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Un elicottero russo sconfina in Polonia: “Mosca cerca l’incidente”

Varsavia: “Incidente per mettere alla prova le nostre difese aeree”. Il timore di una reazione eccessiva che porti a una spirale di violenza
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L’ incursione è durata soltanto 42 secondi, ma sul confine più incandescente d’Europa sono apparsi un’eternità. In pieno giorno, alle 11 del mattino di ieri, un elicottero da combattimento russo è penetrato in territorio polacco. Si è spinto trecento metri oltre la frontiera, sapendo che la sua iniziativa sarebbe stata notata. Poi ha invertito la rotta ed è rientrato a Kaliningrad, la penisola di Mosca incastonata nel territorio di Varsavia: il cuore delle tensioni del confronto tra il Cremlino e l’Occidente.

L’elicottero era un Mil MI 8, il cavallo di battaglia dell’esercito russo prodotto in migliaia di esemplari, e non è stata specificata la versione: lo usano le forze speciali, con missili anti-tank, ed è stato il protagonista dell’assalto all’aeroporto di Hostomel all’esordio dell’invasione dell’Ucraina. Ma può pure lanciare droni Shahed o svolgere attività di disturbo elettronico. Nessuno lo ritiene una minaccia particolare, ma la missione è stata una provocazione deliberata. «L…

L’ incursione è durata soltanto 42 secondi, ma sul confine più incandescente d’Europa sono apparsi un’eternità. In pieno giorno, alle 11 del mattino di ieri, un elicottero da combattimento russo è penetrato in territorio polacco. Si è spinto trecento metri oltre la frontiera, sapendo che la sua iniziativa sarebbe stata notata. Poi ha invertito la rotta ed è rientrato a Kaliningrad, la penisola di Mosca incastonata nel territorio di Varsavia: il cuore delle tensioni del confronto tra il Cremlino e l’Occidente.

L’elicottero era un Mil MI 8, il cavallo di battaglia dell’esercito russo prodotto in migliaia di esemplari, e non è stata specificata la versione: lo usano le forze speciali, con missili anti-tank, ed è stato il protagonista dell’assalto all’aeroporto di Hostomel all’esordio dell’invasione dell’Ucraina. Ma può pure lanciare droni Shahed o svolgere attività di disturbo elettronico. Nessuno lo ritiene una minaccia particolare, ma la missione è stata una provocazione deliberata. «La natura dell’incidente – recita il comunicato dello stato maggiore di Varsavia – indica che la Russia sta ancora una volta mettendo alla prova la preparazione delle nostra difesa aerea». I polacchi hanno fatto decollare immediatamente una coppia di caccia e messo in allerta i reparti che presidiano la zona, senza però affrontare l’elicottero.

Il grande timore in questo proliferare di droni e missili che quasi ogni notte si spingono verso le frontiere della Ue e della Nato – spesso oltrepassandole – è l’overreacting: una “reazione eccessiva” che può innescare una spirale di violenza. Cosa sarebbe accaduto se i polacchi avessero aperto il fuoco contro l’elicottero? Il pericolo che una provocazione si trasformi nella miccia di uno scontro è sempre più alto. Lo ha sottolineato Sir John Stringer, generale britannico e numero due del comando supremo dell’Alleanza atlantica: «Vladimir Putin è diventato ulteriormente arrogante, minaccioso e disposto ad accettare rischi – ha dichiarato all’Associated Press – Mentre la guerra in Ucraina è in una situazione di stallo, cerca di dividere i Paesi occidentali. I membri della Nato devono essere consapevoli di questo scenario che crea ansia e fare molto attenzione nelle loro risposte, perché il Cremlino potrebbe cercare di spingere l’Alleanza verso una reazione eccessiva». Pure Matthew Whitaker, l’ambasciatore Usa presso la Nato, ha messo in guardia sull’eccesso di reazione: «È proprio quello che i nostri avversari vogliono o sperano di provocare».

Nei vertici militari europei e statunitensi c’è la convinzione che Mosca non voglia attaccare direttamente le nazioni confinanti: le sue truppe sono impantanate in Ucraina e non sono in grado di aprire un nuovo conflitto. Proprio per questo però il Cremlino ha l’urgenza di interrompere il sostegno a Kiev e – come ha ribadito il generale Stringer – «agisce in molti modi per tentare di spezzare l’Alleanza». Cerca di alimentare la paura dell’allargamento della guerra nell’opinione pubblica europea, influenzando così i dibattiti elettorali. Dall’inizio della settimana, quasi ogni giorno l’avvicinarsi di missili e droni fa scattare l’allerta nella Polonia orientale, bloccando i voli degli aerei di linea. Lo stesso accade nelle repubbliche Baltiche e in Romania. Mosca sostiene che sono i sistemi di disturbo elettronico ucraini a far deviare gli ordigni dalla rotta prestabilita. «La linea tra episodi accidentali e deliberati è veramente molto sottile», ha replicato il generale Stringer.

I timori maggiori sono rivolti all’altro fronte della “guerra ibrida”: gli assalti cibernetici, le campagne di disinformazione online ma soprattutto gli attentati e i sabotaggi, che continuano ad aumentare. Sempre in Polonia, la scorsa notte sono stati piazzati blocchi di cemento sui binari: due treni merci li hanno travolti, senza deragliare. Si tratta di una linea che conduce anche all’Ucraina, ma non è stato specificato cosa trasportassero i convogli. La lista degli episodi classificati come “guerra ibrida” all’interno della Ue si allunga: sono già 210.

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