Suo padre fu uno degli oltre ottomila uomini trucidati a Srebrenica l’11 luglio del 1995, ma alla notizia della morte del Ratko Mladic, colui che orchestrò le modalità di quel massacro, non ha «provato grandi emozioni» perché «il punto non è la morte di un uomo, anche se era il più crudele di tutti, ma che a lui siano sopravvissute le sue idee». Lo spiega Elvira Mujcic, scrittrice bosniaca emigra…