Il bivio di von der Leyen
di Claudio TitoUrsula von der Leyen si trova davanti a un bivio. Una scelta molto più impegnativa rispetto all’inizio di questo suo mandato: decidere se rivitalizzare la sua maggioranza tradizionale costruita sull’asse Popolari-Socialisti o se compiere un ulteriore passo verso destra.
Le elezioni tedesche in Sassonia con la vittoria netta dei neonazisti dell’Afd pongono alla Commissione e al Parlamento europeo un dilemma esistenziale. Come bloccare o almeno frenare l’avanzata della destra radicale antieuropeista e filoputiniana? Fino ad ora la leader europea ha pensato di placare le spinte reazionarie strizzando l’occhio alla destra dei Conservatori. Ogni provvedimento, alla fine, è stato costruito per ottenere almeno la non contrarietà dell’Ecr, il gruppo di cui fa parte Fratelli d’Italia. Ma è ormai evidente che la tattica remissiva e sostanzialmente senza una traiettoria chiara non ha dato i risultati sperati.
Una opzione che impone capacità di gestione politica. Perché nei prossimi mesi andranno al voto almeno quattro fondamentali paesi dell’Unione: Francia, Italia, Spagna e Grecia. E altri Land tedeschi (già il prossimo 20 settembre Berlino e Meclemburgo Pomerania). Ma questo è esattamente il punto debole della presidente della Commissione che tende ad accontentare tutti senza imboccare una strada precisa.