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Il popolo delle chiavi manifesta nelle piazze di Spagna: “Siamo tutti sfrattati”

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Tra i nuovi Indignados, mezzo milione solo a Madrid. Nel silenzio tintinnano i mazzi delle loro abitazioni. “Non ci arrenderemo finché non cambieranno le leggi”
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MADRID – Il tintinnio del mazzo di chiavi agitato in aria nella mattinata grigia di Madrid produce un suono dolce e speranzoso se moltiplicato per 70mila. Tanti sono in piazza secondo il governo spagnolo, 500mila dicono invece gli organizzatori.

Madrid, folla alla manifestazione per il diritto alla casa: "Verso lo sciopero generale"

Quel suono cristallino diventato simbolo dei nuovi indignati, così come il colore arancione, si alza dalla massa umana che ha preso parte oggi alla manifestazione indetta dai Sindacati per la casa, guidati dal Sindicato de los Inquilinos de Madrid, nella capitale spagnola e in oltre 50 città del Paese per denunciare la crisi abitativa e per puntare il dito contro la classe politica incapace ieri di far approvare il decreto casa emesso dal governo di Pedro Sánchez che avrebbe garantito in particolare tutele per gli sfratti dei fragili e soprat…

MADRID – Il tintinnio del mazzo di chiavi agitato in aria nella mattinata grigia di Madrid produce un suono dolce e speranzoso se moltiplicato per 70mila. Tanti sono in piazza secondo il governo spagnolo, 500mila dicono invece gli organizzatori.

Madrid, folla alla manifestazione per il diritto alla casa: "Verso lo sciopero generale"

Quel suono cristallino diventato simbolo dei nuovi indignati, così come il colore arancione, si alza dalla massa umana che ha preso parte oggi alla manifestazione indetta dai Sindacati per la casa, guidati dal Sindicato de los Inquilinos de Madrid, nella capitale spagnola e in oltre 50 città del Paese per denunciare la crisi abitativa e per puntare il dito contro la classe politica incapace ieri di far approvare il decreto casa emesso dal governo di Pedro Sánchez che avrebbe garantito in particolare tutele per gli sfratti dei fragili e soprattutto affitti indeterminati.

Quattro arterie, confluite fino a Plaza de Cibeles, dove ha sede il Comune di Madrid. Nella capitale tutti dicono che non si ricorda una manifestazione così partecipata da anni: scopo finale è quello di arrivare allo sciopero generale, in una data ancora da specificare – probabilmente a partire dal 14 ottobre – per bloccare un Paese mai così unito e trasversale. La casa è un diritto di tutti e i sondaggi degli ultimi giorni lo dicono chiaramente: nuove leggi a tutela dei cittadini sono una priorità per tutti gli spagnoli, sia per quelli che votano a sinistra che per quelli che votano a destra. Gridano "Case senza gente, gente senza casa", "Colpevoli i proprietari, responsabile il governo", “Occuperemo il Congresso”, “Manca uno sciopero degli affitti”, alludendo alla possibilità che si organizzino anche per bloccare massivamente i pagamenti come forma di protesta estrema.

A Madrid la grande chiamata civile non ha fatto registrare tensioni, tutto si è svolto in un clima di rinnovato entusiasmo per un ambiente sociale rinnovato, più consapevole, dopo il caso Maricarmen, l’87enne sfrattata a Madrid per la quale il Paese ha deciso di dire basta. A Valencia però il corteo di circa 6mila persone si è concluso con degli scontri: nove agenti sono rimasti feriti e cinque partecipanti sono stati arrestati. A Barcellona la manifestazione è stata annullata per l’arrivo di una perturbazione con mini-uragano, mentre nel resto della Spagna in migliaia hanno preso parte: oltre 2mila a Santander, 3mila a Palma, 1.500 a Leòn, migliaia a Santiago de Compostela, e proteste anche a San Sebastián, Vitoria, Oviedo e Huelva.

Intanto, sotto lo sguardo curioso di centinaia di turisti del fine settimana, l’accampamento di Puerta del sol, a Madrid, continua per il settimo giorno, anche sotto la pioggia.

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