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Guerra in Iran.Teheran: “Blocco capo nucleare dal vertice Aiea crea precedente”. Usa: “È sanzionato”

Guerra in Iran.Teheran: “Blocco capo nucleare dal vertice Aiea crea precedente”. Usa: “È sanzionato”
(reuters)
Gli Stati Uniti confermano la decisione di bloccare il capo dell'agenzia nucleare iraniana a una conferenza annuale a Vienna. Esplosioni a Sirik, vicino allo stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi, ha annunciato il rinvio del vertice previsto per oggi nel Paese
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La negazione del visto di ingresso in Austria per il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica Mohammad Eslami, che avrebbe dovuto partecipare a una riunione dell'Aiea a Vienna, crea un "precedente che riguarderà tutti". Lo ha affermato a Vienna Behrooz Kamalvandi, vice capo dell'agenzia nucleare iraniana, sostenendo che si tratta di un "atto ostile dell'amministrazione Usa". Washington ha confermato di essersi opposta alla sua partecipazione perché individuo sanzionato.

In Israele non si ferma la polemica sul film documentario “Naza”, incentrato sulle tecniche usate dall’Idf per uccidere i civili a Gaza. Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha chiesto la revoca della cittadinanza dei registi Yuval Abraham e Rachel Szor, premiati a Venezia, accusandoli di "tradimento".

“Due pescherecci colpiti da droni nel Golfo Persico”

Il vice governatore della provincia di Hormozghan, nel sud-ovest dell'Iran, ha dichiarato che un drone ha attaccato due pescherecci nel Golfo Persico, vicino al porto di Kargan. Secondo l'emittente statale Irib, sono state avviate operazioni di ricerca e soccorso per localizzare i pescatori dispersi.

Media Iran: petroliera esplosa dopo collisione con una mina

Una petroliera è esplosa e ha preso fuoco dopo aver urtato delle mine nello Stretto di Hormuz: lo ha reso noto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, secondo quanto riferito dall'agenzia Fars, senza tuttavia specificare quando si sia verificato l'incidente.

Burnham sta valutando l’aiuto a Riad contro gli Houthi

Il primo ministro Andy Burnham sta valutando se aiutare l'Arabia Saudita a contrastare gli attacchi degli Houthi nello Yemen. Lo ha riferito l'agenzia Bloomberg.
Secondo fonti informate, il premier ha ricevuto da Riad richieste di sostegno diplomatico ma anche militare, compreso il supporto operativo alle proprie forze armate per respingere l'avanzata del lungo la costa yemenita del Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb e per proteggere le infrastrutture petrolifere saudite dagli attacchi.
Burnham avrebbe accettato di inviare consiglieri militari a Riad ma, spiega Bloomberg, non è chiaro se accoglierà le richieste.

Houthi: “L’Arabia Saudita ha fatto 54 raid in 24 ore in Yemen”

Gli Houthi hanno dichiarato che l'Arabia Saudita ha colpito lo Yemen con 54 raid nell'arco di 24 ore, mentre il gruppo sostenuto dall'Iran avanzava rapidamente lungo la costa del Mar Rosso. "La criminale aviazione saudita ha effettuato 54 attacchi aerei nelle ultime 24 ore utilizzando caccia F-15 e Typhoon decollati dalle basi nemiche saudite", ha affermato in una nota il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, aggiungendo che sono state prese di mira le aree di Taiz, Lahj, Al-Jawf, Marib e Hodeida.

Gradimento di Mattarella al nuovo ambasciatore dell'Iran

La Farnesina informa che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso il gradimento per la nomina del signor Ali Akbar Rezaei ad ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran presso lo Stato Italiano.

Netanyahu contro Naza: “Intollerabile incitare all'antisemitismo dall'interno”

Il premier Benjamin Netanyahu attacca in un video di un minuto sui social 'Naza', il documentario di produzione israeliana sull'Idf a Gaza premiato a Venezia. "Ne ho sentito parlare, ed è sconvolgente - afferma il premier israeliano -. Stiamo combattendo l'incitamento all'antisemitismo in tutto il mondo, ma quando proviene da dentro di noi, è intollerabile". Lo riporta il Times of Israel.

Trump: “Il petrolio crollerà con la fine della guerra in Iran, non ci vorrà molto”

I prezzi del petrolio "crolleranno non appena finirà il conflitto militare con l'Iran, e non ci vorrà molto". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth, puntando il dito contro Joe Biden per gli aumenti dei prezzi in America. "Spero che tutti si rendano conto che gli aumenti dei prezzi in tutta l'America sono stati causati da Joe Biden e dalla sua amministrazione, non da Trump. Persino il prezzo del petrolio era più alto sotto Biden rispetto a oggi. Fatta eccezione per il petrolio, caso temporaneo, i prezzi stanno scendendo drasticamente. Il costo del petrolio crollerà non appena finirà il conflitto militare con l'Iran, e non ci vorrà molto", ha messo in evidenza.

Trump: “Il petrolio scorre a Hormuz, i paesi del mondo dovrebbero rimborsarci”

"Il petrolio scorre attraverso lo stretto di Hormuz. I Paesi del mondo, che non ci sono stati di alcun aiuto, dovrebbero e rimborseranno gli Stati Uniti d'America. Lo stiamo facendo molto di più per gli altri, che per noi stessi, e lo abbiamo fatto per generazioni". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.

Trump: “Usa producono più armi che mai, focus sui Patriot”

Gli Stati Uniti stanno producendo armi "in quantità mai viste prima nella storia" che vengono "consegnate quotidianamente alla nostre forze in Medio Oriente e altrove". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che la produzione "è concentrata principalmente su sistemi Patriot, THAAD, Tomahawk e altri sistemi missilistici standard, di cui disponiamo già di ingenti scorte".

Abu Mazen domani al Cairo per una visita ufficiale di due giorni

Il presidente palestinese Abu Mazen sarà da domani in Egitto per una visita ufficiale di due giorni nel corso dei quali avrà una serie di incontri, uno anche con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, sugli ultimi sviluppi della causa palestinese e sul contesto regionale. Lo ha annunciato l'incaricato d'affari dell'ambasciata della Palestina in Egitto, Naji al-Naji.
Con Sisi - ha precisato in una nota - parlerà di Palestina e di "questioni arabe e internazionali di interesse comune". La visita si inserisce nel quadro delle costanti consultazioni tra la leadership egiziana e quella palestinese che mirano a individuare percorsi efficaci per garantire l'attuazione del piano Trump e protezione e soccorso al popolo palestinese, e a "mobilitare ogni sforzo per porre fine all'occupazione israeliana dei territori".

Vance, abbiamo avuto colloqui diretti con gli Houthi

Il vicepresidente statunitense JD Vance ha affermato che il governo ha avuto colloqui "diretti" con gli Houthi. Vance - riportano i media arabi - ha inoltre affermato che gli Stati Uniti sono stati in costante contatto con gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita e "altri Paesi colpiti nella regione".

Trump: “Iran fallito vuole accordo ora. Non escludo negoziato”

L'Iran vuole un accordo a ogni costo e gli Stati Uniti non escludono di trattare, ma a decidere sarà Donald Trump. E' stato il presidente americano a riferirlo su Truth. “La fallimentare nazione dell'Iran vuole un accordo in tempi rapidi e a qualsiasi costo", ha scritto. "Sarò io a decidere se gli Stati Uniti parteciperanno o meno ai negoziati, un'ipotesi che non escludiamo", ha aggiunto.

Netanyahu: “Un'altra vittoria su Hezbollah, continueremo contro loro infrastrutture”

"Abbiamo ottenuto un'altra grande vittoria su Hezbollah: abbiamo distrutto la loro principale roccaforte terroristica sulla cresta di Beaufort e sulla cresta di Ali al-Taher". Lo ha affermato il premier israeliano Benyamin Netanyahu. "La nostra politica è chiara - ha aggiunto - continueremo a distruggere le infrastrutture terroristiche nella zona di sicurezza in Libano. Continueremo a eliminare qualsiasi minaccia per lo Stato di Israele". "E da qui dico ai nostri nemici: - ha continuato - se non avete ancora imparato la lezione e sceglierete di attaccarci di nuovo, subirete colpi ancora più duri. C'è ancora del lavoro da completare e, con l'aiuto di Dio, lo porteremo a termine".

Idf ordina indagine sulla fuga di notizie relative al film "Naza"

Il capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato una revisione legale e un'inchiesta sulla divulgazione non autorizzata di materiale classificato utilizzato nella produzione del film "Naza", accusato di diffondere "calunnie" e gravi false accuse contro soldati e comandanti israeliani. Lo riferisce l'Idf in una nota. Zamir afferma che il film distorce deliberatamente la realtà minando la legittimità dell'esercito e dello Stato di Israele e ha ordinato la creazione di un team interagenzia e multidisciplinare guidato dal capo della Direzione della Pianificazione.

Idf attacca il film “Naza”: “Calunnie e distorsione della realtà”

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), il tenente generale Eyal Zamir, ha dichiarato di aver incaricato il responsabile legale dell'esercito di valutare la possibilità di intraprendere azioni legali contro il documentario 'Naza' e le persone coinvolte nella sua realizzazione, e ha inoltre ordinato un'indagine sulla fuga di notizie relative a materiale classificato utilizzato nella sua produzione. Secondo Zamir il documentario "non è un tentativo di accertare la verità" ma si basa su "calunnie, una deliberata distorsione della realtà e false e gravi accuse contro soldati e comandanti delle Idf". "Non permetteremo che i soldati delle Forze di Difesa Israeliane vengano trasformati in bersagli attraverso menzogne e calunnie di sangue", ha aggiunto. "Di fronte a un simile tentativo, dobbiamo agire con risolutezza, utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione: legali, di comando e di diplomazia pubblica", ha concluso.

Von der Leyen condanna attacco degli Houthi contro Arabia Saudita

"Condanno l'attacco degli Houthi contro l'Arabia Saudita. Siamo solidali con i nostri partner del Golfo di fronte agli incessanti attacchi da parte dei delegati dell'Iran". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "Continueremo - sottolinea - a collaborare con i nostri partner per garantire una navigazione sicura e libera attraverso lo Stretto di Hormuz e per la stabilità in Medio Oriente. È un interesse che ci riguarda tutti".

Macron riceve premier iracheno Al-Zaidi: “Cercare vie alternative a Hormuz”

"Al fianco del primo ministro iracheno, Ali Faleh Al-Zaidi, che ha scelto la Francia come prima tappa della sua missione europea. Una scelta che conta e che dimostra come la Francia possa svolgere un ruolo di equilibrio": lo scrive il presidente francese, Emmanuel Macron, in un messaggio pubblicato su X in occasione della visita di Al-Zaidi all'Eliseo "Agire per la stabilità della regione - prosegue il leader di Parigi - significa difendere gli interessi dei francesi. Mettere in sicurezza le nostre forniture energetiche, lavorando alla de-escalation e sviluppando vie alternative allo Stretto di Hormuz, significa ridurre la pressione sui prezzi nelle stazioni di servizio. Sviluppare la nostra cooperazione in materia di difesa e sicurezza con i partner significa proseguire insieme la lotta incessante contro il terrorismo. La nostra diplomazia - conclude Macron - serve anche a questo: proteggere concretamente il potere d'acquisto dei francesi e garantire la loro sicurezza".

Media: “Oleodotto saudita colpito sarà fuori servizio per diverse settimane”

L'importante oleodotto saudita colpito da un attacco la scorsa settimana rimarrà in gran parte fuori servizio per diverse settimane a causa delle riparazioni necessarie: lo hanno riferito due funzionari della regione. Lo scrive sul suo sito l'Ap. L'oleodotto Est-Ovest, che attraversa il Regno, è fondamentale per la strategia dell'Arabia Saudita di spostare le esportazioni di petrolio verso il Mar Rosso, evitando così lo Stretto di Hormuz (nel Golfo Persico), dove gli attacchi iraniani hanno ostacolato il traffico marittimo. L'infrastruttura, lunga 1.200 chilometri, ha una capacità di trasporto fino a 7 milioni di barili di petrolio al giorno. Giovedì, l'oleodotto è stato chiuso in seguito a un attacco che l'Arabia Saudita ha attribuito a droni appartenenti a milizie irachene sostenute dall'Iran. I funzionari, informati sulla vicenda, hanno dichiarato che la riparazione dei danni; compresi quelli a un'importante stazione di pompaggio; potrebbe richiedere dalle tre alle cinque settimane. Uno di loro ha aggiunto che la linea potrebbe funzionare parzialmente mentre le squadre eseguono i lavori di riparazione. I funzionari hanno parlato a condizione di anonimato, non essendo autorizzati a rilasciare dichiarazioni ai media. La compagnia petrolifera saudita Aramco, che gestisce l'oleodotto, non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Il Centro per la Comunicazione Internazionale, ente governativo che supervisiona i rapporti con i media esteri nel Regno, ha fatto sapere di stare esaminando la richiesta di informazioni dell'AP riguardo alle tempistiche di riparazione dell'impianto.

Iran: “E’ stato Riad a chiedere rinvio dell’incontro previsto per oggi in Oman”

E' stata l'Arabia Saudita a chiedere il rinvio dell'incontro, previsto per oggi in Oman, tra ministri degli Esteri dell'Iran e dei Paesi del Golfo. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmail Baghaei nel corso di una conferenza stampa. Durante l'incontro si sarebbe dovuto discutere della sicurezza regionale e delle garanzie per la navigazione nello Stretto di Hormuz. "L'intesa tra Iran e Oman, in quanto due Stati costieri, è stata finalizzata. Consultandoci con l'Oman, decideremo i prossimi passi, compreso come annunciare o registrare l'intesa", ha affermato Baghaei citato dalla Press Tv, sottolineando che l'intesa tra Teheran e Muscat in merito alla sicurezza delle rotte marittime è stata il risultato di settimane di negoziati tra i due Paesi. Baghaei ha sottolineato che l'incontro previsto in Oman rappresentava un'"opportunità" creata da Teheran e Muscat, aggiungendo che i paesi della regione avrebbero dovuto riconoscerla e sfruttarla. "Sappiamo bene che la continuazione della guerra nella regione tra i paesi musulmani ha un solo vincitore, e quel vincitore non è altri che il regime sionista (Israele, ndr), che cerca di prolungare le tensioni e l'insicurezza tra i paesi musulmani della nostra regione", ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano.

Grossi: “Preoccupa assenza di informazioni sul nucleare di Teheran”

Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha dichiarato che da oltre un anno l'Agenzia non è in grado di verificare con continuità lo stato delle scorte di uranio dichiarate dall'Iran - compreso l'uranio arricchito al 60% - presso gli impianti nucleari iraniani danneggiati dagli attacchi. Nel suo intervento alla 70esima Conferenza Generale dell'Aiea, ha aggiunto che la mancanza di informazioni su tale materiale nucleare e l'impossibilità di accedere agli impianti per effettuarne la verifica destano "seria preoccupazione in merito alla proliferazione nucleare" e richiedono un intervento "con la massima urgenza".

Usa: “Contrari a capo nucleare a Vienna, è sanzionato”

Gli Stati Uniti hanno confermato di essersi opposti alla partecipazione del capo dell'agenzia nucleare iraniana, Mohammad Eslami, a una conferenza annuale dell'Aiea a Vienna, sottolineando che è sottoposto a sanzioni. "E' una persona soggetta a sanzioni e non vogliamo che individui colpiti da sanzioni le eludano. Ha chiesto una deroga alle sanzioni, ma gli è stata negata", ha detto il segretario all'Energia americano, Chris Wright.

Teheran: “Blocco del capo dell’agenzia nucleare crea precedente”

La negazione del visto di ingresso in Austria per il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica Mohammad Eslami, che avrebbe dovuto partecipare a una riunione dell'Aiea a Vienna, crea un "precedente che riguarderà tutti". Lo ha affermato a Vienna Behrooz Kamalvandi, vice capo dell'agenzia nucleare iraniana, sostenendo che si tratta di un "atto ostile dell'amministrazione Usa".

Pezeshkian: “Non ci piegheremo mai agli Stati Uniti”

"Non ci piegheremo mai all'America. L'America ha chiuso le strade e sta cercando di creare discordia nel Paese". Lo afferma, secondo l'agenzia Isna, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "La nostra interazione con i Paesi amici e vicini si è rafforzata attraverso le vie di terra - aggiunge - Alcuni iraniani all'estero sono schierati con i nemici e cercano di provocare la gente in patria".

Ministro della Cultura Israele: “Indagare su registi di Naza”

Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha chiesto l'apertura di un'indagine per identificare le fonti militari anonime apparse nel pluripremiato documentario Naza le quali hanno accusato l'Idf di aver usato l'intelligenza artificiale nell'uccisione di massa di civili a Gaza. L'esponente del Likud vuole scoprire "come sia stato ottenuto il materiale, chi vi sia dietro e se, nel processo di acquisizione o pubblicazione, siano state compiute azioni configurabili come favoreggiamento del nemico in tempo di guerra". Ha inoltre fatto sapere di aver chiesto al ministero degli Interni di valutare la revoca della cittadinanza ai due registi Yuval Abraham e Rachel Szor per "alto tradimento". "La libertà di espressione non è una licenza per tradire lo Stato. Chiunque agisca contro Israele in tempo di guerra deve sapere che ne pagherà le conseguenze", ha scritto Zohar.

Media: “Netanyahu volerà il 23 settembre a New York, parlerà all'Onu il 24”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu partirà mercoledì 23 settembre alla volta di New York per partecipare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e farà ritorno venerdì 25 settembre. Lo scrive il Times of Israel citando una fonte dell'Ufficio del primo ministro. Il discorso di Netanyahu all'Onu è previsto per giovedì 24 settembre. Non vi sono notizie in merito a un eventuale incontro tra Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump durante la permanenza del premier negli Stati Uniti, scrive ancora Times of Israel. I due si sono incontrati l'ultima volta a luglio. I diplomatici israeliani prevedono imponenti manifestazioni di protesta contro la presenza di Netanyahu all'Onu. Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, aveva promesso di far arrestare Netanyahu qualora si fosse recato in città, salvo poi ammettere, a luglio, di non avere effettivamente il potere di farlo in qualità di sindaco.
Anche gli israeliani residenti in città contrari al governo di Netanyahu, ricorda il Times of Israel, sono soliti protestare in occasione della visita annuale del premier per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Media: “Houthi e governo confermano conquista ribelli su due isole nel Mar Rosso”

Gli Houthi, gruppo ribelle dello Yemen sostenuto dall'Iran, hanno esteso la propria area di controllo nel Mar Rosso con la presa di due isole, Hanish Maggiore e Hanish Minore, situate a nord dello stretto di Bab-el-Mandeb: lo riporta sul proprio sito Associated Press, citando fonti sia degli Houthi stessi sia della compagine governativa contrapposta, che è appoggiata da Riad. La presa delle due isole, aggiunge Ap, è avvenuta mentre nel weekend appena trascorso le forze filogovernative tentavano di riorganizzarsi per fronteggiare l'offensiva lanciata negli ultimi giorni dagli Houthi che ha permesso loro di conquistare territorio nello Yemen sud-occidentale. Un ufficiale militare governativo citato dall'agenzia Afp aveva parlato di Hanish Maggiore e Hanish minore finite sotto controllo Houthi già venerdì scorso, quando il gruppo ribelle aveva anche preso l'isola strategica di Mayyun, più a sud.

Cina nega intelligence a Teheran per attacchi a basi Usa

Pechino ha negato che entità cinesi avrebbero fornito a Teheran immagini satellitari di una base militare che ospitava truppe statunitensi in Giordania, sia prima che dopo un attacco iraniano costato la vita a tre soldati americani. "Ci opponiamo fermamente a sospetti infondati e ad accuse prive di prove", ha dichiarato Guo Jiakun, portavoce del ministero degli Esteri cinese, facendo riferimento alla notizia pubblicata nei giorni scorsi dal Wall Street Journal, in merito agli attacchi missilistici lanciati dall'Iran il 17 luglio contro la base aerea Muwaffaq Salti, in Giordania. Interpellato in proposito, il presidente Usa Donald Trump ha cercato di ridimensionare la notizia, sottolineando che anche Washington spia Pechino.

Principe ereditario saudita e comandante del Comando centrale Usa discutono degli ultimi sviluppi regionali

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha incontrato il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti, l’ammiraglio Brad Cooper, con cui ha discusso degli ultimi sviluppi nella regione, ha riferito la televisione di Stato saudita, mentre aumentano gli attacchi contro il regno da parte degli Houthi dello Yemen, allineati con l’Iran.

Houthi: “Colpiti obiettivi militari in Arabia Saudita”

Il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree, ha annunciato che il gruppo militante filo-iraniano ha lanciato decine di droni e missili balistici contro obiettivi militari nella regione saudita di Khamis Mushait, nel corso di un'operazione su vasta scala. Secondo il portavoce, tra gli obiettivi dell'attacco figuravano hangar per caccia, radar, piste di decollo e depositi di munizioni della base aerea King Khalid, definendo l'azione una risposta ai raid aerei sauditi contro lo Yemen.

Media Qatar: “Egitto respinge proposta Houthi per colloqui sul Mar Rosso”

Secondo il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, le autorità egiziane avrebbero respinto una proposta degli Houthi volta a stabilire un canale di comunicazione diretto con l'Autorità del Canale di Suez riguardo alla sicurezza e alla libertà di navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso. Nessuna conferma è giunta però al momento dal Cairo. Secondo il quotidiano del Qatar, che cita "una fonte egiziana di alto livello", gli Houthi avrebbero trasmesso la richiesta attraverso la Camera internazionale della marina mercantile (Ics) di Londra alla Camera mercantile di Alessandria d'Egitto, chiedendo di stabilire un contatto diretto con rappresentanti ufficiali del gruppo allo scopo di trovare un accordo con l'Autorità del Canale di Suez e le autorità portuali per regolamentare la navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso. Il tutto agendo, all'indomani della conquista di alcune isole e città strategiche affacciate sullo stretto dal versante yemenita, come autorità 'de facto'. L'Egitto ha ribadito più volte di considerare propri interlocutori solo i governi internazionalmente riconosciuti. Su questa linea, il presidente dell'Autorità del Canale di Suez Osama Rabie avrebbe dichiarato che non avrebbe concesso "a una parte non riconosciuta a livello internazionale la possibilità di ottenere un riconoscimento implicito attraverso la semplice risposta al suo messaggio, fosse anche telefonica". La proposta sarebbe quindi stata trasmessa ai servizi di sicurezza egiziani.

Teheran: “No impianti nucleari a Pickaxe Mountain”

Le affermazioni degli Stati Uniti su attività nucleari presso il sito iraniano di Pickaxe Mountain sono prive di fondamento. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato da Al Jazeera. "Non si può sostenere che vi siano impianti nucleari all'interno di Pickaxe Mountain", ha affermato Baghaei, aggiungendo che tali notizie sono "parte integrante della guerra mediatica e psicologica" condotta da Washington.

Premier dell’Iraq a Parigi per tour europeo, oggi vede Macron

E' in programma oggi a Parigi l'incontro tra il presidente francese Emmnuel Macron e il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi. Quest'ultimo è arrivato ieri in Francia, prima tappa di un tour europeo che lo porterà dopo in Germania. "Oggi diamo il via a una visita ufficiale - la nostra prima in Europa - che comprenderà Francia e Germania, nell'ambito dei nostri sforzi volti a consolidare le relazioni bilaterali in vari settori tra l'Iraq e i paesi dell'Unione Europea", ha dichiarato il premier in un post su X. Zaidi ha aggiunto che l'approccio di Baghdad si basa "sull'apertura dell'Iraq al mondo esterno, sul sostegno ai piani di sviluppo e sul miglioramento del clima degli investimenti". Il portavoce del governo iracheno Haidar al-Aboudi ha specificato in un comunicato che in Francia le discussioni riguarderanno "le prospettive delle relazioni bilaterali tra i due Paesi e delle modalità per portarle a livelli più elevati". Nell'ambito della visita è prevista la firma di una serie di protocolli d'intesa nei settori degli investimenti, dell'energia, dell'industria, del commercio, della tecnologia, dell'istruzione, della cultura e delle infrastrutture, ha aggiunto Aboudi: "Da Parigi, il primo ministro si recherà a Berlino per proseguire i colloqui, con l'obiettivo di ampliare i partenariati strategici dell'Iraq".

Iran convoca diplomatico austriaco dopo l’esclusione dalla riunione Aiea

L'Iran ha reso noto di aver convocato l'incaricato d'affari austriaco in seguito al rifiuto del Paese di autorizzare il capo del programma nucleare iraniano a partecipare a una riunione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) a Vienna. Il rifiuto di Vienna "di rilasciare i visti alla delegazione della Repubblica Islamica dell'Iran è una decisione del tutto ingiustificata", ha dichiarato il portavoce della diplomazia iraniana Esmail Baghaei. "Per noi è evidente che questo episodio sia avvenuto sotto pressione americana, ma ciò non esime il governo austriaco da ogni responsabilità".

Baghaei: “L'Iran non è coinvolto nella questione yemenita”

Attribuire a Teheran responsabilità per gli eventi in Yemen "significa puntare nella direzione sbagliata; una simile deviazione non risolve i problemi": lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. "L'Iran non è coinvolto in alcun modo nella questione yemenita", ha aggiunto in merito ai forti scontri armati in atto tra i ribelli Houthi, alleati di Teheran, e le forze governative filo-saudite.

Houthi prendono controllo di altre isole nel mar Rosso

I ribelli filo-iraniani Houthi dello Yemen hanno preso il controllo di altre isole strategiche nella parte meridionale del Mar Rosso, rafforzando così il loro dominio su un'importante rotta di navigazione marittima. La notizia è stata confermata lunedì da funzionari governativi yemeniti e rappresentanti Houthi. Secondo due funzionari governativi e un esponente Houthi, i ribelli hanno dislocato combattenti sulle isole di Hanish Maggiore e Hanish Minore, situate 160 chilometri a nord dello stretto di Bab el-Mandeb. Gli Houthi hanno assunto il controllo delle isole in seguito al ritiro dall'arcipelago di centinaia di uomini delle forze alleate del governo; a riferirlo sono stati i funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato poiché non autorizzati a rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. La presa di controllo delle isole è avvenuta dopo che, la scorsa settimana, i ribelli avevano sottratto alle forze governative yemenite - sostenute dall'Arabia Saudita - la città portuale di Mokha e l'isola di Mayun, situata all'interno dello stretto di Bab el-Mandeb.

L’Iran nega qualsiasi coinvolgimento con gli Houthi

L'Iran ha negato qualsiasi coinvolgimento in Yemen, dove i ribelli filo-Teheran Houthi hanno preso il controllo di Bab el-Mendeb, sul Mar Rosso, lanciando dieci giorni fa una vasta offensiva contro le forze del governo internazionalmente riconosciuto e il suo alleato saudita.

Teheran denuncia: “Gli Usa hanno bloccato la missione a vertice Aiea a Vienna del responsabile iraniano per nucleare”

Gli Stati Uniti avrebbero esercitato pressioni per bloccare la partecipazione del responsabile dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica (OIEA), Mohammad Eslami, a una riunione a Vienna presso la sede dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) per una conferenza annuale sul nucleare. Lo ha comunicato questa mattina la televisione di Stato iraniana.

"Mohammad Eslami e la sua delegazione si sono imbarcati sabato su un volo di linea diretto a Vienna, ma sono stati bloccati lungo il percorso a causa di ostacoli frapposti dagli Stati Uniti", ha annunciato l'emittente, precisando che il funzionario iraniano ha quindi fatto ritorno a Teheran.

I pasdaran: “Intercettato drone americano su stretto di Hormuz”

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno reso noto di aver intercettato e distrutto con successo un drone americano MQ-1 sullo Stretto di Hormuz. Secondo gli iraniani, l'intercettazione è stata effettuata da "un sistema di difesa aerea avanzato delle Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie".

Netanyahu contro Kushner su motivo dell’intesa su Gaza

Gli Stati Uniti hanno usato il fallito attacco israeliano a Doha contro la dirigenza di Hamas per spingere lo Stato ebraico ad accettare un accordo per il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi lo scorso autunno.
Lo ha affermato Jared Kushner, inviato speciale del presidente Usa Donald Trump, in un'intervista.
"Israele ha condotto il raid a Doha, una cosa terribile ed è stata un'operazione militare fallimentare che ha portato Israele all'isolamento globale. Noi abbiamo sfruttato questa dinamica per spingerli a un accordo di cui ora sono abbastanza soddisfatti", mentre "all'epoca erano un pò a disagio con quello che li stavamo spingendo a fare. Ma alla fine si è rivelato un bene per loro e si è rivelato un bene per la gente di Gaza perchè ora abbiamo un nuovo governo lì che ovviamente punta a prendere il controllo presto, una volta che avremo portato avanti la demilitarizzazione", ha affermato Kushner.
Immediata la replica arrivata dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu: "La decisione del primo ministro di inviare l'Idf a Gaza City e colpire i leader di Hamas in Qatar, unita all'enorme pressione esercitata dal presidente Trump, è ciò che ha indotto Hamas a rinunciare alle proprie richieste e ad accettare di rilasciare tutti gli ostaggi rimasti a Gaza", ha affermato.

Trump: “Finiti combattimenti a Gaza, Hamas pronto a disarmo”

"Witkoff e Kushner stanno facendo un ottimo lavoro. Guardate a Gaza, come abbiamo riportato indietro tutti gli ostaggi: la gente se ne dimentica. Non ci sono molti combattimenti a Gaza e Hamas è pronta al disarmo". Lo ha affermato il presidente Usa, Donald Trumo, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One. "Nessun altro avrebbe potuto fare il lavoro che hanno compiuto loro", ha aggiunto.

Trump: “La Cina ci spia? Lo facciamo anche noi”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato la notizia secondo cui l'Iran avrebbe ricevuto immagini satellitari della base in Giordania da fonti cinesi prima dell'attacco in cui sono rimasti uccisi tre soldati americani, dichiarando ai giornalisti a bordo dell'Air Force One: "Sapete, quando la gente dice che la Cina ci spia, io dico 'avete ragione', e anche noi spiamo loro. È quello che facciamo. Anzi, loro fanno quello che facciamo noi".

Yemen: Al Jazeera, Houthi avanzano verso roccaforti governo

Gli Houthi dello Yemen avanzano verso le roccaforti controllate dal governo di Marib e Taiz, nello Yemen sud-occidentale. Lo riferisce l'emittente Al Jazeera sottolineando che "si stanno intensificando gli scontri con i ribelli, sostenuti da Teheran, verso le zone controllate dal governo sostenuto dall'Arabia Saudita", lungo le coste dello Yemen. In particolare, i combattenti stanno puntando la provincia strategica di Marib, ricca di petrolio e gas, e la città di Taiz, capoluogo dell'omonimo governatorato. Il gruppo sciita ha conquistato tre isole, consolidando così la possibilità di controllare lo stretto di Bab el-Mandeb.

Cnn, 'gli Usa pronti e riprendere i colloqui con l'Iran sul nucleare'

L'Iran ha chiarito con gli attori regionali la disponibilità a discutere del proprio programma nucleare solo dopo la risoluzione della questione dello Stretto di Hormuz, compresa la revoca del blocco navale americano ai porti iraniani. Lo riporta la Cnn, secondo cui al contrario gli Usa intendono riprendere i colloqui sul nucleare di Teheran.

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