Il governo britannico insieme ad altri 11 Paesi – ma l’Italia è assente – ha annunciato il divieto delle importazioni di merci prodotte negli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania. Lo ha fatto con una dichiarazione congiunta diffusa questo pomeriggio dai ministri degli esteri di Regno Unito, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. In risposta alle sanzioni, Israele ha annunciato la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme; l'espulsione dei rappresentanti del Regno Unito nel centro di coordinamento del Board of Peace a Kiryat Gat e della forza “British support team” a Ramallah, che addestra forze dell'Autorità palestinese; il divieto di ingresso di dodici funzionari di Londra tra i quali anche l'ex leader laburista Jeremy Corbyn.
Wsj: “Nuovo attacco dell'Iran contro le navi della Marina Usa”
L'Iran ha lanciato un attacco contro navi della Marina Usa, un episodio che le forze armate americane non hanno ancora confermato, dopo aver sparato, nel fine settimana, missili balistici contro una portaerei e un cacciatorpediniere lanciamissili statunitensi. Nessuna nave americana è stata colpita durante gli attacchi, ha riferito il Wall Street Journal citando funzionari Usa, ma gli attacchi destano preoccupazione per le crescenti capacità missilistiche dell'Iran, suggerendo che Teheran stia impiegando armi più sofisticate e possa avvalersi dell'assistenza di Cina o Russia
Gli Usa attaccano una petroliera iraniana al largo dell’isola di Kharg
Una petroliera iraniana è stata attaccata dagli Stati Uniti al largo dell'isola di Kharg. Lo scrivono i media locali
Iran, il capo dell’esercito: “Attaccheremo le basi Usa se attaccano le petroliere”
Il capo di stato maggiore delle Forze armate iraniane, Ali Abdollahi, ha avvertito che Teheran avrebbe attaccato le basi statunitensi nella regione se le petroliere iraniane fossero state colpite. "L'esercito aggressore statunitense ha intimato l'evacuazione alle petroliere iraniane per poi colpirle, quindi annuncio che qualsiasi attacco alle petroliere iraniane comporterà l'attacco alle basi statunitensi nella regione da parte delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran", ha detto Abdollahi, secondo la TV di Stato
Attacchi aerei di Israele nel sud del Libano
Secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese, le forze israeliane hanno condotto diversi attacchi aerei nel Libano meridionale, tra cui nelle città di Nabatieh al-Fawqa e Zawtar al-Sharqiyah. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale, aerei da guerra israeliani hanno condotto un attacco "su vasta scala" contro Zawtar al-Sharqiyah, colpendo contemporaneamente Nabatieh al-Fawqa due volte nell'arco di un'ora. L'agenzia ha inoltre riferito che si sono verificati attacchi di artiglieria nelle città di Srobbin e Kfar Reman
Iran, media: “Esplosioni a Kharg e Jask”
L'agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che si sono uditi rumori di esplosioni nella zona dell'isola petrolifera di Kharg, così come nella città di Jask, nel sud-est del Paese
Usa: “Il nostro drone sottomarino ha avuto un malfunzionamento”
Un drone sottomarino utilizzato dalle forze statunitensi in Medio Oriente ha avuto un malfunzionamento più di un giorno fa. Lo ha confermato ad Al Jazeera un funzionario statunitense. Il funzionario ha dichiarato che il drone stava navigando le acque regionali a supporto delle operazioni in corso. Il drone difettoso era un modello più vecchio che non raccoglieva dati sensibili nè era dotato di apparecchiature sonar o radar classificate, ha aggiunto il funzionario. In precedenza, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane aveva affermato di aver catturato un sommergibile statunitense senza equipaggio all'imboccatura dello Stretto di Hormuz
Yemen, le forze governative catturano un alto comandante Houthi
Le forze governative yemenite hanno catturato Abu Ali al-Ajani, un alto comandante degli Houthi, durante i combattimenti nella provincia sud-occidentale di Taiz, stando a quanto riferiscono alla Dpa fonti militari. Al-Ajani, che non fa parte della leadership nazionale del gruppo ribelle, è stato catturato insieme ad altre nove persone, insieme a un veicolo utilizzato dal gruppo. Sono in corso da giovedì pesanti combattimenti tra Houthi, sostenuti dall'Iran, e forze governative, supportate dall'Arabia Saudita, con scontri che continuano anche in altre parti del Paese.
Gli Emirati non smentiscono l’avvertimento a Netanyahu prima del 7 ottobre: “Canali di comunicazione sempre aperti”
Gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che i canali di comunicazione con Israele restano "aperti e diretti", senza confermare né smentire la notizia di Haaretz secondo cui il presidente emiratino Mohammed bin Zayed avrebbe avvertito Benjamin Netanyahu di un imminente attacco di Hamas circa una settimana e mezzo prima del 7 ottobre 2023. Il ministero degli Esteri di Abu Dhabi ha precisato in una nota di non commentare notizie di stampa o indiscrezioni riguardanti conversazioni tra leader. Dall'instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Emirati e Israele, oltre cinque anni fa, "i canali governativi tra i due Paesi sono rimasti aperti e diretti" e, quando necessario, "tutte le informazioni di intelligence rilevanti sono state e continuano a essere scambiate tra i funzionari competenti", ha aggiunto il ministero, sottolineando che dopo il 7 ottobre gli sforzi di Abu Dhabi si sono concentrati sulla riduzione delle tensioni, sul rafforzamento della stabilità regionale e sul contenimento della violenza.
Rubio: “Dietro gli attacchi Houthi contro l’Arabia Saudita c’è la mano iraniana”
"Dietro alcuni degli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita c'è la "mano iraniana". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio, parlando con i giornalisti prima di partire per la Colombia. Gli Stati Uniti, ha sottolineato, hanno "un rapporto militare di difesa molto solido con l'Arabia Saudita" e stanno seguendo "molto attentamente" gli sviluppi in Yemen. Rubio ha inoltre affermato che le forze governative yemenite "stanno affrontando gli Houthi e respingendo le avanzate di terra che hanno tentato di compiere"
Rubio: “Tensioni in Cisgiordania”. Ma esclude sanzioni ai coloni
Il segretario di Stato Marco Rubio ammette che ci siano "tensioni in Cisgiordania" ma esclude che gli Stati Uniti impongano sanzioni ai coloni israealiani. "Ovviamente, non faremo ciò che ha fatto il Regno Unito", ha detto Rubio prima di partire per l'America Latina. "Non vogliamo vedere nulla che destabilizzi la situazione in Cisgiordania in questo momento, visto tutto ciò che sta accadendo nella regione", ha messo in evidenza
Israele inserisce nella blacklist 11 parlamentari e un attivista britannico: c’è anche Corbyn
I 12 cittadini britannici a cui Israele da ora in poi negherà l'ingresso nel Paese sono l'attivista Fahad Ansari, Direttore di 'Riverway to the Sea', e 11 parlamentari: l'ex leader laburista Jeremy Corbyn, Zarah Sultana, Naz Shah, Diane Abbott, Hannah Spencer, Carla Denyer, Sian Berry, Ellie Chowns, John McDonnell, Richard Burgon e Adrian Ramsay. "Sono coinvolti in attività antisemite e anti-israeliane, e tra loro c'è anche chi nega l'esistenza stessa dello Stato di Israele", ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar annunciando le misure contro il governo di Londra
Trump: “L’Iran non avrà mai un'arma nucleare”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha approfittato della commemorazione degli attacchi terroristici dell'11 Settembre per assicurare che l'Iran "non ha più l'arma nucleare". "Non dimenticheremo mai gli eroi immortali dell'11 settembre 2001. E vi dirò di più: in questo momento stiamo combattendo perchè c'è una certe nazione che voleva dotarsi di un'arma nucleare. Era molto vicina a riuscirci. E ora non ha più possibilità di ottenerla. L'Iran non avrà un'arma nucleare", ha dichiarato in un intervento ufficiale
Marina: “Sequestrato un drone sottomarino Usa a Hormuz”
La Marina iraniana ha intercettato e sequestrato un drone sottomarino statunitense nello stretto di Hormuz. Lo ha riferito la televisione pubblica iraniana in un post su X corredato da una foto del drone. "Uno dei veicoli subacquei senza equipaggio più avanzati dell'esercito statunitense è stato sequestrato dalle forze armate iraniane all'ingresso dello Stretto di Hormuz durante un'operazione complessa di intelligence ed è stato portato in Iran", si legge nella nota ufficiale
Israele: “Il governo britannico alimenta l'antisemitismo nel mondo”
"Il governo laburista britannicoalimenta l'antisemitismo dilagante nel mondo. Per questo, in coordinamento con il premier Netanyahu, abbiamo deciso di intraprendere una serie di azioni contro il governo del Regno Unito in risposta alla loro azione". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Gideon Sàar dopo che Londra ha annunciato sanzioni sui prodotti dei coloni israeliani
Israele chiude il consolato di Londra a Gerusalemme est
Il ministro degli Esteri Gideon Sàar ha annunciato la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme; l'espulsione dei rappresentanti del Regno Unito nel centro di coordinamento del Board of Peace a Kiryat Gat e della forza 'British support team' a Ramallah, che addestra forze dell'Autorità palestinese; il divieto di ingresso di 12 funzionari di Londra "attivi nel boicottaggio e nella delegittimazione contro Israele", in risposta alle sanzioni del Regno Unito sui prodotti dei coloni israeliani in Cisgiordania
Ambasciatore Usa in Israele: “Pronti a reagire contro le sanzioni britanniche”
Gli Stati Uniti potrebbero reagire a qualsiasi mossa del Regno Unito volta a vietare il commercio con gli insediamenti israeliani illegali. Lo ha detto l'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, prima dell'annuncio ufficiale della posizione del Regno Unito. Secondo AL Jazeera, che cita le dichiarazioni di Huckabee a Fox news, il diplomatico americano ha aggiunto che un simile divieto equivarrebbe a "discriminazione nei confronti del popolo ebraico" e che gli Stati Uniti reagirebbero con azioni a livello federale e statale. Huckabee ha citato diversi stati americani che sanzionano le aziende che boicottano Israele, come la Florida, affermando: "Se gli inglesi facessero qualcosa del genere con Israele, non potrebbero fare affari in Florida, il che significherebbe un enorme impatto economico sulle imprese britanniche"
Israele: “Le affermazioni di Londra sono scandalose e false”
"Le affermazioni del ministro degli Esteri britannico sono scandalose e false. Le azioni intraprese dal governo laburista sono motivate da politica interna in vista del congresso del partito". L'ha affermato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar in una conferenza sulla decisione del Regno Unito di imporre sanzioni contro prodotti israeliani provenienti dagli insediamenti. "E' un palese tentativo di interferire nella politica israeliana nella campagna elettorale. Interessante che il governo laburista non abbia imposto sanzioni all'Autorità palestinese per il loro sostegno ai terroristi con il meccanismo 'pay for slay'"
M5S: “L’assenza dell’Italia dai Paesi che sanzionano è vergognosa”
"Il governo Meloni conferma ancora una volta tutta la sua ignavia e il suo complice fiancheggiamento dei crimini commessi da Israele in Cisgiordania. L'Italia, infatti, non compare tra i dodici Paesi - dalla Francia alla Gran Bretagna fino al Canada - che hanno deciso di imporre sanzioni sul commercio dei beni prodotti negli insediamenti illegali israeliani. Si tratta del minimo sindacale ma evidentemente Meloni, Salvini e Tajani preferiscono voltarsi dall'altra parte, ignorando sia il diritto internazionale sia i più elementari diritti umani. Una sola parola: vergogna", così in una nota Danilo Della Valle, europarlamentare del Movimento 5 Stelle
Ex premier di Israele Olmert: “Pulizia etnica, sanzioni inevitabili”
Le sanzioni decise dal Regno Unito nei confronti di Israele sono una conseguenza "inevitabile" della pulizia etnica in atto in Cisgiordania. Lo dice l'ex primo ministro israeliano Ehud Olmert al Guardian. "La decisione del governo britannico è diventata inevitabile a causa dei continui tentativi di pulizia etnica perpetrati da un folto gruppo di terroristi ebrei in Cisgiordania", ha detto Olmert commentando il discorso ai Comuni del ministro degli esteri britannico ed Miliband. "I crimini di questi terroristi sono attivamente agevolati da unità di polizia e militari da lungo tempo. I più alti livelli di governo, guidati dal ministro della Difesa Katz e dal primo ministro Netanyahu, sostengono attivamente questi terroristi ed evitano di adottare le misure necessarie per fermarli. Milioni di israeliani sono inorriditi da questo atto di terrore e si oppongono attivamente ai terroristi. Le sanzioni sono dirette contro i terroristi, non contro Israele, e come tali sono inevitabili", ha aggiunto
Tajani: “Decisioni sulle sanzioni ai coloni siano prese dall'Ue”
"Io sono sempre per le decisioni che vengono dall'Unione Europea, anche in materia commerciale, altrimenti si rischia di distorcere il mercato interno. Gli inglesi non fanno parte dell'Unione Europea". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, commentando con i giornalisti la decisione del Regno Unito e di altri 11 Paesi, tra cui la Francia, di sanzionare il commercio con i coloni israeliani. "E' una scelta loro, però le decisioni devono essere sempre prese a livello europeo"
Israele: “Le sanzioni? I governi di Francia e Regno Unito sono ostili e instabili”
"Il governo britannico oggi è molto, molto instabile. Il governo francese, che è anch'esso molto ostile verso Israele sotto Macron, è molto instabile allo stesso modo. Le piazze non sono con loro, e si prevede che subiranno una sconfitta". Lo dice il ministro israeliano per gli Affari della Diaspora Amichai Chikli commentando sui media israeliani, le sanzioni decise da Londra, Parigi e altri Paesi contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania
Miliband: “Israele chiude occhi su pulizia etnica in Cisgiordania”
Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha accusato Israele di "chiudere gli occhi" rispetto a una "pulizia etnica" in corso in Cisgiordania. Lo ha dichiarato alla Camera dei Comuni annunciando lo stop da parte di Londra all'interscambio commerciale con gli insediamenti dei coloni israeliani nei territori palestinesi occupati.
La Gran Bretagna sanziona i commerci con i coloni israeliani insieme ad altri 11 Paesi
Il Regno Unito ha formalizzato la decisione di sanzionare l'interscambio commerciale con gli insediamenti dei coloni israeliani nei territori palestinesi occupati secondo il diritto internazionale. Lo ha annunciato alla Camera dei Comuni il ministro degli Esteri, Ed Miliband, segnando una svolta del governo laburista del nuovo premier Andy Burnham rispetto a quello precedente di Keir Starmer, a costo di sfidare l'ira dello Stato ebraico e dell'amministrazione Usa di Donald Trump. L'annuncio è stato seguito da una dichiarazione congiunta di 12 Paesi, tra cui Francia e Canada.
Il ministro israeliano Ben-Gvir: “Chiudere il consolato britannico a Gerusalemme Est”
Il ministro per la Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha chiesto al premier Benjamin Netanyahu e al ministro degli Esteri Gideon Sàar la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est e la revoca dei visti per i diplomatici britannici come risposta alle annunciate sanzioni di Londra contro le colonie in Cisgiordania.
Definendolo un "gesto oltraggioso", il leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit ha sostenuto su X "questa deve essere la risposta israeliana decisa all'arroganza britannica".
Qatar: “Lavoriamo a ripresa colloqui fra Usa e Teheran”
Il Qatar "sta collaborando con i partner nella regione e in tutto il mondo, inclusa la Cina, per riprendere i colloqui tra Stati Uniti e Iran". Lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar citato dai media arabi. Il primo ministro e ministro degli Affari Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, è attualmente a capo di una delegazione in missione a Pechino.
Ue: “Preoccupazione per la Cisgiordania, le colonie sono illegali”
"Ciò che vediamo accadere in Cisgiordania da parte dei coloni violenti è estremamente, estremamente preoccupante. E lo abbiamo condannato insieme agli Stati membri. Ora, vorrei anche ricordare la nostra posizione di lunga data e più ampia riguardo agli insediamenti, perché la nostra posizione è consolidata ed estremamente chiara: gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale". Lo ha detto un portavoce della Commissione europea.
Forze governative yemenite: “Nostre truppe alla periferia della capitale Sana’a”
Il portavoce ufficiale delle forze armate yemenite, allineate con il governo, ha dichiarato che le loro truppe si trovano ora "alla periferia" della capitale, Sanàa. Lo riporta Sky News. Il portavoce ha invitato tutti gli individui fedeli al gruppo ribelle nella zona a deporre le armi e ad arrendersi per evitare ulteriori spargimenti di sangue. I residenti della città dovrebbero rimanere nelle proprie case e "astenersi dal partecipare ad azioni armate", ha affermato il portavoce. Gli Houthi controllano Sanàa da oltre un decennio.
Raid aerei sauditi sulla città yemenita di Marib
L'Arabia Saudita ha risposto agli attacchi degli Houthi con quattro raid aerei sulla città di Marib. Lo riporta Sky News rilanciando l'emittente televisiva Al Masirah, controllata dagli Houthi. Finora non c'è stata alcuna conferma ufficiale degli attacchi da parte saudita. Marib si trova a est della capitale yemenita Sana’a ed è stata teatro di scontri tra gli Houthi e le forze armate allineate al governo nelle ultime settimane.
Ufficio di Netanyahu: “Nessun avvertimento da Emirati prima del 7/10, menzogna totale”
"Una menzogna totale": così l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu risponde all'articolo di Haaretz secondo cui l'emiro di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed avvertì personalmente il premier israeliano, in una telefonata di 45 minuti alla fine di settembre 2023, pochi giorni prima dell'attacco del 7 ottobre, che Hamas stava pianificando "un terremoto" contro Israele. "Il primo ministro Netanyahu non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da parte sua", ha dichiarato l'ufficio del premier, citato dai media israeliani tra cui Times of Israel.
Il ministro iraniano Araghchi: “Se gli Usa rinnovano l’intesa si torna alla normalità”
Se gli Stati Uniti rinnovassero agli impegni presi con il memorandum di intesa di giugno si aprirebbe per un ritorno alla normalità. Ad assicurarlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo giapponese, Toshimitsu Motegi, di cui riferisce l'agenzia Fars.
La situazione attuale di tensione nella regione è frutto della violazione dell'accordo di Islamabad, ha spiegato Araghchi. "La soluzione è semplice: il ritorno della parte americana ai propri impegni e alla firma nell'intesa costituirà il terreno per il ritorno alla situazione normale", ha assicurato. Araghchi ha poi riferito a Motegi di "notevoli progressi" nei negoziati in corso con l'Oman per regolamentare il traffico nello stretto di Hormuz.
Il presidente iraniano Pezeshkian: “Continueremo a resistere fin quando gli avversari non si pentiranno”
L'Iran "si è sempre opposto alla guerra" e ritiene "che la tutela degli interessi del popolo e della sicurezza della regione risieda nell'evitare di alimentare i conflitti", ma "così come fino ad oggi ha reagito con coraggio alle aggressioni, difendendosi, continuerà con determinazione questa resistenza fino a quando gli aggressori non saranno completamente pentiti delle loro azioni": lo ha affermato su X il presidente della Repubblica Islamica, Masoud Pezeshkian.
Il leader dem Golan a Netanyahu sul 7 ottobre: “Sapevi e hai ignorato, sei colpevole”
"Sapevi, hai ignorato, hai fallito. Sei colpevole". Ad affermarlo in un video sul social X è il leader del Partito dei Democratici israeliano, Yair Golan commentando le ricostruzioni contenute nel libro “In Kidnapped: 843 Days of Abandonment” dei giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuva che rilevano che il premier israeliano Benjamin Netanyahu era stato avvertito personalmente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed su una possibile offensiva di vasta portata preparata da Hamas dieci giorni prima dell'attacco del 7 ottobre. "Netanyahu è illegittimo. Il suo posto è in prigione per i suoi crimini contro lo Stato di Israele", sottolinea Golan. "Le storie del tipo 'non sono stato svegliato' sono finite. Lui sapeva. Era stato avvertito", aggiunge Golan, secondo quanto riferisce The Times of Israel.
"Nelle lettere scritte con il sangue di migliaia di israeliani, civili e soldati dell'Idf caduti, oggi ci troviamo di fronte a un'altra agghiacciante consapevolezza: l'uomo che ricopre la carica di primo ministro di Israele è una persona che ha abbandonato le proprie responsabilità. L'inchiesta che rivela che Netanyahu ha ricevuto un avvertimento esplicito dal presidente degli Emirati Arabi Uniti e che lo ha deliberatamente nascosto ai vertici dell'esercito e dello Shin Bet manda in frantumi tutte le menzogne che ci ha raccontato. È stato avvertito più e più volte. L'apparato di sicurezza lo aveva avvertito. Noi lo avevamo avvertito, le centinaia di migliaia di democratici che sono scesi nelle piazze, sui ponti e nelle strade, gridando: state mettendo Israele in pericolo e ci state conducendo verso la catastrofe. Ci ha chiamati anarchici. Ha scelto la propria sopravvivenza politica, insieme agli estremisti e a coloro che si sottraggono al servizio militare", sottolinea Golan.
Rivelazioni su 7 ottobre, l’opposizione attacca Netanyahu
Dopo le rivelazioni di Haaretz secondo le quali poco prima del 7 ottobre 2023 gli Emirati avvertirono il premier israeliano Benjamin Netanyahu dell'imminente attacco e lui non passò l'informazione ai servizi di sicurezza, i leader dell'opposizione lavorano a una dichiarazione congiunta di condanna. Il promotore, riferisce Yedioth Ahronoth, è il leader dei Democratici, Yair Golan.
"Dobbiamo tutti unirci in una dichiarazione congiunta ai cittadini di Israele e dire chiaramente: Netanyahu non è legittimo, non dobbiamo sederci con lui e non dobbiamo permettergli di formare un governo. Quest'uomo è pericoloso per la sicurezza di Israele", è il messaggio che ha fatto arrivare agli altri leader. Secondo quanto appreso da Yedioth Ahronoth, il favorito alle elezioni Gadi Eisenkot, si è detto d'accordo e si attende una risposta da Naftali Bennett e Avigdor Liberman.
Yemen, Houthi rivendicano attacco su larga scala in Arabia Saudita
I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato un attacco su larga scala contro obiettivi economici e militari in Arabia Saudita, condotto con decine di missili e droni in risposta ai raid attribuiti alle forze saudite in territorio yemenita.
"Le forze armate yemenite hanno condotto un'operazione militare su vasta scala e ad ampio raggio", ha dichiarato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree. Secondo Saree, sono stati presi di mira siti del colosso petrolifero Aramco e la base aerea King Khalid, utilizzando "decine di missili balistici e droni". Il portavoce ha affermato che l'operazione è stata condotta in rappresaglia per "121 attacchi" che, secondo gli Houthi, Riad avrebbe effettuato nello Yemen negli ultimi tre giorni.
Haaretz: “Gli Emirati avvertirono Netanyahu degli attacchi del 7 ottobre”
Circa 10 giorni prima dell'attacco del 7 ottobre 2023, il premier israeliano Benjamin Netanyahu fu avvertito personalmente dal leader emiratino Mohammed bin Zayed che Hamas stava pianificando una grande offensiva contro lo Stato ebraico, ma non informò i vertici della sicurezza israeliana e non fece nulla con l'informazione. E' quanto ha rivelato Haaretz, facendo riferimento alle vaste indagini di due giornalisti, Shlomi Eldarand e Ruth Yuval, per un nuovo libro in cui si citano decine di interviste con fonti, tra cui alti funzionari in Israele e in tutto il mondo. Il libro afferma che tre alti funzionari stranieri furono informati del contenuto della telefonata di 45 minuti alla fine di settembre e viene citato un consigliere di MbZ che aveva conoscenza diretta della conversazione.
Wafa: 29enne palestinese ucciso dalle forze israeliane a sud di Nablus
Un uomo palestinese di 29 anni "è stato ucciso martedì dal fuoco delle forze israeliane" nella località di Aqaba, a sud di Nablus, in Cisgiordania: lo riferisce l'agenzia Wafa.
Una fonte della sicurezza citata dalla stessa agenzia, ha identificato la vittima come Abdul Karim Mohammad Salem Khader, riferendo che è stato ucciso dopo che le forze israeliane avevano circondato la sua abitazione nella località. Il suo corpo sarebbe stato stato trattenuto dai militari, ha aggiunto.
Gli Houthi annunciano operazione in Arabia Saudita
Gli Houthi annunceranno una "ampia operazione militare" in profondità nel territorio dell'Arabia Saudita, dopo i precedenti attacchi condotti dal gruppo ribelle. Lo ha dichiarato un portavoce degli Houthi, senza fornire ulteriori dettagli sull'operazione, come riporta Sky News. Intanto, le forze fedeli al governo yemenita riconosciuto internazionalmente hanno lanciato una controffensiva contro gli Houthi, secondo quanto riferito da Al Jazeera citando fonti locali. Il vice ministro della Difesa yemenita, generale Samir Al-Sabri, ha dichiarato alla televisione di Stato che è stata presa la decisione di riconquistare Sanaa, la capitale controllata dagli Houthi da oltre un decennio.
Unicef, 17 bambini uccisi o feriti negli ultimi 5 giorni in Libano
"Ieri in Libano è stato ucciso un altro bambino. Un'altra famiglia è in lutto. Solo negli ultimi 5 giorni, 17 bambini sono stati uccisi o feriti. Questo non può diventare la nuova 'normalità'. L'uccisione dei bambini deve cessare immediatamente. La violenza deve finire subito". Lo scrive Unicef Libano sul proprio profilo X.
Trump: “Prezzi del petrolio crolleranno quando vinceremo la guerra”
"I prezzi del petrolio crolleranno vertiginosamente, proprio come sta crollando tutto il resto (ma ancora di più!), quando vinceremo la guerra contro l'Iran. Tre dollari al gallone, ma alla fine scenderanno sotto i due dollari al gallone. Accadrà tutto in fretta e l'Iran non avrà mai un'arma nucleare. MAGA!". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Riad, alcuni impianti energia fermati dopo attacchi
Diversi impianti e infrastrutture energetiche nel sud dell'Arabia Saudita sono stati colpiti questa mattina in una serie di attacchi. "Gli incendi hanno causato una temporanea interruzione delle attività e le autorità continuano a occuparsi delle conseguenze degli attacchi", ha affermato il ministero.
Media: “Emirati Arabi avvertirono Netanyahu del 7 ottobre”
Circa 10 giorni prima dell'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu fu avvertito personalmente dal leader degli Emirati Arabi Uniti che Hamas stava pianificando una grande offensiva contro Israele, ma non informò i vertici della sicurezza israeliana e non fece nulla pur essendo stato informato. Lo riporta Haaretz, citando 'Kidnapped: 843 Days of Abandonment', il nuovo libro dei giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuval, basato su interviste a decine di fonti, tra cui alti funzionari in Israele e in tutto il mondo. Il libro sostiene che tre alti funzionari stranieri furono informati del contenuto della telefonata di 45 minuti alla fine di settembre. Fra questi un consigliere di Mohammed bin Zayed che aveva conoscenza diretta della conversazione.
Secondo il rapporto, Mohammed bin Zayed avrebbe avvertito Netanyahu che il leader di Hamas, Yahya Sinwar, stava pianificando un'azione di vasta portata contro Israele, che avrebbe provocato spargimenti di sangue, destabilizzato la regione e potenzialmente compromesso gli Accordi di Abramo. Il rapporto afferma che Mbz sarebbe rimasto sorpreso dalla risposta ottimistica di Netanyahu, il quale gli avrebbe detto che Gerusalemme aveva la situazione sotto controllo a Gaza, che qualsiasi azione di Hamas si sarebbe probabilmente verificata in Cisgiordania e che Israele era preparato a qualsiasi scenario.
Teheran: zona di esclusione marittima nel Golfo Persico in risposta al blocco Usa
"Negli ultimi giorni, Washington ha ricevuto un chiaro avvertimento dai nuovi missili iraniani. La guerra economica sarà contrastata con una zona di esclusione marittima attraverso il Golfo Persico fino al perimetro del blocco. L'assetto operativo nei confronti delle navi da guerra e delle basi statunitensi è stato radicalmente ricalibrato". Lo ha scritto su X Mohsen Rezaee, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, minacciando gli Stati Uniti con l'istituzione di una zona di esclusione marittima nel Golfo Persico.
Yemen: in Arabia Saudita 73 feriti per gli attacchi degli Houti
Gli attacchi contro l'Arabia Saudita da parte dei ribelli Houti yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno ferito 73 persone. Lo ha dichiarato una coalizione guidata da Riyadh, promettendo di rispondere agli attacchi. "Gli attacchi insensati della milizia terroristica Houti, l'ultimo dei quali ha preso di mira siti civili ed economici", hanno provocato "il ferimento di 73 civili", ha affermato il Comando delle Forze Congiunte della Coalizione in una dichiarazione. "Il Comando adotterà inoltre tutte le misure e le azioni necessarie per rispondere alle fonti della minaccia e neutralizzarne il pericolo".
Media: bimbo di due mesi ucciso in un raid israeliano nel sud del Libano
"Tre generazioni di una stessa famiglia sono rimaste uccise in un raid israeliano avvenuto nella notte nel sud del Libano". Lo riporta Al Jazeera, che spiega come tra le vittime ci sarebbero anche alcuni bambini, tra cui un neonato di due mesi. I soccorritori della protezione civile, prosegue la testata, hanno lavorato per tutta la notte per estrarre i corpi dalle macerie.
Raid israeliano a Gerusalemme est, arresti e coprifuoco
Le forze di occupazione israeliane, supportate da mezzi militari e bulldozer, hanno fatto irruzione all'alba di oggi nella cittadina di Anata e nel vicino campo profughi di Shuafat, a nord-est di Gerusalemme Est, occupata. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Le truppe israeliane avrebbero chiuso tutti gli ingressi, impedendo ai residenti di entrare o uscire e annunciando il coprifuoco con altoparlanti. Durante le incursioni, le forze israeliane avrebbero perquisito diverse abitazioni e negozi, distrutto le principali condutture idriche ad Anata e arrestato diversi palestinesi, tra cui almeno una donna.
Yemen: Houti attaccano obiettivi in Arabia Saudita
"Droni e missili yemeniti martellano il nemico saudita": lo scrive l'agenzia di stampa yemenita Ansarollah, sostenuta dall'Iran e affiliata agli Houthi, su Telegram, aggiungendo in un altro post che gli attacchi hanno colpito l'aeroporto internazionale di Abha, la base aerea King Khalid e le strutture della compagnia petrolifera statale Aramco ad Abha e Jizan.
Ben Gvir: Netanyahu sanzioni Gb per occupazione Malvine
“È giunto il momento che lo Stato di Israele riconosca pubblicamente che le Isole Malvine sono territorio argentino occupato: un territorio che i britannici hanno sottratto con la violenza al popolo argentino". Lo ha scritto su X, in un post in spagnolo, il ministro per la sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir. "I britannici - scrive ancora Ben-Gvir - non si accontentano della sola occupazione del territorio; vi conducono anche operazioni di trivellazione petrolifera e sottraggono risorse al popolo argentino". "Esorto il primo ministro Benjamin Netanyahu a riconoscere la sovranità dell'Argentina sulle Isole Malvine e a imporre sanzioni alla Gran Bretagna finché l'occupazione persisterà", conclude.
Trump: il prezzo del petrolio scenderà quando vinceremo la guerra contro l’Iran
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che il prezzo del petrolio scenderà "vertiginosamente" dopo una vittoria degli Usa sull'Iran e che il prezzo arriverà prima a "3 dollari al gallone" e poi al di sotto dei "2 dollari" al gallone. Il presidente lo ha scritto in un post pubblicato sul suo social, Truth. Nello stesso post, Trump ha ribadito che l'Iran "non avrà mai un'arma nucleare".
Financial Times: Gb verso divieto di scambi commerciali con insediamenti israeliani in Cisgiordania
Il governo britannico si appresta ad annunciare che vieterà gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali l'annuncio è atteso nelle prossime ore. Le sanzioni sulle merci provenienti dagli insediamenti – mette in evidenza il quotidiano – rappresenteranno uno dei più importanti interventi del primo ministro Andy Burnham in materia di politica estera da quando è entrato in carica.