Le missioni diplomatiche statunitensi in Israele e in Medio Oriente hanno diramato un'allerta di sicurezza generale per i cittadini americani nella regione, a causa dell'aumento delle tensioni e dei timori di una rapida escalation. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito la posizione di Teheran sullo Stretto di Hormuz e ha affermato che la vitale via navigabile rimarrà chiusa finché gli Stati Uniti non rispetteranno gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo di pace, ormai decaduto, firmato lo scorso giugno.
In Iran il Pil crolla del 10% a causa della guerra
Il Prodotto interno lordo (Pil) dell'Iran ha subito una forte contrazione su base annua nel primo trimestre del calendario persiano - periodo in cui il Paese è stato bombardato da Israele e dagli Stati Uniti - secondo i dati ufficiali pubblicati oggi.
Nel periodo compreso tra la fine di marzo e la fine di giugno, il Pil "è calato del 10,1% includendo il settore petrolifero", secondo il Centro di statistica (un ente ufficiale), in un contesto in cui l'economia del Paese si fonda principalmente sulle esportazioni di idrocarburi
Houthi: “L’Arabia Saudita ha sferrato 28 raid nelle ultime 24 ore”
Gli Houthi yemeniti hanno affermato che l'Arabia Saudita ha sferrato 28 raid in diverse aree del Paese nelle ultime 24 ore. "L'aviazione saudita ha effettuato 28 raid contro i governatorati di Taiz, Al-Jawf e Marib, utilizzando aerei F-15 e Typhoon decollati dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif", ha dichiarato in un comunicato Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi.
Lettera di Kallas ai 27 della Ue: “Rafforzare Aspides con più navi e mezzi aerei”
"Servono più assetti navali e aerei, adeguatamente equipaggiati, per far fronte all'aumento del livello delle minacce, comprese maggiori capacità per effettuare protezione ravvicinata" per rafforzare Aspides. Lo scrive l'Alta Rappresentante Kaja Kallas nella lettera ai Ventisette, di cui Ansa ha preso visione. Nell'"accresciuta insicurezza" dobbiamo "aumentare in modo sostanziale la nostra presenza, per garantire che l'operazione possa svolgere pienamente il proprio mandato", afferma Kallas. "Eunavfor Aspides continua a sostenere la libertà di navigazione attraverso Bab el-Mandeb sulla base degli assetti forniti dagli Stati membri".
Esplosione in Iraq nei pressi dell’aeroporto di Erbil
Un'esplosione è stata avvertita oggi nei pressi dell'aeroporto di Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove sono schierate le truppe della coalizione a guida statunitense contro i jihadisti. A riferirne sono stati i giornalisti dell'Afp, precisando che la causa dell'esplosione non è ancora nota.
Trump: “Deciderò se e quando far esplodere l'Iran, si comportino bene”
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato all'inviato speciale per gli esteri di Fox News di trovarsi in una "fase decisionale" e che nel prossimo futuro accadranno "cose molto importanti" riguardo alla guerra tra Usa e Iran. Lo riporta la stessa emittente, secondo cui il tycoon ha affermato che "la mia domanda è: se e quando farò saltare in aria l'intera nazione? È meglio che si comportino bene". Trump si è inoltre detto "aperto" a un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dopo che Teheran ha inviato un elenco di richieste per porre fine al conflitto.
Trump: “Houthi hanno accettato di non attaccare gli Usa”
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono "in costante comunicazione con gli Houthi", le milizie dello Yemen appoggiate dall'Iran. In un'intervista a Fox News il presidente americano ha poi riferito che gli Houthi "hanno accettato di non combattere gli Usa".
Trump: "Accadranno presto cose molto importanti"
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato di essere "in una fase decisionale" sull'Iran. "Accadranno cose molto importanti in un futuro non troppo lontano", ha dichiarato parlando a Fox News. "Le opzioni sono: annientare l'Iran, lasciarlo andare in rovina economicamente o raggiungere un accordo", ha aggiunto. "La mia domanda è, se e quando farà saltare in aria l'intera nazione? Farebbero meglio a rigare dritto!", ha poi intimato.
Direttore Cia incontra al-Sisi durante visita al Cairo
Il direttore della Cia, John Ratcliffe, ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi durante una visita al Cairo avvenuta mentre gli Stati Uniti hanno avvisato del rischio di una rapida e non prevedibile escalation dei conflitti in Medio Oriente. L'ufficio del presidente egiziano ha reso noto che durante il colloquio, al quale ha partecipato anche il capo dei servizi di intelligence egiziani Hassan Rashad, si è discusso delle guerre in Iran, a Gaza e in Sudan. E degli attacchi contro i Paesi del Golfo e le minacce alla sicurezza marittima. Il presidente egiziano ha sottolineato "l'enorme importanza della soluzione delle crisi regionali attraverso le vie politiche e diplomatiche", si legge ancora nel comunicato. Mentre Ratcliffe ha "lodato il ruolo chiave dell'Egitto nel sostenere sforzi tesi a raggiungere accordi pacifici e complessivi per le crisi regionali".
"Svolge attività illegali", Teheran chiude istituto francese
L'Iran ha chiuso il Centro di lingua francese (Clf) - uno dei principali istituti per l'insegnamento del francese nel Paese, legato all'ambasciata di Francia - per aver svolto "attività illegali"; lo ha annunciato la magistratura iraniana, senza fornire ulteriori dettagli. "Su decisione della procura di Teheran, è stato chiuso il centro illegale affiliato all'ambasciata di Francia a Teheran (noto come Clf), che operava da anni sotto la copertura dell'insegnamento delle lingue", si legge in un comunicato dell'agenzia Mizan, organo del potere giudiziario.
Ben Gvir: “Chiedo di applicare pena di morte per attentatore in Cisgiordania”
"Chiediamo di applicare la legge sulla pena di morte per i terroristi che Otzma Yehudit (il partito di Ben Gvir, ndr) ha fatto approvare, e di eseguire la condanna a morte di quel maledetto terrorista dell'attentato in Cisgiordania". Lo ha scritto su X il ministro di ultradestra israeliano Ben Gvir postando la foto dell'arresto dell'attentatore in un ospedale a Ramallah. Nell'attacco è morto un trentenne israeliano.
Ghalibaf avverte: “Negoziato solo dopo successi sul campo”
Il presidente del Parlamento iraniano e tra i negoziatori con gli Usa, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che "bisogna sia combattere che negoziare", mentre si protrae il conflitto con gli Stati Uniti, giunto ormai quasi al settimo mese. "Significa che dobbiamo respingere il nemico e infliggergli colpi devastanti impiegando la nostra piena potenza militare", ha dichiarato Ghalibaf rivolgendosi al Parlamento. "Tuttavia, una volta ottenuti successi significativi sul campo di battaglia e quando il nemico si troverà in una posizione di debolezza, dovremo ricorrere alla diplomazia per consolidare tali risultati", ha aggiunto Ghalibaf, anche tra i negoziatori con gli Usa. La posizione dell'Iran nei colloqui è "assolutamente chiara, razionale e non negoziabile", ha aggiunto, avvertendo che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso finché tutti gli impegni assunti dagli Stati Uniti non saranno rispettati. Le sue parole arrivano mentre l'Iran ha comunicato ai mediatori pakistani e qatarioti di aver posto sette condizioni preliminari all'avvio di qualsiasi trattativa con gli Stati Uniti.
Idf: “Arrestato terrorista che ha ferito a morte un israeliano in Cisgiordania”
L'Idf rende noto di aver arrestato il 'terrorista palestinese' che questa mattina in Cisgiordania ha sparato contro un trentenne israeliano, morto in seguito per le gravi ferite. "Minuti dopo la sparatoria, un soldato che operava nei pressi della scena dell'attacco è arrivato sul posto e ha sparato al terrorista. Rimasto ferito, l'aggressore è fuggito raggiungendo un ospedale vicino al luogo dell'attacco", riferisce l'Idf. I media israeliani pubblicano la foto dell'attentatore sul lettino di un ospedale di Ramallah circondato dai soldati dell'Idf.
Ankara: "Valutiamo sostegno militare a sauditi"
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato che l'Arabia Saudita potrebbe aver bisogno di sostegno militare nel conflitto in corso con le forze Houthi in Yemen. Fidan ha aggiunto che la Turchia, in quanto parte dell'Alleanza della Mecca, affronterà la questione con il Pakistan e potrebbe fornire l'assistenza tecnica necessaria. Intervenendo in un'intervista in diretta all'emittente turca NTV, Fidan ha affermato che l'integrità territoriale e la sovranità dell'Arabia Saudita sono state oggetto di attacchi particolarmente gravi e che la Turchia, in virtù degli impegni assunti nell'ambito dell'alleanza, è solidale con Riad. "L'Arabia Saudita potrebbe aver bisogno di un sostegno a livello militare. In quanto Alleanza della Mecca, affronteremo la questione con il Pakistan e possiamo fornire l'assistenza tecnica necessaria", ha dichiarato Fidan. Il ministero degli Esteri turco ha condannato gli attacchi contro le infrastrutture petrolifere nei pressi della Mecca e ha sottolineato che l'alleanza sta monitorando da vicino la situazione. Secondo Fidan, eventuali esigenze di carattere militare riguarderebbero con ogni probabilità specifici ambiti tecnici.
Dopo attacco in Cisgiordania, Netanyahu invia rinforzi Idf
Dopo che un israeliano è rimasto ucciso in Cisgiordania, ferito da un palestinese armato che aveva aperto il fuoco contro un gruppo di coloni nei pressi dell'insediamento di Nova Tzuf, il premier Benjamin Netanyahu ha assicurato che "nessun terrorista è immune, nè lo sono coloro che li hanno aiutati". "Li riterremo tutti responsabili, a Gaza, in Libano, in Giudea e in Samaria", ha dichiarato in un comunicato diffuso dal suo ufficio poco dopo l'uccisione dell'uomo. Il premier ha dichiarato di aver dato istruzioni alle forze di sicurezza israeliane di inviare rinforzi in Cisgiordania, di imporre blocchi stradali e di effettuare arresti. Netanyahu ha inoltre ordinato la demolizione immediata dell'abitazione del palestinese ucciso a colpi d'arma da fuoco in seguito a un altro attentato con un'auto, avvenuto sempre nella giornata di oggi in Cisgiordania.
L’Iran informato che Usa intendono riprendere le operazioni
L’Iran ha ricevuto informazioni secondo cui gli Stati Uniti, con il sostegno di alcuni Paesi della regione, si starebbero preparando a riprendere le operazioni contro l’Iran, ha dichiarato domenica il comando militare centrale del Paese, secondo quanto riferito dai media statali. I militari hanno affermato che qualsiasi attacco statunitense provocherebbe attacchi prolungati contro le basi e gli interessi degli Stati Uniti nella regione, aggiungendo che i Paesi della regione che sosterranno l’“aggressione” americana contro l’Iran saranno considerati parti del conflitto.
Wafa, coloni estremisti attaccano palestinesi in Cisgiordania: due feriti
L'agenzia di stampa Wafa riferisce che coloni estremisti israeliani hanno aggredito questa mattina un gruppo di palestinesi a est della città di Salfit, nella Cisgiordania centrale. La Mezzaluna Rossa palestinese ha dichiarato che due palestinesi sono rimasti feriti, un uomo di 58 anni è stato colpito da una pietra alla testa, mentre un altro è stato accoltellato a una gamba. Wafa riporta anche che a ovest di Ramallah, un altro gruppo di coloni ha fatto irruzione nella zona di al-Khalal e ha iniziato ad abbattere decine di ulivi.
Attacco alla vigilia di Yom Kippur, un ferito grave in Cisgiordania
Un uomo israeliano di 30 anni è stato gravemente ferito dai colpi sparati da dentro un'auto vicino alla comunità di Neve Tzuf, in Cisgiordania. L'Idf ha comunicato che "numerosi soldati sono stati mandati nell'area e hanno avviato un inseguimento del terrorista. I militari stanno istituendo posti di blocco nella zona". Ynet riferisce che le telecamere di sicurezza hanno ripreso un'automobile rossa da cui sono partiti gli spari. Un'indagine preliminare ha rivelato che l’uomo ha abbandonato il veicolo, che si trovava nelle vicinanze, ed è fuggito a piedi.
Teheran smentisce Usa su carenza carburante
Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento di Teheran, ha smentio le dichiarazioni del Segretario del Tesoro statunitense, Scott Bessent, secondo cui gli iraniani farebbero la fila per ore per fare benzina, definendole su X "nient'altro che menzogne infondate". "Prendete questo come una lezione e astenetevi dal ripetere i vostri errori di valutazione, altrimenti le forze armate vittoriose vi daranno una lezione indimenticabile", ha aggiunto Azizi.
Allerta Usa per americani in Medio Oriente
"A causa delle tensioni in Medio Oriente, la situazione della sicurezza rimane complessa con la possibilità di un'escalation non prevedibile". E' quanto si legge in un messaggio di allerta diffuso dal dipartimento di Stato Usa, e rilanciato dalle ambasciate in Israele, in Arabia Saudita e altre sedi diplomatiche della regione, in cui si avvisano "gli americani che si trovano in questo momento in Medio Oriente di esercitare una vigilanza elevata ed essere coscienti di possibili cancellazioni di voli, chiusure di spazio aereo e interruzione dei viaggi". Nella nota si fa infatti riferimento al fatto che "gli Houthi sostenuti dall'Iran hanno avviato ostilità contro l'Arabia Saudita, compresi gli aeroporti civili". "Questo conflitto potrebbe avere una rapida escalation", si legge ancora nella nota in cui si consiglia agli americani che stanno preparando viaggi in Medio Oriente di "riconsiderarli seriamente". Ricordando che "sedi diplomatiche Usa, anche fuori dal Medio Oriente, sono state prese di mira", conclude l'alert, avvisando che "l'Iran e i gruppi che lo sostengono possono prendere di mira interessi Usa all'estero o in luoghi associati agli Usa e agli americani nel mondo, compresi business e altre istituzioni".
Ghalibaf: “Hormuz riaperto quando Usa rispetteranno impegni”
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito la posizione di Teheran sullo Stretto di Hormuz e ha affermato che la vitale via navigabile rimarrà chiusa finché gli Stati Uniti non rispetteranno gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo di pace, ormai decaduto, firmato lo scorso giugno. Rivolgendosi al Parlamento, Ghalibaf ha inoltre dichiarato che l'Iran ha "comunicato esplicitamente i propri messaggi e le proprie condizioni alla controparte tramite intermediari", riportano i media iraniani.
Trump rientra in anticipo da Camp David alla Casa Bianca
Il presidente Usa, Donald Trump, è tornato alla Casa Bianca dopo avere lasciato con un giorno di anticipo rispetto al previsto la residenza di Camp David, in Maryland, dove si trovava. Lo riferiscono diversi media Usa. The Hill sottolinea che il ritorno anticipato di Trump alla Casa Bianca fa seguito al nuovo allarme di sicurezza emesso dal dipartimento di Stato Usa, che ha raccomandato agli americani presenti in Medioriente di "mantenere la massima vigilanza" e di prepararsi a possibili disagi nei viaggi alla luce dei nuovi attacchi sferrati dagli Houthi, sostenuti dall'Iran, contro l'Arabia Saudita. "Questo conflitto militare ha il potenziale di una rapida escalation", recita la comunicazione del dipartimento di Stato Usa.
L’Egitto condanna gli attacchi Houthi contro Riad
L'Egitto ha condannato "con la massima fermezza" gli attacchi a Riad degli Houthi, definendoli una "flagrante violazione" della sicurezza e della stabilità dell'Arabia Saudita e del diritto internazionale. In una dichiarazione, il Ministero degli Esteri egiziano ha affermato che gli attacchi rappresentano una "pericolosa escalation" che potrebbe aumentare le tensioni regionali e destabilizzare ulteriormente la regione.
Netanyahu prega al Muro Pianto a vigilia Yom Kippur
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è recato a pregare al Muro del Pianto, alla vigilia dell'avvio della festività di Yom Kippur. Il leader ha recitato una benedizione per i soldati e poi si è rivolto alle migliaia di persone radunate nella piazza, esprimendo auguri.
La Giordania condanna l’attacco missilistico Houthi contro Riad
La Giordania ha condannato l'attacco missilistico balistico degli Houthi contro Riad, capitale dell'Arabia Saudita. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri giordano ha inoltre condannato quelli che ha definito tentativi da parte degli Houthi di colpire civili e siti civili a Bish, Taif, Farasan e Yanbu. Il ministero ha definito gli attacchi una "violazione flagrante", mentre il portavoce Fouad al-Majali ha affermato che la Giordania è "assolutamente solidale" con l'Arabia Saudita.