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Inquinamento

L'auto che cattura il particolato di gomme e freni e azzera le emissioni

Ventra (Foto di Nikolaos Rapsomanikis)
Ventra (Foto di Nikolaos Rapsomanikis) 

In Olanda un gruppo di studenti ha sviluppato un prototipo di auto chiamata Ventra che cattura le polveri sottili prodotte dagli pneumatici e dall'usura del manto stradale

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Le auto a batteria con motore elettrico riducono azero le emissioni allo scarico. Corretto, ma ci sono altre variabili da considerare, che purtroppo contribuscono all'inquinamento anche se i veicoli sono al 100% elettrici. Si tratta delle particelle che derivano dall'usura degli pneumatici, delle pasticche dei freni, dal manto stradale. Le auto elettriche sono fondamentali per la transizione ecologica a cui punta l'Europa, perché non producono emissioni allo scarico, ma per ridurre ancora di più l'impatto ambientale c'è da lavorare. Una risposta plausibile arriva da un giovane e ambizioso team di studenti dell'Università di Tecnologia di Eindhoven in Olanda che ha sviluppato un'automobile, chiamata Ventra, che riesce a catturare alcune di queste particelle inquinanti direttamente dalla zona prossima alle ruote. Il sistema di raccolta del veicolo, infatti, agisce precisamente nel punto in cui si genera il particolato. Non c'è un filtro speciale che esegue il lavoro “sporco” ma un sistema che carica elettricamente le particelle e le attrae verso una superficie di raccolta messa a terra.

Un concept nato per sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli del particolato e che possa essere di ispirazione per l'industria automobilistica. Infatti, "l'assenza di gas di scarico non significa necessariamente assenza di emissioni", afferma il responsabile del team Tim Spencer. Secondo la squadra di ricerca olandesel'usura delle gomme di un'auto da sola può rilasciare una massa di particolato fino a 1.000 volte superiore a quella consentita da un impianto di scarico regolamentato. Il particolato – come è noto - è nocivo per la salute, in particolare il PM2,5, le cui particelle sono così piccole da penetrare in profondità nei polmoni e nel flusso sanguigno, contribuendo all'insorgenza dimalattie cardiache, ictus e deficit nello sviluppo polmonare. E stavolta le auto elettriche non fanno che peggiorare questo dato, perché sono più pesanti di un'auto endotermica – a causa della batteria che montano - ed erogando una spinta maggiore sulle ruote, accelerano l'usura degli pneumatici.

Ma cerchiamo di capire di più di questa tecnologia che cattura il particolato. Il sistema aspira l'aria inquinata proprio dove il problema è maggiore:intorno agli pneumatici. Sfruttando la forza elettrostatica, si applica una carica elettrica alle particelle, facendole attrarre da una superficie di raccolta collegata a terra, dove rimangono attaccate e poi pulite facilmente con un normale aspirapolvere o dell'acqua. Le differenti simulazioni condotte dagli olandesi evidenziano che a velocità comprese tra 50 e 80 km/h il 24% del particolato potrebbe essere convogliato nel contenitore di raccolta. Diminunendo la velocità, la percentuale sale al 42%. Un dato molto positivo, a cui va aggiunta anche un'altra innovazione importante per la sostenibilità complessiva del progetto: le particelle raccolte possono anche essere riciclate per fabbricare gli interni dell'auto. Ma l'obiettivo finale non è solo dimostrare che la cattura delle particelle di usura è possibile, bensì diridurne la generazione. Come? Riducendo il peso del telaio di Ventra, fatto in gran parte con pannelli termoplastici leggeri rinforzati con fibra di carbonio. Sono 100 kg in meno che premono sull'asfalto, quindi riducono l'usura, la pressione su pneumatici e freni.

Tra l'altro il tema della riduzione delle emissioni è il perno dell'Euro 7 (novembre 2026) che introdurrà i primi limiti sulle emissioni di particolato dai freni. E per la prima volta, i limiti di emissione si applicheranno anche alle auto elettriche, e non solo a quelle con motori a benzina e diesel. Se questa tecnologia è stata sviluppata da un team di studenti con budget esigui, ma tanta creatività scientifica, allora i car maker potrebbero adottarla in serie sui loro prodotti e diminure ancora di più l'impatto dei veicoli su strada.