Meloni-Macron, appuntamento in Riviera
di Anais GinoriBuongiorno da Parigi, la Coca-Cola in ogni stanza, il campo da golf affacciato sul Lemano, la cena di gala a Versailles con fuochi d’artificio e musica. Emmanuel Macron ha costruito il G7 di Evian come una grande operazione di seduzione diplomatica per Donald Trump. Un vertice cucito su misura del presidente americano, nella speranza di trattenerlo dentro il gioco degli alleati e trasformare la sua imprevedibilità in una possibile occasione negoziale. Le date del summit sono state spostate di quarantotto ore per permettere a The Donald di festeggiare il suo ottantesimo compleanno alla Casa Bianca. La sede scelta dalla Francia, l’Hôtel Royal di Évian-les-Bains, ha il fascino discreto dei grandi palace della Belle Époque, ma anche un dettaglio non indifferente per il leader americano: un grande campo da golf con vista spettacolare sul lago, dove Trump potrà esercitarsi nei momenti di pausa. Centocinquanta camere in stile Belle Époque, un parco di 19 ettari, l’equivalente di 27 campi da calcio, l’albergo è affacciato sul Lemano e ha ospitato anche Greta Garbo e Marcel Proust, che qui lavorò ad alcune pagine di Alla ricerca del tempo perduto.
Antibes, il vertice del disgelo tra Roma e Parigi
Nel diffondere le immagini di Meloni al suo arrivo al G7, l'Eliseo ha inserito come sottofondo la canzone "Felicità" di Al Bano e Romina. E' un dettaglio che fa sorridere ma forse è l'effetto del disgelo all'orizzonte. Macron e Meloni hanno finalmente annunciato il loro primo vertice bilaterale il 25 giugno ad Antibes, dopo anni di rinvii dovuti alle tensioni politiche tra Roma e Parigi. L’annuncio arriva in un momento delicato, con l’avvicinarsi delle scadenze elettorali sia in Francia e in Italia. Con un 2027 che sarà impegnativo e incerto, questo scorcio di inizio estate era considerato dai diplomatici l'ultimo momento utile per provare organizzare.
Mélenchon rilancia la “Nouvelle France”
Jean-Luc Mélenchon ha lanciato a Saint-Denis la sua quarta corsa all’Eliseo scegliendo uno slogan, “Nouvelle France”, che rovescia il lessico identitario dell’estrema destra. Davanti alla basilica dei re di Francia, il leader della France Insoumise ha voluto mettere in scena una Francia meticcia, popolare, concreta, quella che secondo lui esiste già e che può ancora battere i “fascisti”.