Germania, primo via libera per un governo Linke-Spd-Verdi a Berlino
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Primo via libera a Berlino per un’inedita coalizione tra Linke, Spd e Verdi. I pre-colloqui tra i tre partiti si sono conclusi positivamente con la definizione di un programma che prevede, tra l’altro, l’esproprio dei big del mattone che hanno oltre 10mila appartamenti, misure per calmierare i mercato degli affitti e procedure più veloci per il diritto di voto dei migranti.
La Linke dovrà approvare il programma al congresso convocato tra due settimane, la Spd e i Verdi hanno già dato luce verde nei giorni scorsi. Ma l’alleanza cosiddetta rosso-rosso-verde continua a essere insidiata da enormi polemiche, a partire dalle quotidiane bordate del cancelliere Friedrich Merz che ha persino promesso di varare una legge che vieti gli espropri. E la Spd è scissa: al livello locale sta cercando di raggiungere un accordo con la Linke, ma la ministra socialdemocratica delle Infrastrutture, Verena Hubertz, ha confermato di voler presentare una legge anti-espropri. Martedì Merz è tornato a…
BERLINO – Primo via libera a Berlino per un’inedita coalizione tra Linke, Spd e Verdi. I pre-colloqui tra i tre partiti si sono conclusi positivamente con la definizione di un programma che prevede, tra l’altro, l’esproprio dei big del mattone che hanno oltre 10mila appartamenti, misure per calmierare i mercato degli affitti e procedure più veloci per il diritto di voto dei migranti.
La Linke dovrà approvare il programma al congresso convocato tra due settimane, la Spd e i Verdi hanno già dato luce verde nei giorni scorsi. Ma l’alleanza cosiddetta rosso-rosso-verde continua a essere insidiata da enormi polemiche, a partire dalle quotidiane bordate del cancelliere Friedrich Merz che ha persino promesso di varare una legge che vieti gli espropri. E la Spd è scissa: al livello locale sta cercando di raggiungere un accordo con la Linke, ma la ministra socialdemocratica delle Infrastrutture, Verena Hubertz, ha confermato di voler presentare una legge anti-espropri. Martedì Merz è tornato a tuonare, dal ‘Vertice per gli investimenti' convocato nella capitale, che “la tutela della proprietà e la fiducia in un mercato funzionante sono il fondamento del nostro ordine economico; non si può sperimentare con esso”.
La Linke è agitata al suo interno dal “caso” Vanessa Emde: in campagna elettorale la neodeputata aveva negato il diritto di esistenza di Israele. E ha criticato il suo partito quando all’avvio delle trattative con Spd e Verdi la Linke ha accettato di firmare un documento in cui si ribadisce la difesa dello stato ebraico. Giovedì scorso la parlamentare ha registrato un video sui social in cui sottolinea che “non ritiro nulla di quello che ho detto” e ieri non si è fatta vedere a una riunione della Linke, che minaccia nel frattempo di cacciarla. Secondo Tagesspiegel la sinistra del partito l’avrebbe difesa durante discussione a porte chiuse.
Il dibattito su un’eventuale alleanza di Spd e Verdi con la Linke ha ormai toccato vette incredibili. La ministra dell’Economia della Cdu, Katherina Reiche, ha parlato di un “pericolo” per Berlino. Ma ieri un autorevole economista tedesco, il presidente del Diw, Marcel Fratzscher, ha invitato la ministra (e la Cdu/Csu, che ha armato una campagna denigratoria nei confronti della Linke inedita nella brutalità dei toni) a “essere più cauta nei comportamenti e nei toni”. Perché tutto quel fango gettato sulla Linke “danneggia la Germania”.
Pur non condividendo l’idea degli espropri - Fratzscher sostiene da tempo che Berlino abbia bisogno di costruire circa 200mila nuovi appartamenti, e che sia quello il modo di risolvere l’emergenza abitativa - l’economista fa notare che nel programma di Linke, Verdi e Spd ci sono spunti che potrebbero avere riflessi positivi sulla capitale. “L’intenzione è quella di creare una cornice migliore, meno regole e di rendere più attraente la città come polo scientifico”. Adesso si tratterà solo di vedere come i tre partiti precipiteranno le buone intenzioni nella coalizione di governo che sarà negoziata a novembre, ha concluso Fratzscher.