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E dopo la vittoria dell’Afd è allerta nell’Ue: si apre il caso Merz

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Preoccupazione per la tenuta del cancelliere. Tusk: “Solo gli idioti gioiscono per Afd”
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BRUXELLES – «Nelle prossime settimane si potrebbe aprire il problema Merz». Ecco la vera preoccupazione che sta mettendo in allerta le Istituzioni europee e i principali governi dell’Unione. Perché la vittoria dell’Afd in Sassonia colpisce in primo luogo la cancelleria tedesca e il partito del Cancelliere, ossia la Cdu. E di conseguenza il Ppe, la principale formazione politica del Parlamento europeo.

I timori riguardano proprio gli effetti sull’esecutivo Merz e soprattutto quello che i Cristiano-Democratici decideranno in merito al loro leader. Le paure sono tre. La prima è forse quella più immediata. La Germania alzerà il tiro su molti dei dossier in discussione a Bruxelles. A cominciare dal prossimo bilancio pluriennale. E avere Berlino contro, significa paralizzare l’Ue.

La seconda riguarda il possibile “processo” della Cdu e del Ppe al Cancelliere. Se si mettesse in discussione la sua ricandidatura nel 2029, la leg…

BRUXELLES – «Nelle prossime settimane si potrebbe aprire il problema Merz». Ecco la vera preoccupazione che sta mettendo in allerta le Istituzioni europee e i principali governi dell’Unione. Perché la vittoria dell’Afd in Sassonia colpisce in primo luogo la cancelleria tedesca e il partito del Cancelliere, ossia la Cdu. E di conseguenza il Ppe, la principale formazione politica del Parlamento europeo.

I timori riguardano proprio gli effetti sull’esecutivo Merz e soprattutto quello che i Cristiano-Democratici decideranno in merito al loro leader. Le paure sono tre. La prima è forse quella più immediata. La Germania alzerà il tiro su molti dei dossier in discussione a Bruxelles. A cominciare dal prossimo bilancio pluriennale. E avere Berlino contro, significa paralizzare l’Ue.

La seconda riguarda il possibile “processo” della Cdu e del Ppe al Cancelliere. Se si mettesse in discussione la sua ricandidatura nel 2029, la legislatura sarebbe di fatto finita. In Germania ma anche a Bruxelles. E il dibattito che si sta aprendo tra i popolari europei non esclude per niente questa eventualità.

La terza è quella esplosiva. Su cui si ragiona solo in alcuni degli uffici delle Istituzioni comunitarie. La crisi del gabinetto Merz. Un’ipotesi che viene considerata remota e altamente improbabile. Ma la sola circostanza che non si escluda una “caduta” equivale ad una piccola rivoluzione delle “abitudini” europee. Per questo al momento la parola d’ordine è non sbilanciarsi. Ma la tensione è palpabile. Basta ascoltare il premier polacco, il popolare Donald Tusk, per capire quanto la situazione sia problematica. «In Polonia – ha detto - soltanto gli idioti o i traditori possono gioire per il trionfo dell’Afd in Germania. Se ne sono raccolti parecchi in Confederacja e nel PiS».

(afp)
Un clima confermato indirettamente dal francese Eric Zemmour, presidente di Reconquete, partito alleato di Afd al Parlamento europeo che ha ottenuto «il suo record storico. Si darà la colpa agli elettori. I veri responsabili sono coloro che, per mezzo secolo, hanno trattato come un reato ciò che i popoli percepivano come un’evidenza: il desiderio di rimanere se stessi. Il cordone sanitario non ha mai protetto nessuno. Ha solo ritardato l’ora della verità. Quell’ora è arrivata. E suonerà ovunque». E infatti, ha avvertito l’ex leader dei laburisti britannici, Jeremy Corbyn, «le notizie che arrivano in questo momento dalla Germania ci fanno paura, il linguaggio dell’estrema destra in tutta Europa incolpa le minoranze della crisi economica; e i governi agiscono colpendo i rifugiati».

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