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Green Skills e la nuova sfida del lavoro: le assunzioni verdi corrono veloci

Green Skills e la nuova sfida del lavoro: le assunzioni verdi corrono veloci

Secondo il report di LinkedIn Italia 2026 la richiesta di competenze legate alla sostenibilità coinvolge ambiti sempre più trasversali come la finanza e la logistica. “Le aziende sono convinte che non è sufficiente creare reparti specializzati: gli obiettivi ambientali incidono su tutta l’organizzazione”

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Dalla finanza alla logistica, dalla produzione al marketing, la transizione verde sta ridefinendo il mercato del lavoro italiano. Ormai la richiesta di competenze legate alla sostenibilità si sta diffondendo in modo così trasversale che viene richiesta anche al di fuori degli ambiti tradizionalmente associati alla transizione verde. Il cambiamento coinvolge infatti funzioni come la finanza, la logistica il marketing e la catena degli approvvigionamenti. Le aziende si sono convinte che non è più sufficiente creare reparti specializzati che si occupano di sostenibilità, ma deve entrare nell’attività ordinaria. Il motivo è chiaro: gli obiettivi ambientali incidono sulle decisioni operative e strategiche di tutta l’organizzazione. Ed è così che in un Paese come l’Italia sempre più esposto agli effetti della crisi climatica, le specializzazioni green diventano così una risorsa per sostenere l’occupazione. È questo uno dei motivi per cuicontinua a crescere la quota di assunzioni green ad un ritmo più che doppio rispetto alla concentrazione di lavoratori con competenze di sostenibilità. A dirlo è l’Economic Graph LinkedIn, il più grande network professionale al mondo che presenta il suo Green Skills Report 2026. l dati parlano chiaro: mentre le assunzioni green sono aumentate del 23%, la quota di talenti che acquisiscono qualifiche legate alla sostenibilità è cresciuta ad un ritmo medio del 10%, sempre rispetto al 2025.

La formazione al centro delle strategie aziendali

Dal 2021, le assunzioni e l’offerta di talenti green sono cresciuti rispettivamente del 59% e del 51%. Investire nelle “green skills” diventa quindi una leva importante per le aziende che cercano non solo le tradizionali figure specialistiche come i responsabili della sostenibilità, gli esperti ambientali e consulenti energetici, ma professionisti che integrano conoscenze ambientali, con quelle tecniche, economiche e gestionali. Così Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia: “Le competenze green stanno diventando un vero e proprio fattore di competitività nel mercato del lavoro. I nostri dati mostrano che, nei primi sette mesi del 2026, i talenti green hanno registrato un tasso di assunzione superiore di circa il 59% rispetto alla forza lavoro complessiva. È un segnale di come la sostenibilità stia continuando a creare nuove opportunità professionali, anche in settori e ruoli che tradizionalmente non associamo alla transizione verde. È vitale che imprese e professionisti continuino a investire nello sviluppo e aggiornamento delle competenze per contribuire acostruire un'economia più innovativa e sostenibile”.

Un mercato in evoluzione

Secondo LinkedIn Italia, il 64% dei talenti green possiede competenze legate alla sostenibilità senza però ricoprire un ruolo professionale “formalmente green”, una quota aumentata di oltre 21 punti percentuali rispetto a dieci anni fa. La stessa tendenza emerge sul fronte delle assunzioni: il 73% delle assunzioni green riguarda professionisti che possiedono competenze sostenibili, ma non una qualificaprofessionale specifica. Al contrario, soltanto il 14% delle assunzioni green riguarda professionisti che possiedono esclusivamente una qualifica in questo senso.

La trasformazione interessa l'intera economia nazionale. Se i settori con la maggiore concentrazione di talenti green rimangono i servizi di pubblica utilità (13,5%), l'agricoltura e silvicoltura (9%) e il comparto petrolifero, del gas e delle attività estrattive (8,5%), negli ultimi cinque anni, la concentrazione è infatti più che raddoppiata nei servizi finanziari (+119%) ed è cresciuta dell'83% in tecnologia, informazione e media, settori tradizionalmente meno connessi alla sostenibilità ma fondamentali per la transizione.La crescita riguarda anche i data center, infrastrutture sempre più centrali per l'economia digitale: il 12% degli addetti italiani possiede almeno una competenza sostenibile, con un incremento del 26% nell'ultimo anno e del 263% rispetto al 2021.

Le competenze green per integrare professioni già esistenti

Gli osservatori LinkedIn hanno notato sulla propria piattaforma che molti professionisti hanno aggiunto competenze green sui loro profili rivelando alcune priorità emergenti. Tra queste, sono la prevenzione dei rifiuti (20%), seguita dalla gestione energetica (13%), il settore degli acquisti(+141%) e finanza sostenibili (+68%) a registrare l’impennata più significativa anno su anno. Ma la diffusione delle competenze green ha un impatto anche sulla composizione della forza lavoro, con dinamiche diverse tra generazioni e una partecipazione femminile che colloca l'Italia in una posizione più favorevole rispetto al panorama globale.

Sebbene i Millennial rappresentino oggi la fascia con la più alta concentrazione di talenti green, la Gen Z sta rapidamente recuperando terreno, sviluppando competenze in questo ambito più rapidamente di qualsiasi altra generazione: la quota di professionisti più giovani è cresciuta in media del 14% all’anno dal 2021, quasi il doppio rispetto al tasso registrato dai Millennial (7,5%). Sul fronte della rappresentanza di genere, in Italia le donne costituiscono il 38% dei professionisti green, una quota significativamente superiore a quella registrata a livello globale (30%). Nonostante gli uomini continuino a rappresentare la maggioranza, il dato italiano evidenzia una partecipazione femminile relativamente più equilibrata rispetto al panorama internazionale.

IA e sostenibilità: due trasformazioni interconnesse

Accanto alla diffusione delle competenze sostenibili, emerge un’altra tendenza destinata a incidere profondamente sul futuro del lavoro: la crescenteconvergenza tra intelligenza artificiale e transizione verde. In Italia, il 4% dei talenti green possiede almeno una competenza di AI Engineering, una quota cresciuta del 61% in un solo anno. Un potenziale confermato anche a livello globale.

Tra i professionisti green di tutto il mondo si diffondono infatti sia competenze avanzate di IA - dall'IA generativa al machine learning - sia capacità di utilizzo quotidiano delle nuove tecnologie; il prompt engineering guida infatti la classifica delle competenze di AI Literacy, seguito dalla familiarità con strumenti come Microsoft Copilot, Anthropic Claude e ChatGPT. Scrivono gli analisti di LinkeIn Italia: “Con la Cop31 alle porte, i risultati del Green Skills Report 2026 evidenziano una sfida cruciale per l'Italia: accompagnare la transizione verde attraverso lo sviluppo delle competenze, trasformando le ambizioni climatiche in opportunità concrete sia per i professionisti che le imprese”.