Incentivi per diminuire i consumi e passare all’elettrico per le famiglie e per le piccole imprese che faticano a pagare le bollette energetiche. Nel 2027 arriverà il rimborso delle spese di aumento della potenza di contatori domestici per rendere meno costoso il passaggio ai nuovi impianti, e un contributo a fondo perduto per migliorare l’efficienza di negozi e officine. I bonus sono previsti dal Piano Sociale per il Clima del MASE e si andranno ad affiancare agli incentivi fiscali già previsti e al Conto termico.
Bonus al 100% per l’aumento di potenza dei contatori domestici
L’intervento riservato alla famiglie punta ad eliminare tutti i costi “nascosti” che possono rendere meno conveniente il passaggio dei consumi domestici dal gas all’elettrico, come quelli necessari per l’adeguamento della potenza del contatore. Questo è un passaggio indispensabile quando si installano pompe di calore o anche semplicemente piani ad induzione, per i quali si può superare il picco dei 3kW previsto come standard per le utenze domestiche. Il passaggio a 4,5-6 kW comporta un costo amministrativo una tantum che si aggiunge a quello necessario per l’aggiornamento tecnico dell’impianto. Una somma di spese aggiuntive da mettere in conto che spesso costituisce una barriera per l’intervento,e che il Piano punta a rimuovere. Si prevede infatti il rimborso anche per i costi dei servizi tecnici di supporto per la verifica della compatibilità dell’impianto e di quelli per l’adeguamento dell’impianto necessario all’incremento della potenza disponibile. Il Piano calcola che saranno interessate al nuovo bonus 4.7 milioni di famiglie considerate tra quelle vulnerabili ossia famiglie che, pur potendo accedere ad altre misure di sostegno, incontrano specifiche barriere economiche che limitano l’elettrificazione dei consumi domestici.
Le regole per le microimprese
Si rivolge alla platea dei soggetti più vulnerabili sul fronte dei costi energetici anche l’intervento a sostegno delle imprese. Quelle interessate alle misure sono le più piccole, dalle partite Iva personali alle aziende con meno di 10 dipendenti. Per definire la platea il Ministero ha messo a punto un indicatore di vulnerabilità, chiamato Smf (Spesa fossile sul margine operativo). In sostanza, un algoritmo calcola quanto l'acquisto di combustibili fossili (stimato in media al 25% della spesa energetica totale di una piccola azienda) eroda i guadagni prima delle tasse. Più questo valore è alto, più l'impresa è considerata a rischio transizione. I contributi per rinnovare gli immobili e i laboratori andranno soltanto a quel 10% di imprese che si trova nelle condizioni peggiori. L’intervento messo in campo punta a riqualificare 128.000 immobili con un fondo a disposizione di 1,25 miliardi di euro.
Incentivi su infissi, riscaldamento e pannelli, escluso il cappotto
Il bonus sarà un contributo diretto a rimborso spese fino al 65% a fronte di una riduzione del 30% dei consumi energetici dell’edificio. Tra gli interventi ammessi la sostituzione di infissi e l’installazione di schermature solari, oltre alla sostituzione degli impianti di riscaldamento a gas. Escluso invece dall’ambito dell’incentivo il finanziamento degli interventi di coibentazione per tetti e pareti, per una questione di costi e benefici. La realizzazione di un cappotto termico, infatti, oggi come oggi è una soluzione che viene considerata eccessivamente costosa rispetto ai risultati che può garantire in termini di riduzione dei consumi. L’incentivo coprirà invece i costi di installazione dei pannelli solari purché abbinati alla pompa di calore.