Lo sguardo di Yotam Ottolenghi sull’Italia: “La vostra cucina è una fortezza da espugnare”
di Alessandro AlloccaIl nuovo libro dello chef israeliano naturalizzato inglese, autore di culto da milioni di copie vendute è anche un omaggio al padre, nato a Firenze
Liberarsi dalla frenesia quotidiana e dal sovraccarico di stimoli del web riscoprendo il legame profondo con l’Italia e con le proprie radici familiari: è questa la nuova filosofia di Yotam Ottolenghi, chef e autore da milioni di copie, celebre per aver reso accessibili le spezie e i sapori esotici attraverso ricette immediate, intuitive e alla portata di qualsiasi appassionato di cucina. Di base a Londra, dove ha aperto diversi locali in tutta la capitale, e con libri tradotti in decine di lingue, il cuoco torna in libreria il prossimo 6 ottobre con “Simple Too. Ancora più semplice” edito da Vallardi. Scritto a quattro mani con Verena Lochmuller, chef scozzese con una formazione in pasticceria a New York, il volume raccoglie 135 nuove ricette accomunate da due semplici regole: tempi di preparazione ridotti, tutte entro i 30 minuti, e l'impiego di un’unica pentola o teglia. Un approccio essenziale che contrasta con la sua storicità fatta di complesse stratificazioni mediorientali.
“Con l’età che avanza (58 anni il prossimo 14 dicembre) ho fatto ancora più mia una regola universale: less is more. La stessa che è poi alla base della cultura culinaria italiana”, racconta a Il Gusto. L’Italia, un riferimento non del tutto casuale dato che si tratta di un omaggio esplicito a suo padre, Michael Ottolenghi, e ai luoghi della sua infanzia. Nato a Firenze e trasferitosi in Palestina da bambino poco prima della Seconda Guerra Mondiale, Michael aveva anche una visione metodica della cucina dettata proprio dalle sue radici, come ricorda Yotam. “Passava ore a girare la polenta con la pazienza di un santo, senza mai deviare dalla tradizione e mostrando un totale rispetto per la scelta della materia prima. Durante la mia adolescenza a Gerusalemme era normale che ci cucinasse piatti italiani, cercando di utilizzare tutti gli ingredienti che era possibile trovare nel nostro Paese, seguendo scrupolosamente la metodologia italiana per prepararli”. “Il cibo italiano è il campione del mondo, è la lingua culinaria che le persone comprendono con più facilità. Pensate alla carbonara, alla pasta o alla pizza”, gli fa eco Verena Lochmuller.
“Simple Too. Ancora più semplice” nasce, come anticipato, come risposta ai ritmi della vita moderna, con l'obiettivo di riportare le persone ai fornelli eliminando la frustrazione generata dalla mole di direttive culinarie presenti in Rete che, alcune volte, in meno di un minuto ti mostrano un piatto già fatto. E l’Italia rimane una presenza costante non solo nei ricordi familiari, ma anche nella realizzazione materiale del libro: “Tutte le copie di tutte le edizioni internazionali sono stampate nel vostro Paese, a Trento, per via della riconosciuta cura dei dettagli delle vostre tipografie”, ci tiene a sottolineare Yotam. Questo forte legame artigianale e culturale non impedisce però allo chef di proporre le sue classiche contaminazioni.
Ad esempio, tra le oltre cento ricette internazionali proposte nel libro, ci sono anche variazioni di piatti tipici italiani come la pasta e fagioli arricchita da un concentrato di peperoni turchi per dare maggiore nota fruttata, o una parmigiana a base di zucca. “Ammetto che non è una vera e propria parmigiana, ma ne richiama gli elementi iconici che ripropongo attraverso mie personali contaminazioni, come utilizzare il formaggio fuso, il pangrattato croccante e la salsa di pomodoro”. Più di venti le pagine dedicate solo alla preparazione di piatti a base di pasta, compresa una torta salata ripiena di bucatini alla diavola.
Ottolenghi è del tutto consapevole di quanto queste interpretazioni possano trovare ostacoli nel nostro Paese. “Vendere una cucina ricca di influenze internazionali agli italiani è la sfida più grande, siete l'ultima fortezza rimasta”. Al netto delle normali resistenze di chi difende i classici della tradizione, il fulcro di “Simple Too. Ancora più semplice” resta la precisa volontà di abbassare gli ostacoli tecnici per rendere il cucinare un momento privo di stress. Una scelta editoriale che guarda direttamente a quell’attitudine accogliente e devota verso il cibo che un fiorentino emigrato molti decenni fa ha saputo lasciare in eredità al figlio, ora tra i nomi più noti della cucina globale.