Guerra in Iran, le news del 10 settembre. Scossa di terremoto 4,1 in Libano dopo raid di Israele su tunnel di Hezbollah

Guerra in Iran, le news del 10 settembre. Scossa di terremoto 4,1 in Libano dopo raid di Israele su tunnel di Hezbollah
Wsj: “Teheran ha ripreso la produzione di missili balistici”. Yemen, Houthi prendono il controllo di Mocha su Mar Rosso. Raid dell’Idf su Gaza: uccisa una famiglia di 4 persone, 2 bambini
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Gli Houthi hanno assunto il controllo della città di Mocha, snodo cruciale sul Mar Rosso, e si stanno avvicinando allo strategico stretto di Bab el-Mandeb. Lo riferisce l'agenzia di stampa Reuters citando tre fonti anonime del governo yemenita. Nell'ultima settimana i combattimenti si sono intensificati in tutto lo Yemen, estendendosi oltre i confini nazionali fino all'Arabia Saudita, dove il gruppo sostenuto dall'Iran ha preso di mira impianti petroliferi e ferito decine di persone.

Intanto la guerra con l’Iran potrebbe accompagnare Donald Trump fino alla fine del suo mandato. È lo scenario prospettato al presidente da JD Vance e Marco Rubio, secondo il Wall Street Journal.

Scossa di terremoto di magnitudo 4,1 dopo raid di Israele nel sud del Libano

L'Idf ha utilizzato "più di 1.100 tonnellate di esplosivo" per le esplosioni nei tunnel sul crinale di Ali Taher, nel sud del Libano, dove afferma di aver demolito importanti infrastrutture sotterranee di Hezbollah: lo riferisce il sito israeliano Ynet. L'esplosione, secondo il sito, è stata di tale violenza che il Centro sismologico euro-mediterraneo, organizzazione non governativa, ha segnalato un terremoto di magnitudo 4.1. Il centro sismologico ha riportato una scossa di tale magnitudine a 10 km di profondità, in un punto situato a 25 km a sud di Sidone e a 16 a nord-est di Tiro, registrata alle 21:08 ora locale.

Araghchi sente l’omologo saudita: “Necessaria diplomazia per evitare l’escalation”

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan, per discutere degli ultimi sviluppi nella regione, anche alla luce delle crescenti tensioni legate alle attività degli Houthi. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri iraniano.

Nel corso della conversazione, i due ministri hanno espresso preoccupazione per l'escalation delle tensioni e il crescente livello di insicurezza nella regione, sottolineando la necessità di proseguire la cooperazione e gli sforzi diplomatici per evitare un'ulteriore estensione delle tensioni e contribuire a ristabilire stabilità e sicurezza nella regione.

L’esercito israeliano pronto a demolire tunnel di Hezbollah nel sud del Libano

L'Idf si appresta a demolire, questa notte, un'importante rete di tunnel di Hezbollah situata sotto la cresta di Ali Taher, nel Libano meridionale, lo scrive il Times of Israel. Le autorità locali hanno informato i residenti del nord di Israele che nelle prossime ore potrebbero udirsi delle esplosioni. Una nota del Consiglio regionale dell'Alta Galilea riferisce che l'Idf condurrà una "serie di attacchi ed esplosioni controllate in Libano", i cui effetti sonori saranno percepibili in tutta la regione.
L'Idf si stava preparando a far saltare in aria i tunnel della cresta di Ali Taher dopo aver sgomberato il sito sotterraneo dagli operativi di Hezbollah nelle scorse settimane. L'Iran avrebbe avvertito gli Stati Uniti che avrebbe risposto a qualsiasi offensiva israeliana contro la struttura di Hezbollah sotto la collina; tale avvertimento è giunto tuttavia dopo che l'Idf aveva già conquistato e bonificato il sito.

Nuovo round di negoziati tra Israele e Libano a Roma il 15 e 16 settembre

Israele e Libano terranno un nuovo round di negoziati martedì e mercoledì prossimi a Roma. Lo riferisce l'emittente israeliana Kan, secondo cui i colloqui si concentreranno, tra l'altro, sulla creazione di una forza incaricata di verificare che alcune aree pilota individuate siano state liberate dalla presenza di Hezbollah.

I negoziati si svolgeranno in un clima di tensione, dopo le recenti operazioni israeliane nell'area di Ali Taher. Israele si oppone alla partecipazione di Francia e Regno Unito alla forza di verifica, mentre gli Stati Uniti spingono per ampliare le aree che dovrebbero essere affidate all'esercito libanese.

Pasdaran: “Neutralizzato un drone marino Usa negli scorsi giorni”

La tv statale iraniana afferma che un drone marino statunitense è stato attaccato nello Stretto di Hormuz. "Nei giorni scorsi, l'esercito americano ha schierato imbarcazioni senza equipaggio nello stretto, temendo un avvicinamento e uno scontro con i combattenti", si legge nella dichiarazione. "Le forze navali delle Guardie Rivoluzionarie l'hanno colpita e neutralizzata, vanificandone così la missione. Le forze navali delle Guardie Rivoluzionarie dichiarano: lo Stretto di Hormuz è sotto il nostro controllo e monitoraggio di intelligence e qualsiasi presenza ostile in questo stretto strategico diventerà un obiettivo".

Hormuz, Iran diffonde le immagini del drone sottomarino Usa catturato: "Moderno e senza equipaggio"

Sorella dell'ex leader di Hamas Haniyeh: “Non ho incitato il 7/10, sono analfabeta”

Sabah Haniyeh, sorella di Ismail Haniyeh, capo dell'ufficio politico di Hamas ucciso nel luglio 2024 a Teheran, è comparsa oggi per la prima volta in tribunale in Israele, dove è accusata di incitamento del terrorismo e appartenenza a gruppo terroristico. Lo rendono noto media israeliani, tra cui Ynet. Sabah Haniyeh ha negato di aver incitato l'attacco terroristico condotto da Hamas in Israele il 7 ottobre del 2023, sottolineando di essere "analfabeta" e che i messaggi considerati sospetti, partiti dal suo telefono, sono in realtà stati scritti e inviati da suoi parenti, che avevano avuto accesso al dispositivo.

Wsj: “L’Iran ha ripreso la produzione di missili balistici”

L'Iran ha ripreso la produzione di missili balistici usando i componenti a disposizione nelle sue scorte e operando in strutture sotterranee. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari americani, secono i quali Teheran sta assemblando sia missili a propellente liquido che solido partendo da componenti che aveva a disposizione prima della guerra.

Yemen, nuovi attacchi aerei sauditi nell’ovest del Paese

Nuovi attacchi aerei sauditi nell'ovest dello Yemen, dopo che i combattenti filo-iraniani hanno preso il controllo di una città strategica sul Mar Rosso. E' quanto riferisce il canale Al-Masirah, affiliato agli Houthi. "Il nemico saudita ha effettuato dieci attacchi" nella provincia di Taiz, ha riferito l'emittente Al-Masirah, mentre gli Houthi hanno lanciato questa settimana una vasta offensiva contro il regno, confinante con lo Yemen e sostenitore del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale.

Trump: “Nessun aereo danneggiato in raid di Teheran su una base Usa in Giordania”

Il presidente americano, Donald Trump, ha negato che vi siano stati danni ad aerei americani durante l'ultimo attacco iraniano a una base Usa in Giordania. "Niente affatto. Nessun danno. Niente di niente", ha assicurato a NewsNation.

Trump. “Se resistono risolveremo il conflitto con l’Iran dopo le elezioni, o prima”

Donald Trump è tornato a mostrare fiducia in una soluzione della guerra in Iran dopo il voto di medio termine negli Stati Uniti, a novembre. "Non so se riusciranno a resistere. Ma si risolverà dopo le elezioni. O forse prima", ha detto il presidente americano alla televisione NewsNation.

Houthi: “Navigazione Bab al-Mandab sicura e regolare”

Il portavoce degli Houthi yemeniti, Mohammed Abdulsalam, ha dichiarato che la navigazione e il commercio internazionale nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandab rimangono sicuri e regolari, mentre i combattimenti contro le forze governative sostenute da Riad si sono intensificati. In un post su X, Abdulsalam ha affermato che lo Yemen non rappresenta alcuna minaccia per la navigazione e che le operazioni in corso degli Houthi sono di natura difensiva e limitate agli obiettivi già annunciati in precedenza. Ha inoltre dichiarato che le operazioni termineranno una volta cessati gli attacchi contro lo Yemen e revocato il blocco.

Haaretz a Netanyahu: “Porteremo la verità in tribunale”

"Non ci lasceremo intimidire dal tentativo del primo ministro di mettere a tacere le critiche giornalistiche, nè esiteremo a esporre la verità in tribunale". Così Haaretz ha risposto alla diffida inviata da Benjamin Netanyahu dopo la rivelazione del quotidiano progressista israeliano secondo il quale alla fine di settembre 2023 il premier era stato avvertito di persona dal leader emiratino Mohammed bin Zayed dei piani di Hamas per un attacco imminente e non aveva passato l'informazione ai vertici della sicurezza nè aveva preso contromisure. Netanyahu ha negato tutto, sostenendo che si tratta di una "menzogna", e ha minacciato di denunciare il quotidiano e gli autori dell'articolo

Siria, il Qatar condanna la visita di Netanyahu su Monte Hermon

Il Qatar ha condannato la visita del premier israeliano Benjamin Netanyahu alle truppe schierate sul Monte Hermon in territorio siriano, definendola una "violazione palese" della sovranità del vicino e una "grave infrazione del diritto internazionale". La visita di ieri è stata la terza da quando Israele ha occupato una fascia di territorio nel sud della Siria, nell'ex zona cuscinetto pattugliata dall'Onu al confine, in seguito alla caduta di Bashar al-Assad nel dicembre 2024

Analista: “Con la presa di Mocha per Houthi è facile controllare Bab el Mandeb”

"Se prendessero il controllo di Mocha, arriverebbero a dominare praticamente l'intera costa yemenita sul Mar Rosso. Ciò renderebbe più agevole il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb". Lo ha dichiarato Wolfgang Pusztai, analista della difesa, ad Al Jazeera commentando le notizie sulla conquista, da parte dei combattenti Houthi, della città costiera di al-Makha (Mocha) sul Mar Rosso. "Stanno avanzando più rapidamente delle forze governative", ha dichiarato l'analista, aggiungendo che se i ribelli yemeniti riuscissero a interrompere il collegamento stradale tra Taiz e al-Makha, si tratterebbe di un "colpo durissimo per il governo". L'esperto ha fatto notare che, mentre lo Stretto di Hormuz ha una larghezza di circa 50 chilometri, lo Stretto di Bab el-Mandeb è più angusto, misurandone circa 20. "Questo significa che potrebbero controllarlo semplicemente con l'artiglieria; non avrebbero nemmeno bisogno di ricorrere a missili o droni per attaccare le navi. Si tratterebbe indubbiamente di un duro colpo per il traffico marittimo dell'Arabia Saudita e per la navigazione internazionale", ha aggiunto Pusztai

Media: “Gli Houthi hanno conquistato la città yemenita di Mocha sul Mar Rosso”

I ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno conquistato la città yemenita di Mocha, sul Mar Rosso. Lo scrivono i media internazionali citando Reuters, che cita tre fonti del governo yemenita. Gli Houthi si avvicinano così al controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb, una delle rotte più importanti al mondo per le navi mercantili. Da giorni sono in corso violentissimi scontri tra i i militari yemeniti e ribelli filo-iraniani, che contribuiscono a aumentare la tensione nel Golgo colpendo con razzi infrastrutture petrolifere saudite

Houthi: “Nuova offensiva saudita, 40 raid”

I ribelli Houthi hanno denunciato circa 40 raid aerei lanciati dalle forze saudite in una nuova offensiva che segue gli attacchi del gruppo yemenita sostenuto dall'Iran. "L'aviazione nemica saudita ha condotto circa 40 raid nelle ultime ore nei governatorati di Taiz, Hodeida, Al-Jawf e Marib", ha riferito l'agenzia di stampa Houthi Saba

Raid dell’Idf su Gaza: uccisa una famiglia di 4 persone, 2 bambini

Una famiglia di quattro persone, tra cui due bambini, è rimasta uccisa in un attacco israeliano nella notte a Gaza. Lo hanno reso noto fonti sanitarie secondo cui "i corpi di quattro membri della famiglia Ahmad sono stati ritrovati dopo che un attacco israeliano ha colpito un'abitazione nella zona di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza". Tra le vittime, ha precisato una fonte dell'ospedale Al-Shifa, due bambini di 8 e 12 anni

Trump: “La guerra con l’Iran finirà subito dopo le elezioni”

Il presidente Donald Trump ha sostenuto che la guerra con l'Iran "finirà subito dopo le elezioni" di medio termine, che si terranno il 3 novembre, per rinnovare il Congresso degli Stati Uniti.

Trump: “Abbiano notato attività a Pickaxe, forse dovremo colpirla”

“Abbiamo notato un po’ di attività a Pickaxe. Consiglierei all'Iran di non fare il furbo, perché altrimenti dovremo colpirlo molto duramente". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump nel suo intervento alla convention repubblicana di Dallas, minacciando un attacco contro il sito nucleare iraniano in costruzione soprannominato "Pickaxe Mountain", situato in profondità sotto una montagna a sud dell'impianto di arricchimento di Natanz. "Potremmo dover dare un colpo anche lì, perché qualcuno ha detto che c'è stato un po’ di movimento nel sito", ha aggiunto.

Il sito, noto come Kuh-e Kolang Gaz La, non è stato finora colpito dagli Stati Uniti, a differenza dell'impianto di Natanz, bombardato durante l'operazione Midnight Hammer dello scorso anno e nuovamente nelle prime fasi dell'attuale conflitto. Non è chiaro cosa Teheran abbia installato all'interno della struttura sotterranea, alla quale l'Agenzia internazionale per l'energia atomica non ha mai avuto accesso.

Yemen: Arabia Saudita, “Attacchi Houthi con missili e droni contro tre città”

Gli Houthi dello Yemen hanno lanciato attacchi con missili balistici e droni contro le città saudite di Khamis Mushait, Abha e Jazan. Lo ha reso noto il portavoce della coalizione guidata dall'Arabia Saudita, Turki al-Maliki, accusando "la milizia terroristica Houthi" di proseguire "i suoi efferati attacchi contro le infrastrutture e le risorse nazionali del Regno". La coalizione risponderà agli attacchi "in modo responsabile" per proteggere la sovranità saudita, le infrastrutture e la popolazione civile - ha aggiunto al-Maliki - precisando che ogni eventuale risposta sarà condotta nell'ambito del diritto all'autodifesa e nel rispetto del diritto internazionale.

Wsj: “Vance e Rubio a Trump, guerra Iran potrebbe durare per tutto il mandato”

Alcuni dei più stretti consiglieri di Donald Trump hanno paventato al presidente la possibilità che la guerra in Iran possa protrarsi per tutto il resto del suo mandato. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio gli hanno prospettato l'ipotesi che Teheran possa continuare a resistere alle pressioni americane, potenzialmente prolungando il conflitto oltre il giorno dell'insediamento, previsto per il gennaio 2029.

Pasdaran: “Netanyahu troppo insignificante per rappresentare una minaccia”

“Netanyahu è un criminale e il capo di una banda criminale. Lancia grandi minacce, ma lo consideriamo troppo insignificante per rappresentare una minaccia per l'Iran". Lo ha dichiarato il portavoce dei guardiani della rivoluzione iraniana, Hossein Mohebbi, in un'intervista all'agenzia semiufficiale Mehr. “Il nemico è sceso in campo con tutte le sue capacità militari, utilizzando diversi tipi di velivoli, le tecnologie più avanzate e persino l'intelligenza artificiale, ma alla fine è arrivato a uno stato di disperazione e ha cercato un'intesa e un accordo”, ha affermato Mohebbi.

Teheran: “Houthi attore indipendente, non agisce come proxy di nessuno”

“Gli Houthi sono un attore indipendente che prende le proprie decisioni: non riceve ordini da nessuno e non agisce come proxy di nessuno”. Lo ha scritto su X il portavoce del ministero degli esteri iraniano Esmail Baghaei, replicando alle parole del segretario di Stato americano Marco Rubio, che aveva definito gli Houthi "agenti e proxy degli iraniani". “Le radici dell'instabilità nella regione risiedono negli interventi militari e nelle politiche egemoniche degli Stati Uniti - ha aggiunto Baghaei - Se Washington volesse davvero la pace, dovrebbe compiere un semplice passo: porre fine ai suoi interventi maligni e destabilizzanti nella nostra regione”.

Likud accusa leader palestinese di ingerenza nelle elezioni in Israele

È scontro politico in Israele a poche settimane dalle elezioni legislative. Il Likud accusa Mohamed bin Zayeddi aver alimentato la diffusione di notizie su un presunto allarme ricevuto da Netanyahu prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. A rilanciare la vicenda è un’inchiesta di Haaretz. Secondo il quotidiano, il presidente degli Emirati Mohamed bin Zayed avrebbe parlato con Netanyahu circa dieci giorni prima dell’attacco.Il leader emiratino avrebbe segnalato che Hamas stava preparando un’operazione su larga scala.Una ricostruzione che l’ufficio del primo ministro israeliano ha però smentito.

Iran: media, esplosioni sull'isola di Qeshm, a Sirik e Minab

Sono state segnalate esplosioni sull'isola di Qeshm e nelle città di Sirik e Minab in Iran. Lo riporta l'agenzia iraniana Irna. Secondo fonti ufficiali citate dall'agenzia, i rumori di esplosione provenivano dal mare al largo.

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