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Sánchez pronto alle elezioni cavalcando la piazza. La sfida alla destra spagnola

(agf)

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I partiti si preparano al voto: l’annuncio del capo della Moncloa atteso per oggi. La mossa del premier: far passare i decreti sugli alloggi dopo aver sciolto le Cortes
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MADRID – Tutto pronto per l’annuncio delle elezioni anticipate in Spagna, che potrebbe arrivare già oggi. Per tutto il fine settimana Pedro Sánchez ha continuato a sentire il Partito socialista, i ministri, i consiglieri in consultazioni private nelle quali, come ricostruisce la stampa spagnola, non ha mai espresso la sua posizione. Il presidente socialista ha abituato i suoi a colpi di scena ed è soltanto lui a prendere la decisione finale, nonostante le pressioni degli interlocutori a sciogliere le camere: non ci sarebbe secondo i più una finestra migliore, dopo la bocciatura del decreto casa, per capitalizzare il malcontento popolare, soprattutto dell’elettorato di sinistra contro il voto del Partito Popolare, Vox e Junts. Per questo l’esecutivo studia la formula giuridica per cercare di recuperare parte dei decreti decaduti: anche in caso di voto anticipato il governo Sánchez continuerebbe ad avere pieni poteri e potrebbe presentare nuovamente i provvedimenti. Ad approvarli però n…

MADRID – Tutto pronto per l’annuncio delle elezioni anticipate in Spagna, che potrebbe arrivare già oggi. Per tutto il fine settimana Pedro Sánchez ha continuato a sentire il Partito socialista, i ministri, i consiglieri in consultazioni private nelle quali, come ricostruisce la stampa spagnola, non ha mai espresso la sua posizione. Il presidente socialista ha abituato i suoi a colpi di scena ed è soltanto lui a prendere la decisione finale, nonostante le pressioni degli interlocutori a sciogliere le camere: non ci sarebbe secondo i più una finestra migliore, dopo la bocciatura del decreto casa, per capitalizzare il malcontento popolare, soprattutto dell’elettorato di sinistra contro il voto del Partito Popolare, Vox e Junts. Per questo l’esecutivo studia la formula giuridica per cercare di recuperare parte dei decreti decaduti: anche in caso di voto anticipato il governo Sánchez continuerebbe ad avere pieni poteri e potrebbe presentare nuovamente i provvedimenti. Ad approvarli però non sarebbero le Cortes, che sarebbero sciolte, ma la Deputazione permanente, organo costituzionale più ristretto nella rappresentanza dove i voti di Junts non servirebbero.

Il voto subito, nella prima data utile del 29 novembre, è una delle opzioni. Nella tarda serata di ieri gli analisti la davano possibile al 70%. Resta aperta l’ipotesi di portare avanti la legislatura. Di sicuro si sa che il leader socialista sarà in mattinata all’inaugurazione del Congresso nazionale dell’Impresa familiare, a Madrid, appuntamento che potrebbe essere cancellato anche all’ultimo, mentre da fonti della Moncloa trapela che il segnale streaming è stato richiesto per l’intera giornata di oggi. Cosa che farebbe pensare che una dichiarazione istituzionale del presidente è contemplata per oggi.

Intanto ieri, e poi ancora oggi, la sinistra alternativa di Sumar si è riunita per definire il nuovo corso con il nuovo candidato, tutto lascia indicare che correrà con il nome di “Frente amplio” e un primo atto è convocato per il 17 ottobre. Resta ai margini Podemos che ha annunciato una propria candidatura ma ha proposto primarie aperte.

Dalle opposizioni il Partito Popolare è pronto al voto e pensa già di avere in tasca la vittoria al punto che tutto sarebbe pronto per il Governo Feijóo: i nomi dei ministri guidati dal leader del partito sarebbero già al vaglio. Ma un governo popolare senza l’appoggio dell’estrema destra di Vox - data in crescita negli ultimi sondaggi in quasi tutto il Paese - sembra impossibile. Ultimo tassello del puzzle politico restano i catalani di Junts, pietra dello scandalo della sconfitta del decreto casa in Parlamento: gli indipendentisti suggeriscono che lo spazio per nuove contrattazioni è ancora possibile. Con l’avversario locale, l’estrema destra di Aliança Catalana data in ascesa, il voto subito non converrebbe al partito. Meglio attendere il pronunciamento di domani della Corte costituzionale sul via libera all’amnistia per Carles Puigdemont che permetterebbe al leader di tornare in patria e rilanciare il partito.

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