Semi di tamarindo per ripulire l’acqua dalle microplastiche: premiati tre sedicenni
di Gabriella RoccoUna polvere biodegradabile, un magnete portatile e zero elettricità: l'invenzione di Vivaan, Ariana e Avyana ha conquistato l'Earth Prize 2026
In un momento in cui il 59% dei giovani dichiara di essere molto preoccupato per la crisi ambientale, tre studenti indiani di sedici anni hanno deciso di fare la cosa più difficile: smettere di preoccuparsi e iniziare ad agire. Vivaan Chhawchharia, Ariana Agarwal e Avyana Mehta, della Jayshree Periwal International School di Jaipur, non si sono fermati all'ansia climatica. Hanno preso un ingrediente di scarto, i semi di tamarindo, un magnete portatile e un'idea semplice quanto rivoluzionaria, e ci hanno costruito sopra Plas-Stick: una polvere biodegradabile capace di ripulire l'acqua dalle microplastiche senza elettricità, senza infrastrutture, senza costi proibitivi.
Il risultato è stato l'Earth Prize 2026, il più grande concorso ambientale al mondo per giovani tra i 13 e i 19 anni, assegnato loro con quasi 23.000 voti dalla comunità globale. Un riconoscimento che non premia solo un'invenzione, ma un metodo: quello di una generazione che trasforma l'urgenza in progetto, e il progetto in impatto reale per chi ne ha più bisogno.
Come nasce Plas-Stick
L'intuizione è nata sul campo, durante una visita a una comunità rurale indiana. I tre studenti avevano già sviluppato un interesse per le scienze ambientali, ma è stato lì, davanti a un bambino che beveva da un grande contenitore condiviso, privo di qualsiasi sistema di filtrazione, che la consapevolezza del problema si trasformò in urgenza concreta. Le microplastiche sono ovunque: nell'aria, nel cibo, nell'acqua. Nei Paesi ad alto reddito esistono infrastrutture capaci di ridurne la presenza nell'acqua potabile. Per oltre 2,2 miliardi di persone nel mondo, invece, questo non è un'opzione. Chi non ha accesso a sistemi idrici gestiti in sicurezza dipende da cisterne, bidoni e contenitori condivisi, dove le particelle di plastica invisibili si accumulano silenziosamente, giorno dopo giorno.
Da quella visita, i tre studenti hanno iniziato a lavorare a una risposta con un vincolo preciso: la soluzione doveva essere semplice, economica e accessibile, funzionante anche in assenza di elettricità o di competenze tecniche avanzate.
Semi di tamarindo: dal rifiuto alla risorsa
Il tamarindo è un ingrediente onnipresente nella cucina indiana. I suoi semi vengono quasi sempre scartati. È da questi scarti agricoli che i tre studenti hanno ricavato Plas-Stick: una polvere biodegradabile che, una volta versata nell'acqua contaminata, sfrutta le naturali proprietà leganti del tamarindo per attrarre e aggregare le microplastiche, raccogliendole in grumi visibili. A quel punto basta avvicinare un magnete portatile per rimuoverli dall'acqua.
Non richiede componenti costosi, non produce rifiuti tossici, non ha bisogno di manutenzione specializzata. È un approccio che incarna i principi dell'economia circolare e dell'innovazione low-tech al servizio delle comunità più vulnerabili.
Il team lo ha già portato nelle scuole e nelle comunità, raggiungendo oltre 8.000 studenti e insegnanti attraverso programmi di sensibilizzazione e dimostrazioni pratiche. Il finanziamento di 12.500 dollari che accompagna l'Earth Prize darà ora ai tre ragazzi le risorse per scalare il progetto. L'obiettivo è creare hub di produzione decentralizzati per distribuire la polvere nelle comunità rurali di tutta l'India e, progressivamente, anche oltre i confini nazionali.
"Vincere l'Earth Prize è incredibilmente significativo per noi, perché dà credito a un problema spesso invisibile ma che colpisce quotidianamente le comunità in tutta l'India - hanno raccontato i tre vincitori ai media -. Plas-Stick è stato progettato per essere semplice, economico e accessibile. Questo supporto ci permette di estenderlo oltre le scuole pilota." Lo sviluppo del progetto si è avvalso anche della consulenza del dottor Rajesh Khandelwal e dell'interlocuzione con ricercatori dell'Indian Institute of Technology di Guwahati.
"I vincitori dell'Earth Prize 2026 dimostrano ancora una volta che l'età non è un ostacolo a un cambiamento significativo - ha dichiarato Peter McGarry, fondatore della Earth Foundation -. Il loro lavoro riflette una potente combinazione di creatività, determinazione e una profonda comprensione delle comunità a cui si rivolgono".