Si al riarmo per cacciare i migranti: in Germania sono un caso le dichiarazioni di Ulrich Siegmund
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Ulrich Siegmund, il leader dell’Afd in Sassonia-Anhalt che lunedì inizierà le consultazioni con il partito di Sahra Wagenknecht per formare un governo, ha sollevato una bufera rispondendo a una domanda sul riarmo tedesco. “Noi non condanniamo senza mezzi termini la produzione di armi perché quando cominceremo la nostra offensiva per la remigrazione e i respingimenti dei migranti avremo bisogno di mezzi”, ha dichiarato. “Ovviamente servono anche per la sicurezza interna, la stabilità e la difesa del Paese”. La domanda si riferiva all’ipotesi che una fabbrica di armi venga installata in Sassonia-Anhalt.
Sì al riarmo per cacciare i migranti: si potrebbe sintetizzare così le “mostruose” affermazioni di Siegmund, come le ha bollate il settimanale Spiegel. Che in teoria sarebbero quasi impossibili da realizzare: la Bundeswehr può essere impiegata soltanto in casi rarissimi per operazioni interne alla Germania. Ma se si pensa a uno dei modelli dichiarati dell’Afd, la guerra feroce …
BERLINO – Ulrich Siegmund, il leader dell’Afd in Sassonia-Anhalt che lunedì inizierà le consultazioni con il partito di Sahra Wagenknecht per formare un governo, ha sollevato una bufera rispondendo a una domanda sul riarmo tedesco. “Noi non condanniamo senza mezzi termini la produzione di armi perché quando cominceremo la nostra offensiva per la remigrazione e i respingimenti dei migranti avremo bisogno di mezzi”, ha dichiarato. “Ovviamente servono anche per la sicurezza interna, la stabilità e la difesa del Paese”. La domanda si riferiva all’ipotesi che una fabbrica di armi venga installata in Sassonia-Anhalt.
Sì al riarmo per cacciare i migranti: si potrebbe sintetizzare così le “mostruose” affermazioni di Siegmund, come le ha bollate il settimanale Spiegel. Che in teoria sarebbero quasi impossibili da realizzare: la Bundeswehr può essere impiegata soltanto in casi rarissimi per operazioni interne alla Germania. Ma se si pensa a uno dei modelli dichiarati dell’Afd, la guerra feroce guerra agli immigrati scatenata da Donald Trump attraverso le milizie di Ice, e si considera che il programma dell’ultradestra in Sassonia-Anhalt prevede proprio l’introduzione di una non ben specificata “milizia civile”, forse i puntini si uniscono e il quadro comincia ad avere un senso. Siegmund pensa di introdurre una sorta di Ice regionale?
Intanto le sue parole hanno suscitato la levata di scudi degli altri partiti: la Spd regionale parla di un linguaggio e di idee che ricordano “precedenti totalitari”. Per il parlamentare del Bundestag socialdemocratico Dirk Wiese, Siegmund “ha superato ogni linea rossa”. Il capogruppo della Linke, Sören Pellmann avverte: “esattamente come fecero i nazisti, anche questi nemici della democrazia stanno annunciando cosa faranno. Nessuno potrà dire, un giorno, ‘non lo sapevo’”. Il capo dei Verdi, Felix Banaszak, ha definito le parole di Siegmund “inquietanti” e ha aggiunto che “rivelano quanto l’Afd sia pronta a calpestare lo stato di diritto per ottenere i suoi obiettivi”.
La conservatrice Frankfurter Allgemeine Zeitung ha ricordato che quelle frasi vengono oltretutto dopo che l’Afd si era indignata perché il cancelliere Friedrich Merz aveva detto che l’ultradestra persegue la “pulizia etnica”. Il minimo che si possa dire dunque delle affermazioni di Siegmund, conclude il quotidiano, è che “sono incostituzionali”.
Ma l’uscita del leader Afd potrebbe anche nascondere una tattica prenegoziale. Il partito di Wagenknecht Bsw è contrario al riarmo, tanto che la leader in Sassonia-Anhalt Wittig ha già risposto a Siegmund ribadendo di essere contraria all’aumento delle spese militari e puntualizzando che i respingimenti non si possano ottenere impiegando mezzi militari. Può darsi dunque che alla vigilia del primo giro di consultazioni con il Bsw, Siegmund abbia voluto irrigidire le proprie posizioni per ritagliarsi margini di manovra maggiori con i rossobruni.
Peraltro su Wagenknecht lo Spiegel ha rivelato che molti voti che in Sassonia-Anhalt hanno salvato il partito (che ha superato di poco la soglia di sbarramento del 5% quando in tutti i sondaggi era stimata al 3-4%) potrebbero venire da organizzazioni e influencer di estrema destra come la rivista “Compact” e il suo direttore, Juergen Elsaesser, che da anni cerca di sedurre il Bsw. Avrebbero orchestrato una campagna per convincere molti elettori di destra a mettere la croce sulla seconda scheda, quella con cui si sceglie il partito (con la prima si vota un candidato locale) al Bsw di Wagenknecht - l’unico partito che già mesi fa aveva fatto sapere di considerare il cordone sanitario “un’idiozia”. L’unico, insomma, pronto a coalizzarsi con l’ultradestra.