Esteri

Guerra in Iran, news. Houthi: “Nel raid colpiti obiettivi sensibili di Riad e siti petroliferi”

Guerra in Iran, news. Houthi: “Nel raid colpiti obiettivi sensibili di Riad e siti petroliferi”
La dichiarazione del movimento yemenita dopo l’attacco alla base saudita in cui è stato distrutto un caccia del nostro Paese: “Non siamo in guerra con l’Italia, ma voi sostenete Riad”. Washington Post: “Il Pentagono ha nascosto il numero di militari Usa morti in Medio Oriente”
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"Non siamo in guerra con l'Italia, né desideriamo che essa venga coinvolta in atti ostili contro il nostro Paese o che sostenga atti di aggressione contro la nostra Nazione e il nostro popolo", ha affermato all'Adnkronos Nasr al-Din Amer, vice capo dell'Autorità per i media degli Houthi dopo l'attacco alla base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita, in cui è stato colpito un velivolo F-2000 italiano. Intanto secondo il Washington Post più militari americani sono morti in Medio Oriente durante la guerra in corso contro l'Iran di quanti ne abbia resi pubblici il Pentagono.

Kallas risponde a Crosetto e coinvolge i 27, Aspides va rafforzata

L'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, ha risposto alla lettera inviata dal ministro della Difesa Guido Crosetto "concordando sulla necessità" di rafforzare la missione Aspides. Lo si apprende da fonti europee secondo le quali Kallas invierà ora una lettera agli Stati membri per coinvolgerli sulla questione.

Sauditi confermano, Houthi hanno lanciato missile contro Riad

L'Arabia Saudita ha confermato che i ribelli Houthi dello Yemen hanno tentato di attaccare la capitale con un missile balistico. La dichiarazione, rilasciata in tarda serata dalla coalizione a guida saudita che combatte contro gli Houthi, è arrivata molto tempo dopo il tentativo avvenuto in mattinata e che secondo la coalizione è stato intercettato. Si è trattato del primo attacco contro Riad dall'intensificarsi dei combattimenti tra gli Houthi, sostenuti dall'Iran, e le forze governative yemenite, appoggiate dai sauditi. La nota riferisce inoltre che gli Houthi hanno tentato di colpire infrastrutture civili nella città portuale di Yanbu, sul Mar Rosso, a Taif, Baysh e Farasan, tutti tentativi sventati. Non sono stati forniti ulteriori dettagli. Gli Houthi avevano affermato, senza fornire prove, di aver preso di mira "siti sensibili" a Riad e impianti del colosso petrolifero saudita Aramco a Yanbu, provocando "incendi di vaste proporzioni". Aramco, la più grande compagnia petrolifera al mondo, non ha risposto a una richiesta di commento.

Media: “Il ministro dell'Interno pachistano domani in visita a Teheran”

Il ministro dell'Interno pachistano sarà domani a Teheran per discutere delle relazioni bilaterali. Lo annuncia il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, alla tv di Stato, riporta al Jazeera, citando la tv di Stato iraniana. Baghaei ha affermato che la visita di Mohsin Naqvi a Teheran si concentrerà sulle relazioni bilaterali e che non è previsto lo scambio di messaggi specifici riguardanti sforzi di mediazione per porre fine alla guerra.

Houthi: “Colpiti obiettivi sensibili Riad e siti petroliferi”

Gli Houthi hanno rivendicato attacchi contro "siti sensibili" a Riad, in Arabia Saudita, e contro impianti petroliferi nella città portuale saudita di Yanbu. "In risposta ai tentativi criminali del nemico saudita di colpire la capitale Sanaa le Forze armate yemenite hanno condotto due operazioni militari riuscite, impiegando un gran numero di missili balistici, missili da crociera e droni", ha affermato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, in una dichiarazione su Telegram. "La prima ha preso di mira siti sensibili nella capitale saudita, Riad, mentre la seconda ha colpito impianti della Aramco a Yanbu".

Media, attacchi israeliani nel sud del Libano

Si registrano nuovi attacchi israeliani nel sud del Libano. Lo riportano i media libanesi parlando di raid nella zona dei villaggi di Haris e Sarbin. Al Jazeera riferisce di attacchi anche nella ziona di Nabatieh.

Iran: “Auspichiamo la fine della guerra Houthi-Arabia Saudita”

L'Iran auspica la fine della guerra fra l'Arabia Saudita e gli Houthi dello Yemen. Lo ha dichiarato a suo avviso, il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, in un'intervista ad Al-Jazeera, come riporta la stessa emittente. Rezaei ha aggiunto che gli Houthi cercano un accordo con l'Arabia Saudita.

Teheran: “Qatar ha trasmesso agli Usa le nostre condizione per porre fine alla guerra”

L’Iran ha comunicato ai mediatori le proprie condizioni per riprendere i negoziati volti a porre fine alla guerra con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato da Al Jazeera citando le dichiarazioni del capo della sicurezza iraniana Mohsen Rezaei in un’intervista rilasciata oggi. Le condizioni “includono la fine della guerra su tutti i fronti, lo sblocco dei fondi iraniani e la fine del blocco navale”, ha affermato Rezaei, aggiungendo che “le consultazioni con i mediatori del Qatar e del Pakistan stanno proseguendo” e che “Teheran è in attesa di una risposta da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump”.


Media: “Idf colpisce un'auto a Gaza City, due morti”

Un attacco dell'Idf a un'auto nel quartiere Sheikh Radwan a nord di Gaza City ha provocato due morti, riferiscono i media della Striscia postando i video di una macchina in fiamme.

Media: “Netanyahu accorcia la visita negli Usa, non vedrà Elon Musk”

Secondo Ynet, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accorciato la visita negli Stati Uniti per il suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite e ha annullato l'incontro previsto con il miliardario Elon Musk, che avrebbe dovuto svolgersi in Texas. Un team avanzato dell'ufficio di Netanyahu era già arrivato in Texas per preparare l'incontro, ma oggi il team è stato informato che la visita è stata annullata. Inoltre, invece di arrivare mercoledì, parlare giovedì e tornare a in Israele, il premier arriverà a New York giovedì mattina, terrà il suo discorso alle 14 ora di New York e tornerà in serata. Netanyahu non incontrerà inoltre il presidente Donald Trump.

Yemen, 48 morti negli scontri tra Houthi e forze governative

Gli scontri nel sud dello Yemen tra le forze governative sostenute dall'Arabia Saudita e i combattenti Houthi appoggiati dall'Iran hanno causato 48 vittime nelle ultime ore. Secondo fonti militari governative, sono rimasti uccisi 17 soldati, mentre gli Houthi hanno segnalato la morte di 31 dei loro combattenti nell'ultimo giorno.

La Difesa studia opzioni per la sicurezza dei militari italiani in Medio Oriente

In base all'evoluzione del quadro nelle aree del Medio Oriente dove operano i militari italiani, i vertici della Difesa stanno effettuando un rapporto su possibili opzioni operative che garantiscano ulteriormente la sicurezza dei nostri contingenti. Il ministro della Difesa aveva infatti già chiesto al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, al Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Giovanni Maria Iannucci, di fornire in merito un'ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate.

In fiamme un serbatoio di carburante Aramco vicino all’aeroporto di Riad

Il fumo che da alcune ore si leva dalle vicinanze dell'aeroporto di Riad sarebbe stato causato dall'incendio di un serbatoio di carburante della Aramco che si trova allo scalo saudita. Lo riporta l'Afp dopo che alcuni residenti della capitale avevano segnalato fumo e esplosioni nella zona. I vigili del fuoco sono stati visti mentre cercavano di spegnere le fiamme che fuoriuscivano dal serbatoio, sul quale è presente il logo della compagnia nazionale saudita.

Houthi: “Non siamo in guerra con l'Italia ma i vostri aerei sono in Arabia Saudita”

"La nostra è una resistenza armata legittima di fronte alla prolungata aggressione saudita. Non siamo in guerra con l'Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita a sostegno della guerra di Riad contro di noi". Lo sottolinea all'Ansa Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell'informazione del governo Houthi a Sanaa interpellato sull'attacco alla base aerea di Taif, in Arabia Saudita, nel quale ieri è stato colpito un velivolo militare italiano.

Libano, Idf: “Colpite strutture di Hezbollah dopo esplosione nella zona di sicurezza”

L'Idf, l’esercito israeliano, rende noto che oggi in risposta all'esplosione di un ordigno nella Zona di Sicurezza ha colpito strutture di Hezbollah nel Libano meridionale. "Un veicolo del genio militare è passato sopra un ordigno esplosivo di Hezbollah nella Zona di Sicurezza nel Libano meridionale. Due soldati sono rimasti feriti.
In risposta, l'Idf ha colpito infrastrutture terroristiche in diverse aree del Libano meridionale. Tra gli obiettivi colpiti vi erano postazioni di osservazione e infrastrutture dalle quali i terroristi di Hezbollah operavano per pianificare ed eseguire attacchi contro i soldati dell'Idf", si legge nella nota dell'esercito.

Media: “Fumo e fiamme vicino all'aeroporto di Riad”

Fumo nero e fiamme sono stati avvistati vicino all'aeroporto di Riad: lo riferiscono i residenti alla France Presse. La notizia è riportata anche sul canale X del Jerusalem Post, che cita un testimone oculare che avrebbe visto una grande colonna di fumo sollevarsi vicino allo scalo aereo.

Siria, 11 morti in un’esplosione in un sito militare

Undici persone sono rimaste uccise in un'esplosione di origine imprecisata presso un sito militare a Deir Ezzor, nella Siria orientale; lo ha annunciato il ministero della Difesa. L'esplosione è avvenuta ieri, secondo la stessa fonte. Diverse esplosioni di origine imprecisata si erano già verificate in depositi di armi; tra queste, una nel nord-ovest il 9 settembre aveva causato 14 vittime.

Gaza, almeno tre morti per gli attacchi israeliani: tra loro una bambina

Almeno tre palestinesi, tra cui una bambina, sarebbero morti a causa di attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, secondo quanto riportato da Quds News Network e rilanciato da Haaretz. Secondo il rapporto, la minore sarebbe stata uccisa da colpi d'arma da fuoco delle truppe delle Forze di difesa israeliane nel centro di Gaza. Anche il figlio del dottor Munir al-Bursh, direttore generale del Ministero della Salute di Gaza controllato da Hamas, sarebbe stato ucciso in un attacco israeliano a Jabalia, nel nord di Gaza.

Elezioni in Israele, il sondaggio: il blocco degli oppositori in testa, il 57% vuole un altro premier

L'ultimo sondaggio pubblicato da Channel 12 in vista delle elezioni in Israele del 27 ottobre mostra che il blocco degli oppositori del premier Benjamin Netanyahu continua a essere in testa. Se le elezioni si tenessero oggi, il 50% degli intervistati risponde che voterebbe per un partito appartenente al blocco degli oppositori di Netanyahu (compresi i partiti arabi). Il 37% voterebbe per i partiti del blocco di Netanyahu (la coalizione e il suo partito di Ofer Winter). Un ulteriore 3% ha risposto che voterebbe per il terzo blocco, partiti che non appartengono a nessuno dei due blocchi (Blu e Bianco guidato da Gantz e il partito di Zelkha e Hendel). Rispetto al sondaggio di due settimane fa, il blocco degli oppositori di Netanyahu è salito del 2% (dal 48% che comprendeva insieme gli oppositori di Netanyahu e i partiti arabi al 50%), e il blocco di Netanyahu è salito del 3% (dal 34% al 37%). Al contrario, i partiti al di fuori dei blocchi sono scesi del 3% (dal 6% al 3%). In definitiva, il divario tra i due schieramenti è rimasto quasi invariato. Parallelamente si è registrato un calo della percentuale degli indecisi dal 12% al 10%.
Anche questa settimana ai partecipanti è stato chiesto chi sia più adatto al ruolo di primo ministro: il 57% degli intervistati ha risposto che un candidato diverso da Netanyahu è più adatto al ruolo, contro il 33% che considera l'attuale premier il più adatto.

Cisgiordania, coloni tagliano l’acqua a 700 palestinesi a Masafer Yatta

= (AGI) - Roma, 19 set. - Coloni israeliani hanno interrotto la fornitura d'acqua a 700 palestinesi nel villaggio di Ad-Daqiqa, situato nell'area desertica di Yatta, a Sud di Hebron, in Cisgiordania.
Osama Makhamra, attivista impegnato contro gli insediamenti, ha riferito all'agenzia di stampa palestinese Wafa che i coloni, protetti dalle Forze israeliane, hanno tagliato l'erogazione idrica nel contesto di attacchi in corso contro villaggi, frazioni e accampamenti beduini della zona di Masafer Yatta.

L’esercito israeliano valuta di diffondere il video che mostra gli orrori del 7 ottobre

L'esercito israeliano sta valutando di diffondere il filmato di 47 minuti che mostra gli orrori del massacro del 7 ottobre, mostrato finora a una ristretta cerchia di giornalisti internazionali. Lo riferisce l'emittente Channel 12.
Il filmato raccoglie i video girati dai terroristi con camere go-pro e cellulari, riprese delle telecamere di sicurezza, sulle auto, e i video girati dai soccorritori. Il capo della Direzione della pianificazione dell'Idf coordina il lavoro di staff sulla questione, il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Israel Katz e il capo di stato maggiore Eyal Zamir sostengono la diffusione, riferisce la tv.
Il video potrebbe essere diffuso dal ministero degli Esteri attraverso le ambasciate nei Paesi destinatari, con "codice aperto" al mondo, cioè attraverso le reti X e Telegram oltre ad altre piattaforme. Nell'Idf si valuta anche se diffondere il film per tutta la sua durata, oppure dividerlo in tre parti da 15 minuti.

Media: improbabile un incontro tra Trump e Netanyahu all'Onu

Benjamin Netanyahu non incontrerà Donald Trump a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu a New York. Nell'agenda degli incontri del presidente statunitense non compare il nome del premier israeliano e, secondo fonti citate dal Times of Israel, è "improbabile" che i due riescano a trovare spazio per un colloquio.
Martedì Trump incontrerà i leader di Regno Unito, Messico e Giappone prima di fare ritorno a Washington per un incontro con il presidente cinese Xi Jinping.
Il presidente americano dovrebbe inoltre incontrare la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez: l'ambasciatore statunitense all'Onu, Mike Waltz, ha dichiarato ai giornalisti che i due terranno un colloquio a margine di un ricevimento per i leader organizzato da Trump in occasione dell'Assemblea Generale.

Houthi: “Non siamo in guerra con l’Italia, non sostenga aggressioni”

"Non siamo in guerra con l'Italia, né desideriamo che essa venga coinvolta in atti ostili contro il nostro Paese o che sostenga atti di aggressione contro la nostra Nazione e il nostro popolo". Lo afferma all'Adnkronos Nasr al-Din Amer, vice capo dell'Autorità per i media degli Houthi (Ansar Allah) e presidente del consiglio di amministrazione dell'agenzia di stampa Saba. "Attualmente siamo in guerra con il nemico saudita, che da 12 anni assedia e attacca il nostro Paese", aggiunge Amer dopo l'attacco alla base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita, in cui è stato colpito un velivolo F-2000 italiano,

Ue; “Rammarico per il mancato visto ai palestinesi per l’Assemblea dell’Onu, tornare sulla decisione “

"Ci rammarichiamo per la decisione di prorogare per il secondo anno consecutivo il diniego dei visti d'ingresso ai membri della delegazione palestinese, in vista della loro partecipazione all'81 sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York". Lo afferma in una nota il portavoce della Commissione Ue per gli Affari Esteri, Anouar El Anouni. "Alla luce degli accordi di sede in essere con le Nazioni Unite e dei suoi obblighi in qualità di Stato ospitante, esortiamo gli Stati Uniti a riconsiderare tale decisione" ha concluso.

Onu: “Ferma condanna agli attacchi Houthi contro l'Arabia Saudita”

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Unsc) ha condannato "nei termini più fermi" gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita, inclusi quelli diretti a infrastrutture civili ed energetiche. La notizia è riportata da Al Jazeera. In una dichiarazione, il Consiglio ha chiesto agli Houthi di "cessare immediatamente la loro escalation militare".
I membri del Consiglio hanno ribadito la precedente condanna degli attacchi e delle minacce al traffico marittimo nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb. L'Unsc ha espresso solidarietà all'Arabia Saudita e ha riaffermato il suo diritto intrinseco all'autodifesa ai sensi del diritto internazionale.
L'organo delle Nazioni Unite ha inoltre ribadito il proprio impegno a favore dell'unità, della sovranità, dell'indipendenza e dell'integrità territoriale dello Yemen.

Ue a Usa: “Consentire i visti alla delegazione palestinese per l’Assemblea Onu”

L'Unione europea "deplora" il no statunitense all'emissione di visti per la delegazione palestinese, in vista dell'imminente Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, ed "esorta gli Stati Uniti a riconsiderare questa decisione". Lo dichiara in un comunicato il portavoce del Servizio europeo di azione esterna, Anouar El Anouni, sottolineando come sia il secondo anno consecutivo in cui Washington estende il diniego dei visti d'ingresso ai membri della delegazione palestinese.

Iran, giustiziato presunto informatore di Israele

La magistratura iraniana ha annunciato l'esecuzione di un uomo accusato di aver fornito informazioni sui siti missilistici iraniani all'intelligence israeliana. "La pena capitale è stata eseguita contro Hossein Pedaran, che aveva fornito al Mossad informazioni sui siti missilistici nella provincia di Isfahan", hanno dichiarato le autorità giudiziarie, senza specificare quando fosse stato arrestato o processato.

Washington Post: il Pentagono ha nascosto il numero reale dei militari Usa morti in Medio Oriente

Più militari americani sono morti in Medio Oriente durante la guerra in corso contro l'Iran di quanti ne abbia resi pubblici il Pentagono. E' quanto afferma il Washington Post che cita sei funzionari statunitensi a conoscenza dei dati interni del dipartimento della Difesa relativi alle vittime. Cinque funzionari hanno dichiarato che i militari morti sono almeno 22, ovvero quattro in più rispetto ai 18 indicati nel database pubblico del Pentagono. Un sesto funzionario, che come gli altri ha parlato a condizione di anonimato per poter discutere dei dati, ha affermato che sono 23 i militari americani morti dal 28 febbraio, quando l'amministrazione Trump, in coordinamento con Israele, ha avviato la guerra contro l'Iran. Non tutte le morti non dichiarate sono direttamente riconducibili al conflitto, ma riguardano personale statunitense che si trovava in Medio Oriente mentre erano in corso le ostilità, ha precisato questa fonte. Anche tre contractor americani di stanza nella regione sono morti. Restano poco chiari i dettagli relativi alle morti non dichiarate, tra cui l'identità dei militari e il momento, le modalità e il luogo dei decessi. Il Pentagono ha rifiutato di rispondere alle domande sulla discrepanza nei dati.

Tre palestinesi uccisi in attacchi israeliani a Gaza

Tre palestinesi sono stati uccisi in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, secondo quanto riferito da fonti ospedaliere locali citate da Al Jazeera. Le stesse fonti hanno riferito che truppe israeliane hanno effettuato un raid nel villaggio di al-Mughayyir, nella Cisgiordania occupata.

Usa: ritardi fino a 5 anni in consegne missili ad alleati

Gli alleati che hanno ordinato agli Usa missili intercettori per la difesa aerea potrebbero dover attendere fino a cinque anni più del previsto per ricevere gli ordini, dal momento che la guerra all'Iran ha ridotto in modo notevole le riserve di armi di Washington. E' l'avvertimento giunto da Washington ad alcuni membri della Nato, in particolare la Germania e i Paesi dell'Europa dell'Est, riferisce Bloomberg. Il problema riguarda però soprattutto l'Ucraina, che ha chiesto altre forniture di Patriot agli Stati Uniti in vista di un inverno che si preannuncia difficile.
Il Pentagono avrebbe spiegato ai partner che il conflitto con l'Iran ha svelato "carenze strategiche nelle scorte" e colli di bottiglia nel processo produttivo. Gli Stati Uniti, secondo alcune stime, in sette mesi di guerra all'Iran avrebbero utilizzato più della metà dei modelli più avanzati di Patriot, un terzo dei missili Tomahawk e quasi metà dei missili di precisione e degli intercettori Thaad.

Forte esplosione avvertita a Riad

La protezione civile saudita ha diramato un'allerta dopo la forte esplosione avvertita a Riad. Secondo l'agenzia iraniana Tasnim "rapporti provenienti dall'Arabia Saudita segnalano gravi disagi e la paralisi dei sistemi di navigazione all'aeroporto internazionale di Riad, in seguito ad un attacco nel Paese".

Trump: “La gente è disposta a pagare di più la benzina”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha difeso la scelta di fare la guerra all'Iran. "Non avrà un'arma nucleare. Ora, per questo, la gente dovrà pagare qualcosa in più per la benzina. Credo che, se la maggior parte delle persone potesse votare tra prezzi della benzina più bassi e permettere all'Iran di avere un'arma nucleare, sarei disposto a scommettere che sarebbe una valanga. La gente non vuole che l'Iran abbia un'arma nucleare", ha detto ai cronisti nello Studio Ovale.

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