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Università, 35mila posti per formare infermieri, fisioterapisti, dietisti e tecnici. E da quest’anno anche 70 osteopati

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Chiusi i bandi degli atenei per le lauree triennali delle professioni sanitarie. Il 5 settembre si svolgerà il test che permetterà l’ingresso di circa la metà dei candidati
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I posti per chi vuole studiare per esercitare una professione sanitaria sono 35.800, dei quali 20.525 per gli infermieri. Le Università pubbliche e private italiane hanno reso noti i dati sui posti disponibili per chi vuole prendere una delle 23 lauree triennali che permettono di lavorare in sanità. Tra queste, da quest’anno nasce anche quella in osteopatia, con 70 posti in due atenei, Verona e Firenze.

Quali sono i corsi

Le lauree triennali permettono di diventare, tra l’altro, infermieri, ostetriche, fisioterapisti, logopedisti, tecnici di laboratorio, dietisti e così via. Il numero totale dei posti è in aumento del 3,9%, cioè sono quasi 1.350 in più. Come noto, la professione maggiormente in difficoltà di organici all’interno del servizio pubblico è quella infermieristica. Il numero dei posti a disposizione è cresciuto rispetto all’anno scorso, seppure non in modo decisivo. L’aumento è stato infatti del 2,3%, per circa 450 posti in più.

Scadenze ed esami

Le varie università chiud…

I posti per chi vuole studiare per esercitare una professione sanitaria sono 35.800, dei quali 20.525 per gli infermieri. Le Università pubbliche e private italiane hanno reso noti i dati sui posti disponibili per chi vuole prendere una delle 23 lauree triennali che permettono di lavorare in sanità. Tra queste, da quest’anno nasce anche quella in osteopatia, con 70 posti in due atenei, Verona e Firenze.

Quali sono i corsi

Le lauree triennali permettono di diventare, tra l’altro, infermieri, ostetriche, fisioterapisti, logopedisti, tecnici di laboratorio, dietisti e così via. Il numero totale dei posti è in aumento del 3,9%, cioè sono quasi 1.350 in più. Come noto, la professione maggiormente in difficoltà di organici all’interno del servizio pubblico è quella infermieristica. Il numero dei posti a disposizione è cresciuto rispetto all’anno scorso, seppure non in modo decisivo. L’aumento è stato infatti del 2,3%, per circa 450 posti in più.

Scadenze ed esami

Le varie università chiudono la possibilità di iscriversi in giorni diversi. A Milano, ad esempio, si può presentare domanda entro il 26 agosto, a Bologna il 19, alla Sapienza di Roma il 22. Messina, invece, ha già chiuso, visto che la scadenza era il 5 agosto. Ha avuto circa duemila domande (132 in più dell’anno precedente), per mille posti.

Al contrario del test di Medicina, quelli per le professioni sanitarie prevedono spesso domande diverse in ogni ateneo, visto che il concorso non è di carattere nazionale. La data dell’esame, in tutte le Università pubbliche, è il 5 settembre. Gli esami prevedono una serie di test ai quali rispondere. Oltre la metà degli atenei statali collabora con il Consorzio Cineca, quello che realizza i test di medicina, per la formulazione di un questionario unico.

In quanti resteranno fuori

Il numero chiuso escluderà molti giovani che vorrebbero esercitare le professioni sanitarie. “Si potrebbe confermare il dato dell’anno scorso, quando gli studenti che erano interessati ad iscriversi erano circa 67 mila”, spiega Angelo Mastrillo, docente in organizzazione delle professioni sanitarie dell’Università di Bologna. Circa la metà de candidati quindi resteranno fuori. “Per chi riesce ad entrare – prosegue Mastrillo – gli sbocchi occupazionali sono relativamente certi e in tempi brevi, tanto da risultare da sempre al primo posto assoluto fra tutte le varie aree disciplinari, come evidenziato dai dati di AlmaLaurea, con tasso occupazionale del 77% per le Professioni sanitarie, pari al doppio del 39% della media di tutte le 16 aree disciplinari”.

L’esordio dell’Osteopatia

È stata una legge del 2018 ad inserire, non senza polemiche da parte di chi criticava l’assenza di scientificità della disciplina, l’osteopatia tra le professioni sanitarie universitarie. C’è voluto tempo per rendere operativa la norma e quest’anno c’è l’esordio del corso di studio. Verona attiverà 40 posti e Firenze 30. Gli osteopati hanno quindi vinto la loro battaglia, ma il decreto ministeriale prevede che potranno occuparsi di prevenzione e non di cura. Oggi per esercitare la professione bisognava aver frequentato uno dei tanti corsi privati, di durata e complessità variabile, che sono a disposizione. Con il percorso universitario si mette un punto e si costringono, nel tempo, coloro che già esercitano a fare corsi di integrazione o chiedere comunque l’equipollenza del loro titolo.

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