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Onu: “Emissioni record, verso un punto di non ritorno se non riduciamo del 18% entro il 2030”

I target europei per l’Unep: “L'obiettivo attuale consiste nel ridurre al minimo la durata e l'entità di tale superamento, per poi tornare a +1,5 °C entro la fine del secolo”. Il rischio ora è che si vada verso +2,6 °C

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L’ultimo Emission Gap Report 2026 dell’Onu, reso pubblico poche ore fa, è stato saggiamente titolato “The Point of Return”, punto di ritorno, senza il “non”. Ritorno a cosa? A 1,5 gradi di riscaldamento del Pianeta rispetto all’era preindustriale. Perché l’edizione 2026 dello studio, che da un quindicennio monitora le emissioni globali di gas serra per capire se siano in linea con l’Accordo di Parigi, conferma la brutta notizia: “la possibilità di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C, senza superare tale soglia o superandola solo in misura limitata, è ormai svanita”. L'avvertimento è che la Terra è sulla traiettoria di un riscaldamento di 2,6 °C (2,8 °C se non venissero prese misure) entro il 2100, anche se i governi rispettassero i loro recenti impegni in materia di clima. Ma non cancella la speranza: “l'obiettivo attuale consiste nel ridurre al minimo la durata e l'entità di tale superamento, per poi tornare a 1,5 °C entro la fine del secolo”.

Come riuscirci? “Le emissioni globali di gas serra dovrebbero essere ridotte (rispetto ai livelli del 2025) del 18% entro il 2030, del 45% entro il 2035 e del 69% entro il 2040”. Questo permetterebbe, scrivono gli esperti dell’Onu, di limitare il picco di riscaldamento globale a 1,7-1,8 °C, per poi tornare a 1,5 °C entro il 2100, “con una probabilità di circa il 50%”.

Altro messaggio positivo: “I progressi nelle energie rinnovabili e le politiche climatiche hanno portato a una reale riduzione delle emissioni in diversi Paesi e settori; tuttavia, è necessario un potenziamento su scala globale di vasta portata per rimettersi sulla giusta rotta”.

"Il superamento della soglia non equivale alla resa. Possiamo ancora limitarne l'entità e la durata, riportando le temperature al di sotto di 1,5 gradi entro la fine del secolo", ha commentato il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

Però le “buone notizie” finiscono qui. La ricetta individuata dal report dell’Unep (il Programma Onu per l’ambiente) è molto più austera non solo di quanto si sta facendo realmente, ma anche di quanto i governi hanno promesso (senza poi mantenere). “Anche se cvi fosse la piena attuazione dei Contributi Determinati a Livello Nazionale (Ndc), le emissioni verrebbero limitate solo del 5-8% entro il 2030 (contro il 18% auspicato) e dell'11-15% entro il 2035 (contro il 45%)”. Come dire che per ritornare a 1,5 °C entro fine secolo occorrerebbe, rispetto agli Ndc, una ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 del 5,7% annuo per tutto il decennio 2025-2035.