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Francia, Macron ci riprova: proposta nuova versione della legge per limitare social agli under 15

(afp)

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Dopo la bocciatura del Consiglio costituzionale, che aveva giudicato il divieto generalizzato “un’ingerenza sproporzionata” nella libertà di espressione degli adolescenti, il presidente francese presenta un nuovo testo. Nel mirino le funzionalità che creano dipendenza
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PARIGI — Emmanuel Macron ci riprova. Dopo la bocciatura del Consiglio costituzionale, il governo francese presenta una nuova versione della legge per vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, uno dei dossier che il presidente vuole portare a termine prima di lasciare l’Eliseo la prossima primavera. «Andremo fino in fondo» assicura Macron annunciando che Parigi ha trasmesso alla Commissione europea una nuova versione del testo, passaggio necessario per verificarne la compatibilità con il diritto dell’Ue. «Dopo un rigoroso lavoro tecnico, il governo notifica oggi nuove disposizioni alla Commissione» ha scritto il presidente su X, un mese dopo la decisione dei giudici costituzionali.

A metà agosto la Consulta francese aveva censurato la legge approvata dal parlamento, giudicando che il divieto generalizzato rappresentasse «un’ingerenza sproporzionata» nella libertà di espressione e di comunicazione degli adolescenti. I giudici avevano però riconosciuto allo stesso tempo l…

PARIGI — Emmanuel Macron ci riprova. Dopo la bocciatura del Consiglio costituzionale, il governo francese presenta una nuova versione della legge per vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, uno dei dossier che il presidente vuole portare a termine prima di lasciare l’Eliseo la prossima primavera. «Andremo fino in fondo» assicura Macron annunciando che Parigi ha trasmesso alla Commissione europea una nuova versione del testo, passaggio necessario per verificarne la compatibilità con il diritto dell’Ue. «Dopo un rigoroso lavoro tecnico, il governo notifica oggi nuove disposizioni alla Commissione» ha scritto il presidente su X, un mese dopo la decisione dei giudici costituzionali.

A metà agosto la Consulta francese aveva censurato la legge approvata dal parlamento, giudicando che il divieto generalizzato rappresentasse «un’ingerenza sproporzionata» nella libertà di espressione e di comunicazione degli adolescenti. I giudici avevano però riconosciuto allo stesso tempo l’esistenza di un’esigenza costituzionale di tutela dell’interesse superiore del minore, lasciando quindi aperto uno spazio per una nuova formulazione. Macron aveva chiesto al premier Sébastien Lecornu di trovare una soluzione che tenesse insieme le osservazioni dei Saggi e i vincoli del diritto europeo.

La nuova strategia consiste nel non vietare genericamente i social, ma nel prendere di mira alcune loro caratteristiche considerate nocive o che spingono i giovani alla dipendenza. Il governo intende individuare una decina di “funzionalità” problematiche, tra cui l’avvio automatico dei video, i flussi di notifiche durante la notte e la possibilità di comunicare con account sconosciuti. L’obiettivo è definire attraverso questi criteri quali piattaforme debbano essere sottoposte al divieto senza citarle esplicitamente, una soluzione che secondo Parigi permetterebbe di rispettare le regole europee. Il nuovo testo prevederebbe inoltre alcune deroghe per gli adolescenti tra 13 e 15 anni, con l’autorizzazione dei genitori o dei rappresentanti legali.

La battaglia contro l’accesso dei più giovani ai social è diventata uno dei temi simbolo dell’ultima parte del secondo mandato di Macron, che punta ad avere una legge effettivamente operativa prima della fine della presidenza in aprile 2027. Ma l’Eliseo vorrebbe ormai portare il dossier anche a livello europeo. Alla fine di agosto Macron aveva scritto alla presidente Ursula von der Leyen chiedendo un testo europeo che vietasse in tutta l’Ue l’accesso alle piattaforme social ai minori di 15 anni. La presidente della Commissione dovrebbe presentare mercoledì nuove proposte nel suo discorso davanti al parlamento europeo.

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