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La Germania accusa Mosca per i droni esplosivi a Lipsia: “Siamo sotto attacco ibrido”

(afp)

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Dopo settimane di indagini, l’accusa del governo Merz che chiude la Casa russa a Berlino e il consolato di Bonn. Von der Leyen e Rutte: “Ci saranno conseguenze”. La minaccia di Putin: “Non hanno le prove, reagiremo”
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BERLINO – È stata la Russia. Dopo un mese di tentennamenti, la Germania ha deciso ieri di rompere gli indugi e di nominare l’autore dell’attentato con droni imbottiti di esplosivi sventato il 4 agosto all’aeroporto di Lipsia. Il ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt, ha parlato di una «responsabilità russa» nell’aggressione «ibrida» e ha messo in guardia da nuovi, possibili attacchi alla Germania. «Non siamo in guerra, ma siamo bersaglio quotidiano di aggressioni belliche ibride», ha aggiunto. Il ministro cristianosociale ha precisato che i droni e gli esplosivi usati sono noti da altri sabotaggi del Cremlino e che l’attacco è stato sferrato attraverso agenti «usa e getta».

Nello scorso fine settimana, il cancelliere Friedrich Me…

BERLINO – È stata la Russia. Dopo un mese di tentennamenti, la Germania ha deciso ieri di rompere gli indugi e di nominare l’autore dell’attentato con droni imbottiti di esplosivi sventato il 4 agosto all’aeroporto di Lipsia. Il ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt, ha parlato di una «responsabilità russa» nell’aggressione «ibrida» e ha messo in guardia da nuovi, possibili attacchi alla Germania. «Non siamo in guerra, ma siamo bersaglio quotidiano di aggressioni belliche ibride», ha aggiunto. Il ministro cristianosociale ha precisato che i droni e gli esplosivi usati sono noti da altri sabotaggi del Cremlino e che l’attacco è stato sferrato attraverso agenti «usa e getta».

Nello scorso fine settimana, il cancelliere Friedrich Merz aveva promesso agli attentatori che avrebbero «pagato caro» - e il ministro degli Esteri, Johann Wadephul ha annunciato dunque una serie di misure contro la Russia. Il consolato della vecchia capitale della Germania Ovest, Bonn, considerato il più importante dopo Berlino, sarà chiuso il 18 settembre. Dall’inizio della guerra in Ucraina, la Germania ha già cacciato 70 diplomatici russi, ma questa è la prima rappresentanza diplomatica a essere bandita. Ieri Wadephul ha anche convocato l’ambasciatore russo. E ha annunciato che i controlli alle frontiere saranno resi più severi verso i cittadini russi.

Soprattutto, dopo giorni di litigi all’interno della maggioranza, come riporta una fonte vicina al dossier, il governo ha trovato finalmente il coraggio di chiudere il “Russisches Haus”, il crogiolo di spie mascherato da istituto di cultura nel cuore di Berlino che è da anni è uno scandalo alla luce del sole. In più, Berlino intende intraprendere altre misure attraverso i servizi segreti, ma non ha specificato quali. Così come non ha svelato come aumenterà le pressioni sulle “flotte fantasma” che trasportano petrolio russo. Secondo l’esperto militare Carlo Masala, quella di ieri è una risposta che mostra «luci e ombre». È «irritante» che Dodrint abbia continuamente ripetuto che si sia trattato di un attacco “ibrido”, come a voler evitare ogni accusa più grave. «Non siamo in guerra con la Russia. Lo sappiamo tutti. Ma la Russia la vede in modo un po’ diverso», ha concluso Masala.

Mosca, intanto, ha respinto le accuse e ha minacciato rappresaglie attraverso la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova: «Risponderemo a tutte le decisioni anti-russe». Lo stesso Putin in tarda serata risponde: «Dove sono le prove? Hanno fabbricato gli indizi e ci accusano per ragioni di politica interna». Ma l’Europa e la Nato si sono strette intorno alla Germania proprio nei minuti in cui Berlino annunciava le misure contro Mosca, una triangolazione studiata per dare l’idea di una forte risposta alleata. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen ha chiamato Merz per garantirgli che l’Ue è «pienamente solidale con la Germania», e che resterà unita. Il messaggio è chiaro: «Gli attacchi ibridi non rimarranno senza risposta. Siamo uniti nella nostra determinazione a opporci all’aggressione russa». Oggi von der Leyen discuterà dell’attacco a Lipsia con il segretario generale della Nato Mark Rutte: «La questione, comprese ulteriori sanzioni, sarà preparata dai ministri degli Esteri», fa sapere. Anche l’Alleanza ha espresso piena solidarietà a Berlino: «Le prove sono chiare i tentativi della Russia di intimidirci, di minare la nostra unità e la nostra volontà di sostenere l’Ucraina sono vani e falliranno. Il nostro sostegno all’Ucraina è incrollabile, così come il nostro fermo impegno a favore della difesa collettiva della Nato».

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