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Crisi del clima

Il caldo uccide tre leonesse a Tokyo: negli zoo del mondo scattano le emergenze

Il caldo uccide tre leonesse a Tokyo: negli zoo del mondo scattano le emergenze

Colpi di calore fatali per i felini in Giappone. A Praga ghiaccio distribuito agli orsi, a Varsavia condizionatori per i gorilla. A Barcellona si punta sul verde, mentre in Italia multe fino a 500 euro per chi lascia animali nelle auto

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Una dopo l’altra, le regine della Savana sono morte di caldo in Giappone. In un Pianeta che è ancora diviso sul senso e la funzione degli zoo e la crescita di animali in cattività, quest’estate al contrario c’è stata l’ennesima condivisione di un gigantesco problema: il caldo estremo alimentato dalla crisi climatica. In terra nipponica, a pagare il conto per le temperature arrivate a più riprese a superare anche i 40 gradi, sono state tre leonesse dello zoo di Tokyo. La scorsa settimana, tra martedì e domenica, tre delle leonesse ospitate dalla struttura sono decedute, sospettano gli operatori dello zoo, a causa di un colpo di calore. Almeno 11 dei 16 leoni dell’impianto hanno mostrato segni di sofferenza per gli elevati livelli di umidità in un Giappone che ha visto il superamento di decine di record di temperature.

Le leonesse, tra i simboli dello zoo, sono state vittime del “Kokushobi”, il neo termine con cui i giapponesi - gli stessi che negli ultimi mesi hanno persino inventato il frigo-umano per preservarsi dalla calura - hanno chiamato le giornate con temperature oltre i 40 gradi, ovvero quelle con caldo crudele. Nonostante i leoni siano considerati animali adattati alle alte temperature, le condizioni climatiche dell'estate giapponese rappresentano una sfida diversa rispetto a quelle delle aree africane

Condizionatori d’aria nei recinti

Proprio per le elevate temperature i felini del parco zoologico di Tama hanno sofferto di "perdita di appetito e diminuzione dell’attività" fa sapere la direzione dello zoo. I veterinari hanno riscontrato fra gli animali deceduti segni di “forte disidratazione” e insufficienza delle funzioni di alcuni organi. “Sebbene si pensi che i leoni siano resistenti al caldo, negli ultimi anni i custodi dello zoo hanno intensificato le contromisure per far fronte alla calura estiva giapponese. Qui il caldo è accompagnato da un'elevata umidità, una situazione diversa dal caldo con aria secca che si riscontra in Africa” aggiungono i responsabili della struttura precisando di essere costantemente impegnati a “intensificare le misure contro il caldo, spruzzando acqua, migliorando la ventilazione e installando condizionatori d'aria localizzati”.

Mentre in Giappone altri leoni dello zoo sono attualmente in cura, in tutto il Pianeta si stanno sviluppando nuovi accorgimenti per proteggere gli animali domestici e quelli in cattività, mentre per quelli selvatici - che soffrono duramente per gli impatti della crisi climatica - esistono ancora pochissime misure di protezione attive.

In Europa

Sono decine le ordinanze comunali che impongono ai cittadini - dal divieto di lasciare gli animali in auto agli obblighi di idratazione - particolari attenzioni nei confronti di cani e gatti. Sono previste, per chi non le applica, anche multe fino a 500 euro. Negli zoo d’Europa, continente che si surriscalda al doppio della velocità rispetto ad altre aree del mondo, dalla Germania ai paesi dell’Est sono altrettanto vari gli accorgimenti messi in atto per proteggere gli animali in cattività.

Per esempio lo zoo-giardino botanico di Budapest, a seconda delle specie presenti, ha sviluppato piani specifici per la “termoregolazione”. Tra questi l’aumento delle zone d’ombra e del ricircolo d’aria, ma anche delle pozze dedicate agli animali per potersi idratare autonomamente, o ancora metodi personalizzati di refrigerio. Per esempio gli elefanti vengono regolarmente lavati con un tubo da giardino mentre gli oranghi hanno a disposizione una doccia e il recinto dei pinguini è ricoperto da tendoni ombreggianti e sistemi di nebulizzazione.

Ghiaccio nell'area degli orsi nello zoo a Praga
Ghiaccio nell'area degli orsi nello zoo a Praga 

A Roma animali dissetati con ghiaccioli

Lo zoo di Varsavia ha invece temporaneamente chiuso l’area dove si possono vedere i gorilla. In questa struttura, dove vivono il maschio Azizi e due femmine, N'hasa e N’Iralé, i sistemi di refrigerazione, durante le ondate di calore, hanno avuto problemi: i gorilla torneranno nella loro area dedicata solo quando caleranno le temperature e verranno ripristinati i condizionatori.

Nella maggior parte degli zoo europei, come a Roma ad esempio, sono stati poi distribuiti “ghiaccioli” fra gli animali e altri cibi freddi, come frutta congelata, per aiutarli. Il caso più emblematico è forse Praga dove, in piena ondata di calore, sono state messe a disposizione delle tonnellate di ghiaccio per dare sollievo agli orsi polari Aleut e Gregor. A Praga questo sistema non è una novità, ma quello che è difficile ora è programmare la distribuzione, dato che il caldo estremo arriva sempre prima. Tra gli altri animali che hanno beneficiato della fornitura di ghiaccio per rinfrescarsi negli anni passati ci sono state anche le lontre, gli elefanti e i pappagalli.

Tra le strategie rinfrescanti più efficaci, resta però quella che anche gli esseri umani dovrebbero considerare sempre di più: la distribuzione (e l’aumento) della corretta vegetazione. Nei suoi piani anti-caldo per la conservazione degli animali, lo zoo di Barcellona prevede anche questo: grazie alle piante che circondano i recinti, promettono infatti di riuscire ad abbassare di 3 gradi le temperature rispetto a quella medie della città catalana.