato l'attacco notturno, giudicandolo "del tutto inaccettabile". Ha inoltre avvertito che "i responsabili di tale azione si assumeranno la piena responsabilità delle conseguenze".
Teheran smentisce l’esistenza di un "nuovo mediatore" con gli Usa
L'Iran ha smentito l'esistenza di un nuovo mediatore nelle relazioni con gli Stati Uniti, dopo che ieri il sito Axios ha riportato la notizia che il presidente del Kurdistan iracheno, Barzani, ha contatto i Pasdaran per aprire un canale diretto con l'amministrazione Trump. "Il problema principale tra Teheran e Washington non è la mancanza di un mediatore", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Affari Esteri, Esmail Baqaei, come riporta l'agenzia Tasnim.
"Per quanto riguarda le questioni relative alle relazioni tra Iran e Stati Uniti, Paesi come il Pakistan e il Qatar stanno cercando di svolgere un ruolo di mediazione", ha ricordato il portavoce, "è anche naturale che alcuni Paesi europei esprimano la propria disponibilità, ma questo non significa la formazione o l'accettazione di un nuovo mediatore nel processo di relazioni Iran-Usa".
"La principale sfida tra Iran e Stati Uniti non è la questione della mediazione, ma il problema risiede nel tipo di visione, nei calcoli errati e nell'insistenza del governo americano su metodi e approcci che si sono rivelati fallimentari centinaia di volte", ha denunciato Baqaei.
Al via le primarie del Likud in Israele
In Israele si sono aperti i seggi per le primarie del Likud, il partito del premier Benjamin Netanyahu. Al voto sono chiamati circa 140mila iscritti. I seggi rimarranno aperti fino alle 21, le 20 in Italia. Il Likud è uno dei pochi partiti del Paese a scegliere la propria lista elettorale attraverso le primarie. Le modifiche al sistema introdotte quest'anno su iniziativa di Netanyahu hanno però ridotto il numero di posti disponibili, rendendo la competizione particolarmente accesa. Le primarie si svolgono nonostante i tentativi del premier di annullarle e di affidare la scelta dei candidati per la Knesset a un comitato nominato e controllato dallo stesso Netanyahu.
Ben-Gvir: “A Gaza si dovrebbero uccidere 30-40 persone a notte”
Il vice ministro degli Esteri dell'Iran, Kazem Gharibabadi, ha criticato il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben -Gvir, per aver affermato che nella Striscia di Gaza si dovrebbero eliminare “30-40 persone a notte”. In un messaggio su X, Gharibabadi ha definito Ben Gvir un “criminale sionista” che “parla allo stesso tempo sia di espulsione dei palestinesi che di colonizzazione in tutta Gaza”.
Ieri notte Ben-Gvir è stato ospite nel podcast di un ex ostaggio israeliano, durante il quale ha dichiarato che “nella Striscia dovrebbero essere effettuate uccisioni mirate, eliminando 30 o 40 persone ogni notte. Non soltanto coloro che rappresentano una minaccia immediata: ci sono persone lì che non meritano di vivere. Non dovrebbero vivere. Non sono nemmeno persone”.
Tony Blair si unisce a Kushner in visita in Israele
L'ex primo ministro britannico, Tony Blair, si unirà all'inviato statunitense, Jared Kushner, nella sua visita in Israele dove lo aspetta un'importante giornata di colloqui sul futuro del piano di pace per Gaza. Lo riporta Sky News. Blair è stato inserito dalla Casa Bianca in un "comitato esecutivo fondatore" incaricato di guidare gli sforzi di pace a lungo termine in Medio Oriente. L'ex primo ministro laburista ha definito il piano per Gaza, proposto dal Board of Peace di Donald Trump, un "risultato straordinario" e "qualcosa che molti ritenevano impossibile".
Wsj: “Cambiamento strategico tra vertici iraniani”
L'Iran ha trascorso i due mesi di tregua previsti dal memorandum d'intesa con gli Stati Uniti - scaduti oggi - a prepararsi a un'intensificazione dei combattimenti piuttosto che dedicarsi alla diplomazia. E' quanto riferito da funzionari iraniani e arabi al Wall Street Journal. Secondo il quotidiano americano, Teheran riteneva che gli Stati Uniti stessero solo prendendo tempo per un futuro attacco e per questo, negli ultimi 60 giorni, avrebbe intensificato la produzione di missili e droni e nominato falchi in posizioni chiave.
Il Wall Street Journal afferma che i funzionari dell'intelligence araba hanno segnalato un "cambiamento strategico" tra i vertici iraniani per "preparare le proprie forze ad ampliare la guerra". Mohammad Hassan Sangtarash, analista della difesa con sede a Teheran, ha dichiarato che "in Iran è diffusa l'opinione che la guerra vera e propria non sia ancora iniziata".
Wsj: Teheran prepara escalation conflitto
L'Iran starebbe preparando un'escalation nel conflitto con gli Usa. Lo riporta il Wall Street Journal che riferisce di "un piano segreto dell'Iran per intensificare la guerra". Secondo quanto riportato alcune informazioni di intelligence suggeriscono un cambiamento strategico da parte dei leader più intransigenti per aumentare i costi per gli Stati Uniti e i loro alleati regionali.
Kushner incontra oggi Netanyahu dopo i colloqui con Hamas
L'inviato statunitense Jared Kushner incontrerà oggi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo aver avuto colloqui con i leader di Hamas in Egitto, volti a rilanciare il piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti, finora respinto da Israele. L'incontro si terrà due settimane dopo che Hamas ha approvato l'ultima fase del piano di Trump per Gaza, che Netanyahu si è rifiutato di sostenere, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo debba garantire il "vero disarmo" del gruppo. Kushner, genero di Trump, ha incontrato domenica il nuovo leader di Hamas, Khalil al-Hayya, nella città egiziana di El-Alamein, sul Mediterraneo e ha sollecitato Hamas ad adottare "passi concreti e verificabili", trasmettendo che il messaggio che "Gaza non potrà mai più essere una fonte di terrore per Israele", secondo quanto ha riferito una fonte che ha parlato a condizione di anonimato a causa della delicatezza delle discussioni.
Trump annuncia “significativa riduzione” delle manovre militari con Seul
Il presidente americano Donald Trump annuncia una "significativa riduzione" delle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud. Lo riporta un post su Truth. “Visto l'ottimo rapporto che ho con Kim Jong-un", il leader della Corea del Nord, "non vedo di buon occhio il fatto che gli Stati Uniti abbiano accettato, molto tempo fa, di partecipare a esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud", osserva Trump nel suo post.
"Tali esercitazioni non solo sono costose - con gran parte della spesa a carico degli Stati Uniti d'America (come al solito!) - ma inviano un segnale del tutto inappropriato e ostile a un Paese che, da quando Donald J. Trump è presidente, si è mostrato rispettoso e non ha rappresentato alcuna minaccia. Pertanto, dato che è ormai troppo tardi per annullarle, ho dato istruzioni al segretario alla Difesa, Pete Hegseth, di ridurre drasticamente le esercitazioni militari congiunte!", rileva il tycoon, in merito alle manovre congiunte 'Ulchi Freedom Shield' tra le forze armate Usa e sudcoreane in programma da domani. La loro portata era stata descritta venerdì "come analoga a quella degli anni passati", allo scopo di rafforzare la prontezza operativa di fronte alle minacce nordcoreane, ribadendone la natura difensiva. All'annuncio, Pyongyang aveva risposto con una dichiarazione del ministero degli Esteri diffusa dai medi adi Stato, accusando le manovre congiunte Usa-Corea del Sud come una "prova generale per una guerra di aggressione" che sta innescando un livello inedito di instabilità nella regione.
Trump: “Felice per la firma tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan”
"Sono davvero felice di vedere che Arabia Saudita, Turchia e Pakistan abbiano recentemente, e finalmente, firmato l'Accordo di Difesa Congiunta della Mecca". Lo scrive il presidente Usa Donald Trump in un post su Truth. "Ciò dimostra come il Medio Oriente si stia unendo e come i Paesi saranno finalmente in grado di difendersi in modo più efficace. Congratulazioni alla grande leadership delle tre nazioni citate". Per Trump "questo è un primo passe grande, audace e importante", conclude.
Generale Usa: "mal equipaggiati" nella difesa contro i droni
Uno dei massimi comandanti del Comando Nord degli Stati Uniti afferma che le basi sul territorio nazionale sono "mal equipaggiate" per affrontare sciami di droni. Secondo il tenente generale dell'esercito Joseph Jarrard, le forze armate stanno attivamente sviluppando tattiche e procedure per affrontare la minaccia, ma gli Stati Uniti "non sono ancora pronti" per gestire gli attacchi alle basi. Jarrard, vice comandante del Comando Nord degli Stati Uniti e vice comandante del contingente americano del Comando di Difesa Aerospaziale Nordamericano, è intervenuto al simposio annuale sulla difesa spaziale e missilistica. Jarrard ha affermato che la questione principale ora è sviluppare le capacità per rilevare e tracciare gli sciami di droni nemici prima che possano colpire. "Non disponiamo dei sensori e, a seconda di dove quello sciame attaccherà, dipende anche dal fatto che abbiamo o meno dei sensori e se disponiamo di meccanismi per affrontare il problema", ha affermato
Kushner a Hamas: “Trump determinato ad andare avanti”
Il presidente americano Donald Trump è determinato ad andare avanti con il suo piano per la Striscia di Gaza. Lo ha assicurato Jared Kushner alla leadership di Hamas durante un incontro al Cairo, secondo quanto riferito da una fonte palestinese ad Al Jazeera. L'incontro tra Kushner e la leadership di Hamas si è concluso dopo oltre due ore e ha visto anche la partecipazione di Nikolay Mladenov.