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Lipsia, scoperto terzo drone esplosivo: “Era un piano per uccidere all’aeroporto”

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Forti sospetti sul Cremlino, l’ira di Merz: “Germania nel mirino di aggressori ibridi. Troveremo gli autori e la pagheranno”
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BERLINO – «Pagherete per questo». Friedrich Merz è ricorso a toni inusitatamente duri per rivolgersi agli autori dell’attentato con droni all’aeroporto di Lipsia, fallito per un pelo il 4 agosto scorso. Ieri gli inquirenti hanno trovato un altro drone all’aeroporto sassone, ma a Berlino nessuno punta ancora il dito contro la Russia, anche se tutti pensano che il mandante sieda a Mosca. Anche il drone rinvenuto ieri dagli investigatori, come il primo che era stato trovato nell’importante hub della logistica a inizio del mese, era imbottito di esplosivo. Un secondo drone si era scontrato in volo con un aereo, per fortuna senza fare danni.

Merz ha ammesso dunque che la Germania «è entrata maggiormente nel mirino di aggr…

BERLINO – «Pagherete per questo». Friedrich Merz è ricorso a toni inusitatamente duri per rivolgersi agli autori dell’attentato con droni all’aeroporto di Lipsia, fallito per un pelo il 4 agosto scorso. Ieri gli inquirenti hanno trovato un altro drone all’aeroporto sassone, ma a Berlino nessuno punta ancora il dito contro la Russia, anche se tutti pensano che il mandante sieda a Mosca. Anche il drone rinvenuto ieri dagli investigatori, come il primo che era stato trovato nell’importante hub della logistica a inizio del mese, era imbottito di esplosivo. Un secondo drone si era scontrato in volo con un aereo, per fortuna senza fare danni.

Merz ha ammesso dunque che la Germania «è entrata maggiormente nel mirino di aggressori ibridi» e «senza scrupoli» che «mettono in conto di provocare danni gravi, feriti e persino morti». Per il cancelliere è «giusto» tutelare i cittadini maggiormente «contro attacchi ibridi». Anche se «la Germania resta un Paese sicuro». Prima di ritirarsi con i ministri in un castello a Neuhardenberg, in Brandeburgo, per due giorni di consultazioni in vista di un autunno bollente, Merz ha promesso maggiori dettagli «a breve» sull’attentato sventato di agosto. Il governo è precipitato ai minimi negli indici di popolarità e in vista delle elezioni a settembre in Sassonia-Anhalt, Meclemburgo-Pomerania e Berlino e il terremoto che una prevedibile vittoria dell’Afd nei primi due land potrebbe provocare anche a Berlino, il governo ha promesso di uscire dalla “clausura” in Brandeburgo con misure concrete per rilanciare l’economia.

Su Lipsia il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt si è limitato a parlare finora di «potenze straniere» che potrebbero essere coinvolte. Ma uno dei maggiori esperti militari della Germania, Nico Lange, ha osservato ieri che «già abbiamo saputo di aver sfiorato una catastrofe. E chi avesse bisogno di una conferma che si sia trattato di un’operazione di professionisti l’ha avuto al più tardi ora». Il terzo drone, ha sottolineato Lange in un colloquio con la Faz, «era dotato di un esplosivo militare», inaccessibile a bombaroli dilettanti. Per l’esperto di sicurezza «è incomprensibile» che il governo non attribuisca chiaramente l’attacco alla Russia. Ma la prudenza di Merz, in realtà, è comprensibile: se gli inquirenti dovessero confermare i sospetti, la Germania dovrebbe in teoria chiedere almeno l’attivazione dell’articolo 4 del Trattato della Nato, le «consultazioni» con i partner dell’Alleanza.

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