Italia tra caldo e temporali, ma non chiamiamole ottobrate
di Giacomo TalignaniTemperature anche di 5-6 gradi superiori alla media. Ad autunno, 30 gradi in varie zone d'Italia. Mari ancora caldissimi, zero termico tra i 3500 e i 4000 metri. La nuova norma dettata dalla crisi del clima. In arrivo perturbazioni sul Tirreno
Non chiamiamole ottobrate, ma effetti della crisi climatica. In questi giorni, sulle isole, dalla Sardegna alla Sicilia si sono sfiorati i 30 gradi. A inizio ottobre la permanenza dell’anticiclone africano ha portato temperature elevatissime, per autunno, anche di 5-6 gradi superiori alle medie. Le spiagge, da quelle in provincia di Cagliari sino a Bari, ma anche nelle Marche, sono tornate all’improvviso ad essere piene, con ombrelloni aperti e boom di turisti.
Un tempo, questo periodo, nelle antiche tradizioni romane era l’ottobrata: la gita fuori porta, sfruttando il bel tempo, per festeggiare la fine della vendemmia. Si trattativa di pochi giorni, soleggiati, in mezzo a un autunno decisamente più freddo rispetto ad oggi. Adesso la raccolta delle uve, con tanto di difficoltà per il comparto vino, per molte uve inizia addirittura ad agosto e la crisi del clima, con le sue ondate di calore e la scarsità nella distribuzione omogenea delle precipitazioni, ha stravolto tutto: quando mancano poco più di due mesi a Natale stiamo sperimentando temperature massime ad ottobre che in realtà sono tipiche di fine agosto (28-31 gradi).
Prima dell’arrivo di perturbazioni che porteranno a temporali e temperature più fresche, fino quasi al 7 ottobre al Centro nel Nord, in Puglia e sulle isole in alcune zone la colonnina di mercurio arriverà così a quasi trenta gradi, cifre decisamente superiori alle medie di riferimento per il periodo. A queste anomalie si aggiunge uno zero termico che, per ottobre, continua ad essere elevatissimo: tra i 3600 e i 4000 metri nelle ultime ore, anche se alla fine della settimana dovrebbe scendere. Con uno zero termico così elevato e temperature in quota le cime delle nostre montagne (vedi le impressionanti immagini del Cervino) sono spesso ancora prive di neve, elemento che con il riscaldamento globale anche in Italia sarà sempre più scarso, si stima addirittura un -50% al 2070.
La fragilità delle montagne, con il permafrost compromesso a causa delle temperature elevate in quota, è già ben visibile anche in questi giorni sulle Alpi: nelle ultime ore si è registrato un crollo sulla Tofana e altre frane sulle Dolomiti, nella zona di Cortina.
E poi ci sono i mari caldi a preoccupare. Il Mediterraneo, che quest’anno ha raggiunto livelli da record, continua ad essere estremamente caldo per ottobre: il servizio Mareografico dell’Ispra mostra ad esempio i dati delle boe piazzate al largo di varie coste d’Italia: si va da una temperatura superficiale dell’acqua di circa 22 gradi al Nord, come nel Triestino o in Liguria, sino a quasi 26 gradi in Sardegna o Sicilia.
Tutto questo calore accumulato ha il potenziale di trasformarsi in eventi meteo estremi carichi di energia che, dopo questa prolungata fase di caldo, potrebbero presto verificarsi sulle coste tirreniche: tra oggi e mercoledì sono previsti possibili temporali intensi e alluvioni in Sardegna nella zona centro-settentrionale, nel Lazio e nell’arcipelago Toscano e in Campania, tanto che gli esperti lanciano l’allerta per la massima prudenza.