Guerra in Iran, le news del 9 settembre. Netanyahu: “La telefonata con Zayed sul 7 ottobre mai avvenuta”

Guerra in Iran, le news del 9 settembre. Netanyahu: “La telefonata con Zayed sul 7 ottobre mai avvenuta”
Il premier israeliano pronto a querelare il giornale Haaretz. Incidente a una petroliera vicino a Hormuz: un marinaio morto mai avvenuta”. Usa: “Distrutte cinque petroliere iraniane”, Teheran lancia bombe a grappolo sulla Giordania
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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha smentito l'articolo di Haaretz secondo cui sarebbe stato avvertito dal presidente degli Emirati Arabi Uniti di un attacco pianificato da Hamas giorni prima dell'offensiva del 7 ottobre 2023 e non avrebbe agito in base a tale informazione. Per questo, Bibi ha affermato su X di aver incaricato i suoi avvocati di querelare il giornale.
Il comando statunitense Centcom ha comunicato di avere distrutto cinque petroliere iraniane. Quattro sono state colpite nel golfo dell'Oman, all'esterno di Hormuz, e una accanto all'isola di Kharg. L'operazione senza precedenti è stata presentata come una ritorsione dopo i "ripetuti tentativi" di attaccare due unità americane. Teheran ha risposto lanciando un'ondata di missili balistici contro le basi statunitensi in Giordania.

Media: forte esplosione a Qeshm

Esplosioni sono state avvertite nell'isola di Qeshm, a nord dello stretto di Hormuz, e nella città di Sirik. Lo riporta la Reuters, che cita l'agenzia iraniana Fars.

Trump sulle sanzioni ai coloni: “Parlerò con i leader di Israele e Regno Unito”

Donald Trump ha dichiarato di aver visto le notizie relative alle sanzioni imposte dal Regno Unito e da altri paesi nei confronti dei coloni israeliani. Parlando con i giornalisti davanti all'Air Force One prima di partire dalla Joint Base Andrews per Dallas, ha affermato che presto ne avrebbe discusso con i leader di Israele e del Regno Unito. "Beh, l'ho appena vista e ne parlerò con Israele e con loro per capire qual è la loro posizione. Capisco perfettamente cosa sta succedendo, ma voglio capire esattamente perché sia successo".

Iran, udita esplosione nello Stretto di Hormuz

“Pochi minuti fa si è sentita un'esplosione proveniente dallo Stretto di Hormuz. La natura dell'incidente e la sua origine non sono ancora state rese note". E' quanto riferisce la televisione di Stato iraniana.

Il ministro della Difesa Katz ad al-Sharaa: “Siamo qui e non ci muoveremo”

Le truppe israeliane non si ritireranno dal sud della Siria. Lo ha ribadito il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, durante una visita alle truppe di stanza sul Monte Hermon, rivolgendosi direttamente al presidente siriano Ahmed al-Sharaa. "Siamo qui per inviare un messaggio molto forte e chiaro al presidente della Siria, che siede a 35 chilometri di distanza, laggiù nel suo palazzo a Damasco: noi siamo qui sul Monte Hermon, siamo nella zona di sicurezza e non ci muoveremo da qui", ha affermato.

Otto Paesi arabo-musulmani: “Bene le sanzioni britanniche contro le colonie”

Otto Paesi arabi e musulmani hanno accolto con favore le sanzioni promosse dal Regno Unito contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, esortando altre nazioni ad adottare misure analoghe. I ministri degli Esteri di Turchia, Pakistan, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Egitto, Giordania e Indonesia hanno dichiarato di "accogliere con favore la decisione del governo del Regno Unito di vietare l'importazione di merci provenienti dagli insediamenti israeliani illegali nei Territori Palestinesi Occupati". I firmatari della nota congiunta hanno anche lodato gli altri Paesi occidentali che hanno annunciato l'intenzione di limitare gli scambi commerciali con tali insediamenti.

Libano, un morto in un raid dell’Idf al sud

Un drone israeliano ha preso di mira una motocicletta a Zebdine, nella regione di Nabatiyeh, nel sud del Libano, uccidendo un uomo. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale libanese. Da quando ha annunciato la scorsa settimana la conquista della cresta di Ali al-Taher, una posizione strategica di Hezbollah a Nabatiyeh, l'esercito israeliano ha intensificato i raid nella zona. Gli attacchi hanno causato la morte di almeno 29 persone da venerdì, tra cui 12 membri della stessa famiglia, secondo le autorità libanesi e i media ufficiali.

Il presidente Herzog: “Non parlai con MbZ di sicurezza e non venni avvertito sul 7/10”

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha smentito di aver parlato nel 2023 con il leader emiratino Mohammed bin Zayed di questioni relative alla sicurezza e di essere stato avvertito del piano di Hamas di attaccare Israele poco prima del 7 ottobre. "I colloqui hanno riguardato questioni sociali e interne a Israele, nonchè le relazioni tra i due Paesi. Va dunque sottolineato che il capo di Stato non era a conoscenza del presunto avvertimento e non ha alcuna informazione riguardo all'esistenza stessa di tale avviso", ha fatto sapere il suo ufficio.
Ieri Haaretz ha rivelato che il premier Benjamin Netanyahu, alla fine di settembre, aveva ricevuto una lunga telefonata da MbZ nella quale era stato avvertito di un imminente attacco di Hamas e non aveva riportato l'informazione ai vertici della sicurezza nè aveva preso contromisure.
Nell'articolo si sottolineava inoltre che Herzog aveva parlato spesso con l'emiro in quel periodo, alla luce della situazione tesa della regione, con violenze in Cisgiordania, proteste a Gaza lungo la barriera difensiva e manifestazioni di massa nello Stato ebraico contro la riforma della giustizia promossa dal governo. Facendo riferimento a rapporti amichevoli con MbZ, nel pezzo si sosteneva che quest'ultimo avesse trasmesso messaggi a Herzog sulla necessità di disinnescare la situazione.

Pizzaballa: “A Gaza 600mila giovani non vanno più a scuola”

Circa seicentomila studenti e ragazzi di Gaza non frequentano più la scuola, mentre l'attività educativa prosegue, quando possibile, "per terra, nelle tende, con ciò che si riesce a recuperare". Lo ha raccontato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, durante un incontro con i giovani e gli educatori della diocesi di Tursi-Lagonegro, promosso dalla Commissione diocesana di Pastorale educativa nel Santuario del Beato Domenico Lentini a Lauria (Potenza). Il Patriarca ha ricordato l'impegno della comunità cristiana di Gaza, composta oggi da circa cinquecento persone e diventata "un punto di riferimento" per la popolazione attraverso l'accoglienza, la distribuzione degli aiuti e il sostegno alle famiglie. Pizzaballa ha riferito anche di un incontro con quasi settecento giovani musulmani della Striscia. A colpirlo, in particolare, è stata la domanda posta da uno dei ragazzi: "Siamo stati preparati alla guerra; non so se saremo capaci di fare la pace". Nonostante il clima di forte contrapposizione, ha sottolineato il cardinale, le società civili israeliana e palestinese non sono interamente radicalizzate. Giovani israeliani e palestinesi, credenti e non credenti, continuano infatti a cercare percorsi comuni e a testimoniare la volontà di costruire qualcosa insieme. Il Patriarca ha rivolto un appello anche all'Italia e alla Chiesa, mettendo in guardia dalla riproduzione delle divisioni mediorientali nel dibattito politico e sociale italiano.
"Abbiamo bisogno che ci tiriate fuori dal pozzo nel quale siamo caduti; che ci aiutiate a ricomporre, non ad approfondire le fratture", ha detto. Pizzaballa ha concluso indicando i segnali di speranza che, pur senza riuscire ancora a emergere pienamente, si manifestano attraverso l'impegno di cristiani, palestinesi e israeliani. "Il nostro compito è custodirlo insieme".

Netanyahu: “Molto vicini a rovesciare il regime iraniano, Teheran è sull’orlo del collasso”

L'Iran è sull'orlo del collasso. A sostenerlo è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una visita alle truppe israeliane in Siria, mentre i combattimenti nella guerra in Medio Oriente, giunta al sesto mese, si intensificano. "C'è ancora del lavoro da fare: il compito principale è rovesciare il regime terroristico in Iran. Siamo molto vicini a questo obiettivo. Sappiamo che alla fine l'intero asse crollerà", ha affermato Netanyahu che stava sul versante siriano del monte Hermon, al confine tra Israele e Siria, durante una visita insieme al ministro della Difesa Israel Katz.

Netanyahu nel sud della Siria: “Mai un esercito terrorista al nostro confine”

"Non permetteremo a nessun esercito terrorista di insediarsi al nostro confine". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante una visita sul Monte Hermon, nel sud della Siria, insieme al ministro della Difesa Israel Katz. "L'obiettivo principale è sconfiggere il regime terrorista in Iran e lo faremo", ha aggiunto.

Incidente a petroliera vicino a Hormuz: un marinaio morto e uno disperso

Un marinaio è rimasto ucciso in un incidente che ha coinvolto la nave cisterna per prodotti petroliferi Hercules Star mentre era alla fonda al largo di Dubai. Lo ha reso noto Peninsula, la società che ha noleggiato l'imbarcazione. La causa del decesso non è ancora stata resa nota. Lo riporta Al Jazeera.
"Inoltre, un membro dell'equipaggio risulta disperso e una squadra specializzata è al lavoro per individuarlo. Tutti gli altri membri dell'equipaggio sono stati rintracciati e stanno bene" aggiunge la compagnia.
Non è chiaro se l'imbarcazione sia una di quelle coinvolte nel tiro incrociato tra Iran e Usa delle ultime ore. Secondo i dati pubblicati dal sito di intelligence marina MarineTrafic, l'Hercules Star è una super nave cisterna per prodotti petroliferi che naviga sotto bandiera di Gibilterra. Si trova al largo della costa di Dubai, poco distante dallo stretto di Hormuz, ed era partita ieri dalla Hamriyah Free Zone Authority, il polo industriale e commerciale situato a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti.

Petroliera colpita in un porto dell’Iraq

Una petroliera carica di due milioni di greggio è stata colpita mentre stazionava in un porto in acque territoriali irachene: lo riferisce Al Jazeera, citando una fonte propria, dopo che l'agenzia britannica di monitoraggio marittimo Ukmto aveva parlato di un'imbarcazione danneggiata nella zona da un "proiettile di origini sconosciute". L'episodio è avvenuto presso il terminal petrolifero di Khor Al Amaya, sostiene Al Jazeera.
Né questa emittente né Ukmto hanno precisato al momento a chi può essere attribuito l'attacco e nemmeno a chi appartenga la petroliera. Media locali hanno riportato che a bordo c'è stato un incendio poi domato e non si sono registrati feriti.

I pasdaran dettano le condizioni agli Usa: “Serve ritiro dal Libano, fine assedio Yemen, sblocco beni e stop interferenze su nucleare”

“Se gli Stati Uniti vogliono porre fine a questa situazione, devono cessare completamente i loro attacchi e le loro minacce". Lo dice il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Hossein Mohebi. "Washington dovrebbe inoltre soddisfare le richieste dell'Iran per porre fine al conflitto: l'esercito del regime sionista deve ritirarsi dal Libano, l'assedio allo Yemen deve cessare, i 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati devono essere sbloccati e devono cessare tutte le interferenze nelle attività nucleari e missilistiche dell'Iran", ha sottolineato, secondo quanto riportato dall'agenzia Irna.

Iran: “Gli attacchi degli Usa minacciano la sicurezza regionale e internazionale”

"L'aggressione statunitense contro le navi iraniane non solo esacerba le tensioni nella regione, ma costituisce anche una palese minaccia alla pace e alla sicurezza regionali e internazionali", si legge in una dichiarazione diffusa oggi dal ministero degli Esteri iraniano.
"Le forze armate iraniane si riservano indubbiamente il legittimo diritto alla difesa e hanno colpito le basi militari statunitensi nella regione per legittima difesa", ha aggiunto il dicastero, citato dall'agenzia Irna.

Iran: “Zona vietata su Hormuz anche in Mare di Oman e Arabico”

Il divieto di navigazione che l'Iran intende applicare nello stretto di Hormuz si estenderà anche in parte del Mare di Oman e del mar Arabico. Lo ha riferito il portavoce dei Pasdaran, Hossein Mohebi, citato dall'agenzia Fars.
"Ogni nave che attraverserà la zona vietata dello Stretto di Hormuz sarà soggetta a sanzioni", ha avvertito.

Ukmto, diverse navi mercantili colpite nel Golfo

Secondo quanto riferito dall'United Kingdom Maritime Trade Operations, diverse navi mercantili nel Golfo settentrionale e nel Golfo dell'Oman sono state colpite da proiettili che ne hanno causato la messa fuori combattimento durante i raid incrociati tra Usa e Iran nella notte. L'Ukmto ha dichiarato di aver ricevuto una segnalazione riguardante diverse navi commerciali, citando le autorità militari come fonte delle informazioni.
L'osservatorio britannico afferma di non essere in grado di confermare la presenza di vittime o impatti ambientali.

Netanyahu: “Querelerò Haaretz, telefonata con Zayed mai avvenuta”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha nuovamente smentito l'articolo di Haaretz secondo cui sarebbe stato avvertito dal presidente degli Emirati Arabi Uniti di un attacco pianificato da Hamas giorni prima dell'offensiva del 7 ottobre 2023 e non avrebbe agito in base a tale informazione. Netanyahu ha affermato su X di aver incaricato i suoi avvocati di querelare il giornale e il suo giornalista, Shlomi Eldar.


Netanyahu afferma che un'eventuale telefonata con Mohammed bin Zayed tra i primi di settembre 2023 e l'invasione del 7 ottobre avrebbe lasciato una documentazione inequivocabile, che non è stata trovata dal team dell'ufficio del Primo Ministro.


"Si tratta di una calunnia sinistra, chiaramente orchestrata a fini politici, parte integrante della campagna elettorale della sinistra, e ce ne saranno altre di questo tipo", afferma, ribadendo ancora una volta che se i vertici della sicurezza israeliana lo avessero avvertito dei segnali di un attacco di Hamas ore prima del suo inizio, "il terribile massacro avrebbe potuto essere evitato".

Pasdaran: “Colpita base Usa in Giordania e due navi”

La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato di aver preso di mira due navi statunitensi e otto petroliere nel Golfo Persico in risposta a un attacco statunitense contro cinque petroliere iraniane, e di aver inoltre attaccato dieci navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia iraniana Mehr. I pasdaran hanno inoltre dichiarato di aver bombardato una base militare statunitense in Giordania.

Yemen: rientrato allarme in provincia saudita vicina a confine

Le autorità saudite hanno fatto rientrare l'allarme per un possibile attacco scattato nella provincia di Khamis Mushait, nel sud-ovest, a poco più di 100 chilometri dal confine con lo Yemen. Il direttorato per la difesa civile ha annunciato su X che "il pericolo è cessato".
Khamis Mishait, nella provincia di Asir, ospita la base aerea Re Khalid, una delle più importanti dell'Aeronautica saudita e per questo possibile obbiettivo di attacchi degli Houthi.

Axios: “Trump non si è opposto a decisione di Burnham di applicare sanzioni a insediamenti illegali dei coloni israeliani”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato informato direttamente dal primo ministro britannico Andy Burnham della decisione di imporre sanzioni contro gli insediamenti, e non ha sollevato obiezioni. Lo riporta Axios, a cui due fonti a conoscenza dei dettagli della conversazione hanno riferito che, durante la telefonata, Trump non ha nemmeno chiesto a Burnham di cambiare la decisione.

Israele: “Gb chiuda consolato a Gerusalemme est entro 30 giorni”

Israele ha comunicato ai rappresentanti britannici che entro 30 giorni dovranno lasciare il consolato di Gerusalemme Est e chiuderlo. Lo riporta il notiziario Ynet News, citando un funzionario israeliano che ha parlato con Reuters. Ieri, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar aveva annunciato le misure in risposta alle sanzioni di Londra contro i coloni israeliani in Cisgiordania, tra cui la chiusura del consolato, senza però specificare una tempistica.

Teheran: attaccate 2 navi Usa e 8 petroliere a Hormuz

Le guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e 10 "imbarcazioni non conformi" che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo hanno riferito i media di Stato. "Sono state prese di mira due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e 10 imbarcazioni non conformi che tentavano di attraversare la zona vietata e non sicura dello Stretto di Hormuz", hanno affermato le guardie in un comunicato pubblicato dall'agenzia ufficiale Irna.

Media: attacco iraniano in Giordania con bombe a grappolo

L'Iran ha aperto il fuoco contro la Giordania utilizzando munizioni a grappolo, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense a Fox News. Non sono state segnalate vittime, secondo la Reuters.

Giordania, fonti dell’esercito: “Abbattuti 18 missili proveniente dall’Iran”

L'esercito giordano dichiara di aver abbattuto 18 missili provenienti dall'Iran diretti contro il regno, alleato degli Stati Uniti. "I sistemi di difesa aerea della Giordania hanno ingaggiato 20 missili balistici lanciati verso il territorio giordano, intercettandone e distruggendone con successo 18, mentre due missili sono caduti in aree disabitate", ha affermato l'esercito in un comunicato, aggiungendo che i missili provenivano dall'Iran.

Un barile di petrolio sfiora i 100 dollari dopo nuovi attacchi

I prezzi del petrolio salgono ancora questa mattina nelle prime fasi delle contrattazioni asiatiche, con il barile che sfiora i 100 dollari in seguito a nuovi scambi di attacchi in Medio Oriente, dove gli Stati Uniti hanno colpito petroliere iraniane. Intorno alle 00:15 (GMT), il prezzo del barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a novembre, guadagnava l'1,49% a 99,38 dollari. Martedì aveva toccato quota 99,46 dollari, per poi ridimensionare i guadagni a fine seduta. La sua controparte americana, il barile di West Texas Intermediate, con consegna a ottobre, veniva scambiato in rialzo dell'1,59% a 94,51 dollari.

Iran: Teheran, colpita base Usa in Giordania

Le guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito con missili una base militare statunitense in Giordania, per rappresaglia contro gli attacchi americani a imbarcazioni di Teheran. Le Guardie hanno "colpito la base americana di Al-Azraq, in Giordania, con pesanti attacchi missilistici" nel corso di un'"operazione punitiva", secondo quanto riferito dall'agenzia Irna.

La minaccia dell’Iran: colpiremo petroliere in Kuwait e nel Bahrein

I guardiani della Rivoluzione dell'Iran hanno avvertito che prenderanno di mira delle petroliere in Kuwait e in Bahrein, intimando agli equipaggi di "abbandonare immediatamente le navi", secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale Irna. "Alla luce dei crimini dell'esercito terrorista americano, che ha preso di mira diverse petroliere della Repubblica Islamica dell'Iran, avvertiamo tutte le petroliere presenti nei porti kuwaitiani e bahreiniti - porti che ospitano tali terroristi e sono complici delle loro azioni criminali - sia che si trovino all'ancora sia ormeggiate in banchina. Le esortiamo ad abbandonare le navi, poiché diventeranno bersagli", hanno affermato i Guardiani, citati dall'Irna.

Gli Usa confermano: “Distrutte cinque petroliere iraniane dopo attacchi a nave Usa”

Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha confermato su X che le sue forze armate hanno "distrutto cinque petroliere iraniane" in risposta agli attacchi di Teheran a una nave da guerra americana.


Rubio: “Ogni volta che l'Iran prenderà di mira navi Marina Usa perderà petroliere”

Ogni volta che l'Iran "prenderà di mira navi della Marina statunitense, perderà petroliere". È il monito del segretario di Stato americano, Marco Rubio.

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