Esteri

Guerra in Iran, le news. Hegseth: “Non escludiamo attacchi militari”. A settembre colloqui tra Israele e Libano a Roma

Guerra in Iran, le news. Hegseth: “Non escludiamo attacchi militari”. A settembre colloqui tra Israele e Libano a Roma
Il presidente Usa: “Non ho una scadenza per i negoziati. E non penso che Mojtaba Khamenei sia morto”. Ben-Gvir festeggia l’irruzione dell’Idf in sito Unrwa
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I Guardiani della rivoluzione iraniani, i pasdaran, affermano di avere il controllo dello Stretto di Hormuz e di aver raggiunto con l'Oman un'intesa sulle rispettive quote delle acque e sulle entrate derivanti dal passaggio marittimo. “Se gli Stati Uniti abbandoneranno il loro ostruzionismo e torneranno al memorandum d'intesa, potremo aprire lo Stretto di Hormuz nel quadro dell'accordo raggiunto; pertanto, le nostre condizioni devono essere accettate da Washington”, dichiara il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie. Intanto, in un'intervista a Al Jazeera Trump fa sapere di "non avere alcuna fretta di riprendere le trattative con l'Iran”. Teheran chiede all’Onu di condannare il “terrorismo economico" degli Usa.

Media: Houthi lanciano missili balistici contro porto yemenita di al-Markha

Secondo una fonte dell'esercito yemenita, citato da Al Jazeera, i ribelli Houthi yemeniti, alleati dell'Iran, hanno preso di mira il porto di al-Markha (Mocha) con missili balisticì. Almeno tre hanno colpito l'area portuale della città, e un quarto è atterrato in direzione dell'incrocio di al-Barah. Non sono disponibili informazioni immediate sull'entità dei danni o sulle vittime causate dall'attacco, e gli Houthi non ne hanno rivendicato la responsabilità. Nel frattempo, almeno cinque missili sono atterrati nella zona di al-Khawkhah, nel governatorato di Hodeidah, sulla costa occidentale dello Yemen.
Le fonti hanno precisato che i missili sono stati lanciati da aree controllate dagli Houthi, a est di Taiz.

Pasdaran: “Usa passati a guerra economica dopo aver finito le armi”

Gli Stati Uniti avrebbero fatto ricorso alla "guerra economica" contro l'Iran dopo aver ridotto le proprie scorte di armi strategiche durante il recente conflitto. Lo ha dichiarato Hossein Mohebbi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (Irgc), citato dall'agenzia ufficiale Irna. "Gli Stati Uniti hanno subito una carenza di armi strategiche in seguito alla recente guerra contro l'Iran e per ricostituire alcune delle scorte esaurite potrebbero essere necessari anni", ha dichiarato Mohebbi ai giornalisti a Isfahan. "Washington si aspettava che con il passare del tempo le scorte di missili dell'Iran si esaurissero, ma le operazioni missilistiche iraniane sono proseguite - ha aggiunto il portavoce - la riduzione delle scorte americane di armi strategiche è stata una delle ragioni che hanno spinto Washington a ritirarsi".

Hegseth: “Non escludiamo attacchi militari”

Gli Stati Uniti non escludono nuove azioni militari contro l'Iran, anche nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, dopo che Washington ha annunciato questa settimana nuove e pesanti sanzioni con l'obiettivo di aumentare l'isolamento economico di Teheran nel quadro della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. "La pressione economica, lo sappiamo, è ciò che in questo momento li colpisce maggiormente, ma non escludiamo in alcun modo il ricorso ad attacchi militari in qualsiasi punto dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Hegseth in un'intervista all'emittente americana Newsmax.

Media: attacchi di Israele nel sud del Libano

L'esercito israeliano ha attaccato Mansouri, nel sud del Libano, sparando dieci colpi d'artiglieria da un carro armato e effettuando un attacco aereo con due missili. Inoltre, un drone dell'esercito israeliano ha sganciato una bomba e altri materiali esplosivi sul villaggio del distretto di Tiro, che era stato preso di mira per tutto il giorno. Lo riporta L'Orient Le Jour aggiungendo che contemporaneamente, l'aeronautica israeliana ha effettuato anche un attacco a Serbine, nel distretto di Bint Jbeil. Anche a Bani Hayyan, nel distretto di Marjeyoun, un attacco dell'esercito israeliano ha distrutto un gran numero di case e infrastrutture causando una forte esplosione.

Doha conferma: premier del Qatar domani a Teheran per i colloqui

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, sarà domani a Teheran per colloqui con le autorità iraniane sulla riduzione delle tensioni e sulla creazione delle condizioni per una ripresa del dialogo. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri qatariota Majed al-Ansari, dopo alcune indiscrezione dei media e spiegando che la visita riflette la posizione di Doha secondo cui la diplomazia rappresenta "il modo migliore per risolvere le divergenze e promuovere la sicurezza e la stabilità regionali". Al centro dei colloqui ci sarà anche la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Secondo al-Ansari, il Qatar punta a ripristinare nel passaggio marittimo strategico le condizioni esistenti prima dell'inizio del conflitto lo scorso 28 febbraio.

Il Secret Service americano: “Indaghiamo sul video con minacce al figlio di Trump”

Il Secret Service americano ha confermato di essere a conoscenza del video diffuso dai media di Stato iraniani contenente minacce contro Barron Trump, il figlio 20enne del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Nel filmato, della durata di circa tre minuti e intitolato "Dove e come uccidere Barron Trump?", vengono mostrate immagini della sede della New York University frequentata dal giovane e si sostiene di aver individuato alcuni suoi account online e quelli di alcuni compagni di università. "Questo è solo l'inizio. Barron Trump, aspettaci!", si afferma alla fine. "Il Secret Service è a conoscenza del video e indaga su qualsiasi cosa possa essere percepita come una minaccia nei confronti delle persone che proteggiamo", ha dichiarato il portavoce Nate Herring, precisando che l'agenzia non discute pubblicamente le proprie attività di intelligence per ragioni di sicurezza. Non è la prima volta che sui media iraniani compaiono minacce contro Trump e la sua famiglia. A luglio, l'agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, aveva pubblicato un filmato intitolato "Dove uccidere Melania?", mentre a Teheran era comparso un cartellone con l'immagine di Trump apparentemente morto in una bara e la scritta "We Kill Trump".

L’Iran chiede all’Onu lo stop del “terrorismo economico" Usa

Secondo quanto riportando i media iraniani, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha inviato una lettera al Segretario generale delle Nazioni Unite, Antònio Guterres, al Presidente del Consiglio di sicurezza e ai membri dell'Onu, presentando la posizione dell'Iran in merito alle "azioni di terrorismo economico" degli Stati Uniti. Araghchi in queste comunicazioni ha sottolineato “la responsabilità legale e morale delle Nazioni Unite e di tutti i governi di condannare l'azione illegale e criminale dell'amministrazione americana".

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Libano, Tajani: disarmare Hezbollah poi controllo a libanesi

“Bisogna disarmare Hezbollah per portare l'esercito israeliano a rientrare in Israele" dice al Meeting di Rimini il vicepremier Antonio Tajani, chiarendo la posizione italiana sul futuro del Libano. "Io sono per il pieno controllo da parte dell'esercito libanese del Libano, non dell'esercito israeliano". Secondo il ministro, il ritiro israeliano dal territorio libanese deve essere accompagnato dalla cessazione degli attacchi di Hezbollah: "Che Israele si ritiri se Hezbollah non lancia più missili su Israele". “Questa è la nostra posizione – ribadisce -. L'obiettivo dei colloqui di Roma è far sì che il Libano possa tornare a essere liberamente padrone a casa sua”.

Iran: “I siti nucleari iraniani danneggiati dai raid non sono sicuri per le ispezioni dell’Aiea”

Il capo dell'agenzia per l'energia atomica dell'Iran, Mohammad Eslami dichiara che l'Aiea – l’Agenzia internazionale per l'energia atomica – non può ispezionare i siti nucleari iraniani che hanno subito attacchi negli ultimi mesi finché non verrà sviluppato un protocollo specifico e non ne sarà garantita la sicurezza. Lo riporta Al Jazeera citando l'agenzia stampa iraniana Irna. Afferma Eslami che l'Iran si trova ancora in una situazione di guerra e non ritiene che la sicurezza dei siti nucleari attaccati sia stata completamente ripristinata. Il funzionario iraniano accusa poi Stati Uniti e Israele di continuare a fare pressioni sull'Aiea affinché ispezioni queste strutture per valutare i danni causati dalle loro operazioni militari.

Tajani: “A settembre ospitiamo i colloqui tra Israele e Libano per costruire la pace in Medio Oriente”

Ospitare i colloqui tra Israele e Libano a Roma “significa contribuire a costruire la pace. Adesso ci saranno i prossimi incontri nel mese di settembre. Se si costruisce la pace in Libano si dà anche un contributo importante per costruire la pace in tutto il Medio Oriente” dichiara il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sempre dal Meeting di Rimini. Secondo fonti ufficiali ad Al-Araby Al-Jadeed "la data per il nuovo round di negoziati previsto a Roma non è ancora stata fissata e sono in corso attività americane per raggiungere un accordo, poiché Washington insiste sulla necessità di concludere i colloqui". Il Libano sarebbe “favorevole all'opzione del negoziato, ma allo stesso tempo desidera che Israele rispetti i suoi impegni e cessi completamente gli attacchi sul territorio libanese soprattutto perché la prosecuzione delle operazioni militari minaccia l'accordo quadro firmato il 26 giugno, mantiene instabile la situazione sul campo e ostacola la missione dell'esercito di completare il suo dispiegamento nel sud e di attuare il suo piano di contenimento delle armi"

Tajani: “Avviare percorso per la costruzione di uno Stato palestinese”

"Stiamo continuando a dire a Israele che è giunto il momento di arrivare a avviare un percorso per la costruzione di uno Stato palestinese. È ovvio che occorre disarmare Hamas, bisogna evitare che l'Iran attraverso Hezbollah continui ad attaccare Israele, ma credo che sia giunto il momento di garantire alla popolazione palestinese la possibilità di vivere in una situazione diversa" afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Meeting di Rimini.

"Siamo contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania – va avanti Tajani – perché è una scelta che mina la realizzazione dello stato palestinese. Toccherà al governo di Israele impedire che i coloni continuino a fare quello che stanno facendo"

Trump, nessuna fretta di riprendere le trattative con l'Iran

In un'intervista a Al Jazeera Trump fa sapere di "non avere alcuna fretta di riprendere le trattative con l'Iran". Secondo il presidente americano “sono efficaci” sia la guerra economica che gli attacchi militari contro Teheran. L'Iran ha "un'enorme inflazione e la sua economia sta cadendo a pezzi" aggiunge Trump. "Il confronto - continua - non è soggetto ad alcuna scadenza temporale e proseguirà finché sarà necessario. Stiamo ottenendo una grande vittoria: gli iraniani soffrono per l'inflazione e la loro economia sta collassando; trattano molto male la loro popolazione e stanno uccidendo un gran numero di manifestanti”.

Teheran: “Le testate ostili sono potenziali obiettivi militari”

Le testate considerate "ostili" dall'Iran potrebbero rientrare nella lista dei "potenziali obiettivi militari". L'avvertimento viene lanciato dal portavoce delle Forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi, citato dall'agenzia Fars. "Testate come Bbc, Iran International e Radio Farda sono direttamente collegate al Mossad, alla Cia e alle organizzazioni di intelligence nemiche, e ricevono il loro sostegno" afferma Shekarchi.

Anche chi lavora per queste organizzazioni potrebbe essere “incluso nella lista dei potenziali obiettivi miliari perché, dal nostro punto di vista, queste non sono testate giornalistiche". "Questi pseudo-media – così prosegue il violento attacco ai media – sono all'origine della promozione, della propaganda e della diffusione della violenza nel mondo e hanno compromesso il benessere psicologico dell'umanità" aggiunge Shekarchi.

Il Pakistan propone di prolungare i negoziati per altri 60 giorni

Il Pakistan ha proposto e sta cercando di ottenere una nuova proroga di 60 giorni per arrivare a un accordo tra Iran e Stati Uniti che metta fine alla guerra. Lo hanno dichiarato fonti del governo pakistano all'agenzia di stampa Anadolu, aggiungendo che gli Stati Uniti vogliono che la ripresa dei negoziati avvenga in contemporanea alla riapertura dello Stretto di Hormuz. La tempistica proposta dal Pakistan mira a "rilanciare i colloqui" sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sulla revoca delle sanzioni contro Teheran. Il termine di 60 giorni fissato il 17 giugno è scaduto lo scorso 16 agosto e finora nessuna delle due parti si è espressa in merito a un'eventuale proroga. Secondo le fonti pakistane Iran e Stati Uniti si sono tacitamente accordati per non avviare nuove ostilità. La proposta di proroga, spiegano le fonti, è stata illustrata alla leadership iraniana dal capo dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, durante la sua recente visita a Teheran.

Pezeshkian vedrà Putin

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian prevede di incontrare Vladimir Putin a margine del vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) a Bishkek, ha annunciato l'ambasciatore iraniano in Russia Kazem Jalali. Il portavoce del leader russo, Dmitri Peskov, aveva annunciato che Putin intende partecipare al vertice della Sco in Kirghizistan, previsto a Bishkek il 30 e 31 agosto. "Pezeshkian e Putin si sono incontrati finora cinque volte, e il numero salirà a sei con l'incontro a margine del vertice della Sco a Bishkek", ha dichiarato l'ambasciatore all'agenzia di stampa iraniana Irna.

Domani Witkoff e Kushner al Centcom

Gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner, che hanno guidato i negoziati con l'Iran, domani si recheranno nella sede del Comando Centrale (Centcom) degli Stati Uniti a Tampa, in Florida, per aggiornamenti sulla situazione sul campo. È quanto sottolinea Axios che cita una fonte informata.

Trump: “Non penso che Mojtaba Khamenei sia morto”

Donald Trump ha detto in un'intervista con una radio conservatrice di non ritenere che la guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, sia morto.

Pasdaran: “Accordo con Oman su ripartizione introiti di Hormuz”

Un portavoce dei pasdaran ha dichiarato che Iran e Oman hanno raggiunto un accordo sulla ripartizione dello Stretto di Hormuz e dei relativi proventi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. "Abbiamo avviato le trattative con l'Oman circa un mese fa e abbiamo raggiunto risultati che sono stati accettati da entrambe le parti", ha detto, "sono stati raggiunti accordi sulla quota di ciascun Paese nelle acque dello Stretto e sulla quota di Iran e Oman nei relativi introiti". Il portavoce ha aggiunto che gli Stati Uniti stavano ostacolando i negoziati tra Oman e Iran, causandone il ritardo.

Trump: “Non ho fretta di concludere i negoziati”

Donald Trump non ha alcuna fretta di negoziare con l'Iran. Lo ha sottolineato lo stesso presidente degli Stati Uniti in un'intervista ad Al-Jazeera. Sottolineando che sia l'azione economica che militare "sono efficaci" contro la Repubblica islamica, Trump ha spiegato di non aver fissato scadenze per i colloqui con Teheran: "Non ho un calendario, non ho fretta".

Israele a Guterres: “Dici cose non vere. Unrwa occupava illegalmente sito Kafr Aqab”

Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano Oren Marmorstein ha risposto con un post su X alla dichiarazione del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres che ieri ha condannato l'ingresso di agenti di polizia israeliani in un centro di formazione professionale gestito dall'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) a Gerusalemme Est. "Stai semplicemente dicendo ancora una volta cose non vere: "L'Unrwa non ha mai avuto alcun diritto di proprietà sulla struttura e l'ha occupata illegalmente. La struttura è destinata a fungere da scuola e centro comunitario per i bambini arabi del quartiere di Kafr Aqab. Tu e l'Unrwa preferite rivolgere accuse infondate contro Israele invece di agire nell'interesse dei bambini di Kafr Aqab: questo è cinismo allo stato puro", ha scritto il portavoce. "Alla luce delle prove conclusive che dimostrano che dipendenti dell'Unrwa hanno partecipato al massacro del 7 ottobre, che dipendenti dell'Unrwa hanno operato come membri di organizzazioni terroristiche e che strutture dell'Unrwa sono state sistematicamente utilizzate per attività terroristiche, le attività dell'Unrwa in Israele sono state vietate. Tutte le azioni israeliane sono state compiute in conformità con il diritto israeliano e con il diritto internazionale", ha aggiunto Marmorstein.

Pasdaran: “Intesa con Oman; Hormuz lo controlliamo noi”

I Guardiani della rivoluzione iraniani, i pasdaran, affermano di avere il controllo dello Stretto di Hormuz e di aver raggiunto con l'Oman un'intesa sulle rispettive quote delle acque e sulle entrate derivanti dal passaggio marittimo. Secondo i pasdaran, i negoziati con Muscat sono iniziati circa un mese fa. Teheran si dice pronta a riaprire lo Stretto nel quadro concordato, a condizione che gli Stati Uniti rinuncino a quello che l'Iran definisce "ostruzionismo" e tornino al memorandum d'intesa. "Le nostre condizioni devono essere accettate. Se l'America non le accetterà, lo Stretto di Hormuz non sarà assolutamente riaperto", affermano i Guardiani della rivoluzione, sostenendo inoltre che nessuna nave militare nemica sia attualmente nel Golfo Persico. "Tutte le navi da guerra nemiche si sono allontanate di almeno 400 chilometri dallo Stretto", sostengono i pasdaran.

Pasdaran, se Usa non accetta nostre condizioni lo Stretto di Hormuz non si aprirà

“Se gli Stati Uniti abbandoneranno il loro ostruzionismo e torneranno al memorandum d'intesa, potremo aprire lo Stretto di Hormuz nel quadro dell'accordo raggiunto; pertanto, le nostre condizioni devono essere accettate da Washington”, ha dichiarato il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Hossein Mohebi, aggiungendo: “Se gli Stati Uniti non accetteranno le nostre condizioni, lo Stretto di Hormuz non verrà aperto in nessuna circostanza. Lo Stretto di Hormuz è sotto il nostro controllo e non vi sono navi militari nemiche nel Golfo Persico”, ha sottolineato, secondo quanto riportato dall'agenzia Fars.

Media: Yair Netanyahu nel mirino, tornato in Israele

Un complotto iraniano mirava ad assassinare Yair Netanyahu a Miami, in Florida, dove il figlio del premier israeliano Benjamin Netanyahu abitualmente trascorre molto tempo. Il 35enne è stato avvertito della minaccia ed è rientrato a vivere in Israele. Lo ha riferito il sito Usa Newsmax, citando una fonte delle forze dell'ordine americane. Lunedì il premier israeliano aveva dichiarato in un'intervista a Channel 14 di un piano iraniano per "assassinare" uno dei suoi figli, senza specificare se Yair o Avner. Secondo la fonte citata dal sito americano, i servizi segreti ritengono che agenti iraniani fossero "sul campo" a Miami per sorvegliare gli spostamenti del figlio del premier israeliano. A Yair è stato intimato di lasciare immediatamente la Florida e di tornare in Israele: se n'è andato immediatamente, senza prendere i suoi effetti personali, e da allora vive in Israele.

Pezeshkian: “Usa non otterranno nulla con nuove sanzioni”

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha affermato che gli Stati Uniti non otterranno "nulla" dalle nuove pressioni economiche contro la Repubblica islamica. "Con le misure previste dai servizi economici del governo, gli Stati Uniti non otterranno nulla dalla loro pressione economica in questa fase, proprio come non avevano ottenuto nulla durante la guerra", ha dichiarato Pezeshkian, citato dall'agenzia Isna.

Media: “Ragazzino ferito da forze israeliane a Gerusalemme Est”

I media palestinesi riferiscono che un ragazzino è stato ferito a una spalla da un proiettile sparato da forze di sicurezza israeliane ieri nel campo profughi di Qalandia, a Gerusalemme Est. Il ragazzo era con altri tre coetanei su un tetto e il colpo sarebbe stato sparato "durante gli scontri nei pressi del campo profughi di Qalandia". Nel video pubblicato dai media palestinesi si vede il momento in cui l'adolescente viene colpito e poi trascinato via dai suoi compagni. La polizia israeliana pubblicherà a breve un comunicato.

Putin al presidente Sharaa: “Sostegno a integrità territoriale e sovranità siriane”

Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi un colloquio telefonico con il suo omologo siriano Ahmad Sharaa durante il quale "sono stati discussi lo stato attuale e le prospettive di ulteriore sviluppo delle relazioni russo-siriane". Lo riferisce il Cremlino. "È stato espresso l'impegno ad approfondire il dialogo politico e la cooperazione in ambito commerciale, economico, umanitario e in altri settori", prosegue una nota del servizio stampa della presidenza russa. "Nel corso di uno scambio di opinioni sulla situazione in Siria, Vladimir Putin ha ribadito la sua posizione di principio a sostegno dell'unità, dell'integrità territoriale e della sovranità del Paese, nonché della creazione delle condizioni per una normalizzazione a lungo termine e per la ricostruzione post-conflitto", si legge ancora nel comunicato. Inoltre, "entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza del Memorandum d'intesa firmato il 9 agosto in merito alla riorganizzazione della base aerea di Khmeimim e del centro logistico di Tartus" ed "è stato concordato di proseguire i contatti a vari livelli".

Media, domani probabile visita del primo ministro del Qatar a Teheran

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, dovrebbe recarsi a Teheran, molto probabilmente domani, nell'ambito degli sforzi per ridurre le tensioni e rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione. Lo riferisce il sito Iran Nuances, secondo cui durante la visita il premier di Doha discuterà con le autorità iraniane anche di relazioni bilaterali.

Netanyahu, nessun accordo possibile con "quei selvaggi"

"Nutro dei dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo con quei selvaggi in Iran". Lo ha detto il premier israeliano Benyamyn Netanyahu in un discorso in ebraico tenuto ieri sera a Gerusalemme e di cui è stato diffuso un video. Il primo ministro ha riferito di aver discusso con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante il loro incontro di luglio a Washington, tre possibili approcci alla questione iraniana: la diplomazia, l'azione militare e quello che lui definisce un inasprimento dell'assedio" di Teheran.

Media: “L'Iran voleva uccidere in Florida il figlio di Netanyahu”

Yair Netanyahu, 35 anni, figlio del premier israeliano, sarebbe stato bersaglio di un complotto iraniano per assassinarlo mentre si trovava in Florida. La notizia è pubblicata dai media israeliani. Il Times of Israel cita il sito statunitense di destra Newsmax, che a sua volta riporta una fonte delle forze dell'ordine statunitensi. La notizia giunge il giorno dopo che Netanyahu, in un'intervista telefonica con Channel 14, aveva dichiarato: "L'Iran ha preso di mira uno dei miei figli. L'Iran ha cercato di uccidere, di assassinare uno dei miei figli". Non ha specificato quale dei suoi due figli fosse il bersaglio, né ha fornito ulteriori dettagli sul complotto, ma la fonte di Newsmax afferma che l'intelligence israeliana aveva appreso lo scorso dicembre che l'Iran stava pianificando di uccidere Yair in Florida. Secondo la fonte, i servizi segreti ritengono che agenti iraniani fossero "sul campo" nell'area di Miami per sorvegliare gli spostamenti del figlio del premier. Il report afferma che a Yair era stato intimato di lasciare immediatamente la Florida e di tornare in Israele. Aggiunge inoltre che se n'è andato senza portare con sé i suoi effetti personali e che da allora vive in Israele.

Media Libano: “Attacchi israeliani nell'area di Tiro”

Un carro armato israeliano ha sparato diversi colpi contro la città di Mansouri, a sud di Tiro. Lo scrive l'agenzia libanese Nna. Le forze armate israeliane hanno anche effettuato delle esplosioni alla periferia della città di Sarbin, nel distretto di Bint Jbeil, in concomitanza con una perlustrazione della città. Aerei nemici hanno inoltre condotto un raid notturno su Qantara, nel distretto di Marjeyoun. Stamattina, sempre stando alla Nna, L'Idf sta bruciando case nella città di Bayt al-Sayyad, sempre nella zona di Tiro, e ha effettuato un bombardamento nella città di Majdal Zoun. All'alba, bombardamenti intermittenti di artiglieria hanno preso di mira la periferia di Hadatha.

Ieri 5 navi hanno passato Hormuz: “Traffico molto inferiore alla media”

Ieri cinque navi da trasporti hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, un numero pressoché invariato rispetto al giorno precedente, ma ben al di sotto della media di 15 degli ultimi 10 giorni, secondo i dati preliminari sul traffico marittimo pubblicati oggi. Lo scrive Reuters sul suo sito. Due petroliere che trasportavano gas di petrolio liquefatto e una petroliera che trasportava bitume sono uscite dal Golfo attraverso lo stretto, mentre due petroliere vuote per prodotti raffinati sono entrate nel canale dal Golfo dell'Oman, secondo i dati iniziali del servizio di tracciamento navale Kpler. Lunedì, quattro navi cisterna per il trasporto di merci avevano attraversato lo stretto, secondo gli stessi dati. I dati potrebbero variare poiché alcune navi solitamente disattivano i propri transponder di localizzazione durante la navigazione. Secondo i dati di Kpler, i transiti attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, un altro importante punto di strozzatura marittima in Medio Oriente, sono rimasti pressoché invariati, con 31 navi mercantili rispetto alle 29 del giorno precedente, in linea con la media degli ultimi 10 giorni.

Siria, Idf avanza in un villaggio vicino alle alture del Golan

Le forze militari israeliane stanno avanzando nel villaggio di Jumla, nel bacino di Yarmouk, vicino alle alture del Golan, nella campagna occidentale della provincia siriana di Deraa. Lo riferisce Al Jazeera.

Ben Gvir festeggia in un video l’irruzione dell’Idf in sito Unrwa

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha festeggiato in un video l'irruzione delle forze israeliane in una struttura gestita dall'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, a Gerusalemme Est. I militari hanno espulso i dipendenti e issato una bandiera israeliana nel cortile dell'edificio. L'Unrwa ha denunciato quella che definisce una violazione diretta del diritto internazionale.

Yemen, uccisi 8 Houthi su linea del fronte

Le forze governative yemenite hanno affermato di aver respinto un attacco di combattenti Houthi sulla linea del fronte di Kalaba, nella provincia sud-occidentale di Taiz, e di aver provocato almeno otto morti e quindici feriti tra i miliziani. Lo riferisce Al Jazeera. Gli scontri, scoppiati nella zona di Al-Safa, sono stati segnati da intensi scambi di fuoco.

Leader Houthi annuncia “nuove azioni” contro Riad

Il leader del movimento Houthi, Abdul-Malik al-Houthi, ha annunciato "nuove azioni" contro l'Arabia Saudita in un discorso pronunciato in occasione dell'anniversario della nascita del Profeta Maometto. Lo riporta l'agenzia di stampa Saba, gestita dalla milizia filoiraniana che controlla buona parte dell'Ovest dello Yemen, inclusa la capitale Sanàa. Al-Houthi ha affermato che i combattenti sciiti da lui guidati "non risparmieranno alcuno sforzo" per sostenere il popolo palestinese fino alla caduta di Israele. Il capo degli Houthi ha quindi accusato il governo saudita di "tirannia e ingiustizia" e ha dichiarato che la situazione richiede "nuove mosse, utilizzando tutti i mezzi legittimi" per contrastare Riad, che starebbe praticando un "ingiusto assedio" e un'"occupazione aggressiva" con il sostegno degli Stati Uniti.

Tre giornalisti Afp attaccati da coloni in Cisgiordania

Tre giornalisti dell'agenzia stampa France Presse sono stati aggrediti dai coloni israeliani mentre erano impegnati in un servizio in Cisgiordania. Lo riporta la stessa Afp, secondo la quale l'aggressione ha provocato almeno cinque feriti. I cronisti si erano recati nella città di Jannatah, vicino a Betlemme, per documentare le visite di solidarietà condotte da attivisti israeliani a sostegno dei palestinesi vittime delle violenze dei coloni israeliani. L'esercito israeliano aveva ordinato ai giornalisti di lasciare quella che i militari avevano definito una "zona militare chiusa" prima dell'arrivo dei coloni a bordo di due veicoli. Tra gli aggressori che hanno lanciato pietre contro giornalisti e attivisti c'erano anche dei bambini. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver aperto un'indagine sull'incidente.

Hormuz, Qatar discute con Oman e Teheran

Il primo ministro e ministro degli affari esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto martedì, colloqui telefonici separati con i ministri degli Esteri di Oman e Iran per discutere una proposta di quadro provvisorio per lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto ha riportata la Xinhua, "la proposta include un corridoio di navigazione congiunto temporaneo e un progetto congiunto di sminamento". "Nella telefonata con il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi, il primo ministro del Qatar ha ribadito il sostegno a tutti gli sforzi diplomatici volti a raggiungere una soluzione che garantisca la libertà di navigazione marittima e apra la strada a un accordo globale che porti a una pace duratura nella regione", secondo quanto riportato dal ministero degli affari esteri del Qatar. In una telefonata separata con il ministro degli esteri omanita Sayyid Badr bin Hamad Al Busaidi, il primo ministro ha "espresso l'apprezzamento del Qatar per gli sforzi dell'Oman e ha ribadito il pieno sostegno alle iniziative diplomatiche di Mascate per allentare le tensioni e rafforzare la stabilità regionale".

Erdogan: “Non permetteremo scenari sanguinosi”

La Turchia non permetterà che vengano attuati “scenari sanguinosi” in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il presidente turco Erdogan dopo una riunione di gabinetto, riporta Al Jazeera. "Non ci asterremo dal lavorare per stabilire la pace nella nostra regione solo perché alcuni non la vogliono, ne sono preoccupati o vedono i loro piani ostacolati", ha affermato Erdogan. Il presidente turco ha aggiunto che Ankara continuerà a sostenere la ripresa dei paesi vicini, nonostante l'opposizione di quelle che ha definito "reti criminali con il sangue di innocenti sulle mani". La Turchia ha recentemente firmato un patto di difesa congiunta con l'Arabia Saudita e il Pakistan alla Mecca.

Trump ha trasmesso al Congresso l'accordo sul nucleare con l'Arabia Saudita

Donald Trump ha trasmesso al Congresso l'accorso sul nucleare con l'Arabia Saudita. Lo ha anticipato il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il presidente non ha comunque rinunciato alla condizione imposta all'ultimo minuto di una normalizzazione dei rapporti di Riad con Israele. L'intesa annunciata da Trump il mese scorso concede alla imprese americane un ruolo centrale nello sviluppo dell'infrastruttura nucleare dell'Arabia Saudita escludendo la concorrenza straniera. L'accordo ha sollevato molte polemiche perché apre potenzialmente la porta all'arricchimento dell'uranio.

Libano, attacchi israeliani nel sud del Paese

In Libano i media segnalano attacchi in diverse località del sud del Paese. Tra le altre zone, si sono registrati attacchi tra i villaggi di A-Dabsha, Sarbin e Al-Qantara.

Rubio: “Per ora no ad attacchi contro l’Iran”

Per "il momento" non è previsto che gli Stati Uniti lancino nuovi attacchi contro l'Iran. È il messaggio che il segretario di Stato Marco Rubio ha recapitato negli ultimi giorni ad alcuni ministri degli Esteri stranieri alleati, spiegando che l'attenzione è rivolta ora ad altre forme di pressione. Secondo quanto riportato da Axios, Rubio ha illustrato alle sue controparti che politica l'amministrazione intende applicare almeno fino alle elezioni di metà mandato, ovvero evitare un'azione militare, aumentare la pressione economica, trasportare più petrolio possibile attraverso lo Stretto di Hormuz.

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