Il clima che cambia: mille eventi estremi in soli sei mesi. Italia spaccata in due
di Elena DusiL'alluvione in Emilia Romagna
(ansa)L’Italia è “il bazar della crisi climatica”. Lungo i 1.300 chilometri della penisola non manca nulla, catalogo completo.
Alluvioni? Ne sa qualcosa Cogne, che resterà isolata per settimane e perderà gran parte della stagione turistica, nonostante le promesse del governo di trasportare i villeggianti in elicottero.
Siccità? «Gli allevatori della Sicilia preferiscono ormai mandare al macello le bestie piuttosto che vederle morire di fame e sete» tuona Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, dal palco dell’assemblea nazionale dell’Anbi, l’associazione delle bonifiche d’Italia. «Gli agricoltori sono pronti a una stagione di ferro e fuoco, a chi tocca tocca» minaccia Gesmundo. E dopo le rivolte dei trattori dello scorso inverno, in sala non ride nessuno.
Grandinate? L’Italia può offrirne 257 dall’inizio dell’anno, tutte con chicchi di almeno 2 centimetri, insieme a 86 trombe d’aria, 10 valanghe, 25 fulmini con vittime o danni e 611 nubifragi, secondo i dati 2024 dell’osservato…
L’Italia è “il bazar della crisi climatica”. Lungo i 1.300 chilometri della penisola non manca nulla, catalogo completo.
Alluvioni? Ne sa qualcosa Cogne, che resterà isolata per settimane e perderà gran parte della stagione turistica, nonostante le promesse del governo di trasportare i villeggianti in elicottero.
Siccità? «Gli allevatori della Sicilia preferiscono ormai mandare al macello le bestie piuttosto che vederle morire di fame e sete» tuona Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, dal palco dell’assemblea nazionale dell’Anbi, l’associazione delle bonifiche d’Italia. «Gli agricoltori sono pronti a una stagione di ferro e fuoco, a chi tocca tocca» minaccia Gesmundo. E dopo le rivolte dei trattori dello scorso inverno, in sala non ride nessuno.
Grandinate? L’Italia può offrirne 257 dall’inizio dell’anno, tutte con chicchi di almeno 2 centimetri, insieme a 86 trombe d’aria, 10 valanghe, 25 fulmini con vittime o danni e 611 nubifragi, secondo i dati 2024 dell’osservatorio europeo per gli eventi estremi Eswd, European Severe Weather Database.
Completano il panorama fiumi e laghi in piena, sempre al Nord: «Il Garda sta mangiando le spiagge» avverte Massimo Gàrgano, direttore generale Anbi. Il lago, cresciuto di 14 centimetri in 5 giorni per le ultime piogge, è a una percentuale di riempimento del 141%: mai era stato così gonfio secondo le registrazioni. Il Maggiore è al 99%, il Benaco al 109% e l’Iseo al 95%.
Per la Sicilia invece ieri si è espresso Salvo Cocina, capo della Protezione Civile dell’isola e della cabina di regia dell’emergenza siccità: l’acqua negli invasi «è al 25% del totale e sta ancora diminuendo, visto che si consuma e non piove. Per le colture irrigue la situazione è persa in partenza».
La strada interrotta a Cogne
E l’estate è solo all’inizio. E l’Italia ancora non ha finito di pagare i danni dell’alluvione del maggio 2023 in Emilia Romagna. Il Commissario straordinario per la ricostruzione, il generale Francesco Figliuolo, approfitta dell’assemblea dell’Anbi per un bilancio: «Restano sfollate 1.300 famiglie sulle 9.400 iniziali. Lavorare con l’acqua è difficile. I danni di un sisma li puoi delimitare. Il quadro di un’alluvione è fluido, in continuo cambiamento. Abbiamo ancora frane in movimento e case non asciutte. Eppure gli eventi estremi di questo tipo sono in aumento. Sappiamo che dovremo fronteggiarli sempre più di frequente».
Solo per le emergenze gestite da Figliuolo l’alluvione in Emilia Romagna è costata finora 2,2 miliardi di euro. Il Censis ha calcolato che tra 1980 e 2022 le conseguenze del cambiamento climatico hanno dilavato 111 miliardi dalla nostra ricchezza, un terzo dell’intera Europa e dieci volte di più, calcola l’Anbi, rispetto a quanto sarebbero costate le opere di prevenzione.
Come sia possibile che tutti gli estremi climatici siano presenti in Italia, e tutti nello stesso momento, lo spiega senza alcuna difficoltà Andrea Rinaldo. Il professore di Costruzioni Idrauliche dell’università di Padova e del Politecnico di Losanna l’anno scorso ha vinto a Stoccolma il “Nobel dell’Acqua”: «Non c’è nulla di cui stupirsi. Siccità e alluvioni sono le due facce della stessa medaglia. La pioggia complessiva in Italia non sta variando molto con il cambiamento climatico. Ma una legge della fisica, detta di Clapeyron, stabilisce che per ogni grado in più di temperatura, l’atmosfera riesce ad accumulare tra il 6% e l’8% in più di vapore acqueo. Ecco perché le precipitazioni oggi sono più concentrate e intense e gli eventi estremi più diffusi. Dovremo trovare delle strategie per ridurre i danni. Sul fronte del clima infatti non ci sono miglioramenti in vista».