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Biodiversità

Nelle nostre città sono scomparse le api, arriva un progetto per farle tornare

Nelle nostre città sono scomparse le api, arriva un progetto per farle tornare

La riproduzione di più del 70% delle colture agrarie dipende dagli impollinatori, ma il loro declino nei centri urbani è sempre più preoccupante: parte, così, Buzz Life, con la creazione di corridoi ecologici, giardini e aree rifugio

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Api e bombi, vespe e farfalle, falene e coleotteri: chi li ha visti? Una specie su dieci è in declino secondo la European Red Lists of Bees, mentre in Italia 34 delle 151 specie di api native sono in pericolo. E poco meglio se la passano le farfalle: a rischio estinzione 18 delle 289 specie di quelle diurne. Nelle nostre metropoli, in particolare, gli impollinatori sono sempre meno presenti. Non certo una buona notizia, trattandosi – com’è noto – di specie fondamentali per l’equilibrio di ecosistemi e biodiversità e di un prezioso sostegno naturale per l’agricoltura e la sicurezza alimentare. Da loro, non a caso, dipende la riproduzione di oltre l’85% delle piante selvatiche e più del 70% delle colture agrarie.

E la colpa di trend così negativi è, neanche a dirlo, di crisi climatica e inquinamento, con squilibri favoriti dalle pratiche agricole intensive che, di fatto, hanno anticipato di 6 giorni l’attività degli impollinatori negli ultimi 60 anni e diminuito di due la durata del loro volo. Quanto basta per correre ai ripari: di qui la nascita del progetto europeo Buzz Life, che mira a contrastare il declino degli insetti impollinatori, in particolare della famiglia Apoidea, attraverso azioni concrete nei contesti urbani e periurbani di Italia, Cipro, Francia e Grecia, agendo nel solco delle strategie comunitarie come Nature Restoration Law e New Deal for Pollinators. L’obiettivo è ambizioso: il ripristino di oltre 36 milioni di metri quadrati di habitat idonei, quanto basti per aumentare del 40% l’abbondanza e la diversità degli impollinatori e del 30% la presenza di flora entomofila nelle aree coinvolte. A coordinare il progetto è Legambiente, il via a Roma, a Villa Celimontana, nella sede del Crea il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, tra i partner di un progetto che partirà con l’approfondimento della conoscenza sulla distribuzione e sull’ecologia degli impollinatori attraverso sistemi di monitoraggio innovativi.

Tra questi, soluzioni IoT e strumenti di telerilevamento per raccogliere dati sulle api selvatiche e sulla flora entomofila. Si chiama “Spectrum”, per esempio, il sistema di monitoraggio sviluppato dal partner 3BEE in grado di registrare le firme acustiche degli impollinatori: sensori bioacustici e immagini satellitari, combinati con l'intelligenza artificiale, aiuteranno a mappare gli habitat per le specie target, quantificando il potenziale nettarifero, la presenza di acqua e altri fattori che influenzano la disponibilità di risorse per gli impollinatori. Quindi, via a interventi mirati di conservazione e ripristino degli habitat con la creazione di infrastrutture verdi dedicate agli impollinatori, progettate per ristabilire la connettività ecologica tra habitat naturali e seminaturali frammentati dall’urbanizzazione.

Prevista, inoltre, la realizzazione di corridoi ecologici denominati, giardini per api e impollinatori e aree rifugio, non marginale la riqualificazione di zone urbane. Dove? A Roma (Valle dell’Aniene e Parco Acqua Acetosa, in primis) e a Imola, a Siena e a Campobasso. Perché, spiega Stefano Raimondi, responsabile Ufficio Biodiversità di Legambiente, “non v’è dubbio che il declino degli impollinatori rappresenti una delle sfide ambientali più urgenti per l’Europa”. E tra le iniziative più interessanti, figura un percorso di formazione per tecnici e governance locale, per una gestione del verde urbano verso zero pesticidi. La dimensione scientifica del progetto sarà affiancata da attività di citizen science e da una ampia attività di sensibilizzazione verso agricoltori urbani, orticoltori e giardinieri. Per promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza degli impollinatori per gli ecosistemi. Da loro, in fondo, dipende anche la qualità della vita nelle nostre città.