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“Mi dispiace, ma non posso permettermelo”. Quando l’amicizia diventa un lusso

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Ristoranti, feste, regali collettivi... Tra inflazione e moltiplicazione dei rituali sociali, frequentare gli amici costa sempre di più, racconta il quotidiano belga Le Soir. Al punto che è nato un nuovo termine per descrivere il fenomeno: la “friendflation”.
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Un compleanno da 50 euro. Un’escape room da 25. Un brunch «molto semplice» che finisce per costare 45 euro perché «un cocktail è obbligatorio». Un concerto, un addio al nubilato a Lisbona, una colletta per la nascita di un bambino, poi un’altra. E quel conto diviso per otto quando tu hai ordinato soltanto un piatto di pasta e un’acqua frizzante. Si dice che l’amicizia non abbia prezzo. Eppure.

Negli ultimi tempi è comparsa una nuova parola nelle conversazioni: friendflation. Nata dalla fusione dei termini inglesi friend (amico) e inflation (inflazione), indica la sensazione, sempre più diffusa, che mantenere una vita sociale sia diventato costoso. A volte molto costoso.

Il termine è emerso inizialmente negli ambienti della finanza personale – banche, siti specializzati nel credito e media dedicati alla gestione del budget – prima di invadere TikTok e i media anglosassoni nel 2025. Dietro quello che potrebbe sembrare un semplice slogan generazionale si nasconde una vera questione econo…

Un compleanno da 50 euro. Un’escape room da 25. Un brunch «molto semplice» che finisce per costare 45 euro perché «un cocktail è obbligatorio». Un concerto, un addio al nubilato a Lisbona, una colletta per la nascita di un bambino, poi un’altra. E quel conto diviso per otto quando tu hai ordinato soltanto un piatto di pasta e un’acqua frizzante. Si dice che l’amicizia non abbia prezzo. Eppure.

Negli ultimi tempi è comparsa una nuova parola nelle conversazioni: friendflation. Nata dalla fusione dei termini inglesi friend (amico) e inflation (inflazione), indica la sensazione, sempre più diffusa, che mantenere una vita sociale sia diventato costoso. A volte molto costoso.

Il termine è emerso inizialmente negli ambienti della finanza personale – banche, siti specializzati nel credito e media dedicati alla gestione del budget – prima di invadere TikTok e i media anglosassoni nel 2025. Dietro quello che potrebbe sembrare un semplice slogan generazionale si nasconde una vera questione economica: frequentare gli amici è diventato un lusso?

Il peso crescente della socialità sui bilanci familiari

In Belgio, i dati dell’istituto statistico Statbel mostrano che le attività ricreative incidono leggermente di più sul bilancio delle famiglie rispetto a qualche anno fa. Nel 2024, i belgi destinavano il 7,9% delle proprie spese alla cultura e al tempo libero, contro il 7,2% del 2018. L’aumento non appare enorme. Tuttavia, tra il 2022 e il 2024, le spese per ristoranti, bar e settore horeca (acronimo per HOtel, REstaurants, CAfé, cioè il settore settore della ristorazione e dell'ospitalità, ndr) sono cresciute del 16,9%.

Naturalmente questi dati non permettono di stabilire quanto costi effettivamente l’amicizia: una cena fuori o un’attività ricreativa possono essere condivise anche con il partner o con la famiglia. Ma c’è un ambito in cui il costo della socialità appare evidente: quello degli addii al nubilato e al celibato. Per lungo tempo considerati episodi marginali, questi rituali festivi sono diventati una tappa quasi obbligata dei matrimoni contemporanei. In un articolo pubblicato nel maggio 2025, Le Monde ricordava che in Francia il 72% delle donne sotto i 30 anni ha partecipato almeno una volta a un addio al nubilato, contro appena il 12% di venticinque anni fa, secondo uno studio dell’INED. Il quotidiano parla di un mercato che supera i 100.000 addii al nubilato ogni anno, con una spesa media compresa tra 150 e 250 euro per partecipante. E non mancano testimonianze di weekend che superano i 1.000 euro a persona.

Rinunciare perché non si hanno abbastanza soldi

Il fenomeno è ormai talmente diffuso che alcune banche – anche belghe – finanziano indirettamente questo tipo di socialità attraverso prestiti personali destinati a viaggi, attività ricreative o grandi eventi. «So che l’idea di indebitarsi per preservare la propria vita sociale può sembrare assurda», ammette Malika, 29 anni, insegnante elementare a Bruxelles, che lo scorso anno ha acceso un prestito per partecipare a una vacanza dedicata al surf in Portogallo con le amiche. «Ma preferisco tagliare altre spese piuttosto che sentirmi esclusa dal gruppo».

Un’indagine condotta nel 2025 su mille americani e americane tra i 18 e i 44 anni dalla Ally Bank, una delle principali banche digitali statunitensi, rivela che i giovani adulti spendono in media 250 dollari al mese per attività con gli amici. Soprattutto, quasi una persona su due afferma di aver già rinunciato a un evento sociale per motivi economici.

Il disagio di dire di no

Sui social network gli esempi si moltiplicano. Uno dei casi più virali su TikTok è quello del creator newyorkese Sean Lans, che ha spiegato perché ha deciso di non partecipare a una festa di compleanno. Il ristorante scelto proponeva hamburger da 41 dollari, ai quali andavano aggiunti altri 11 dollari per le patatine, mentre la serata sarebbe poi proseguita in un locale con ingresso a 35 dollari. «Non ho voglia di spendere l’equivalente della mia spesa settimanale per una sola serata», ha spiegato l’influencer. Sotto il video, migliaia di commenti raccontano lo stesso disagio: accettare uscite che in realtà non ci si può permettere, sentirsi in colpa nel rifiutare un invito oppure finire gradualmente per allontanarsi dal gruppo.

L’industria dei rituali dell’amicizia

Perché dietro la friendflation si osserva un fenomeno più ampio: una vita sociale sempre più legata al consumo. Frequentare gli amici non significa più semplicemente trascorrere del tempo insieme, a casa di qualcuno o in un parco. Oggi bisogna prenotare, viaggiare, partecipare, organizzare, vivere un’esperienza. «Oggi si è sviluppata un’intera industria attorno ai rituali dell’amicizia», osserva Malika. «Compleanni, baby shower, addii al nubilato sono diventati dei mini-festival in cui tutto conta: il regalo, le attività, le decorazioni, gli outfit, gli accessori, il city break. Francamente, se non hai i mezzi per restare nel giro, è meglio che tu inizi lentamente a inventarti delle scuse». (Copyright Le Soir- Lena/Leading European Newspaper Alliance)

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