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Se le api scomparissero il mondo cambierebbe volto

Le api e gli altri impollinatori garantiscono la riproduzione di una parte fondamentale delle piante selvatiche e coltivate, sostenendo biodiversità, agricoltura e sicurezza alimentare. Eppure, oggi le api sono sempre più esposte a una combinazione di stress ambientali che ne minacciano salute e sopravvivenza. Il cambiamento climatico altera temperature e stagioni, modifica la disponibilità di fiori e risorse, intensifica eventi estremi. A questo si aggiungono pesticidi, patogeni, perdita di habitat. Un insieme di pressioni che incide non solo sul corpo delle api, ma anche sulle loro capacità cognitive. Da questa consapevolezza nasce il progetto di ricerca promosso dal Centro interdipartimentale Mente e Cervello (Cimec) dell'Università di Trento e realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa Rurale di Trento. "L'ape da miele è un importante impollinatore del nostro ecosistema e l'idea è quella anche di aiutare l'agricoltura a essere più resiliente tramite interventi che permetterebbero alle api di poter vivere in modo migliore in questo mondo in costante cambiamento", spiega la direttrice dell'Invertebrate Neuroscience group del Cimec Elisa Frasnelli, co-responsabile del progetto insieme ad Albrecht Haase, direttore del Neurophysics group, sempre del Cimec.
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