Ondate di caldo, tempeste, inondazioni, siccità, inquinamento. Secondo l’Unicef oltre un miliardo di bambini, circa la metà della popolazione minorenne del mondo inclusi quelli che vivono in Paesi ad alto reddito, sono esposti ad almeno tre di questi rischi climatici contemporaneamente. 123mila ne sperimentano più di sei nella loro vita. Pericoli che minacciano la loro salute, l'istruzione, la stessa sopravvivenza. Nel report si parla anche dell’Italia “dove, ad esempio, più di 6 milioni di bambini sono esposti a ondate di caldo prolungate e siccità”.
Il ponte portato via dall’alluvione sul fiume pieno di coccodrilli
L’Unicef ha anche raccolto alcune storie per mostrare l’entità del problema di dimensioni globali, come quella dei bambini che vivono in una regione in Papua Nuova Guinea. Le immagini mostrano piccoli e adolescenti che attraversano nuotando un fiume infestato di coccodrilli per raggiungere la scuola. Motivo? Il ponte pedonale che utilizzavano per il tragitto da casa a scuola, nel 2012 è stato portato via durante un alluvione e non è stato mai ricostruito. La comunità non è riuscita a raccogliere fondi a causa di un impoverimento sempre più grave, che si è protratto anno dopo anno, dovuto proprio alle conseguenze della crisi climatica.
Una storia che coinvolge la comunità che abita lungo il fiume Kemp Welch a Launkalana. Adolescenti e bambini sognano da anni di poter camminare su un nuovo ponte “per andare a scuola in sicurezza ogni giorno”. "Durante la stagione monsonica, forti correnti, alberi morti e detriti bloccano il fiume causando ferite e morte," hanno spiegato i familiari dei bambini all’Unicef "Molti bambini si ammalano per l'acqua fredda e sporca del fiume. Questo crea un divario di apprendimento. Soprattutto per le femmine”. E non sono i soli a vivere situazione simile a questa. Secondo il Children’s Climate Risk Report l'aumento delle temperature e le condizioni meteorologiche estreme stanno mettendo ulteriore pressione sulle infrastrutture: strade e ponti chiave stanno subendo colpi con gravi conseguenze per le comunità.
“Nel Sahel 4 milioni di piccoli esposti a più di un pericolo”
"Le vite dei bambini continuano a essere sconvolte dall'impatto di ondate di caldo, incendi boschivi, siccità e inondazioni," ha dichiarato Catherine Russell, direttrice esecutiva dell'Unicef. "La metà dei bambini del mondo ora vive con almeno tre minacce climatiche sovrapposte che plasmano la loro vita quotidiana”. L'Unicef ha analizzato l'esposizione dei giovani a otto rischi climatici: inondazioni costiere, siccità, caldo estremo, incendi, ondate di caldo, inondazioni fluviali, tempeste di sabbia e polvere e tempeste tropicali. Ha rilevato che la regione del Sahel in Africa è una delle più colpite al mondo, con oltre 4 milioni di bambini che affrontano la triplice minaccia di ondate di caldo, caldo estremo e tempeste di sabbia e polvere.
Nel frattempo, i bambini in paesi asiatici come Bangladesh, Myanmar e Pakistan sono stati esposti a più rischi climatici che in qualsiasi altra parte del mondo. Spiegano gli analisti dell’agenzia dell’Onu: “Questa analisi può aiutare i governi a pianificare meglio e investire in modo più efficace in servizi resilienti. Quando rafforziamo i sistemi sanitari ed educativi, e miglioriamo le infrastrutture dobbiamo pensare ai bambini. Bisogna proteggerli dalle minacce climatiche odierne per garantire il loro futuro”. Nel Piano si invitano i governi e le imprese a ridurre le emissioni e migliorare l'adattamento climatico, con particolare attenzione ai servizi su cui i bambini fanno affidamento.