Microforesta alla Sapienza: gli alberi “dialogano” con la musica
di Fiammetta CupellaroIl 7 luglio nel campus si assisterà a un concerto jazz inedito: attraverso sensori applicati agli alberi, gli impulsi elettrici emessi dalle piante verranno trasformati in suoni. Su questa base l’orchestra “duetterà” con la Microforesta
C’è una Microforesta all’università la Sapienza, nata tra la facoltà di Chimica e quella di Lettere. Uno spazio dove sono stati piantati 300 tra arbusti e alberi della macchia mediterranea. Un’iniziativa di Terza Missione che si ispira al modello di Microforeste ideato dal botanico ed ecologo giapponese Akira Miyawaki. Pensato come un luogo a disposizione dell’intera comunità universitaria è pensata non solo come una vasta zona di ombra, ma un’oasi di resilienza climatica e un laboratorio di biodiversità ed educazione ambientale. Il progetto nato nel campus universitario, fa parte di un piano di rigenerazione urbana che sta investendo i quartieri di Roma nell’ambito del programma la “Città dei 15 minuti” e che coinvolgono scuole, istituti superiori e adesso anche gli studenti universitari. Qui ha assunto anche un valore di impegno ambientale da parte degli studenti e studentesse.
Oltre gli alberi, la musica
E per mostrare che si tratta non solo di uno spazio verde, ma di un luogo “vivo e condiviso” il 7 luglio è stato organizzato un concerto dal titolo Microforeste Jungle sound che è molto di più di ascoltare musica all’aperto. Una parte del concerto sarà prodotto dalle vibrazioni emesse dalle piante e catturate da un ingegnere del suono. Suoni che dialogheranno con i musicisti di “Musa Jazz”, la band composta da docenti, studenti e personale di Sapienza – Università di Roma. Attraverso sensori applicati ad alberi e arbusti è infatti possibile registrare gli impulsi elettrici emessi dalle piante e trasformarli in suono. Le piante sono state divise in 4 categorie e per ogni categoria sono stati catturati i suoni emessi. Su questa base, l’orchestra “duetterà” con la Microforesta.
Ma cosa sono le microforeste
Luoghi di incontro e socialità, oasi multifunzionali. Spiegano i responsabili del progetto nel campus romano: “Le piante sono di 13 specie diverse, formano un paesaggio ad alta densità vegetale ed è clima calmierante: l’aria qui è più fresca di 1 o 2 gradi rispetto all’area circostante. Poi, funziona anche come un giardino della pioggia: l’assorbimento dell’acqua è dal 30 al 50% più veloce. Ancora tre anni e la piccola Oasi sarà in grado di stoccare, annualmente, 233 kg anidride carbonica”. Non solo. Il monitoraggio del terreno indica un valore di “Qualità Biologica del Suolo” di 90 rispetto a 40 del resto del campus. Ma la Microforesta di fronte alla Facoltà di Lettere, è destinata a diventare anche un laboratorio di sperimentazioni, come il concerto del 7 luglio.
Spiega la rettrice Antonella Polimeni: “L’obiettivo è di costituire un laboratorio di innovazione, in collaborazione con docenti di diverse facoltà, che sia un polo di attrazione culturale per gli studenti, finalizzando la loro creatività ad azioni etiche come la cura della natura e il futuro delle specie del pianeta in linea con gli obiettivi della Terza Missione”. Fabio Lucidi, prorettore alla Terza Missione in Sapienza sottolinea: “Il riconoscimento della qualità e della quantità delle attività della nostra università in quest’ambito è cresciuta enormemente rispetto al passato, con un incremento di circa il 20% secondo l'Agenzia Nazionale per la Valutazione della Università e Ricerca; Nell'ultimo esercizio di valutazione il progetto delle microforeste è stato tra quelli a cui è stata attribuita una valutazione di eccezionalità”.