La caduta del “Cintura”, simbolo della crisi immobiliare in Cina
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloBuongiorno da Pechino,
sono Gianluca Modolo, corrispondente per la Cina e l’Asia, e questa è “Bacchette”. Perché questo nome? Per darvi ogni settimana degli assaggi di questo immenso continente. Come? Con delle bacchette appunto, come si usa qui.
La caduta del “Cintura”
Capelli bianchi e non la solita folta chioma nera, polo blu a maniche lunghe, Hui Ka Yan attendeva il verdetto in piedi in mezzo a due poliziotti nell’aula del tribunale di Shenzhen. Al fondatore di Evergrande, colosso poi sgretolatosi e diventato il simbolo della crisi immobiliare in Cina, è stato dato l’ergastolo. Ascesa e caduta dell’ex re del mattone: da uomo più ricco d’Asia a carcerato per il resto dei suoi giorni. Hui “il cintura” - soprannome che si guadagnò nel 2012 quando si presentò in parlamento con una cintura dorata di Hermès sfoggiando la sua ricchezza molto poco socialista - e il gruppo Evergrande sono stati ritenuti colpevoli di “frode nella raccolta di fondi, concessione illegale di prestiti, emissio…
Buongiorno da Pechino,
sono Gianluca Modolo, corrispondente per la Cina e l’Asia, e questa è “Bacchette”. Perché questo nome? Per darvi ogni settimana degli assaggi di questo immenso continente. Come? Con delle bacchette appunto, come si usa qui.
La caduta del “Cintura”
Capelli bianchi e non la solita folta chioma nera, polo blu a maniche lunghe, Hui Ka Yan attendeva il verdetto in piedi in mezzo a due poliziotti nell’aula del tribunale di Shenzhen. Al fondatore di Evergrande, colosso poi sgretolatosi e diventato il simbolo della crisi immobiliare in Cina, è stato dato l’ergastolo. Ascesa e caduta dell’ex re del mattone: da uomo più ricco d’Asia a carcerato per il resto dei suoi giorni. Hui “il cintura” - soprannome che si guadagnò nel 2012 quando si presentò in parlamento con una cintura dorata di Hermès sfoggiando la sua ricchezza molto poco socialista - e il gruppo Evergrande sono stati ritenuti colpevoli di “frode nella raccolta di fondi, concessione illegale di prestiti, emissione fraudolenta di titoli e corruzione aziendale”, recita la sentenza. Schiacciato da oltre 300 miliardi di dollari di debiti, dopo la stretta del Partito alla bolla del mattone, il colosso andò in default sulle sue obbligazioni in dollari nel 2021, scatenando poi una crisi nell’immobiliare che ha contribuito al rallentamento della crescita della Cina e che continua a pesare ancora oggi. Nato poverissimo, in un villaggio dello Henan, cresciuto dalla nonna a patate dolci, Hui si fece le ossa in un’acciaieria. Ispirato dal viaggio al Sud di Deng Xiaoping del 1992 che diede il via a una nuova ondata di riforme, decise di mettersi in proprio. Quattro anni dopo fondò Evergrande. Costruisce torri di cemento e acciaio che diventano il simbolo del boom del mattone in quella Cina in piena trasformazione: una frenesia immobiliare, però, alimentata dal debito.
Scherzi proibiti
Finire nei guai per aver cambiato il testo di una canzone. Non una canzone qualunque, però: una canzone rivoluzionaria, affronto che il Partito comunista non può permettere. Guo Degang, il comico più famoso di Cina, è sotto inchiesta: accusato di aver violato la morale pubblica. Prossimi spettacoli in programma, al momento, rinviati. Il comico cinese aveva improvvisato un proprio testo basato su una famosa canzone rivoluzionaria - “Suonando il mio amato pipa” - durante uno spettacolo alla fine di luglio a Wuhan. La canzone incarna lo spirito tenace dei guerriglieri che combatterono contro l’invasore giapponese. “Il sole sta per tramontare a Ovest; tutto è tranquillo sul lago Weishan”: strofa che Guo ha cambiato in “tutto è tranquillo nella Città Proibita”, aggiungendo frasi come “Sono Buddha, mamma, mamma, ti prego”, interpretando la canzone, secondo i media locali, in uno stile comico.
Altre due condanne a Hong Kong
Colpevoli di “incitamento alla sovversione”. Lee Cheuk-yan e Chow Hang-tung, leader di quella che un tempo era l’associazione ad Hong Kong che organizzava in città le veglie per commemorare il massacro di Tiananmen a Pechino del 4 giugno 1989, rischiano fino a dieci anni di carcere. L’Alta Corte dell’ex colonia britannica ha condannato i due attivisti ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale. L’entità della pena verrà comunicata nei prossimi giorni o settimane. Per decenni Hong Kong è stato l’unico luogo in territorio cinese dove si potevano commemorare i morti di quella strage, migliaia e migliaia di persone partecipavano alle veglie con i lumini accesi al Victoria Park. Da sei anni il governo comunista ha fatto calare il buio su quel ricordo pure a Hong Kong. C’è chi resiste, con sempre più difficoltà. C’è chi, come Lee e Chow, rischia di farsi ora un’altra decina d’anni in galera.
Il triangolo Washington-Seul-Pyongyang (e la Cina)
Dovevano finire il 27 agosto. E invece dopo il diktat di Donald Trump che ha colto di sorpresa Seul e messo in allarme gli altri alleati asiatici dell’America sono terminate ieri. Le esercitazioni militari annuali tra Stati Uniti e Corea del Sud, iniziate lunedì, sono state accorciate di sei giorni. Un “regalo” dello statunitense al nordcoreano Kim Jong-un, che ora il leader Usa spera di incontrare, forse già in autunno. Regalo che al momento lascia indifferente Pyongyang. Con la potente sorella del dittatore, Kim Yo-jong, che smentisce qualsiasi contatto tra Corea del Nord e Usa. Domenica, a poche ore dall’inizio delle esercitazioni, Trump aveva ordinato al Pentagono di ridurle "in modo sostanziale”, citando il suo “ottimo rapporto con Kim”, sostenendo che le esercitazioni sono un messaggio “ostile” alla Corea del Nord e lanciando frecciate a Seul sul mancato sostegno sudcoreano alla sua guerra contro l’Iran. Aveva poi affermato di aver ricevuto una risposta “molto positiva” da Kim, che da anni considera le esercitazioni come “prove di invasione” per mettere fine al suo regime. Comunicazione tra i due leader della quale la sorella di Kim dice però di non sapere “assolutamente nulla”. Nonostante i “ricordi e i sentimenti positivi” che suo fratello nutre nei confronti di Trump, Kim Yo-jong ha affermato che “ridurre le esercitazioni non cambia la loro natura aggressiva”, lasciando intendere che il dialogo con gli Usa rimane fuori discussione. Da mesi Trump dice che vorrebbe un nuovo incontro con Kim (che anche Seul accoglierebbe con favore se producesse discussioni serie per limitare l’arsenale del Nord). I due si sono visti tre volte: colloqui che non hanno portato a nulla. Il Maresciallo Kim non sembra avere tutta questa fretta ora. Gode del sostegno della Russia, ha migliorato i rapporti con la Cina, l’economia cresce. Non ha bisogno di un’altra stretta di mano inconcludente con Trump: ha bisogno di maggiori concessioni, che gli vengano alleggerite le sanzioni, però in cambio non vuole sentirne di de-nuclearizzare. Il regime, in realtà, non è mai stato così ricco nonostante le sanzioni. Kim ha incassato 22 miliardi di dollari dal 2022 al 2025: vendita di armi alla Russia, furti di criptovalute, commerci illeciti. In questa partita c’è pure la Cina. Il ministro degli Esteri Wang Yi è stato in visita in Corea del Sud. Alla domanda se la Cina potesse fungere da mediatore per un vertice tra Pyongyang e Washington, Wang ha risposto che la questione spetta solo ai due Paesi, aggiungendo che “gli Stati Uniti dovrebbero cambiare la loro politica ostile nei confronti della Corea del Nord”. Pechino ha di fatto accettato la Corea del Nord come potenza nucleare: quello che vuole Xi Jinping è però stabilità. Ha bisogno di una Corea del Nord come Stato cuscinetto di fronte alla presenza di importanti basi statunitensi nella Corea del Sud, ma teme che una Corea del Nord senza freni e con più stretti legami con Mosca possa assumere un atteggiamento ancora più provocatorio, attirando ulteriormente l’attenzione - e la presenza - di americani e alleati in questa parte di Asia. Già a maggio, prima del viaggio di Xi a Pyongyang, la stampa sudcoreana sosteneva che il leader cinese potrebbe agire da mediatore tra il dittatore nordcoreano e il presidente statunitense, magari mettendo le basi per un nuovo incontro tra i due. Fare pressioni su Kim potrebbe fornire a Xi, sostiene qualche esperto, anche un vantaggio nei rapporti con Trump, desideroso di riprendere il dialogo col nordcoreano: Xi così potrebbe continuare a presentare la sua Cina come la grande potenza responsabile e moderatrice, in grado di dialogare con tutte le parti. Una possibilità complicata, però, dal ruolo della Russia e dai suoi nuovi stretti legami col Maresciallo Kim.
Addio a Bou Meng
La pittura lo ha salvato. Non dalle torture, quelle le ha subite. Ma dalla morte, sì. Bou Meng sapeva dipingere. Servivano ritratti di Pol Pot e i suoi carcerieri lo misero all’opera: al primo sbaglio rischiava la vita. Gli ci vollero tre mesi per finire il suo primo quadro. È dipingendo il leader del sanguinario regime dei khmer rossi cambogiani che Bou Meng, scomparso a 85 anni, era sopravvissuto, negli anni Settanta, alla famigerata prigione di Tuol Sleng. Fu uno dei pochissimi a uscire vivo da quella ex scuola trasformata in "un inferno in terra" come lui stesso definiva quel luogo.
L’ultima estate della zuppa di cane
Al mercato di Moran, vicino Seul, gli anziani ordinano gli ultimi piatti di “bosintang”, per decenni parte della tradizione della cucina sudcoreana come antidoto all’umidità estiva. Ma da febbraio 2027 scatta il divieto sulla carne di cane. Nel 2024 il Parlamento di Seul aveva approvato una legge che vietava l’allevamento, la macellazione, la distribuzione e la vendita di cani destinati al consumo umano. Legge che entrerà pienamente in vigore, appunto, agli inizi del prossimo anno.
Letture. Quei giorni a Pechino nel 1989
La storica dell’arte Nathalie Trouveroy, moglie di un ex diplomatico belga in servizio nella capitale cinese quell’anno, ha condiviso con Le Monde alcuni suoi filmati delle proteste di Piazza Tiananmen.
Il film della settimana
牛来, “Niu Lai”. Talmente brutto da aver sbancato il botteghino. Trama confusa, qualità grafica pessima: poco importa. Niu Lai, film di animazione scritto, diretto e doppiato da appena due persone (madre e figlio) è diventato virale in Cina. Stroncato immediatamente dalla critica, nei primi dieci giorni aveva incassato appena poco più di 7mila yuan (circa 900 euro), ma nel fine settimana è arrivato l’insperato successo: incuriositi dalle recensioni e dai meme online, nonostante la qualità scadente - anzi, proprio per questo - i cinesi sono andati in massa nelle sale per vederlo.
Memorie asiatiche. Storie, reportage, interviste dall’archivio da rileggere
Zhao Xintong, l’eroe del biliardo che fa sognare la Cina: è il primo a vincere i mondiali di snooker (pubblicato nel maggio 2025).
Xièxie (grazie) e alla prossima settimana.
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