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Re Carlo avverte i vertici big tech: “Non perdete il controllo dell’IA”

Il Re Carlo III cammina con Sir Demis Hassabis e l'amministratore delegativo di Nvidia Jensen Huang verso un incontro per leader del settore dell'intelligenza artificiale (IA), del governo e leader di pensiero per discutere lo sviluppo della tecnologia, il 17 settembre 2026, a Cumnock. 

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Presente al forum anche un inviato del Vaticano. L’allarme di OpenAI: sei nuovi casi di comportamenti imprevisti e preoccupanti
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LONDRA – È urgente valutare adeguatamente i pericoli esistenziali legati alla possibilità che l’intelligenza artificiale finisca in mani sbagliate e venga utilizzata in modi potenzialmente catastrofici». Il severo monito è di re Carlo III che ieri, a Dumfries House in Scozia, ha radunato i big dei colossi mondiali della IA per elaborare una «serie di principi condivisi per orientare le future applicazioni dell’intelligenza artificiale». Presente all’incontro Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, che svolge un ruolo centrale nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, fornendo chip ai principali sviluppatori, tra cui OpenAI e Meta. Ma hanno partecipato anche Demis Hassabis, cofondatore del laboratorio Deepmind poi acquisito da Google, Kanishka Narayan, ministro britannico per l’Intelligenza artificiale, Sarah Friar direttrice finanziaria di OpenAI, padre Paolo Benanti, teologo francescano e rappresentante del Vaticano ma anche un altro italiano, l’imprenditore Feder…

LONDRA – È urgente valutare adeguatamente i pericoli esistenziali legati alla possibilità che l’intelligenza artificiale finisca in mani sbagliate e venga utilizzata in modi potenzialmente catastrofici». Il severo monito è di re Carlo III che ieri, a Dumfries House in Scozia, ha radunato i big dei colossi mondiali della IA per elaborare una «serie di principi condivisi per orientare le future applicazioni dell’intelligenza artificiale». Presente all’incontro Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, che svolge un ruolo centrale nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, fornendo chip ai principali sviluppatori, tra cui OpenAI e Meta. Ma hanno partecipato anche Demis Hassabis, cofondatore del laboratorio Deepmind poi acquisito da Google, Kanishka Narayan, ministro britannico per l’Intelligenza artificiale, Sarah Friar direttrice finanziaria di OpenAI, padre Paolo Benanti, teologo francescano e rappresentante del Vaticano ma anche un altro italiano, l’imprenditore Federico Marchetti, fondatore di Yoox Net-A-Porter Group e grande amico di re Carlo.

Re Carlo in queste ore è sotto il fuoco mediatico dell’ex cognato, il conte Charles Spencer, che nelle sue memorie lo accusa di aver sminuito la morte di Lady Diana nel 1997, anzi di esserne «euforico, come se avesse vinto al lotteria» oltre ad aver detto alla principessa di «non amarla poco prima del matrimonio» — ricostruzioni che Buckingham Palace smentisce categoricamente. Ma ieri si è lasciato alle spalle le polemiche per esortare i leader dell’intelligenza artificiale mondiale a impegnarsi di più per evitare i possibili disastri di un’IA senza freni. Del resto, hanno riconosciuto il pericolo anche Elon Musk e i capi di Anthropic, OpenAi, che giorni fa hanno annunciato un «rallentamento» dello sviluppo. Posizione che ha scatenato la furia di Donald Trump: «Una truffa che favorirà la Cina».

Come riporta la Bbc, ieri Huang ha dichiarato di ritenere che la sicurezza sia «di fondamentale importanza» e di guidare la ricerca «con un ottimismo responsabile, per sviluppare un’IA sicura e protetta». Hassabis ha invece espresso una posizione più prudente, notando che l’intelligenza artificiale può superare quella degli umani «probabilmente nel giro di pochi anni», con un impatto «dieci volte superiore a quello della Rivoluzione industriale».

Ieri, intanto OpenAI ha reso noti altri sei casi di comportamenti «inaspettati o preoccupanti» riscontrati nei modelli di intelligenza artificiale. Per esempio, un modello di ricerca non ancora pubblicato ha inserito nei propri appunti «istruzioni per ignorare i normali vincoli e liberarsi dai ruoli che vincolano gli altri chatbot». In un altro caso, un agente di intelligenza artificiale ha caricato online, senza permesso, alcuni file per creare una citazione. A luglio, OpenAI aveva già annunciato un incidente in cui la sua IA ha ignorato i limiti, violando la piattaforma tecnologica Hugging Face. Mentre pochi giorni fa il ricercatore di Anthopic Jacob Coxon ha lanciato l’allarme globale. Secondo lui, c’è il 10% di possibilità che l’IA, nel prossimo futuro, potrebbe prendere il controllo e sterminare l’umanità.

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