L’iniziativa

Oltre il Pnrr: in scena a Reggio Calabria le nuove frontiere della ricerca

Oltre il Pnrr: in scena a Reggio Calabria le nuove frontiere della ricerca

Sfide globali, innovazione tecnologica e futuro dell’università al centro dell’evento @Frontiers, organizzato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Dal Piano nazionale di ripresa e resilienza alla cooperazione internazionale: appuntamento lunedì 30 marzo con esperti, docenti e relatori internazionali

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Trasformare la ricerca accademica in soluzioni concrete per le sfide del mondo reale. La missione che fin dal suo lancio ha accompagnato lo sviluppo e la messa a terra del Piano nazionale di ripresa e resilienza è pronta ad animare @Frontiers, l’evento organizzato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria che andrà in scena lunedì 30 marzo presso l’Aula magna “Quistelli”. L’evento istituzionale, promosso dal Rettore, il professore Giuseppe Zimbalatti, e dalla Prorettrice ai Grandi progetti, la professoressa Mariateresa Russo, sarà l’occasione per presentare i risultati dei progetti finanziati nell’ambito del Pnrr e confrontarsi sui traguardi raggiunti attraverso la Missione 4 "Istruzione e Ricerca".

Gli ecosistemi dell’innovazione

Il Piano nazionale ha favorito il finanziamento di progetti di ricerca di base e applicata per supportare la transizione ecologica e digitale, consolidando la sinergia tra università e imprese per un’economia resiliente e ad alta intensità di conoscenza. Una svolta significativa nell’organizzazione del sistema nazionale della ricerca attraverso strumenti operativi: dai centri nazionali ai partenariati estesi, passando per gli ecosistemi dell’innovazione. Lo stesso ateneo reggino ha partecipato attivamente a trenta nuovi soggetti, distinguendosi come spoke leader nell’Ecosistema Tech4You e come partner dei centri nazionali Agritech e Most.

La sessione plenaria dell’evento di lunedì 30 marzo ospiterà i contributi dei responsabili scientifici nazionali, tra cui il professore Blefari Melazzi per il partenariato Restart dedicato alle telecomunicazioni, e il professore Maurizio Muzzupappa, che insieme agli esperti tecnico-scientifici nominati dal Ministero dell’Università e della Ricerca illustrerà i progressi del progetto Tech4You. Questi interventi spaziano dal rafforzamento dei sistemi di connessione alla transizione sostenibile dei trasporti, fino allo sviluppo di tecnologie agricole innovative e resilienti ai cambiamenti climatici.

Sfide globali e cooperazione

L'evento costituisce un punto di partenza verso nuove sfide legate alla sostenibilità e all'Agenda 2030. La sessione pomeridiana, focalizzata sul cambiamento climatico, sarà introdotta dal professore Andrea Lenzi, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche e portavoce della rete Cattedre Unesco, e vedrà il contributo della professoressa Annateresa Rondinella, coordinatrice della commissione affari istituzionali della ReCui. Parteciperanno relatori di prestigio internazionale come il professore Francesco Corvaro, inviato speciale per il clima del governo italiano, e i professori Grammenos e Soccodato, rispettivamente segretario generale aggiunto dell’Unione per il Mediterraneo e segretario generale dello One Water Committee Italy.

Il dibattito sarà arricchito dalle visioni del professore Massimo Labra, direttore scientifico del centro nazionale sulla biodiversità, e dai rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, tra cui il dottore Lo Savio e Massimo Riccardo, inviato speciale per il Piano Mattei. Durante i lavori verrà inoltre proposto un documento di networking per lo sviluppo di una Cop del Mediterraneo da integrare nella Conferenza Mondiale delle Parti sul clima delle Nazioni Unite.

Le prospettive del post-PNRR

Le conclusioni della giornata saranno affidate al dottor Fabrizio Cobis, dirigente del Ministero dell’Università e della Ricerca e responsabile unico del progetto della Missione 4.2 del Pnrr, che illustrerà le prospettive del periodo post-Piano nazionale di ripresa e resilienza. La manifestazione inserisce l'Università Mediterranea in un quadro di riflessione strategica sul ruolo degli atenei nella costruzione di nuovi modelli di sviluppo sostenibile, riaffermando la centralità della ricerca nel Mezzogiorno e nell’intero bacino del Mediterraneo.