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L’Estonia avvicina le truppe al confine russo. La Nato rivede i suoi piani

Un soldato estone al confine con la Russia (Reuters) 

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Il Paese baltico, rivela il Financial Times, si prepara a un eventuale confronto con le forze del Cremlino: per Tallinn “la deterrenza della Nato non sta funzionando”. E anche i Servizi di Berlino sono in allerta
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BERLINO – Due allarmi, giunti oggi da Tallinn e Berlino, prefigurano un attacco da parte della Russia che potrebbe essere sferrato non su ampia scala contro la Nato, bensì su scala molto più ridotta contro un Paese Baltico. Ma quell’aggressione militare “minima” rischia di avere conseguenze politiche molto più devastanti, anzitutto dilaniando la Nato. E oggi, forse non a caso, è trapelata la notizia che il 12 ottobre il comandante supremo delle forze Nato in Europa, Alexus Grynkewich, presenterà una strategia per una vittoria rapida in caso di un attacco russo sul fianco orientale. Stando a Bloomberg, la Nato bloccherebbe un’eventuale incursione “impiegando un mix di forze terrestri e altre risorse previste dall’iniziativa di deterrenza per il fianco orientale dell’Alleanza”. Il piano prevederebbe l’impiego tra l’altro di droni a basso costo, sistemi con equipaggio ridotto e sistemi di puntamento assistiti dall’IA. Il rafforzamento del fianco orientale sembra anche un modo per riprist…

BERLINO – Due allarmi, giunti oggi da Tallinn e Berlino, prefigurano un attacco da parte della Russia che potrebbe essere sferrato non su ampia scala contro la Nato, bensì su scala molto più ridotta contro un Paese Baltico. Ma quell’aggressione militare “minima” rischia di avere conseguenze politiche molto più devastanti, anzitutto dilaniando la Nato. E oggi, forse non a caso, è trapelata la notizia che il 12 ottobre il comandante supremo delle forze Nato in Europa, Alexus Grynkewich, presenterà una strategia per una vittoria rapida in caso di un attacco russo sul fianco orientale. Stando a Bloomberg, la Nato bloccherebbe un’eventuale incursione “impiegando un mix di forze terrestri e altre risorse previste dall’iniziativa di deterrenza per il fianco orientale dell’Alleanza”. Il piano prevederebbe l’impiego tra l’altro di droni a basso costo, sistemi con equipaggio ridotto e sistemi di puntamento assistiti dall’IA. Il rafforzamento del fianco orientale sembra anche un modo per ripristinare il potere di deterrenza della Nato pesantemente logorato dall’ostentato disimpegno Usa

Intanto l’Estonia sta muovendo permanentemente le sue truppe più vicino alla frontiera con la Russia e sta comprando missili a medio raggio e altri armi utili a colpire in profondità il Paese di Vladimir Putin. Una mossa che risponde alle incursioni di droni russi registrate sempre più di frequente nel paese Baltico. Ma che riflette anche il timore che un attacco militare da parte della Russia possa avvenire entro i prossimi due o quattro anni. Il Financial Times, che cita fonti militari e dell’intelligence estone, riporta anche un dettaglio agghiacciante. Tallinn è convinta che Mosca non voglia attaccare la Nato ma soltanto l’Estonia, e che la deterrenza trasmessa al momento dall’Alleanza atlantica non sia più sufficiente a tenere fermo Putin. La deterrenza - un pilastro del potere della Nato - “non sta funzionando”, ha riferito una fonte militare al quotidiano finanziario.

Le paure di Berlino

Intanto da Berlino è arrivato un allarme analogo del capo dei servizi segreti esterni Bnd, Martin Jaeger. “La Germania rischia di essere trascinata in un conflitto armato con la Russia. L’attacco a Lipsia (dove il 4 agosto sono stati trovati due droni imbottiti di esplosivo, ndr) è solo un esempio”. Secondo l’ex ambasciatore in Ucraina, la Germania è diventata un bersaglio privilegiato di Mosca perché “è uno degli ostacoli principali alle mire egemoniche russe in Europa”.

(reuters)

Jaeger è convinto soprattutto che ormai “Putin sia oltre il punto in cui possa rinunciare alle pressioni sull’Ucraina senza mettere a repentaglio il suo stesso potere interno”. Il numero uno dell’intelligence tedesca non vede al momento il rischio di un attacco militare all’Europa su ampia scala. Ma “c’è la possibilità, soprattutto nei Paesi Baltici, che la Russia intraprenda piccoli attacchi militari”. E ci troviamo già, secondo il diplomatico tedesco, “in una guerra-ombra” della Russia contro l’Europa, come attestano le provocazioni quotidiane ai confini polacchi e baltici ma anche gli attacchi ibridi come l’attentato fallito a Lipsia.

Narva nel mirino

L’Estonia, che non ha una propria aviazione militare e deve fare affidamento sulla Nato per le difese aeree, sta modificando dunque la sua strategia, ed è passata da maggio ufficialmente a una “difesa attiva”. Il comandante della Prima Brigata estone, il colonnello Tarmo Kundla, ha spiegato al Ft che “dobbiamo cominciare dal confine e vincere sin dalle prime battaglie”. La sua unità, la maggiore del Paese Baltico, si sta trasferendo da Tapa a Jõhvi, a 50 chilometri dalla frontiera con la Russia.

Il timore, in particolare, è che Mosca possa cercare di conquistare ad esempio la città di confine Narva, che ha una popolazione in larga parte russofona. Putin tuona da anni contro le presunte politiche anti-russe che i governi baltici imporrebbero alle sue minoranze - le tipiche bugie che usò come paravento anche per invadere il Donbass ucraino nel 2014. Prendersi anche solo Narva, sostiene una fonte militare, potrebbe servire a testare la fedeltà della Nato e a provare a spaccarla.

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