Mentre preparavano la guerra, gli Stati Uniti collaboravano con l’Iran per espellere i migranti
di Gabriella ColarussoL’America ha trattato rimpatri con l’Iran mentre pianificava la guerra e anche durante le operazioni militari contro la Repubblica islamica, una cosa che no succedeva da quasi 50 anni. Funzionari dell’Ice, la famigerata agenzia del dipartimento degli Interni che si occupa di controllo delle frontiere e immigrazione, hanno collaborato con le autorità di Teheran, attraverso mediatori qatarini ma in alcuni casi anche direttamente, per rispedire in patria almeno un centinaio di iraniani che erano entrati illegalmente negli Stati Uniti e tra loro anche richiedenti asilo. E questo dall’aprile del 2025, cioè mentre le forze armate preparavano la guerra dei 12 giorni e poi durante i bombardamenti iniziati il 13 giugno dello stesso anno.
Le espulsioni prima degli attacchi
Il primo volo con a bordo una cinquantina di iraniani partì a settembre, il secondo a novembre e il terzo alla fine di gennaio di quest’anno, ovvero dopo il massacro dei manifestanti iraniani, quando Trump prometteva aiu…
L’America ha trattato rimpatri con l’Iran mentre pianificava la guerra e anche durante le operazioni militari contro la Repubblica islamica, una cosa che no succedeva da quasi 50 anni. Funzionari dell’Ice, la famigerata agenzia del dipartimento degli Interni che si occupa di controllo delle frontiere e immigrazione, hanno collaborato con le autorità di Teheran, attraverso mediatori qatarini ma in alcuni casi anche direttamente, per rispedire in patria almeno un centinaio di iraniani che erano entrati illegalmente negli Stati Uniti e tra loro anche richiedenti asilo. E questo dall’aprile del 2025, cioè mentre le forze armate preparavano la guerra dei 12 giorni e poi durante i bombardamenti iniziati il 13 giugno dello stesso anno.
Le espulsioni prima degli attacchi
Il primo volo con a bordo una cinquantina di iraniani partì a settembre, il secondo a novembre e il terzo alla fine di gennaio di quest’anno, ovvero dopo il massacro dei manifestanti iraniani, quando Trump prometteva aiuto agli iraniani e pianificava la sua seconda aggressione contro il paese. Un quarto volo, previsto per marzo, non è mai decollato per via del conflitto. L’Iran e gli Stati Uniti non hanno relazioni diplomatiche da 47 anni. Per tutto questo tempo, migliaia di iraniani hanno trovato rifugio in America: dissidenti, attivisti, artisti, ingegneri, informatici, politici. La prassi non scritta era che anche in presenza di un ordine di espulsione non sarebbero stati rimandati indietro perché a rischio di essere incarcerati, torturati o persino uccisi. Ha funzionato così per quattro decenni. Fino allo scorso anno, quando la Casa Bianca ha stravolto regole formali e accordi taciti.
Le irregolarità
Le mail rivelate dal sito The Intercept raccontano che i funzionari dell’Ice ricevevano dall’alto direttive molto pressanti per concludere l’organizzazione dei voli e che non solo hanno comunicato con le autorità iraniane ma hanno anche recepito la loro richiesta di “rimpatriare tre persone specifiche che vivevano negli Stati Uniti”. Il New York Times ha ricostruito con sicurezza che almeno uno dei rimpatriati era un richiedente asilo figlio di una famiglia di dissidenti di Mashhad, Mehrdad Dalir, che ha persino tentato il suicidio per non essere rispedito nella Repubblica islamica ma è stato caricato a forza dagli agenti Ice sull’aereo. Tra i deportati ci sono attivisti politici e membri di minoranze etniche e religiose a rischio persecuzioni. In una delle mail, un funzionario dell’Ice ammette esplicitamente che c’era stato un errore nelle liste e una persona che non avrebbe dovuto essere espulsa era finita su uno di quei voli. "Un cittadino iraniano non incluso nella lista finale che abbiamo inviato al Ministero dell'Interno del Qatar è stato imbarcato sul volo", scrisse il 30 settembre 2025 Marcos Charles, l'allora vicedirettore dell’agenzia. "È un fatto spiacevole".
Nel giugno 2025, secondo i documenti interno dell'Ice, c'erano 522 cittadini iraniani nei centri di detenzione dell’Ice, di cui 244 con un ordine di espulsione definitivo. A luglio, l'Iranian American Legal Defense Fund, un'organizzazione per i diritti civili, ha intentato una causa contro l’amministrazione Trump accusandola di aver condiviso illegalmente informazioni riservate con il governo iraniano, esponendo decine di iraniani a rappresaglie e persecuzioni.