In un messaggio scritto, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei ha esortato i leader del Golfo a individuare il “vero nemico”: “I governanti criminali degli Stati Uniti e il falso regime sionista”. Nbc News ha riferito che una propria troupe televisiva, composta da quattro persone, e una donna palestinese intervistata sono state aggrediti oggi da coloni in Cisgiordania, nel villaggio di Jalud. Il bilancio dell'episodio è di cinque feriti, ha aggiunto la stessa emittente statunitense, spiegando che gli aggrediti hanno avuto bisogno di ricevere cure mediche. La troupe è stata presa di mira da alcune persone incappucciate, armate di bastoni e pietre, mentre stava girando un servizio.
Pasdaran: “Risponderemo all’attacco Usa”
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno promesso una risposta all'attacco statunitense all'isola di Larak. Lo riporta Irib. I pasdaran hanno riferito che il bombardamento ha provocato diversi morti e feriti, sia militari che civili, ma non hanno fornito un bilancio preciso. Secondo Al Jazeera, ci sono stati due morti e due feriti e l'obiettivo dell'operazione erano due lanciarazzi.
Forze Usa colpiscono lanciatori iraniani sull’isola di Larak
Le forze militari Usa hanno colpito due lanciatori sull'isola di Larak in Iran, dopo che i Pasdaran avevano iniziato i preparativi per lanciare razzi con mine marittime nello Stretto di Hormuz, rende noto Axios.
Ukmto, petroliera centrata da proiettile a Hormuz
Una petroliera è stata attaccata ieri al largo dell'Oman, mentre stava per passare lo stretto di Hormuz. A riferirlo è stato Ukmto, il sito britannico di sicurezza marittima. "Ukmto ha ricevuto oggi con ritardo la segnalazione di un incidente avvenuto a 12 miglia nautiche a nord di Khasab, in Oman", si legge sul sito. "Una petroliera è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta mentre era in transito in ingresso nello stretto di Hormuz. Al momento non si registrano vittime né impatti ambientali. Le autorità stanno indagando".
Media: “Domani primo incontro dei paesi del Patto della Mecca, Ankara-Riad-Islamabad”
Alti funzionari di Turchia, Arabia Saudita e Pakistan si riuniranno domani a Istanbul per il primo incontro del comitato previsto dall'accordo di difesa congiunto, meglio conosciuto come 'Patto della Mecca' firmato questo mese. Lo ha detto una fonte del ministero degli Esteri turco citata dalla Reuters. Il patto, firmato il 7 agosto, ha riunito gli alleati sunniti degli Stati Uniti, preoccupati per la guerra con l'Iran e per il conflitto regionale che ha portato al lancio di missili iraniani contro i Paesi esportatori di petrolio del Golfo. L'accordo mira a rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione e stabilisce che un attacco armato contro uno qualsiasi dei tre Paesi sarebbe considerato un attacco contro tutti e tre, analogamente alla clausola di difesa collettiva dell'articolo 5 della Nato. All'incontro di domani parteciperanno i ministri degli Esteri e della Difesa, nonché i capi di stato maggiore dei tre Paesi, ha affermato la fonte. "Le questioni di sicurezza internazionale saranno all'ordine del giorno", ha affermato la fonte, aggiungendo che le discussioni dovrebbero vertere sul potenziamento delle capacità di difesa, su una maggiore interoperabilità tra le forze armate e sull'intensificazione della cooperazione nell'industria della difesa, compresa la produzione e lo sviluppo congiunti
Sette persone fermate per sputi e atti vandalici in luoghi sacri a Gerusalemme
Le forze di polizia di Gerusalemme hanno fermato durante il fine settimana sette persone per sputi e atti vandalici ai danni di luoghi sacri nella Città Vecchia. Lo riferisce la polizia in un post su X in lingua araba dichiarando che quattro sospettati sono stati fermati dopo aver sputato in direzione del monastero del Patriarcato armeno, altri tre per aver vandalizzato tombe islamiche. "Tutti i fermati sono stati condotti in questura per essere interrogati con l'accusa di aver tenuto una condotta lesiva dell'ordine pubblico. Successivamente sono stati rilasciati a condizioni restrittive. La polizia ha ribadito il proprio impegno a proteggere i luoghi di culto e ad applicare la legge con fermezza", si legge nella nota
Raid di Israele nella Striscia: un morto e diversi feriti
Un morto e numerosi feriti nell'attacco israeliano nella Striscia di Gaza centrale. Lo riporta Al Jazeera. L'attacco è stato portato da un raid aereo di Israele su su Deir el-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. E' rimasto ferito anche un gruppo di civili, trasportato all'ospedale dei martiri di al-Aqsa
Ben Gvir posta un video con le detenute palestinesi: “Giusto che le vostre condizioni siano al minimo”
Sta provocando dure reazioni sui media arabi un video postato dal ministro della Sicurezza israeliano di ultradestra Itamar Ben Gvir, girato nelle scorse settimane nel carcere di Damon, nell'ala dove sono detenute donne palestinesi accusate di crimini legati alla Jihad islamica. Nel filmato il ministro parla con alcune di loro (i volti delle donne sono oscurati) e chiede come sono le loro condizioni in carcere. Una di loro dice, "Io sono della Jihad Islamica", Ben Gvir risponde, "Possa il nome essere estinto. Come sono le condizioni qui?", lei risponde: "Molto difficili. Ci fanno irruzioni anche di notte, non abbiamo i nostri diritti". Il ministro: "Tipo?", la detenuta: "Le cose basiche, come la doccia come si deve. Non abbiamo l'acqua in cella. Non ci sono cure adeguate". E Ben Gvir risponde: "Vi dico una cosa: sono finiti i tempi dei campi estivi in carcere. Tutti quelli che hanno colpito i miei fratelli non riceveranno condizioni da hotel. La Jihad islamica ha tenuto i nostri ostaggi. E' vero che vi abbiamo degradato le condizioni al minimo indispensabile, ma i nostri ostaggi avrebbero potuto solo pregare per condizioni del genere. Sono contento che vi abbiamo degradato al minimo le condizioni. "Cos'altro vuoi dirmi?", chiede alla detenuta, e lei :"Non ci vuoi aiutare?". Il ministro le dice: "Esatto, non vi voglio aiutare, voi avete rapito i nostri figli, perché dovrei aiutarvi? Sono finiti i tempi in cui qui al governo vi aiutavano". Sotto il post, il commento di Ben Gvir: "Le lamentele delle terroriste sulle condizioni nelle carceri non fanno presa su di me. I nostri ostaggi non hanno avuto alcuna condizione (decente). Continuerò a portare avanti una politica del minimo indispensabile, del minimo assoluto"
Raid Idf a Gaza: “Uccisi due membri di Hamas”
Due palestinesi di 21 e 22 anni sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano nel quartiere di Al Amal, a ovest di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti mediche palestinesi. L'esercito israeliano ha affermato che le vittime erano "due terroristi di Hamas". Secondo la Protezione civile palestinese, il raid è avvenuto nella notte tra sabato e domenica in via Al Trans e ha ucciso Yasser Mahmoud Abu al-Khair, 22 anni, e Mohammed Shafay Nasreddin, 21. I corpi sono stati trasferiti all'ospedale Nasser di Khan Younis e i funerali si sono svolti questa mattina.
Interpellato sull'episodio, l'esercito israeliano ha confermato di avere colpito "due terroristi di Hamas", senza tuttavia confermare l'identità dei due palestinesi uccisi.
Idf, ucciso un comandante di Hamas che partecipò all'attacco del 7 ottobre
L'esercito israeliano afferma su X che nel raid condotto ieri nel nord della Striscia di Gaza, a Jabalia, sono stati uccisi due operativi di Hamas, tra cui un comandante della forza d'élite Nukhba che aveva partecipato all'incursione in Israele del 7 ottobre 2023. Secondo quanto riferito dall'Idf, la vittima è Abd al-Fatah Abu al-Eish, comandante della Nukhba Force. Nel raid sarebbe stato ucciso anche Raed Adel Mohammed Alyan, descritto dall'esercito come un operativo di Hamas. L'Idf ha rivendicato l'attacco nonostante il cessate il fuoco, sostenendo che i due uomini stavano portando avanti attività contro le truppe e i civili israeliani e cercando di ricostituire le capacità operative di Hamas, in violazione dell'accordo di tregua. Secondo l'esercito israeliano, il raid è stato condotto per "rimuovere la minaccia".
Iran: l’intesa con Oman sarà in vigore da quando Usa rispetteranno impegni
L'Iran ha raggiunto un accordo con l'Oman per la riapertura e la gestione congiunta dello Stretto di Hormuz, ma l'intesa sarà applicata soltanto quando gli Stati Uniti rispetteranno gli impegni contenuti nel memorandum firmato con Teheran a giugno. "La Repubblica islamica ha raggiunto un accordo con l'Oman sulle condizioni per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz", ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, citato dall'agenzia Irna. "L'accordo, tuttavia, non entrerà automaticamente nella fase di applicazione, poichè la sua attuazione è subordinata al rispetto degli impegni assunti dall'altra parte, in particolare dagli Stati Uniti", ha aggiunto. Secondo Gharibabadi, se Washington non accetterà le condizioni di Teheran, "l'Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto e manterrà le proprie misure difensive". L'intesa prevede la creazione di un corridoio per il passaggio delle navi e la sua gestione da parte dei due Paesi.
Khamenei in un messaggio esorta i leader del Golfo a individuare il “vero nemico”
Domenica, in un messaggio scritto, diffuso in occasione della ricorrenza della nascita del profeta Maometto, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei ha esortato i leader del Golfo a individuare il loro "vero nemico", a comprenderne i piani e ad affrontarlo. "I governanti criminali degli Stati Uniti e il falso regime sionista sono acerrimi nemici dell'unità islamica e dell'intera Umma islamica, comprese le popolazioni dell'Asia occidentale e del Nord Africa", ha dichiarato la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. Rivolgendosi ai Paesi islamici ha aggiunto: "Riconoscete dunque i vostri veri nemici e contrastate il piano di questi malintenzionati e nemici dell'Islam, che consiste nell'esaltare le differenze all'interno dell'Umma islamica per indebolirla e dominarla". Khamenei non appare in pubblico da quando è rimasto ferito, sei mesi fa, nei raid aerei congiunti USA-Israele che hanno dato inizio al conflitto, causando la morte di suo padre.
Troupe Nbc aggredita da coloni in Cisgiordania, cinque feriti
Il network Nbc News ha riferito che una propria troupe televisiva, composta da quattro persone, e una donna palestinese sono state aggredite oggi da coloni in Cisgiordania, nel villaggio di Jalud. Il bilancio dell'episodio è di cinque feriti, ha aggiunto la stessa emittente statunitense, spiegando che gli aggrediti hanno avuto bisogno di ricevere cure mediche. La troupe è stata presa di mira da alcune persone incappucciate, armate di bastoni e pietre, mentre stava girando un servizio intervistando Aida Ahmed Abdullah, una 51enne abitante del luogo. "Sono scese dall'auto, ci hanno picchiato e poi sono risalite", ha raccontato Matt Bradley, corrispondente internazionale di Nbc News. Il reporter ha subito due colpi su un braccio e ha ricevuto cure, mentre anche una producer, un cameraman e un autista hanno avuto bisogno di assistenza medica. "I coloni avevano dei bastoni, ho visto una pistola, ma non l'hanno usata", ha raccontato la producer Lawahez Jabari. Abdullah, secondo quanto riferito da suo marito, è stata ricoverata in ospedale. In serata, ha aggiunto l'uomo, le sue condizioni parevano in miglioramento.