Guerra in Iran. Parigi, Roma, Berlino, Londra: “Israele revochi piani di espansione in Cisgiordania”

Guerra in Iran. Parigi, Roma, Berlino, Londra: “Israele revochi piani di espansione in Cisgiordania”
(afp)
Trump: “Da oggi guerra economica devastante contro l’Iran e chi lo aiuta”. Teheran: “Sarà un’altra politica fallimentare, D-Day un diversivo da crisi degli Usa”. Araghchi: “L’ostacolo all’accordo con Washington è Israele”
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Trump ha annunciato una “guerra economica devastante” contro l’Iran, minacciando ripercussioni anche per i Paesi che “offriranno a Teheran un'ancora di salvezza”. Dura la risposta di Araghchi: “Sarà un’altra politica fallimentare, D-Day annunciato dal presidente Usa è un diversivo per spostare attenzione dalla loro crisi economica”. I pasdaran avvertono contro il rischio di escalation: “Nel caso di una nuova guerra le nostre armi saranno più distruttive”.

Media: “In preparazione sanzioni contro Israele”

Secondo quanto riportato dalla tv israeliana Canale 13, l'Unione Europea sta preparando un pacchetto di sanzioni contro Israele qualora Tel Aviv dovesse portare avanti il suo progetto di costruzione di un grande insediamento nella zona E1 della Cisgiordania. La rete televisiva riferisce, citando due diplomatici occidentali, che l'UE ha elaborato un elenco di sanzioni iniziali da imporre qualora i lavori di costruzione avessero inizio, sanzioni a cui gli Stati Uniti non si oppongono. Si dice che il piano preveda l'etichettatura dei prodotti provenienti da Israele, non solo dagli insediamenti in Cisgiordania, nonchè la riduzione delle collaborazioni accademiche e l'interruzione di alcune collaborazioni in materia di sicurezza e diplomatiche. L'ampliamento della E1 collega le aree di Gerusalemme e Màale Adumim, vanificando di fatto la prospettiva di una presenza palestinese contigua tra i centri abitati di Betlemme, Gerusalemme Est e Ramallah, da tempo considerata la base per uno Stato palestinese. Il progetto è rimasto bloccato per lunghi anni a causa della forte opposizione della comunità internazionale, comprese le precedenti amministrazioni statunitensi, che temevano che la costruzione di un nuovo quartiere di insediamenti su un'area in gran parte disabitata avrebbe precluso la creazione di uno Stato palestinese contiguo e vitale. Le unità abitative oggetto della gara d'appalto sono alcune delle circa 3.400 unità abitative E1 che hanno ricevuto il via libera nell'agosto del 2025. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich all'epoca elogiò il piano di espansione E1, affermando che "cancella praticamente l'illusione dei due Stati" dividendo il territorio che sarebbe stato destinato a uno Stato palestinese.

Anche Canada si unisce a Italia-Francia-Germania-Uk

Canada, Norvegia e Paesi Bassi si sono uniti alla dichiarazione congiunta di Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia contro il piano E1 del governo israeliano, che prevede la costruzione di circa 1.200 unità abitative oltre la Linea Verde. La dichiarazione congiunta afferma che "la decisione del governo è inaccettabile e danneggerà ulteriormente la reputazione internazionale di Israele".

Ok dagli Usa a vendita di aerei a Qatar per 4,5 miliardi di dollari

Gli Stati Uniti hanno approvato una potenziale vendita di aerei per il rifornimento in volo al Qatar, un progetto da 4,5 miliardi di dollari. Lo annuncia il Dipartimento di Stato. Il Qatar ha richiesto l'acquisto di un massimo di quattro velivoli KC-46A, equipaggiati con sensori di allarme missilistico, si legge in un comunicato del dipartimento. La vendita, che è stata inviata al Congresso per l'approvazione, contribuirà a sostenere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti "contribuendo a migliorare la sicurezza di un partner regionale strategico", si legge nel documento. L'accordo "aumenterà la capacità del Qatar di far fronte alle minacce attuali e future, potenziando le sue capacità di difesa e l'interoperabilità con le forze statunitensi e alleate", aggiunge il documento. Il Qatar è uno dei mediatori che cercano di aiutare Washington e Teheran a raggiungere un accordo per porre fine a mesi di combattimenti, sebbene i colloqui siano attualmente in una fase di stallo. Il Paese si sta inoltre adoperando per mediare nel conflitto tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Il Qatar ospita la base aerea di Al-Udeid, la più grande installazione militare statunitense in Medio Oriente. La base è stata bersaglio di diversi attacchi da parte dell'Iran durante il conflitto iniziato alla fine di febbraio. Lo Stato del Golfo ha donato al Presidente americano Donald Trump un aereo di linea di lusso, che ora è diventato il nuovo Air Force One.

Usa verso nuove sanzioni a Hezbollah

Gli Stati Uniti si preparano ad annunciare nuove sanzioni contro Hezbollah, ridefinendo il movimento libanese come "Specially Designated Global Terrorist" (Sdgt) per evidenziarne i legami con il governo iraniano. Secondo una dichiarazione visionata da Reuters e citata dai media israeliani, il Dipartimento del Tesoro rinnoverà la designazione di Hezbollah "per il suo servizio al regime iraniano sotto il comando della Forza Quds del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche dell'Iran". Un funzionario americano ha precisato che non si tratta di una designazione in base a una nuova autorità, ma di un aggiornamento volto a evidenziare che Hezbollah agisce per conto di Teheran e della Forza Quds. Hezbollah era stato inserito per la prima volta nella lista Sdgt nel 2001 ed è inoltre classificato dagli Stati Uniti come organizzazione terroristica straniera. Washington imporrà sanzioni anche contro dieci persone accusate di aver contrabbandato denaro per conto del movimento libanese. Secondo il funzionario Usa, le misure sono separate dalle ulteriori azioni che Washington intende adottare contro l'Iran, mentre cerca una soluzione alla guerra iniziata insieme a Israele quasi sei mesi fa.

Dall'Unesco 1 milione di dollari per rafforzare l'istruzione in Libano

"L 'Unesco sta lavorando al fianco del Libano per rispondere alla crisi e trasformare le priorità di ripresa in azioni concrete".E' quanto ha dichiarato il Segretario generale dell 'Unesco, Khaled El Enany dopo la sua visita ufficiale in Libano."Ho avuto l'opportunità di incontrare studenti e insegnanti che partecipano al Programma Nazionale di Apprendimento Estivo , giovani che hanno continuato a imparare, adattarsi e guardare al futuro nonostante tempi difficili". "La loro determinazione - ha aggiunto - è un potente promemoria sul fatto che l'istruzione non riguarda solo il recupero di ciò che è stato perso. Riguarda il ripristino della fiducia, la creazione di opportunità e il dare a ogni bambino la possibilità di plasmare il proprio futuro". Il Segretario Unesco ha anche annunciato un contributo di 1 milione di dollari dal Global Partnership for Education per rafforzare la pianificazione educativa nazionale e aiutare a costruire un sistema educativo più resiliente per il Libano". "Investendo nell'istruzione oggi, investiamo nella conoscenza, nelle aspirazioni e nel potenziale di una nuova generazione e nel futuro del Libano" ha concluso.

Nonna di Hind Rajab: “Non ci fidiamo dell’inchiesta israeliana, chiediamo giustizia”

"Non ci fidiamo del sistema giudiziario israeliano". La nonna di Hind Rajab, la bambina palestinese di cinque anni uccisa a Gaza non si fida dell'inchiesta penale israeliana che deve fare luce sui tragici eventi del 29 gennaio 2024. La donna, che porta lo stesso nome della bambina, intervista dall'Afp, considera l'indagine poco più che un tentativo da parte dell'esercito israeliano di "giustificare" l'uccisione della bambina. Il corpo di Hind Rajab fu ritrovato all'interno di un'auto crivellata di proiettili a Gaza City, alcuni giorni dopo che la bambina era stata sentita per l'ultima volta durante una disperata telefonata durata ore con la Mezzaluna Rossa Palestinese, il 29 gennaio 2024. La sua morte aveva suscitato indignazione internazionale e richieste di un'indagine indipendente. Ieri, l'esercito israeliano ha ammesso che i propri soldati avevano aperto il fuoco contro l'auto sulla quale viaggiavano Rajab e i suoi familiari, dopo aver precedentemente negato che ci fossero soldati israeliani nella zona. L'Idf ha annunciato di aver ordinato un'indagine penale da parte della polizia militare, in seguito a una "verifica dei risultati e a causa di presunte carenze nel coordinamento degli spostamenti dell'ambulanza della Mezzaluna Rossa Palestinese". "Siamo rimasti sorpresi dalla dichiarazione dell'esercito israeliano", ha detto all'Afp la nonna di Hind Rajab riconoscendo che si tratta della prima volta in cui l'esercito ha "ammesso il proprio errore". "Ma per noi questa non è un'ammissione, bensì un tentativo da parte dell'esercito israeliano di giustificare davanti al mondo il modo in cui ha commesso il crimine e ucciso Hind", ha aggiunto. "L'esercito sta cercando di giustificare la propria posizione davanti al mondo, sostenendo che quanto accaduto è stato un errore e che i soldati responsabili saranno perseguiti".

Ministro degli Esteri libanese all’Iran: “Basta interferire in nostri affari interni”

Il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi ha chiesto ai funzionari iraniani di smettere di interferire negli affari interni del Libano. In un post su X, Raggi ha rilanciato alcuni passaggi della sua intervista al quotidiano An-Nahar, affermando che "le normali relazioni con la missione iraniana in Libano potranno riprendere solo quando Teheran rispetterà la decisione dello Stato libanese, conformemente alle procedure diplomatiche stabilite". "I funzionari iraniani devono smettere di interferire negli affari interni del Libano", ha aggiunto il ministro, indicando come "ultimo esempio" le recenti dichiarazioni del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.

Italia-Francia-Gb-Germania: “Piano insediamento E1 inaccettabile”

"La decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione del progetto di insediamento E1 è inaccettabile". È quanto si legge in una dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania. "La comunità internazionale si oppone da tempo a questa espansione degli insediamenti e ha espresso la propria grave preoccupazione sia in privato che pubblicamente", prosegue la dichiarazione, "l'insediamento E1 comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati, creando una frattura in Cisgiordania e compromettendo la contiguità territoriale dei Territori palestinesi".
"Il diritto internazionale afferma chiaramente che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. Questa è la posizione della comunità internazionale, ribadita dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", continuano i 4 Paesi, "in un momento di grave instabilità in Cisgiordania, caratterizzato da livelli senza precedenti di violenza da parte dei coloni contro i civili e da gravi restrizioni all'economia palestinese, questa decisione è ancora più preoccupante".

Centcom, le forze Usa hanno deviato 67 navi commerciali nel blocco anti-Iran

"Al 20 agosto, le forze statunitensi hanno deviato 67 navi commerciali, ne hanno rese inservibili tre e ispezionate due a bordo per garantirne la conformità". E' quanto scrive il Comando militare centrale Usa (Centcom), in merito agli aggiornamenti dei risultati del blocco navale da e verso i porti iraniani lungo lo Stretto di Hormuz. Il post su X include anche una foto di "alcuni velivoli multiruolo MV-22B Osprey", in decollo dal ponte di volo della Uss Boxer, "mentre la nave attraversa il Mar Arabico e prosegue nell'attuazione del blocco statunitense contro l'Iran".

Teheran accusa gli Usa di "terrorismo economico"

L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di "terrorismo economico" e "crimini contro l'umanità", dopo che Washington ha annunciato un inasprimento delle sanzioni per aumentare la pressione su Teheran. "Indubbiamente, le sanzioni economiche statunitensi contro l'Iran, che hanno preso di mira i diritti umani fondamentali di ogni cittadino iraniano, costituiscono un caso di 'terrorismo economico' e 'crimini contro l'umanità", e gli autori e gli istigatori di queste sanzioni meritano di essere processati e puniti per aver commesso crimini così efferati", ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato diffuso dai media statali.

Alta Corte israeliana annulla la decisione del governo di chiudere la radio dell'esercito

L'Alta Corte israeliana ha annullato all'unanimità la decisione del governo di Benjamin Netanyahu di chiudere la radio dell'esercito, Army Radio, dichiarandola invalida. Secondo i giudici, la decisione del governo è stata presa "sulla base di una considerazione estranea e invalida: l'insoddisfazione dei decisori per il fatto che le trasmissioni, a loro avviso, contraddicessero le loro posizioni". L'Alta Corte inoltre definisce "inaccettabile che una persona dotata di autorità governativa decida che le parole di un'emittente non siano di suo gradimento e che, pertanto, il microfono debba essere spento". Ynet scrive che "i giudici hanno stabilito all'unanimità che la decisione era motivata dall'insoddisfazione per le trasmissioni ritenute contrarie al governo, sottolineando tuttavia che Army Radio potrebbe comunque essere chiusa attraverso un procedimento legittimo".

Bessent: “Lunedì spiegheremo cosa faremo per l'Iran, faremo collassare il regime”

"Terrò una conferenza stampa lunedì per spiegare cosa faremo" per l'Iran. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un'intervista a Cnbc, sottolineando che gli Stati Uniti hanno il controllo dello Stretto di Hormuz. "Faremo collassare il regime", ha aggiunto Bessent. Sull'Iran "stiamo dicendo ai nostri alleati o state con noi o state contro di noi", ha detto Bessent lodando il blocco economico americano nei confronti dell'Iran. "Ha funzionato in Venezuela, sta funzionando a Cuba e funzionerà in Iran", ha spiegato.

La portaerei Usa Uss Washington in Medio Oriente per sostituire la Lincoln

La portaerei statunitense Uss George Washington è arrivata in Medio Oriente e si prepara a sostituire la Uss Abraham Lincoln, da mesi impegnata nella regione a causa della guerra con l'Iran. "Il gruppo d'attacco della portaerei George Washington sta operando in Medio Oriente nell'ambito di un dispiegamento programmato, dopo essere arrivato ieri nell'area di competenza del Centcom", ha annunciato il Comando centrale degli Stati Uniti. La George Washington, diretta verso il Medio Oriente dopo una visita in porto in Vietnam il 5 agosto, rileverà la Lincoln, protagonista di un dispiegamento eccezionalmente lungo che ha suscitato preoccupazioni tra parlamentari e familiari dei militari per le condizioni di vita e la salute mentale dell'equipaggio. All'inizio del mese un marinaio è finito fuori bordo, secondo quanto riferito alla Cnn da tre funzionari statunitensi. La rotazione, che secondo fonti Usa era stata pianificata in precedenza, lascia al momento gli Stati Uniti senza una portaerei nel Pacifico.

Turchia vuole anche l'Egitto nel “Patto della Mecca”

La Turchia punta ad allargare il patto della Mecca all'Egitto. Una strategia dichiarata nei giorni scorsi cui ha fatto seguito un viaggio del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan al Cairo e oggi una doppia telefonata del capo della diplomazia turco con i colleghi egiziano Bahadr Abdelatty e saudita Faisal bin Farhan. Proprio i sauditi, secondo Middle East Eye, avrebbero espresso perplessità sull'eventuale ingresso dell'Egitto nel patto di cooperazione militare siglato due settimane fa nella città Santa della Mecca dai presidenti di Turchia, Pakistan e appunto Arabia Saudita. Fidan ha riferito dei colloqui attraverso un post pubblicato sul suo account sul social network NSosyal. Pur non facendo espressa menzione del patto della Mecca, il capo della diplomazia turca ha sottolineato il legame "fraterno" che lega i tre Paesi e la volontà di muovere insieme passi verso "la pace e la stabilità regionali". "Abbiamo valutato le difficoltà emerse nell'attuazione del piano di pace per Gaza e i passi che possiamo intraprendere. Sono stati discussi anche gli ultimi sviluppi in Siria; i nostri tre Paesi ribadiscono il sostegno agli sforzi volti a garantire pace, sicurezza e stabilità nel Paese". Le conversazioni, riferisce Fidan, hanno inoltre riguardato la situazione nello Stretto di Hormuz e gli ultimi sviluppi nei negoziati in corso tra Usa e Iran. "Come tre Paesi fratelli che auspicano pace e prosperità nella nostra regione, continueremo a rafforzare la nostra cooperazione e il nostro coordinamento in ogni ambito", ha dichiarato Fidan.

Houthi, colpiti aeroporto saudita e impianto Aramco

I ribelli Houthi yemenitihanno dichiarato hanno preso di mira un aeroporto e un impianto appartenenti al colosso petrolifero statale Aramco nella regione meridionale saudita di Najran, vicino al confine con lo Yemen. Lo hanno reso noto gli stesso Houthi. Il gruppo "ha portato a termine con successo due operazioni militari utilizzando droni: la prima ha preso di mira un sito nemico saudita sensibile presso l'aeroporto di Najran, mentre la seconda ha preso di mira l'impianto Aramco a Najran", ha dichiarato il portavoce militare Yahya Saree in un comunicato su Telegram.

Ue: “Serve moderazione, solo diplomazia può portare a soluzione”

L'Unione europea chiede "moderazione a tutte le parti e un rinnovato impegno diplomatico" nell'ambito del conflitto in corso tra Usa e Iran. Lo dichiara la portavoce della Commissione europea Anitta Hipper nel corso del briefing giornaliero con la stampa, risponendo a una domanda sull'ultimo annuncio del presidente Usa Donald Trump riguardo alla "guerra economica" che intende portare avanti contro Teheran. "Dal nostro punto di vista, solo la diplomazia può portare a una soluzione sostenibile per tutte le questioni aperte, e apprezziamo gli sforzi di mediazione dei partner regionali", aggiunge.

Wafa, coloni attaccano un veicolo in Cisgiordania: cinque feriti

Cinque palestinesi sono rimasti feriti dopo che alcuni coloni israeliani estremisti hanno attaccato un veicolo tra i villaggi di Al-Mughayyir e Abu Falah, a nord-est di Ramallah. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Marzouq Abu Naim, vice capo del consiglio del villaggio di Al-Mughayyir, ha dichiarato che un gruppo di coloni si è infiltrato nella pianura di Marj Sia, tra Al-Mughayyir e Abu Falah, e ha attaccato un mezzo provocandone il ribaltamento. I coloni hanno poi aggredito i passeggeri. I feriti sono stati portati in un vicino centro medico per ricevere le cure necessarie.

Cbs: “Ice ha trattato con Teheran per deportare cittadini iraniani”

Funzionari dell'immigrazione statunitensi avrebbero collaborato con l'Iran per deportare cittadini iraniani tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 svelando un rapporto di lavoro tra i governi degli Stati Uniti e dell'Iran nonostante le crescenti tensioni tra i due Paesi. Lo afferma la Cbs citando centinaia di email scambiate tra funzionari dell'immigrazione statunitensi, ottenute dal National Iranian American Council e rese pubbliche martedì che offrono la ricostruzione dell'accaduto. In particolare si parla di come i due Paesi abbiano collaborato per organizzare il rimpatrio in Iran di oltre 100 iraniani con tre voli separati, a settembre e dicembre 2025 e a gennaio 2026. Le email - spiega la Cbs - dimostrano come i funzionari iraniani abbiano avuto una certa influenza sulla scelta degli immigrati da rimpatriare e di come i funzionari dell'Ice abbiano apparentemente tenuto conto di alcune modifiche dell'ultimo minuto alle liste di espulsione.

Egitto, Turchia e Qatar: “Attacchi Israele minano sforzi di pace”

Ferma condanna di Turchia, Egitto e Qatar dei recenti attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. In una dichiarazione congiunta, i tre Paesi chiedono che Israele rispetti gli obblighi previsti dall'accordo di cessate il fuoco e si astenga da azioni che potrebbero inasprire le tensioni. "I Paesi mediatori sottolineano che l'intensificarsi degli attacchi israeliani mina gli sforzi regionali e internazionali in un momento critico, poichè sono in corso intensi sforzi per attuare il piano globale per porre fine al conflitto di Gaza, compreso l'incontro tra il board of peace e i funzionari israeliani, e si stanno compiendo passi costruttivi nel processo negoziale", hanno affermato. La comunità internazionale e il board of peace - hanno aggiunto stando a quanto riporta al Jazeera - devono adottare le misure necessarie per garantire il rispetto del cessate il fuoco e prevenire un'ulteriore escalation.

Ukmto: “Petroliera abbordata e dirottata nel mare dello Yemen”

Una petroliera è stata abbordata nei mari di fronte allo Yemen da sei persone armate, che ne hanno preso il controllo e ora stanno facendo rotta per la Somalia. Lo segnala l'agenzia marittima britannica Ukmto.
I fatti sono avvenuti a 136 miglia nautiche a est di Al Mukalla, Yemen, riporta il sito. Una petroliera ha trasmesso un segnale di soccorso sul canale VHF 16, affermando di essere stata avvicinata da un'imbarcazione non autorizzata mentre navigava verso ovest nel Golfo di Aden.
Successivamente Ukmto ha ricevuto conferma che la petroliera è stata abbordata da sei persone armate che ora ne hanno il controllo e la stanno dirigendo verso la Somalia. Le autorità stanno indagando. (

Teheran: “Usa lascino la regione e accettino il nostro nuovo ordine”

"Stiamo monitorando ogni vostra mossa. Qualsiasi altro errore o calcolo sbagliato avrà conseguenze molto più gravi di prima". Lo ha scritto su X Ebrahim Azizi, presidente della commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento iraniano, rivolgendosi agli Stati Uniti. "Ponete immediatamente fine alla vostra presenza nella regione, prima che sia troppo tardi, e accettate il nuovo ordine regionale dell'Iran", ha aggiunto Azizi.

Oman: “Per la sicurezza a Hormuz serve pace duratura, non escalation”

L'Oman ha affermato che una sicurezza duratura nello Stretto di Hormuz richiede una pace permanente nella regione e ha respinto qualsiasi ulteriore escalation o conflitto. Lo ha dichiarato il suo ministro degli Esteri al suo omologo giapponese, come riportato da Al-Jazeera. L'Iran ha affermato che un accordo con l'Oman su nuove rotte marittime attraverso lo stretto è in fase di finalizzazione.

Coloni mettono roulotte su una pista di atterraggio in Cisgiordania

Alcuni giorni fa giovani coloni estremisti hanno allestito un avamposto illegale su una pista di atterraggio militare utilizzata per l'evacuazione dei feriti e per le attività operative in Cisgiordania, rendendola inutilizzabile per diverse ore. Lo rivela il sito di notizie israeliano Ynet. Gli estremisti hanno portato delle roulotte sulla pista di atterraggio nei pressi del villaggio di Yatma, vicino a Tapuah Junction, nella Cisgiordania settentrionale.


Solitamente la pista di atterraggio viene utilizzata dall’Idf per evacuare i feriti in situazioni di emergenza. L'avamposto è stato sgomberato diverse ore dopo. L'esercito - riferisce Ynet - ha dichiarato di considerare con estrema severità il posizionamento di strutture mobili su infrastrutture militari: “Non è accettabile che le forze Idf siano costrette a intervenire per contrastare costruzioni abusive su un'infrastruttura operativa così critica, anziché consentirne l'utilizzo per lo scopo previsto”.

Egitto, in contatto con Iran per riapertura di Hormuz

L'Egitto è in contatto con l'Iran e altre parti regionali e internazionali nell'ambito degli sforzi per allentare le tensioni e ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, e spinge per una ripresa dei negoziati.
Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty a Al Arabiya. Il Cairo - ha aggiunto - sta inoltre collaborando con l'Oman alla stesura di una dichiarazione congiunta per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Abdelatty ha avvertito che "un'ulteriore escalation potrebbe avere gravi conseguenze per la sicurezza regionale e l'economia globale, soprattutto perché le interruzioni delle rotte marittime minacciano le catene di approvvigionamento e i mercati energetici".

Netanyahu: “Ingresso Forza internazionale a Gaza non approvato”

"Contrariamente a quanto riportato, il rango politico non ha approvato l'ingresso della Forza di stabilizzazione internazionale (Isf) nella Striscia di Gaza. Israele ha chiarito che non ci sarà alcuna ricostruzione nella Striscia prima del completo disarmo di Hamas''. Lo comunica il premier Benyamin Netanyahu in una nota. Il mese scorso, alla vigilia dell'incontro di Netanyahu con Trump a Washington, il governo aveva dato il via libera alla partecipazione di soldati ugandesi e marocchini nella Isf, che sono già stati sul luogo a perlustrare l'area.

L’Idf evacua avamposto illegale in Cisgiordania, scontri con i coloni

Durante la notte, l'Idf ha evacuato un avamposto illegale vicino al villaggio palestinese di Deir Istiya, in area B, a sud di Nablus in Cisgiordania e sono scoppiati scontri violenti con i coloni. Lo riporta la radio militare. Dopo l'evacuazione, alcuni dei coloni hanno eretto un blocco stradale con delle pietre nell'adiacente incrocio e hanno lanciato pietre contro veicoli palestinesi e delle forze dell'ordine, che hanno risposto con misure di dispersione della folla. Alcuni israeliani hanno tentato di incendiare degli alberi palestinesi. Quattro israeliani sono stati arrestati dalla polizia.

Pasdaran: “Gli Houthi sono troppo forti, Riad non potrà sconfiggerli”

"Il regime occupante di Gerusalemme combatte a Gaza da più di due anni e non è ancora riuscito a infliggere danni significativi ad Hamas. Come è possibile, quindi, che l'Arabia Saudita, le cui capacità militari sono inferiori a quelle del regime sionista, possa competere con Ansar Allah (gli Houthi, ndr) e i combattenti yemeniti? È impossibile". Lo ha affermato il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, alla tv di Stato iraniana Irib.


Sardar Mohebbi ha sottolineato che ogni nazione si sforza di difendere la propria esistenza e i propri beni e si considera capace di farlo, aggiungendo: "In questo contesto, l'Arabia Saudita non sarà certamente in grado di contenere lo Yemen e Ansar Allah e rimanere al sicuro dai loro attacchi; come abbiamo visto negli ultimi giorni, più l'Arabia Saudita attacca, più viene colpita". Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha concluso affermando: "Le capacità acquisite da Ansar Allah nel corso degli anni aumentano di giorno in giorno e la resistenza yemenita prosegue con forza il suo cammino di progresso".

Pasdaran: “In caso di una nuova guerra le nostre armi saranno più distruttive”

"La potenza distruttiva delle testate utilizzate nei missili delle Guardie Rivoluzionarie supera di gran lunga i modelli impiegati nelle guerre precedenti e, se dovesse scoppiare una guerra, le nostre armi sarebbero completamente diverse da quelle del passato sotto ogni aspetto. Con lo scoppio di una nuova guerra, useremo armi più distruttive". Lo ha afferma il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie. La notizia è riportata dalla tv di Stato iraniana Irib.


"Stiamo facendo progressi giorno dopo giorno nel campo di tutti gli armamenti e stiamo producendo armi più precise, più distruttive e tecnologicamente più avanzate - aggiunge - Se dovesse scoppiare una nuova guerra, le nostre armi sarebbero sicuramente diverse da quelle del passato; questa differenza potrebbe riflettersi nella generazione delle testate, nella precisione del colpo, nella gittata dei missili o in qualsiasi altro campo".
Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che la Repubblica Islamica dell'Iran non ha mai smesso di produrre e sviluppare armi, aggiungendo: "Facciamo progressi ogni giorno e qualsiasi possibilità in tal senso è concepibile".

Ben-Gvir mostra in un video il cantiere della forca per i palestinesi

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha diffuso un video in cui mostra il cantiere del patibolo sul quale, sostiene, saranno impiccati i terroristi palestinesi. Nel video, che sta circolando sui social, il ministro dell'ultradestra afferma inoltre che nella struttura ci saranno dei punti da cui si potrà assistere alle esecuzioni capitali "come negli Stati Uniti".

Ben-Gvir mostra il cantiere della forca: "Cabine per assistere alle impiccagioni dei palestinesi"

"Ecco la struttura, è qui che verranno giustiziati i terroristi - afferma Ben-Gvir di fronte a un cantiere - Ci sarà una forca per l'impiccagione, sale da cui le vittime dei crimini potranno venire ad assistere come si fa negli Usa. Stiamo mantenendo la promessa fatta, c'era chi la sottovalutava, c'era chi la prendeva in giro: questo posto ora sta iniziando a prendere forma, la struttura è in costruzione".

Araghchi: “D-Day di Trump sarà un’altra politica fallimentare”

"Il cosiddetto 'D-Day economico' è un diversivo per distogliere l'attenzione dalla crisi americana: un debito senza precedenti e tassi d'interesse alle stelle.
Insistere su politiche fallimentari non farà altro che portare a ulteriori sconfitte e all'inimicizia degli iraniani. Il terrorismo economico statunitense minaccia l'economia globale e la sovranità mondiale". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

Cnn, oltre 750 militari americani feriti nella guerra con l’Iran

Sarebbero oltre 750 i militari americani rimasti feriti dall'inizio della guerra contro l'Iran. Lo scrive la Cnn citando il database del Dipartimento della Difesa sulle vittime di guerra. Secondo quanto riportato mercoledì il Pentagono ha aggiornato il database, registrando oltre 50 soldati feriti in più. Sommando i dati del Defense Casualty Analysis System relativi alle 'Operazioni all'estero' con quelli dell'Operazione Epic Fury, si arriva a un totale di 18 militari deceduti e 757 feriti dall'inizio della guerra statunitense contro l'Iran, il 28 febbraio.

Gran Bretagna convoca l’inviato israeliano per progetto di insediamento in Cisgiordania

La Gran Bretagna ha annunciato mercoledì di "aver convocato l'incaricato d'affari israeliano e di aver chiesto l'interruzione di un importante progetto di insediamento in Cisgiordania". Secondo l'Afp, questo avviene dopo che le autorità israeliane hanno aperto la gara d'appalto per oltre 1.200 abitazioni nella zona. Il progetto E1, approvato da Israele lo scorso anno, ha suscitato la condanna internazionale, con il Segretario generale delle Nazioni Unite che all'epoca dichiarò che rappresentava una "minaccia esistenziale" per uno Stato palestinese contiguo. Il progetto separerebbe ulteriormente Gerusalemme Est, occupata e annessa da Israele e abitata prevalentemente da palestinesi, dalla Cisgiordania. Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha definito la mossa "un atto inaccettabile e distruttivo" e ha affermato che "metterebbe in pericolo la fattibilità di una soluzione a due Stati".

Trump: “Tutti i nostri alleati si schierino per sconfiggere l’Iran”

“Contrabbando di petrolio, trasferimenti di denaro, uffici di cambio, registri navali, società di facciata: tutto questo deve cessare ora", sottolinea ancora Trump. "Sapete bene chi siete. Sarà un 'D-Day economico' e abbiamo bisogno che tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti per isolare e sconfiggere la minaccia rappresentata dall'Iran - insiste il presidente americano - Questi fanatici sono alle corde; queste misure storiche li metteranno in ginocchio, paralizzando la loro capacità di diffondere il terrore nel mondo. l'Iran non avrà mai un'arma nucleare”.

Trump annuncia: “Da oggi guerra economica devastante contro l’Iran e chi lo aiuta”

"Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell'Iran un'opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo. Tragicamente per loro, non l'hanno colta. Pertanto, oggi annuncio l'operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un isolamento senza precedenti". Lo annuncia Donald Trump su Truth, avvertendo inoltre che "qualsiasi Paese consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di offrire all'Iran un'ancora di salvezza dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende"

Fertitta: “La situazione a Hormuz presto si risolverà”

L'ambasciatore americano Tilman J. Fertitta, ha detto "penso che tutti sappiamo che la situazione si risolverà", in riferimento allo Stretto di Hormuz. Certo, la situazione è molto complicata", ha proseguito il diplomatico, spiegando che "il presidente voleva sbarazzarsi di un regime orribile che non permette alle persone di protestare. Rispetto Donald Trump e apprezzo la sua leadership nell'aver detto che dobbiamo sbarazzarci di questo regime, e lo sostengo al 100%".

Trump: “Lo Stretto di Hormuz è aperto”

Il presidente Usa, Donald Trump, ha ribadito che lo Stretto di Hormuz "è aperto". "Stanno passando molte imbarcazioni. A un certo punto il traffico potrebbe rallentare un pò. Ma in questo momento stanno passando molte navi", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.

Trump: “Abbiamo dure sanzioni da imporre all’Iran”

"Abbiamo sanzioni davvero draconiane" che potremmo imporre all'Iran. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, rispondendo alla stampa dalla Casa Bianca.
"Vedremo cosa accade", ha aggiunto.

Axios, Usa conducono operazione segreta per trasporto petrolio attraverso Hormuz

Le forze armate Usa hanno creato segretamente un corridoio di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz per il trasporto di milioni di barili di petrolio al giorno. Lo hanno riferito a Axios due funzionari statunitensi. Nell'ambito dell'operazione, in corso da diverse settimane, tra le 15 e le 20 petroliere sono entrate e uscite dallo stretto attraverso un canale meridionale lungo la costa dell'Oman. Grazie al corridoio, hanno affermato i funzionari Usa, circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno e all'incirca la metà del volume pre-conflitto ù vengono trasportati fuori dallo stretto e immessi nel mercato energetico globale, mitigando uno degli aspetti più critici del conflitto, ovvero l'interruzione delle forniture di petrolio che aveva causato un'impennata dei prezzi del greggio. L'iniziativa, riferisce Axios, va oltre la semplice scorta alle petroliere cariche in uscita. Le forze Usa assistono le petroliere vuote nell'ingresso nel Golfo dal Mar Arabico attraverso lo stretto, nel carico di petrolio dai Paesi della regione e nella successiva uscita.

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