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Auto roventi sotto il sole estivo: ecco come evitare rischi delle alte temperature

Auto roventi sotto il sole estivo: ecco come evitare rischi delle alte temperature

Quali sono le parti del veicolo più sensibili allo stress termico? Controllare batteria e pneumatici

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Temperature sempre più torride ed estati sempre più lunghe. Il cambiamento climatico in atto costringe ad adattarci e a proteggere quello di cui abbiamo bisogno. L'auto, che sia un mezzo a cui teniamo gelosamente o che sia solo un mezzo per trasportarci, d'estate subisce il caldo per lunghe ore del giorno. Cosa possiamo fare per proteggere la nostra auto e renderla più sicura? Ma soprattutto quali sono le parti più sensibili?

Il motore è certamente l'anima dell'auto endotermica e ibrida, ma senza la batteria nessun veicolo si accende. “Le alte temperature possono incidere sullo stato di salute delle batterie. Quando si raggiungono i 35/40 °C - valori spesso ancora più elevati nel vano motore - si attivano alcuni processi tipici delle batterie al piombo-acido. Tra questi, una lieve evaporazione dell’elettrolita, che nel tempo può ridurre la capacità, e un’accelerazione delle reazioni chimiche interne, con effetti sulla durata complessiva e sulle prestazioni all’avviamento” ci spiega Carla Menale, ricercatrice laboratorio mobilità sostenibile e trasporti ENEA. “Il caldo favorisce una maggiore autoscarica e può aumentare la probabilità di sovraccarico, fenomeni che, se prolungati, incidono sull’efficienza della batteria”. Il caldo estremo delle nostre estati, dunque, è certamente un fattore di stress e proteggere le auto non è una precauzione da maniaci dei motori. L'esperta di ENEA, infatti, indica il parcheggio all'ombra, in un garage, o un telo di colore chiaro come copertura tra i metodi migliori per ridurre lo stress termico. “La batteria soffre maggiormente quando resta scarica o poco carica: bisognerebbe cercare di evitare tragitti troppo brevi ripetuti, che non danno tempo all’alternatore di ricaricare la batteria. Inoltre nelle batterie non sigillate può essere utile verificare il livello dell’elettrolita per evitare che si riduca eccessivamente” indica ancora Carla Menale.

Anche se le auto endotermiche (benzina e diesel) sono la quota più diffusa sulle strade, sono in aumento anche i modelli elettrici e le plug-in, cioè auto a motore con una piccola batteria che consente un'autonomia ridotta di viaggio in elettrico. Per queste tipologie, le batterie sono essenziali perché tutta l'architettura, insieme alla propulsione, dipende dalla loro efficienza. “Questi veicoli utilizzano batterie agli ioni di litio, molto efficienti ma sensibili alla temperatura. Il calore influisce direttamente sul loro funzionamento: accelera le reazioni chimiche interne e riduce la resistenza elettrica, migliorando temporaneamente alcune prestazioni. Tuttavia, questo effetto ha un costo. Nel tempo, le alte temperature favoriscono il degrado della batteria, con perdita progressiva di capacità e riduzione della durata complessiva. Inoltre, nei casi più estremi, a questi effetti del calore intenso può aggiungersi la formazione di sottoprodotti indesiderati ed il danneggiamento dei materiali interni. Per questo motivo, le auto elettriche sono dotate di sistemi di gestione termica che raffreddano la batteria quando necessario. Questi sistemi sono fondamentali per mantenere temperature operative sicure, ma comportano un consumo di energia, seppure basso; il consumo è circa 1/10 di quello del sistema di raffreddamento dell'abitacolo, e tutto l'insieme potrebbe ridurre l'autonomia del veicolo da un 6% massimo per le auto di classe piccola ad un 10% massimo per SUV e similari”, spiega ancora l'esperta di ENEA, Carla Menale.

Insomma sono i piccoli accorgimenti a fare la differenza. E se questo è valido per le batterie, in realtà lo stesso concetto si allarga anche al resto delle parti sensibili di un'autovettura. A mantenere giovane il motore di un'auto è l'olio che deve avere la giusta viscosità per non compromettere il funzionamento delle varie parti motoristiche e le alte temperature incidono negativamente sulla viscosità. I modelli di ultima generazione non inviano alert al conducente solo quando l'olio è scarso, ma anche se le qualità lubrificanti stanno degradando per cui è meglio sostituire l'olio. E' bene sapere che esistono diverse gradazioni di olio adatte a ogni clima e che possono verificarsi casi di invecchiamento precoce solo su veicoli molto datati o usati continuativamente in condizioni estreme, per cui una manutenzione economica può prevenire eventi ben più spiacevoli.

Passiamo agli pneumatici. Tenere sempre le gomme alla giusta pressione è un'ottima regola per avere la massima aderenza soprattutto a velocità più elevate anche perché se sgonfie l'auto consuma più carburante. Sicuramente sono da far controllare dal gommista nel caso ci si accorga di aver urtato violentemente contro marciapiede o buche profonde perché potrebbe aver compromesso la struttura dello pneumatico. Gli specialisti consigliano la sostituzione superati i 6 anni, al di là dell'utilizzo intenso o meno, perché diminuiscono le prestazioni ottimali, anche perché l’asfalto rovente aumenta la pressione interna degli pneumatici. Se sono gonfiati al limite o usurati, cresce il rischio di scoppio o perdita di aderenza. Anche in questo caso una manutenzione o controllo di routine sono un'ottima precauzione.

Altri piccoli accorgimenti che allungano la vita delle nostre auto sono l'ombreggiatura quando possibile perché preserva la plastica di cui sono fatti i cruscotti e la gran parte dei componenti interni dell'abitacolo che possono raggiungere temperature davvero molto elevate. Un parasole da pochi euro può cambiare molto e fare da barriera al caldo. Infine, se le auto di vecchia generazione sotto il sole cocente perdevano anche smalto e lucidatura della vernice, oggi pare che il problema sia risolto, ma questo riguarda solo l'estetica. Infine, mai girare senza una bottiglia d'acqua in auto, ma questo vale solo per il conducente.