La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha comunicato che “Trump sta usando ogni strumento economico per aumentare la pressione sull’Iran” e che “non sono in corso negoziati”. Il capo del Pentagono Pete Hegseth non esclude il ricorso “ad attacchi cinetici in qualsiasi punto dello Stretto di Hormuz o nelle vicinanze”. E, secondo lui, Teheran non sarà in grado di reggere alla pressione economica a cui è sottoposta. Il primo ministro del Qatar Al Thani si è recato a Teheran per promuovere la de-escalation e nuovi colloqui con gli Usa.
Ghalibaf risponde a Bessent: “Invece di dirottare miliardi per Israele, spendete soldi per il vostro popolo”
"Invece di dirottare miliardi verso il suo alleato terrorista, Israele, e le sue 750 basi, questo impero in declino potrebbe spendere quei soldi per il proprio popolo, ma no, sarebbe troppo sensato per questo regime". Lo ha scritto su 'X' il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, rilanciando un post del segretario al Tesoro Usa Scott Bessent. "Scotty, amico [?], la tua credibilità è in gioco. Fai qualcosa", scrive poi Ghalibaf.
Wsj, Usa hanno comunicato che non si torna al memorandum di giugno
Il Wall Street Journal, citando fonti attendibili, ha riferito che l'amministrazione Trump ha ripetutamente dichiarato ai mediatori di non voler tornare ai termini del memorandum d'intesa firmato con l'Iran a giugno. Le fonti hanno aggiunto che Trump ha optato per una politica di pressione economica sull'Iran e sta aspettando di vedere se darà i suoi frutti.
Trump: “Hormuz aperto e sminato, Iran in forte difficoltà”
Lo Stretto di Hormuz è aperto. Lo ribadisce Donald Trump sottolineando che l'Iran è in forte difficoltà e non sta pagando le sue truppe. "Non c'è molto da dire. Non vogliamo parlarne. Non cerchiamo incontri né altro. Lo Stretto è aperto. C'è un grande transito di navi. Milioni e milioni di barili di petrolio escono dallo Stretto di Hormuz ogni giorno". "Di tanto in tanto, loro sparano qualche colpo, fanno partire qualche colpo. Sai, abbiamo completamente bonificato lo Stretto. Abbiamo le migliori navi sminatrici al mondo. Sono sminatrici subacquee; abbiamo ripulito completamente lo Stretto dalle mine e monitoriamo tutto molto da vicino tramite la Space Force - che è una delle mie iniziative, una delle tante", ha aggiunto il tycoon, secondo cui gli Usa "vedono ogni centimetro di questo tratto di mare e, se qualcosa entra con una mina, lo vediamo e la eliminiamo".
Botta e risposta elettorale tra Netanyahu e Ben Gvir
In un video in ebraico pubblicato su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu invita i politici di ultra destra Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich a "unirsi per la vittoria della destra", in vista delle elezioni del 27 ottobre. In precedenza, anche il figlio del primo ministro, Yair aveva lanciato un appello simile. Ben Gvir ha risposto a Netanyahu, a suo volta con un filmato in cui dichiara: "Entrambi conosciamo la verità: voi volete una piccola Otzma Yehudit per potervi alleare con Eisenkot e formare un 'governo nazionale ampio'. Solo una grande Otzma Yehudit, Smotrich e Ofer Winter uniti, solo in questo modo si potrà formare un governo di destra a tutti gli effetti".
Teheran: “Possiamo causare danni catastrofici agli interessi economici Usa”
Il segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha dichiarato che Teheran "non si fida degli americani che hanno ripetutamente tradito la diplomazia e i negoziati". Parlando in un incontro con il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, Rezaei ha poi avvertito che "se gli Stati Uniti compiranno qualsiasi atto di aggressione contro la Repubblica islamica" Teheran "causerà danni catastrofici ai loro interessi militari ed economici tali che saranno ricordati nella storia". Lo riporta la tv iraniana.
Nyt, la risposta di Riad agli attacchi Houthi può aprire un nuovo fronte
Potrebbe aprirsi presto un nuovo fronte di guerra, quello tra Arabia Saudita e Houthi. Perché settimane di attacchi condotti dai miliziani yemeniti contro obiettivi sauditi hanno portato Riad e la milizia sostenuta dall'Iran sull'orlo di un nuovo conflitto. Lo sostengono alcuni analisti citati dal New York Times, secondo i quali l'Arabia Saudita potrebbe puntare a indebolire il gruppo affinché negozi una soluzione alla guerra civile yemenita più favorevole a Riad e ai suoi alleati. Inoltre, affermano gli analisti, si riscontrano segnali di un più ampio rafforzamento militare da entrambe le parti.
Ukmto: “Petroliera colpita a Hormuz, scoppia un incendio”
Una petroliera che navigava nello Stretto di Hormuz è stata colpita da un proiettile non identificato, provocando un incendio a bordo, che è stato successivamente spento. Lo segnala l'agenzia marittima Ukmto.
Tutti i membri dell'equipaggio risultano sani e salvi e non si segnalano impatti ambientali. Le autorità stanno indagando.
Bessent: “Il regime destina miliardi agli alleati terroristi mentre il popolo non ha beni di prima necessità”
"Mentre il popolo iraniano fatica a procurarsi i beni di prima necessità, il regime corrotto continua a sperperare ingenti somme all'estero". Lo ha scritto su X il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, accusando Teheran di "destinare miliardi di dollari ai propri alleati terroristi", invece di spenderli "a beneficio del proprio popolo".
Katz sugli aquiloni: “Qualsiasi lancio da Gaza riceverà una dura risposta”
"L'ultimatum che abbiamo posto è scaduto: qualsiasi lancio proveniente da Gaza verso le comunità del sud di Israele sarà accolto con una dura risposta". Lo ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz durante una valutazione di sicurezza con il capo di stato maggiore dell'Idf in riferimento al fenomeno del lancio di aquiloni ripreso nelle ultime settimane e che in passato portavano cariche incendiarie. "Abbiamo chiarito che, dal nostro punto di vista, qualsiasi lancio è un atto terroristico e in quanto tale riceverà una risposta decisa contro i responsabili, gli organizzatori e gli esecutori. L'Idf utilizzerà tutti gli strumenti necessari, compresa l'evacuazione della popolazione dai quartieri della Striscia di Gaza da cui vengono effettuati i lanci", ha affermato Katz aggiungendo che "Israele non permetterà a Hamas di tornare ai metodi di intimidazione e minaccia contro le comunità del sud, come facevano prima del 7 ottobre, e chiunque lo farà pagherà un prezzo salato".
Casa Bianca: “Trump sta usando ogni strumento economico per aumentare la pressione, non sono in corso negoziati”
Teheran è già in forte difficoltà e che il presidente Trump sta utilizzando "ogni strumento economico" per aumentare la pressione. Lo ha detto a Fox News la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, spiegando che l'inflazione in Iran ha superato il 100% e che il regime stia faticando a pagare le proprie forze di polizia e militari, mentre deve anche fare i conti con i danni inflitti durante l'Operazione Epic Fury. Secondo Leavitt, l'obiettivo di Trump rimane invariato, assicurarsi che l'Iran "non possa mai ottenere un'arma nucleare, punto e basta". "Al momento non sono in corso negoziati e la situazione rimarrà tale finché il presidente non riterrà che le parti possano sedersi al tavolo delle trattative in modo costruttivo. Finora non abbiamo assistito a nulla di simile" ha aggiunto la portavoce.
Netanyahu nega contatti diretti con Hamas
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha smentito contatti diretti con l'alto esponente di Hamas, Ghazi Hamad, all'insaputa dei servizi di sicurezza, durante la guerra di Gaza del 2014. La notizia di negoziati con il gruppo militante palestinese, portati avanti da Netanyahu attraverso il suo stretto collaboratore Shlomi Fogel, è stata riportata dal giornalista Ben Caspit su Walla. "Non è mai successo", ha fatto sapere l'ufficio del premier, sostenendo che si tratta di "false informazioni per tentare di danneggiare il primo ministro".
Qatar: “Con Iran discusso di sforzi per de-escalation e condizioni dialogo”
Nel corso dell'incontro tenutosi oggi a Teheran tra i ministri degli Esteri di Iran e Qatar, "sono stati esaminati gli ultimi sviluppi della situazione regionale, insieme agli sforzi in atto per ridurre l'escalation e creare le condizioni adeguate per il dialogo, contribuendo al rafforzamento della sicurezza e della stabilità regionali", ha affermato il Ministero degli Esteri del Qatar in un comunicato citato da al Jazeera.
La Slovenia blocca condanna Ue su insediamenti illegali di Israele
La Slovenia non ha sostenuto una dichiarazione congiunta di condanna da parte dei 27 Stati Ue del piano israeliano per gli insediamenti in Cisgiordania nell'area E1. Lo conferma lo stesso premier sloveno, Janez Jansa, in un post su X: "In realtà, abbiamo solo rimosso la Slovenia dal circolo vizioso della perdita di credibilità di fronte alle continue condanne sproporzionate di Israele per ogni mossa", scrive Jansa. La posizione Ue è stata poi pubblicata come una dichiarazione a nome dell'Alta rappresentante, Kaja Kallas.
"Mentre la burocrazia di Bruxelles rimane in silenzio sull'eliminazione di interi villaggi di cristiani in Nigeria, sui massacri del proprio popolo da parte di Hamas a Gaza, sui massacri in Iran o sulle sempre più frequenti esplosioni di antisemitismo in Europa, reagisce a ogni annuncio di Israele che costruirà qualche tipo di villaggio", aggiunge. "L'uso di due pesi e due misure ha portato la cosiddetta politica estera dell'Ue a uno stato di quasi irrilevanza. Mentre una singola parola del presidente degli Stati Uniti può causare un cambiamento nei prezzi dell'energia, i messaggi di politica estera vuoti dell'Ue non cambiano nè risolvono nulla", conclude il premier.
L'Iran ammette: “Non riusciamo a importare benzina a sufficienza per il blocco Usa”
L'Iran non è riuscito a importare benzina a sufficienza per compensare l'insufficiente produzione interna a causa del blocco navale statunitense: "La produzione di benzina è insufficiente e, a causa del blocco navale statunitense, non possiamo importarla", ha detto il vicepresidente Mohammad Jafar Ghaempanah, citato da Irna.
Negli ultimi giorni si segnalano file davanti alle stazioni di servizio in tutto il Paese. Lunedì, il capo di gabinetto del presidente iraniano, Mohsen Haji-Mirzaei, aveva affermato che le quote di benzina sarebbero state riviste, senza fornire ulteriori dettagli
Ft, Israele valuta l'espulsione di funzionari britannici e di altri Paesi dal centro per Gaza
Israele sta valutando di espellere funzionari britannici e potenzialmente di altri Paesi europei dal centro di coordinamento guidato dagli Stati Uniti per il dopoguerra a Gaza, in risposta alle critiche alle politiche del governo di Benjamin Netanyahu nei Territori palestinesi. Lo scrive il Financial Times, citando diverse persone a conoscenza della questione.
Secondo il quotidiano, nelle ultime settimane il governo israeliano ha discusso la possibilità di estromettere il Regno Unito dall'International Gaza Support Center (Igsc), la struttura multinazionale creata per monitorare il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. "Misure analoghe sarebbero state considerate anche nei confronti dell'Italia e della Germania", hanno riferito alcune delle fonti al Ft, anche se - interpellato dal quotidiano - un funzionario israeliano ha assicurato che Israele ha "buone relazioni" con Berlino e Roma. Anche un funzionario del governo italiano interpellato dal quotidiano ha respinto l'ipotesi che Italia e Germania possano essere espulse dall'Igsc.
Pezeshkian incontrerà Putin il 1 settembre in Kirghizistan
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian incontrerà la prossima settimana il suo omologo russo Vladimir Putin a margine del vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) in Kirghizistan. Lo ha annunciato l'ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali. Il vertice si terrà il primo settembre a Bishkek, capitale kirghisa.
"Il presidente Masoud Pezeshkian ha avuto finora cinque incontri bilaterali con Vladimir Putin e la prossima settimana parteciperà al vertice di Shanghai in Kirghizistan, dove avrà il suo sesto incontro con lui", ha dichiarato Jalali all'agenzia ufficiale Irna. La Sco comprende dieci Stati membri, tra cui Iran, Russia, Cina, India, Pakistan e diversi Paesi dell'Asia centrale.
Raid di Israele su Nabatieh e altre località nel sud del Libano
Aerei militari israeliani hanno lanciato due ondate di attacchi mattutini contro la collina di Ali al-Taher, nella periferia orientale di Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale, compiendo poi ulteriori rauid durante la notte sull'area situata tra le città di Zawtar Orientale e Mayfadoun. Lo riferisce l'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna) citata da Al Jazeera.
Secondo Nna, l'area di Nabatieh al-Fawqa è stata colpita da una serie di potenti missili che hanno provocato forti esplosioni, il cui boato si è propagato in tutta la regione, sollevando dense colonne di fumo e polvere.
Il premier Qatar Al Thani in visita a Teheran per colloqui su de-escalation
Il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, è arrivato a Teheran in vista di colloqui volti ad allentare le tensioni e a rilanciare il dialogo tra l'Iran e gli Stati Uniti. Lo riporta Al Jazeera. Un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar aveva annunciato sui social la visita, spiegando che lo sceicco incontrerà a Teheran "diversi funzionari iraniani" per "discutere i modi per ridurre le tensioni" e "creare le condizioni favorevoli al dialogo". Anche Teheran ha confermato la visita, affermando che i colloqui riguarderanno "la prosecuzione degli sforzi e delle iniziative di mediazione del Qatar, così come altri sviluppi regionali".
Pezeshkian: “Non siamo deboli, sappiamo difenderci”
L'Iran "non si trova in una posizione di debolezza e sa come difendersi". Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. "Difendere il nostro Paese è un diritto legittimo e noi abbiamo esercitato questo diritto", ha evidenziato il capo di Stato. Pezeshkian ha inoltre accusato gli Stati Uniti e "l'entità sionista" di aver mosso guerra alla Repubblica islamica mentre erano ancora in corso i negoziati tra Teheran e Washington.
Petroliera colpita da proiettile non identificato a Hormuz
Una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio che è stato successivamente spento, ha dichiarato giovedì mattina l'agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo. Tutti i membri dell'equipaggio sono sani e salvi e non è stato segnalato alcun impatto ambientale, ha aggiunto l'agenzia in una nota informativa.
Washington Post: “La carenza di munizioni degli Usa preoccupa gli alleati asiatici”
Sale la preoccupazione fra gli alleati asiatici degli Stati Uniti e i funzionari del Pentagono responsabili dell'area dell'Indo-Pacifico per l'ingente consumo di munizioni in Medio Oriente. Il timore è che un prolungamento della guerra in Iran comprometta la prontezza operativa degli Stati Uniti in un eventuale scontro con la Cina. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti. Taiwan si attende significativi ritardi nelle consegne di Patriot Pac-3 mentre il Giappone è stato avvertito di possibili ritardi per varie consegne.
Hegseth non esclude il ricorso ad attacchi contro l'Iran e a Hormuz
Gli Usa potrebbero tornare a usare la forza contro l’Iran. A riferirlo è il capo del Pentagono Pete Hegseth: “Non escludiamo affatto il ricorso ad attacchi cinetici in qualsiasi punto dello Stretto di Hormuz o nelle vicinanze", ha detto sottolineando che Teheran non sarà in grado di reggere alla pressione economica a cui è sottoposta.